
Scritto e illustrato da Lorenzo Cherubini, “La parrucca di Mozart” è una sorta di buffo libretto d’Opera, pensato per i più piccoli e realizzato da Jovanotti dopo aver letto moltissime lettere del grande musicista, in occasione di uno spettacolo al Teatro Signorelli di Cortona. L’esperimento ha messo insieme un’orchestra di circa settanta ragazzi (dai 9 ai 19 anni) provenienti da tutta Italia che, per due settimane, hanno dato vita all’allestimento suonando, cantando e recitando.
Dall’8 all’11 dicembre, Lorenzo presenta di nuovo lo spettacolo, nei teatri di Terni e Narni (sempre in provincia di Terni) per la stagione lirica di OperaInCanto. Musicata dal musicista contemporaneo Bruno de Franceschi, l’opera è tratta dal libro pubblicato recentemente da Einaudi.
Così Jovanotti racconta l’esperienza sul sito della casa editrice:
L’ho scritto per un pugno di bambini che dovevano portarlo in scena e ora che lo vedo qui stampato con i disegni a colori che ho realizzato mi piace, perché ha una freschezza e una gioiosa devozione che non so nemmeno io come siano uscite fuori. Forse è lo spirito del genio di Salisburgo che ha voluto bene alle intenzioni con le quali ho approcciato questo lavoro, che sono quelle di uno che voleva far giocare dei bambini lasciandogli dentro però un’emozione vera.
Dopo il salto, il trailer del documentario dell’esperienza in teatro.
La Royal Opera House di Londra è stata molto lieta di presentare alle fronde più giovani e meno bacchettone del suo pubblico un’intera opera lirica il cui libretto è stato scritto, tweet dopo tweet, dagli utenti della rete.
Tutto è cominciato circa un mese fa, quando i curatori del canale Twitter dell’Opera House proposero una frase da cui cominciare: “Un mattino, molto presto, un uomo e una donna si trovavano, a braccetto, al Covent Garden di Londra”. 900 risposte sono seguite, troppe per riuscire davvero a fare convogliare in una sola ciclopica rappresentazione tutto quanto espresso tramite micropost. E forse anche troppi per i puristi appassionati di lirica inglesi, che non hanno mancato, in varie forme, di far sapere del loro imbarazzo nei confronti di un’iniziativa “irrispettosa della musica”, definita da Jeremy Pound, critico musicale della BBC: “un incidente che attendeva di accadere”.
Così, quello che è stato proposto al pubblico è stata una “sintesi” di 25 minuti di durata, durante il Deloitte Ignite Festival di sabato scorso. Un semplice piano ha accompagnato le voci del mezzosoprano Hannah Pedley e del baritono Andrew Slater, con un successo e delle reazioni sul web e non solo che lasciano sperare che esperimenti del genere saranno ripetuti.