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Tutti gli articoli con tag p2p

Peter Jenner (ex manager dei Pink Floyd): "La pirateria musicale è 'condivisione', il vero reato è combatterla"

pubblicato da Michele

Peter Jenner (ex manager dei Pink Floyd): "La pirateria musicale è 'condivisione', il vero reato è combatterla"

Nel suo campo, Peter Jenner è una vera e propria istituzione: oltre ad aver organizzato il leggendario concerto dei Rolling Stones ad Hyde Park nel 1969, è stato il manager storico di gruppi come i Clash e i Pink Floyd che, inutile dirlo, non hanno di certo bisogno di presentazioni. Forte delle sue impareggiabili esperienze lavorative passate, Jenner è intervenuto al recente Westmister eForum per offrire il suo autorevole punto di vista sulla spinosa questione della pirateria musicale, o meglio, del “file sharing” inteso come fenomeno culturale prima ancora che criminale:

“Se teniamo fede ad una legge sul copyright, cioè un qualcosa che cerca di legiferare sul sacrosanto diritto a copiare, è inutile dire che stiamo percorrendo un vicolo cieco che non ci può portare da nessuna parte: è come cercare di amministrare il traffico aereo con delle leggi sul trasporto ferroviario, non si può controllare il diritto delle persone a scaricare, gestire e copiare file con il proprio computer, è una questione di democrazia e di cultura. Piuttosto, cerchiamo invece di sviluppare nuovi modelli di business musicale, dato che tutti i tentativi di bloccare il file sharing in ogni sua forma e dimensione sono sicuramente destinati a fallire.

Dobbiamo riformare l’industria discografica: oggi le major detengono diritti quasi monopolistici sui propri artisti sotto contratto, vedono i loro dischi come ‘prodotti’ e non come ’servizi’. Possiamo agire in tantissimi modi, ad esempio accordandoci con i fornitori di servizi internet a banda larga o introducendo abbonamenti semestrali o annuali a determinati siti di file sharing, un pò come accade adesso con RapidShare. Basta anche solo una sterlina per ogni persona che utilizza internet per scaricare file musicali ‘non autorizzati’, per avere un ritorno di decine di milioni di sterline per ripagare indirettamente gli artisti.”

Secondo Jenner, quindi, le case discografiche e i musicisti devono scendere a compromessi e cambiare totalmente il proprio punto di vista sul file sharing, considerandolo non più come il prodotto di una mente criminale ma come un potentissimo strumento per raggiungere milioni e milioni di utenti grazie alla magia della condivisione.

Scissor Sisters: "Già in Rete il nostro nuovo album? Perfetto, è tutta pubblicità gratuita!"

pubblicato da Michele

Scissor Sisters: "Già in Rete il nostro nuovo album? Perfetto, è tutta pubblicità gratuita!"

Avvertiti dai colleghi del Daily Star che il loro prossimo album, “Night Work”, pur essendo previsto in uscita il prossimo 25 giugno è già disponibile per intero nei circuiti illegali di P2P in Rete, gli Scissor Sisters non hanno fatto una piega, anzi, paradossalmente si sono detti felici del “furto”! Il motivo di una simile e anomala contentezza ce lo spiega direttamente Jake Shears, il cantante del gruppo glam rock statunitense:

“L’immissione prematura in Rete del nostro nuovo album mi eccita perchè la risposta degli utenti che l’hanno scaricato ed ascoltato è assolutamente positiva. Io stesso ho fatto un giretto tra i siti underground che parlano già del nostro ‘Night Work’ dopo averlo scaricato e non c’è nessun commento negativo al nostro lavoro. Il parere di queste persone per noi è importantissimo, perchè di solito solo i fans più accesi si prendono la briga di scaricare un album ancor prima che sia uscito. Poi magari alcuni di loro l’album non lo compreranno, ma intanto cominciano a parlarne con i loro amici e danno inizio ad un passaparola che per noi è la migliore delle pubblicità.”

Per la serie: non tutto il male viene per nuocere…

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Pirateria musicale: l'Unione Europea nuovamente contraria alla "dottrina Sarkozy"

pubblicato da Michele

Pirateria musicale: l'Unione Europea nuovamente contraria alla "dottrina Sarkozy"2

Mentre in Italia le più influenti case discografiche cercano di accordarsi con gli internet provider per offrire agli utenti un “lasciapassare” che gli permetta di scaricare lecitamente (ovviamente previo aumento, seppure minimo, del canone mensile d’abbonamento) tutto ciò che vogliono dal catalogo delle major coinvolte, in paesi come la Francia, la Corea del Sud e Taiwan si è cercato di limitare la pirateria (musicale e non) intervenendo direttamente sulla connessione delle persone scoperte nell’atto di servirsi illegalmente di programmi P2P.

Tale pratica, consegnata alla storia recente come “dottrina Sarkozy”, trova però una strenua opposizione nei legislatori e nei giudici dell’Unione Europea, così come possono dimostrare le seguenti dichiarazioni di Karel De Gucht, Commissario Europeo per il Commercio:

“La Comunità Europea non appoggia e non accetta l’idea che un’eventuale intesa nel quadro dell’ACTA (gli accordi commerciali anticontraffazione) crei l’obbligo di disconnettere i privati cittadini da Internet in conseguenza di un’attività di download illegale. La regola dei ‘tre colpi’ (ossia delle tre metodologie di disconnessione adottate dal governo francese) o dei sistemi di risposta graduale non rivestono carettere obbligatorio in ambito europeo. I paesi membri dell’Unione si approcciano alla tematica in modi differenti, il nostro compito non è quello di obbligare nè di appiattire la discussione ma quello di conservare questa flessibilità.”

Per il momento, quindi, non verrà emanata alcuna legge comunitaria che obblighi gli stati membri a recepire una norma anti-pirateria che, se fosse formulata in modo simile a quella che c’è attualmente in Francia, permetterebbe a tutti i fornitori di servizi internet di scandagliare il traffico dati di tutti gli utenti collegati, violandone in perpetuo il diritto alla privacy.

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Sony Music Italia: la pirateria musicale si batte accordandosi con gli internet provider

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Sony Music Italia: la pirateria musicale si batte accordandosi con gli internet provider

Rudy Zerbi, presidente di Sony Music Italia conosciuto al grande pubblico per la sua partecipazione (in veste di giudice) al talent show Italia’s got Talent, nel corso di un’intervista concessa al sito ufficiale della Polizia di Stato si è detto assolutamente favorevole ad una strategia di contrasto alla pirateria musicale che coinvolga costruttivamente i fornitori di servizi internet a banda larga:

“Prima di tutto sono colpiti quelli che la musica la amano. Infatti, se come discografico, fino a 5/10 anni fa i margini della produzione mi consentivano di finanziare tutta una attività di sperimentazione che offriva un’opportunità di lancio per giovani artisti sconosciuti, oggi tutto ciò non è più possibile. Quindi il danno non è solo industriale ma anche artistico, perchè si riducono gli spazi per tanti giovani talenti di farsi sentire e vedere.

Ormai la svolta sta solo nella possibilità di stringere accordi, come avviene nelle trasmissioni delle tv satellitari, con i principali internet service provider e, per una cifra aggiuntiva mensile o annuale di pochi euro, permettere all’utente di avere a disposizione l’intero catalogo dei produttori musicali con un download ufficiale e garantito, anzichè cercare file rubati. In questa direzione ormai stiamo lavorando. Siamo in contatto con diversi provider nazionali e questo è l’unico modo per conciliare legalità e appassionati della musica.”

In questo modo, afferma Zerbi, si potrebbe facilmente ovviare anche al fastidiosissimo problema dei virus contratti da quegli utenti che, illecitamente, attingono da siti e programmi di file sharing per carpire quotidianamente brani protetti da copyright. E voi, cosa ne pensate al riguardo?

Ed O’Brien dei Radiohead: "La causa del declino dell'industria musicale non è la pirateria"

pubblicato da Michele

Ed O�Brien dei Radiohead: "La causa del declino dell'industria musicale non è la pirateria"

La pirateria non sta assolutamente uccidendo la musica: ad esserne sicuro è Ed O’Brien, il chitarrista dei Radiohead che, partecipando al Midem di Cannes, è ritornato sull’annosa questione che vede contrapposta l’industria musicale al P2P illegale di contenuti protetti da copyright.

“Devo ammettere che ho un pò di problemi quando mi tocca ascoltare il parere di discografici che vengono da me affermando che la pirateria sta assassinando la musica e di conseguenza i loro affari. Il mio punto di vista è che si, i pirati non comprano i dischi che scaricano tramite il P2P, ma comunque reinvestono i loro soldi andando a vedere più concerti, o comprando semplicemente più magliette dei loro cantanti e gruppi preferiti.

Non dimentichiamo che siamo nell’era digitale, e che i discografici, per rimanere a galla, devono rimodulare il loro modello di business esattamente come in qualsiasi altro settore coinvolto dall’avvento di Internet. Qualche idea al riguardo? Bisogna dare spazio ad artisti e generi musicali considerati attualmente di nicchia, e c’è da riorganizzare i siti che vendono legalmente album e brani, proponendoli al pubblico ad un prezzo equo per concorrere concretamente con il P2P, altrimenti la gente continuerà giustamente a reagire all’ottusità dell’industria musicale sentendosi in diritto di scaricare canzoni senza pagare nulla.”

E voi, cosa ne pensate al riguardo?

via | Midem

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The Edge (U2): per colpa della pirateria, l'industria musicale rischia il collasso

pubblicato da Michele

The Edge (U2): per colpa della pirateria, l'industria musicale rischia il collasso

In un’intervista rilasciata al magazine politico e musicale irlandese Hot Press, il chitarrista degli U2 David Howell Evans (The Edge, per gli amici e per i milioni di fans) ha lanciato un appello alle istituzioni e agli ISP (Internet Service Provider) affinchè impediscano una volta per tutte ai pirati di scaricare illegalmente CD e brani musicali protetti da copyright:

“Nessuno sta investendo più nella musica: il mercato dei CD è al tracollo, e non si è ancora palesato un modello che lo possa sostituire in maniera convincente. Il fatto che si sia interrotto il flusso di credito all’industria musicale significa che nessuno più finanzierà tour, nessuno chiuderà più contratti discografici e editoriali, e nessuno farà più niente di ciò che serve fare per mandare avanti lo spettacolo da quando i Beatles si sono affacciati sul panorama mondiale. Al momento sembra che il modello imperante sia quello di vivere come parassiti, cercando ognuno di eliminare il proprio vicino per poter sopravvivere. E, come intuirete, non è un buon modello.

Gli Internet Service Provider reclamano a gran voce la loro innocenza. Certo, loro non fanno niente, anche di fronte a gente che si appropria indebitamente di opere di ingegno. Se si considera che quando si acquista un servizio internet si acquista una banda, che può essere usata in modo più o meno illecito, credo che i musicisti che si vedono defraudati della loro unica fonte di sostentamento dal download illegale abbiano le loro buone ragioni ad avercela con gli ISP. E non parlo del mio gruppo, ma di quelli più giovani, gli emergenti: per loro è fondamentale che la questione si risolva.”

via | Hot Press

Duro colpo alla pirateria musicale: Mininova chiude i battenti

pubblicato da Michele

Duro colpo alla pirateria musicale: Mininova chiude i battenti

“Oggi è un importante giorno nella storia di Mininova.”

Con questa frase ad effetto, i gestori di uno dei più famosi portali di condivisione illegale di musica, film e videogiochi protetti dal copyright hanno annunciato, sul loro blog ufficiale, che Mininova d’ora in avanti continuerà ad operare solo attraverso un servizio limitato di distribuzione di materiale regolarmente licenziato dai detentori dei diritti.

La Corte di Utrecht, infatti, lo scorso agosto ha condannato i cinque ideatori olandesi a trovare una soluzione definitiva affinchè i loro server non ospitino più dei torrent con opere dell’ingegno protette da copyright: a tre mesi esatti dalla sentenza, quindi, senza essere raggiunti ad un accordo i gestori di Mininova hanno dovuto inserire nel sistema un filtro che, come una mannaia, ha tagliato all’istante centinaia di migliaia di torrent illegali.

Nonostante il grave colpo inferto quest’oggi alla pirateria (musicale e non), finchè il dibattito sul come e sul cosa fare per regolamentare a dovere la pratica del download di contenuti protetti rimarrà acceso come lo è oramai da un decennio a questa parte, ad ogni provvedimento preso contro siti come Mininova ci sarà sempre qualche nave che salperà in loro soccorso dalla baia dei pirati.

via | Mininova, blog ufficiale

Qtrax, le major e il peer to peer legale

pubblicato da maxreali

P2P e major discografiche. Detto così sembra un ossimoro. Dopo anni di battaglie legali e di scaricamenti illegali qualcosa si è mosso anche fra chi ha fatto di tutto per osteggiare la condivisione e lo scaricamento di musica online. Si chiama Qtrax ed è il primo sito dove si può scaricare legalmente e sotto l’egida delle 4 grandi sorelle della discografia mondiale, Universal, Sony-Bmg, Emi e Warner, musica online.

A dire il vero di Qtrax ne avevano già parlato i nostri cugini di downloadblog alcuni mesi fa ma l’accordo fra le major e il sito internet americano e le major è stato annunciato ieri al MIDEM di Cannes. Tralasciando i lati tecnici è innegabile che dal lato dell’ascoltatore ci sono ancora delle perplessità, prima su tutte l’utilizzo su tutti i brani scaricabili del DRM che impedirà di copiare i file su cd.

Resta il fatto che sebbene questo primo piccolo passo sia a suo modo rivoluzionario, visto che finora le major hanno combattuto a suon di processi, suona decisamente tardivo in un contesto in cui il p2p è diventata una delle attività principale su internet. In Italia non funzionerà ancora ma anche se fosse già stato attivo non mi avrebbe certamente staccato da eMule. E a voi?

Update: Sembra che in tre hanno già fatto marcia indietro. E a noi che ci pareva troppo poco. A questo punto penso che resterò di sicuro sempre su eMule.

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Un giudice di Roma assolve i p2p

pubblicato da The Jay

I vari siti e software per lo scambio di files, denominati peer to peer (abbreviato p2p), non commetterebbero una violazione del diritto d’autore, in quanto, i server farebbero solamente da intermediari per lo scambio dei files tra gli utenti.

“Mancando una legislazione ad hoc …. non appare possibile in questa sede dare rilevanza ad un fenomeno assai diffuso che non può essere messo sotto accusa ed avente accertamenti quasi impossibili da fare”

Questo è quanto affermato dalla sentenza, rilasciata oggi a Roma dal gip Carla Santese, che ha accolto la richiesta di archiviazione per un caso di una società che lamentava la violazione del diritto d’autore.

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