
Il nome completo è (o per meglio dire, era) CBGB & OMFUG: “Country Blue Grass Blues and Other Music For Uplifting Gourmandizers”. Se a molti dirà poco basta iniziare ad elencare la quantità di musicisti che ci hanno suonato o semplicemente bivaccato per chiarire a tutti l’importanza di questo storico locale del Lower East Side di Manhattan (NY). Il CBGB con le sue pareti interamente ricoperte da adesivi, resti di locandine, graffiti e scritte di ogni genere, è il luogo dove sono nati il punk e la new-wave statunitensi.
Patti Smith, i Ramones, i Television, i Talking Heads, Blondie: dal 1973 c’è passato praticamente chiunque, fino alla chiusura del 2006 e alla morte del fondatore Hilly Kristal l’anno successivo. Un pezzo di storia di New York e della cultura underground tutta, che rivivrà nelle immagini di un film le cui riprese sono previste per il prossimo autunno e che racconterà il periodo dal 1974 al 1976.
La regia è stata affidata alla coppia Randall Miller e Jody Savin che produrranno anche la pellicola insieme a Brad Rosenberger e Lisa Kristal Burgman, la figlia dello scomparso gestore. Il film (parole della Savin ai microfoni di Variety) “si concentrerà sulla vera storia del club, e del suo impatto sulla scena della musica underground”. Noi non vediamo l’ora.

Dopo dieci anni di attesa anche i fan dei Devo saranno soddisfatti. Sul sito ufficiale del gruppo punk-rock formatosi nel 1972 sono segnalate le news riguardo il nuovo album “Something For Everybody” in uscita il prossimo 15 giugno su etichetta Warner. Ma a fondo pagina c’è anche un’ iniziativa interessante: se cliccate sul logo “Devo Song Study” potete scegliere le dodici tracce definitive dall’elenco dei 16 brani potenziali. Basta ascoltare i samples introdotti da un simpatico signore in giacca e cravatta, e votarle qui. Originali i Devo, non c’è che dire.
Poi, se dopo esservi registrati, inserite una vostra mail potete avere anche il brano “Fresh” uscito come singolo in edizione limitata per il recente ‘Record Store Day 2010′. Parteciperete al concorso per vincere il disco su vinile. Potete ascoltarla live da qui.
Via | Indie-Rock

Difficile spiegare, anche a distanza di così tanto tempo, lo spartiacque che segnò “Disintegration”. Non solo nella (allora) decennale carriera dei The Cure, ma anche nella musica legata alla new wave e al mondo dark. Era il 1989 e “Disintegration” sbaragliò le classifiche con dodici canzoni che sarebbero rimaste nella storia.
A partire da “Lullaby” (e il suo splendido video che trovate dopo il salto): un brano morboso e allo stesso tempo incredibilmente accattivante. Remixato ben presto per diventare anche una hit di culto anche nelle discoteche votate al rock. E ancora “Fascination Street”, la spettacolare “Lovesong” fino al successo più marcatamente ‘pop’ di “Pictures of you”.
Undici anni dopo, i The Cure si apprestano a ripubblicare “Disintegration” su triplo CD. La nuova edizione è curata personalmente da Robert Smith, includerà il disco rimasterizzato, inediti, demo e un booklet di venti pagine con foto dell’epoca. Dopo una serie di rinvii, arriverà nei negozi nella seconda metà del prossimo maggio. Dopo il salto, la tracklist completa.
Continua a leggere: The Cure: nuova edizione per "Disintegration" in triplo CD

La 4AD quest’anno ha celebrato i trenta anni di attività. Nata nel 1979 in Inghilterra, si è imposta da subito come una delle etichette più importanti per la pubblicazione di artisti dell’area indipendente in ambito post-punk e new wave.
Letteralmente impossibile elencare tutti i musicisti e le band che hanno dato lustro alla 4AD negli anni. Dai Pixies ai Bauhaus, dai Birthday Party di Nick Cave ai Cocteau Twins e i Piano Magic. Nel tempo, la label britannica poi ha saputo aprire a nuovi generi, ospitando anche nomi al confine con la dance e l’elettronica come i Gus Gus e, prima ancora, i M/A/R/R/S (sì, proprio quelli di Pump Up The Volume, il primo brano composto interamente da campionamenti ad entrare nelle classifiche UK)
Per festeggiare il trentennale e cogliere l’occasione per fare insieme il punto della situazione e promuovere i propri artisti, la 4AD ci regala questo sampler in download gratuito. La qualità media dei brani proposti è altissima: un’eccellente occasione per scoprire nuove band o per riascoltare pezzi già noti del meglio della scena indipendente. Dopo il salto, una versione live acustica di “The Strangers” di St. Vincent, presente nella raccolta.
Continua a leggere: Il meglio della 4AD in download gratuito
Nella scorsa puntata di Scalo 76, Giusy Ferreri è stata brevemente intervistata ed ha parlato dei suoi sogni discografici e di quei progetti che vorrebbe intraprendere in futuro.
Partendo da un suo consiglio musicale : “Pagan Lovesong” dei Virgin Prunes, Giusy si lascia poi andare rivelando uno dei suoi sogni. Un album dance-pop? Un album di duetti? Diventare famosa in USA? no, niente di tutto ciò, ma qualcosa di molto più interessante : potere avere uno “spazio” lontano dalla musica pop in favore di musica un po’ più ricercata.
Nel dettaglio, le piacerebbe fare prima un “mix” di musica grunge e blues e poi successivamente qualcosa nello stile dei Virgin Prunes, cioè post-punk/(dark)new wave. Che dire, sarebbe sicuramente qualcosa di coraggioso e un po’ più intrigante rispetto al pop da classifica. Chissà se dopo le centinaia di migliaia di copie che sta vendendo, riuscirà ad avere più libertà espressiva…anche solo per un EP. Dopo il salto trovate il video dell’intervista.
Che non si esce vivi dagli anni 80 lo sanno tutti. Per chi è nato negli anni ‘70, infatti, l’ascolto della musica degli anni 80 produce sempre un duplice ambiguo effetto. Da un lato un entusiasmo e un piacere infinito (”Ehi, te la ricordi?!??” “NOOO! E’ vero!, C’era anche questa!”), con esibizioni di facce molto simili a quelle di mia madre quando sente Donovan o Bob Dylan. L’altra, del tutto opposta, è una tristezza e un’angoscia indicibili. Della serie “il tempo che non passa”, il ricordo del periodo adolescienziale con tutte le sue contraddizioni e frustrazioni, il sapore stantio e sgraziato degli anni ‘80 peggiori, il neoconsumismo… Ho sviluppato la teoria che il senso di tristezza o il senso di coolness dipendano da quanto sia possibile “distanziarsi” dal ricordo e rievocare musiche e ambienti con l’orecchio attuale.
Mi è capitato recentemente, ad esempio, di ascoltare Love Action degli Human League…e…stupore! Un pezzo bellissimo, nessuna tristezza o involontaria nostalgia, nessun suono imbarazzante, anzi, al contrario! Anche alcuni pezzi di Madonna hanno lo stesso potere. O - per quanto riguarda i miei dischi - molta della New Wave (New Order e altri…). E quindi sarei proprio curiosa di sapere che ne pensate voi…e quindi mi piacerebbe sapere…
Qual è secondo voi il miglior pezzo degli anni ‘80 che è sopravvissuto agli anni ‘80?
A seguire, un video degli human league in una trasmissione tv….Sooo 80’s!!