Andiamo con ordine (o almeno proviamoci). Che Jack White ha un’etichetta lo sappiamo tutti. Che la Third Man Records pubblichi artisti più o meno legati alla sperimentazione anche. Nel caso specifico però ci sembra che l’ex-White Stripes abbia passato un po’ il segno. Il nuovo progetto in catalogo è infatti la “Insane Clown Posse“. Se il nome vi suona quantomeno buffo, aspettate di sentire il resto…
Sono conciati da clown. E fin qui… Fanno hip-hop. D’accordo, il connubio non sarà dei migliori, ma abbiamo visto di peggio. Il punto è che Shaggy 2 Dope e Violent J (questi i moniker dei due componenti della posse) rappano su campioni di musica classica. Non stiamo parlando di un paio di battute campionate e loopate fino alla fine. Qui si tratta di estratti più lunghi, in un mix che - lasciatecelo dire - rasenta il kitsch in modo davvero eccessivo.
Primo brano, un pasticcio intitolato “Leck Mich Im Arsch” (scusate, ma non possiamo tradurla) su una melodia di Wolfgang Amadeus Mozart. Il lato B del singolo sarà “Mountain Girl” (che tratterà di “tall tales about a shotgun wedding, meth problems and moonshine”… Debussy?). Insomma: siamo senza parole. Non aggiungiamo altro. Ascoltate e giudicate voi il tutto.

In questi giorni di frivolezze trash e di divertimento spicciolo figlio della malsana equazione “estate=tutti in spiaggia a ballare i tormentoni”, la musica classica potrebbe rappresentare la perfetta via di fuga.
Se siete amanti del mare ma preferite godervi qualche serata più rilassante e in compagnia di musica di maggiore spessore, l’Elba Isola Musicale d’Europa fa sicuramente per voi. Giunto alla sua 15° edizione, il festival si svolgerà dal 30 Agosto all’11 Settembre nelle suggestive location di Portoferraio, Rio Nell’Elba e Marciana.
Ad aprire le danze, il 30 e 31 Agosto, due concerti jazz che vedranno potragonisti, tra gli altri, Mina Agossi e Michel Portal. Le date settembrine invece saranno all’insegna della pura musica classica: Stravinsky, Mozart, Beethoven, Bach, Rossini e tanti altri saranno interpretati da importanti nomi internazionali. Trovate tutte le informazioni sul sito ufficiale del festival.
C’è qualcuno che pensa che la musica elettronica dei Daft Punk stia bene solo nei club o nelle discoteche? Vi sbagliate di brutto, perché sta benissimo anche nelle sale da concerto per musica classica.
E ve lo dimostra la Trinity Orchestra, l’orchestra del Trinity College, l’unica ad essere composta da soli studenti in tutta l’Irlanda. Per uscire dai canoni da concerto di musica classica infatti hanno deciso di suonare la musica dei Daft Punk, e in particolare alcune canzoni di “Discovery” l’album del duo francese pubblicato nel 2001.
Il video che vedete in testa al post, scovato su Il Post, è quello dell’esibizione e si riconoscono bene tutte le canzoni suonate: One More Time, Aerodynamic, Da Funk, Superheroes, Around The World e Crescendolls. E ora non venitemi a dire che suonare in orchestra è da nerd…

Murcof (Fernando Corona) nato a Tijuana in Messico è uno dei più grandi musicisti di elettronica contemporanea. Grande sperimentatore, trae ispirazione da autori classici come Johann Sebastian Bach, e musicisti contemporanei, come Johann Johannson e Valentin Silvestrov. Il compositore accosta i ritmi digitali della minimal techno ai suoni dell’esecuzione orchestrale, campionati e ricreati attraverso l’uso di software e macchine, dando vita ad un sound emozionante e coinvolgente. In occasione della sua esibizione al M.I.T., Festival di musica elettronica di Roma, Soundsblog lo ha intervistato in esclusiva scoprendo grande professionalità e disponibilità.
Ciao Fernando.
Tu cerchi un dialogo approfondito tra musica elettronica sperimentale e musica classica. Puoi raccontarci qualcosa sul processo di composizione?
E’ un processo molto intuitivo. Mi avvicino generalmente al processo di composizione senza un’idea specifica su cosa voglio fare e quando lo faccio é soltanto un punto di partenza. Può cominciare con un qualsiasi tipo di sound, elettronico, digitale o acustico, qualunque cosa attiri la mia attenzione, e se non trovo musica interessante nel mio studio allora è il momento di uscire per qualche registrazione all’aperto o in studio. Dopodichè inizio a elaborare i suoni sfruttando tutte le qualità nascoste di ogni genere di programma o plugin che trovo,sempre rimanendo concentrato sulla tessitura e l’armonia.
Una cosa importante é lasciare vibrare i suoni per un momento in maniera che si possano esprimere completamente e per questo c’è bisogno di tempo, sia nel processo di composizione che nella composizione stessa.
La musica barocca che hai registrato nel tuo ultimo album “The Versailles Sessions” è coinvolgente ed emozionante. Quali strumenti e macchine usi in studio per ricreare quelle opere musicali?
Ho lavorato con un gruppo di musicisti esperti del periodo barocco. Siamo rimasti per due giorni fissi al Getsound Studio di Parigi e hanno suonato qualsiasi forma di musica scritta di Lully, Couperin, Purcel e cosi via, e versioni modificate degli stessi brani (più lente, più veloci, con delle pause), per integrare improvvisazione e esplorazione musicale. In questo modo abbiamo avuto a disposizione una gamma molto ampia di materiale musicale dal quale abbiamo tratto i pezzi con cui abbiamo composto l’album “The Versailles Sessions”.
Che tipo di rapporto hai con il dancefloor?
Ho avuto qualche esperienza in passato ma oggi capita molto raramente. Ultimamente é stata solo una coincidenza che qualcuno abbia ballato sulle note della mia musica.
La tua musica é indirizzata al corpo o alla mente dell’ascoltatore?
La mia intenzione è stimolare l’ascoltatore sia a livello intellettuale che emotivo, provo ad intrattenere la sua mente e il suo cuore allo stesso modo, cerco l’equilibrio.
Nel corso di un’appassionata intervista concessa alle pagine del quotidiano Avvenire, Uto Ughi, riconosciuto unanimemente come il migliore violinista e direttore d’orchestra italiano, si è detto fermamente convinto che grazie alla musica sapremo salvarci da quest’epoca dominata dalla corruzione, dove l’inganno e l’egoismo sembrano dettare legge, indicando nei giovani e nell’istruzione le due strade maestre da seguire per riuscirvi:
“Qualsiasi mezzo utile alla diffuzione della musica è ben accetto, anche X-Factor e Amici. Anche se il problema, per un cantante pop così come per un musicista classico, è sempre lo stesso, ossia quello di trovare spazio, di avere un futuro. Manca un gusto, un’educazione nel pubblico.
Per questo occorrerebbe ripartire prima di tutto dalla scuola, ripensare all’educazione musicale sin dalle prime classi delle elementari per preparare il terreno sul quale formare il pubblico di domani. Altrimenti i giovani musicisti, pop o classici, pur bravi, non avranno futuro.”
Secondo il maestro Ughi, quindi, solo attraverso l’educazione e l’istruzione dei più giovani riusciremo a risollevarci, e non solo dal punto di vista squisitamente musicale: e voi, siete d’accordo?

Scritto e illustrato da Lorenzo Cherubini, “La parrucca di Mozart” è una sorta di buffo libretto d’Opera, pensato per i più piccoli e realizzato da Jovanotti dopo aver letto moltissime lettere del grande musicista, in occasione di uno spettacolo al Teatro Signorelli di Cortona. L’esperimento ha messo insieme un’orchestra di circa settanta ragazzi (dai 9 ai 19 anni) provenienti da tutta Italia che, per due settimane, hanno dato vita all’allestimento suonando, cantando e recitando.
Dall’8 all’11 dicembre, Lorenzo presenta di nuovo lo spettacolo, nei teatri di Terni e Narni (sempre in provincia di Terni) per la stagione lirica di OperaInCanto. Musicata dal musicista contemporaneo Bruno de Franceschi, l’opera è tratta dal libro pubblicato recentemente da Einaudi.
Così Jovanotti racconta l’esperienza sul sito della casa editrice:
L’ho scritto per un pugno di bambini che dovevano portarlo in scena e ora che lo vedo qui stampato con i disegni a colori che ho realizzato mi piace, perché ha una freschezza e una gioiosa devozione che non so nemmeno io come siano uscite fuori. Forse è lo spirito del genio di Salisburgo che ha voluto bene alle intenzioni con le quali ho approcciato questo lavoro, che sono quelle di uno che voleva far giocare dei bambini lasciandogli dentro però un’emozione vera.
Dopo il salto, il trailer del documentario dell’esperienza in teatro.

Dopo aver avuto l’onore di dirigere il Concerto di Natale, il giovane compositore Giovanni Allevi s’è visto arrivare, proprio la vigilia, una vera mazzata lanciata da colui che è riconosciuto come il più grande violinista (e direttore d’orchestra) italiano: Uto Ughi.
Tutto accade sulle pagine de La Stampa. Dopo aver assistito al concerto, Ughi s’è lanciato in dichiarazioni di fuoco contro Allevi definendo il suo lavoro “modesto e risibile” e l’attenzione mediatica offerta ad Allevi “un’offesa ai grandi”.
Proprio ieri la risposta pubblica di Allevi che si difende sostenendo di scrivere con l’anima (”come può questo offendere qualcuno?”) e contrattaccando: “a spartirsi la torta del potere musicale sono in pochi, una casta”.