
Di Giuseppe Povia e della sua “Luca era gay” ha discusso un intero Paese prima, durante e dopo quell’enorme giocattolo musical-mediatico chiamato Festival di Sanremo. Tutti o quasi hanno detto la propria sul brano, sul suo autore e sulle mille implicazioni -non musicali, ovviamente; la musica non se l’è filata nessuno, ironia della sorte- che avrebbe avuto. Ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori, fino allo sfinimento.
Passata l’ondata emotiva, erano rimasti i dati concreti: secondo posto alla kermesse e vendite abbastanza modeste; c’eravamo illusi che fosse stata scritta la parola fine sul caso, invece oggi arriva una notizia che potrebbe favorire il classico colpo di coda: “Luca era gay” si è aggiudicato il Premio Mogol proprio per il suo testo, ritenuto il migliore dell’anno dalla Commissione formata dal celebre paroliere assieme a Marcello Veneziani, Oliviero Beha ed Arnaldo Colasanti. Il tutto patrocinato dalla Regione Valle D’Aosta, dove stasera si svolgerà la cerimonia di premiazione ufficiale.
Povia ha battuto la concorrenza di Simona Molinari con “Egocentrica”, Franco Battiato con “Tutto l’universo obbedisce all’amore”, Vinicio Capossela con “Il Paradiso dei calzini”, Jovanotti con “A te”, ed Arisa con “Sincerità”.
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