Approfittiamo delle foto realizzate per Maxim (è molto più bella naturale) per recensire “Suono Naturale” di Ilaria Porceddu, altro nome emerso da X Factor per il suo controverso personaggio e la sua particolare sensibilità musicale.
Ascoltando il disco, non ci sono particolari dislivelli tra i pezzi: in tutti si nota l’impegno, la volontà di essere profonda e di spessore. Un’elevazione, la sua, che non accoglie. Purtroppo. A 20 anni, è fondamentale presentarsi al pubblico con una nota di leggerezza. Avrebbe dovuto prendersi meno sul serio. E’ come se echeggiasse i brani meno commerciali di artisti come Laura Pausini (posto che faccia brani non commerciali) e L’Aura. Invece di proporre un album di ricerca, si propone come fatta e finita. Anche se non lo è affatto.
Voce interessante, buonissimi arrangiamenti. E’ l’intenzione che fa perdere intensità ed emozione. Perché Ilaria sa emozionare, lo ha dimostrato più di una volta ad X Factor. Ma deve aprirsi al pubblico, parlare la loro lingua e le loro emozioni. E studiare, anche se stessa. A seguire, la nostra pagella.
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Oggi è il grande giorno, è uscito l’attesissimo album di Marco Carta. Biografia passata, interviste (come quella di Tvblog), gran rumore in ogni giornale del pianeta. Noi li abbiamo presi e buttati nel cestino della pattumiera differenziata. Il tentativo è di prendere l’album di un artista emergente e valutarlo così com’è.
“Ti rincontrerò” è un cd per una major internazionale apprezzabile quanto un cantante con una lunga carriera nei matrimoni, posto che loro sono consapevoli che non avrebbero ragione d’esistere in un contesto discografico. Marco è una persona buona, ci mette la stessa accentuata convinzione in tutto quello che fa, e va bene, ma è la stessa verve di chi aspetta di finire la serata per tornare a casa e farsi un pediluvio.
Musicalmente affrettato, pessimo nei testi e nella scelta delle cover che caratterizzano metà del disco, l’album non si distingue in nessun brano, se non in una cover appena accettabile, quella di “Ti pretendo” di Raf. Il singolo “Per sempre”, è fatto di fretta, con la sola attenzione per il buon canto.
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Quando c’è una bella chitarra che si muove sotto una bella voce, c’è poco da fare. KT Tunstall ha sfornato dodici bei brani all’interno del suo ultimo album “Drastic Fantastic”, C’è l’anima un po’ country folk mista al pop degli inizi, c’è uno spirito rock pervasivo. Un album non facile al primo ascolto, perchè le sonorità non sono semplicissime e i testi sentimentali ma profondi. La hit Hold On (già presentata su Soundsblog qualche tempo fa) è un bel pezzo che come è accaduto per “Black horse & the cherry tree” è molto orecchiabile ma non banale. Questa volta però l’effetto “chiodo” che hanno di solito i brani pop di lancio non c’è, o almeno non c’è con lo stesso grado di profondità.
Lo so che succede per quasi tutti gli album trascinanti, ma questo è il classico cd da viaggio con tutto il retrogusto meraviglioso del un moderno rock femminile anni ‘90 (The Cranberries ultima maniera?). La cosa tanto normale quanto speciale di questo album è che dentro ci trovi tutte le emozioni riproducibili con una chitarra, dai ritmi trascinanti alle ballate beffarde e malinconiche come quella di “Beauty of Uncertainty”. Da ascoltare assolutamente il brano finale, “Paper Aeroplane”, un piccolo capolavoro acustico. A seguire la pagella del disco brano su brano e il video di “Suddenly I see”, traccia speciale del primo album venduta con altri tre brani inediti su I-tunes ma nella versione live, colonna sonora de “Il diavolo veste Prada”. Brava, brava.
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Quando leggiamo l’intervista promozionale ad un artista di rilievo che propone la sua ultima fatica discografica, solitamente ci ritroviamo con una sfilza di frasi fatte e discorsetti che tutto servono, tranne che raccontare la vera anima di fa musica. Piuttosto troviamo solo ciò che il pubblico vuole sentirsi dire, per trovare il giusto contatto che sposti il favore e faccia aprire il portafogli. Quando parli con Manu Chao, invece, la triste frase tipica “è un album molto importante per la mia carriera, molto intimo”, non la trovi nemmeno per scherzo.
L’articolo di Marco Mathieu di XL di questo settembre racconta la passione per la musica, la forza dei propri ideali, la bellezza del mondo e l’amicizia vera con un altro grande artista: Roy Paci. Manu è uno che potrebbe guadagnare almeno dieci volte tanto lavorando per qualsiasi major, che certamente lo produrrebbe senza colpo ferire, ma ancora una volta dopo tanti anni di onorata carriera, sceglie una casa indipendente, la Because Music. Dall’alto dei suoi 46 anni ha idee fresche e senza freno a mano come quelli di un ventenne. Sul nostro mondo, dopo aver detto che Bush “è il peggior terrorista del mondo”, dice:
“E oggi, credo che ci siamo: la merda ha toccato il ventilatore, l’abbrutimento del mondo è sempre più veloce e stiamo vivendo un’epoca di grande crisi. Effetto della ” politica dei grandi”, quelli che dovrebbero guidare il mondo. E invece lo stanno distruggendo”.
Il suo ultimo album, seguendo le sue intenzioni, dovrebbe diventare tra qualche tempo una vera e propria opera che si prolunga virtualmente sul web seguendo il concetto della radio, porta con se una natura variegata e soprattutto gratuita della musica. Oltre ad aver messo a disposizione dei suoi fan tutto l’album in ascolto completo e gratuito, è nelle intenzioni di Manu proporre altri brani, fino a 30 o 40, tutti inediti e a disposizione degli utenti. Insomma, o è un pazzo o è un vero artista. Roy Paci, suo amico e collaboratore, spende parole meravigliose sul suo conto:
“Manu Chao è unico. Per quel suo animo libero capace di creare musica e stabilire relazioni eccezionali con il pubblico. Ha ragione chi lo indica come il Bob Marley del popolo latino e, aggiungo io, del mondo”.
Qualche discografico si chiede perchè non compriamo più la musica. Forse perchè mancano personalità artistiche come questa che ci facciano muovere le terga per andarcelo a comprare, perchè in nessun modo merita il semplice download. A seguire, la pagella dell’album è il video di “Rainin in paradize”.
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Ben Harper è prolifico. Quattro figli e almeno un album all’anno. Dopo il lungo tour successivo all’ultimo album del 2006 “Both sides of the gun”, il cantante e chitarrista statunitense ha realizzato in soli sette giorni il suo ultimo album, già da ieri nei negozi (come anticipato già a maggio da Sid). Realizzare brani per Ben Harper è cosa semplice. Sembra che ne riesca a scrivere anche duecento all’anno, dei quali ne sceglie solo poi i dieci migliori. Purtroppo la sua casa discografica fa giustamente un po’ fatica a stargli dietro, ma in una scena musicale che dimentica in fretta e che per certi artisti non può rendere solo sul singolo brano, c’è sempre bisogno di nuovo materiale, e di un nuovo disco da produrre, quantomeno per smaltire l’enorme quantitativo di materiale realizzato.
Così con lo stesso suo gruppo del tour (gli Innocent Criminals) e con la stessa forte intesa permasta dopo così tanto tempo passato insieme ai suoi musicisti nelle varie tappe ed esibizioni mondiali, i brani sono stati tutti registrati in maniera fortemente sintonica. L’album aveva bisogno di questa sinergia anche perchè è stata scelta la registrazione analogica, non quella digitale, che secondo Ben rispecchia maggiormente il suo sound e crea “maggiore calore e profondità attraverso l’utilizzo di tecniche che tanti ritengono sorpassate”. Che dire, siamo di fronte ad un mito della musica mondiale di fronte al quale non si possono spendere altre parole, se non quelle della nuovissima Pagella di Soundsblog, con un voto da 0 a 10 per ogni singolo brano dell’album, ascoltato ancora caldo per voi (i voti sindacabili e aperti ovviamente al vostro giudizio).
Fonte: Sorrisi