E’ uscito Ghost I-IV, il nuovo album dei Nine Inch Nails, un lungo (ben 36 tracce) lavoro esclusivamente strumentale che il leader della band Trent Raznor voleva pubblicare da tempo. Sul sito ufficiale dell’album si legge infatti
“erano anni che desideravo pubblicare un album del genere, ma solo ora, per sua stessa natura, questo disco ha un senso. Questa raccolta di canzoni è il risultato di un lavoro visuale, una colonna sonora per sogni a occhi aperti. Sono molto soddisfatto del risultato e della possibilità di presentarlo direttamente a voi senza interferenze. Spero che apprezzerete il primo volume di questo Ghost”.
L’ultima frase fa riferimento alla possibilità di scaricare, gratuitamente e legalmente, le prime 9 tracce dell’album. Le possibilità di acquisto sono invece molteplici, si va dai 5 dollari per il download completo DRM-Free ai 300 dollari per la super deluxe con 2 cd, 1 dvd, 1 blue ray disc e quadruplo vinile in edizione limitata autografato da Trent in persona.
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Come già segnalato dagli amici di Gossipblog, dopo Radiohead e Nine Inch Nails, anche Madonna abbandona la sua etichetta storica, la Warner, per firmare un contratto da 120 milioni di dollari non con una major del disco ma con un promoter di concerti, la Live Nation, un gesto che potrebbe decretare la morte definitiva del vecchio business musicale.
A quasi 50 anni, la cantante si porterà a casa 18 milioni alla firma del contratto e 17 milioni per ognuno dei tre album previsti (più royalties e stock optinon azionarie), mentre Live Nation otterrà la proprietà del marchio Madonna, del merchandise e dei diritti sui tour, e si impegnerà a spendere almeno 50 milioni per la produzione e la promozione degli album. La Warner ovviamente non ci sta e rilancia offrendo un alleanza con la Ticketmaster, anche se a quanto pare la cantante di “Like a virgin” non ha intenzione di tornare sui suoi passi. Ricordiamo che Madonna è ancora legata alla sua attuale etichetta, alla quale deve ancora un album e una raccolta, entrambi previsti entro pochi mesi.
E’ chiaro che ormai, con la vendita di dischi in caduta libera, diventano sempre più importanti gli introiti derivati da concerti e merchandise, quindi avere un contratto esclusivo con un promoter, focalizzato più sulle royalties derivanti da gadgets e magliette che sulla vendita diretta di album, oggi è fondamentale. Anche Live Nation comunque fa un salto nel buio, dovrà infatti vendere almeno 15 milioni di copie di ciascun album per rientrare dell’investimento, e non sarà facile dato che non ha una rete di distribuzione capillare come la Warner; ma questo, nell’era di iTunes, può essere un problema secondario.
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