
Dopo averle augurato buon compleanno qualche giorno fa, torniamo a parlare di Patti Smith. Sembra infatti che la ’sacerdotessa del rock’ abbia registrato un brano in memoria di Amy Winehouse e pubblicherà la canzone nel prossimo capitolo discografico - il sesto - della sua carriera.
Questo piccolo omaggio a Amy è ’sbocciato’ in studio. Eravamo agli “Electric Lady” [famosi studi di New York] e stavamo suonando tutt’altro. Quando ho saputo della sua morte ho scritto una breve poesia. Tony Shanahan - il mio bassista - ha scritto una melodia e le due cose hanno funzionato insieme perfettamente.
Ancora senza un titolo, il brano non sarà l’unico tributo a una star scomparsa sul nuovo disco di Patti Smith. Un’altra canzone infatti, è dedicata alla sua amica Maria Schneider, attrice resa famosa soprattutto per la turbolenta partecipazione al celebre film-scandalo “Ultimo Tango a Parigi” diretto da Bernardo Bertolucci e interpretato da Marlon Brando.

I’m an American artist
and I have no guilt
La - splendida - foto che vedete qui sopra a inizio post racconta un’amicizia. Una delle tante che hanno costellato la vita e la carriera di Patricia Lee Smith: musicista e interprete abile e talentuosa come poche, in grado di incarnare lo spirito delle avanguardie artistiche e della New York che si preparava all’avvento della new wave. La - splendida - foto che vedete a inizio post è di Robert Mapplethorpe, il fotografo che scandalizzò i benpensanti in quegli anni svelando la sensualità di un mondo che riceveva una seconda, grande spinta al cambiamento e alla rivoluzione culturale: naturale evoluzione di quella esplosa sul finire degli anni ‘60.
Robert Mapplethorpe e Patti Smith erano grandissimi amici: a lui e a tutto il gruppo di newyorkesi che contavano (Bob Dylan, Andy Warhol, Lou Reed, il futuro marito Fred Smith degli MC5 e moltissimi altri), approdò dopo una vita da vera bohemien. Notti trascorse a dormire in metropolitana, lavori di fortuna e molta miseria. Scoprire la Grande Mela ‘dal basso’, le permise di capirla a fondo, amarla e catturarne gli umori e lo spirito. Tanto che “Horses”, il suo primo, irripetibile lavoro discografico (prodotto da John Cale dei Velvet Underground) fu un miracolo di urgenza e rabbia, in largo anticipo sul punk inglese che arrivò due anni più tardi.
Altrettanto fondamentali saranno i tre dischi successivi, elettrici e inquieti (”Radio Ethiopia” del 1976, “Easter” del 1978 - che conteneva “Because the Night”, scritta con Bruce Springsteen - e “Wave” del 1979), fino alla decisione di abbandonare le scene, annunciata alla fine della tournée italiana per l’ultimo album. Sposa Fred Smith e con lui mette al mondo due figli, pubblicando un solo disco nell’arco di un decennio (”Dream of Life”, che contiene uno degli inni di protesta più famosi della storia: “People Have The Power”). Arrivano gli anni più difficili per la “Sacerdotessa del Rock”.
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Dell’uscita del nuovo album degli R.E.M. vi abbiamo parlato alla fine di settembre: al momento erano poche le indiscrezioni, ora invece si conosce il titolo (”Collapse Into Now”), l’uscita (i primi mesi del 2011) e una serie di featuring che andranno a impreziosire (o almeno speriamo) il prossimo lavoro in studio per la band di Athens.
I tre nomi ufficializzati sono Eddie Vedder (cantante e leader dei Pearl Jam), Patti Smith e Peaches. Un trio delle meraviglie che, come il bassista Mike Mills ha dichiarato a Spin, è stato cercato per rendere l’atmosfera delle canzoni più diversificata possibile. Un disco in forte contrasto con “Accelerate”, che invece partiva dall’esigenza di realizzare brani brevi e di impatto immediato.
Volevamo aggiungere varietà e non limitarci a una sola tipologia di canzone. Ci sono alcuni bellissimi brani molto lenti, altri sono dei mid-tempo e altri tre o quattro sono dei pezzi di rock molto tirati.

La Library of Congress si occupa di preservare tutti i lavori che abbiano un valore storico e culturale, tra quelli realizzati da artisti statunitensi. Nello specifico, il National Recording Registry, seleziona le opere che riguardano la musica: registrazioni che abbiano almeno dieci anni di vita vengono così catalogate e ‘tutelate’ nel tempo.
Tra gli altri, il privilegio (e la conferma indiretta dell’importanza della loro musica) è toccato agli R.E.M., a Tupac Shakur e a Patti Smith. Nello specifico, sono state selezionate “Radio Free Europe” (il singolo pubblicato nel 1981 da Michael Stipe e soci), “Horses” (l’album di Patti Smith del 1975) e il brano “Dear Mama”, pubblicato nel 1995 da Tupac Shakur.
Un patrimonio culturale garantito e riconosciuto, per essere consultato e ricordato nel tempo. Fatta eccezione per alcuni premi e targhe, dovremmo magari tentare di istituire qualcosa di simile anche da noi. Voi quali nomi proporreste?

Annunciato sul myspace ufficiale del Traffic Free Festival l’elenco dei partecipanti e il cast definitivo. Un anno sempre più rock (e un po’ punk) quello del festival gratuito di Torino (dal 7 al 12 luglio in vari luoghi della città) che vede confermati i Sex Pistols, gli Afterhours, Patti Smith e i Baustelle.
L’ultimo nome aggiunto è quello di Tricky che si somma ad altri gruppi molto interessanti, come gli Hercules and Love Affair, i Wire, i nostri Massimo Volume e tanti altri ancora. Non ci sono ancora le suddivisioni per serate ma apprendiamo intanto il cast completo, che trovate qui di seguito.
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