
La presenza di Tupac Shakur sul palco del festival di Coachella ha stupito e ha anche fatto discutere molto. Ma, a quanto pare, rischia di essere imitata anche prossimamente. E stiamo parlando proprio del re del pop, Michael Jackson. C’è in progetto una reunion dei Jackson 5 e quale modo ed occasione migliore se non questa per far apparire l’ologramma del fratello defunto? A dirlo, infatti, è proprio Jackie Jackson, in una recente intervista:
“Potrebbe esserci anche Michael. Veramente, non sarebbe una cosa meravigliosa? A dire il vero, avevamo avuto querst’idea un paio di anni fa, in occasione dello show del Cirque du Soleil dedicato proprio a Michael”
Il tour di Jackie, Jermaine, Tito e Marlon Jackson però inizierà a fine giugno, dopo ventotto anni dalla loro ultima esibizione. E la tempistica non permetterebbe di utilizzare questo ologramma prima del 2013. Se le prove e la tecnica lo permetterà, nel prossimo anno però potremmo vedere Michael Jackson “ballare” nuovamente i brani celebri, direttamente sul palco.
Un omaggio toccante o semplicemente una macabra operazione?
Fonte Foto | TM News

Update: E’ arrivata la conferma della casa discografica sul furto della discografia di Michael Jackson. Ma nessun cenno sui duetti di cui vi parliamo qui sotto.
La Sony ancora non ha commentato la notizia che sta girando sul web in queste ore.
Pare che alcuni hacker siano riusciti ad entrare nel blindatissimo sistema della Sony e abbiano rubato il materiale inedito postumo alla morte di Michael Jackson.
Brani che il cantante avrebbe registrato, senza mai pubblicare, prima della sua morte. La società discografica aveva pagato qualcosa come 250 milioni di dollari per il patrimonio musicale ancora inedito.
Secondo il The Sunday Times, tra le canzoni rubate ci sarebbero duetti con Will.I.Am e con Freddie Mercury dei Queen. Un danno non indifferente cancolando i brani ancora mai ascoltati che sarebbero poi stati stampati e pubblicati prioprio dalla Sony. Ma il colpo non ha solo avuto il re del pop nel mirino: tra le altre vittime si parla anche di canzoni rubate a Jimi Hendrix, Foo Fighters, Avril Lavigne e Paul Simon.
Via | Nme
Fonte Foto | TM News

Adele continua inesorabile a conquistare record e vendere copie del suo album “21“.
Per alcuni, il 2011 era stato l’anno della cantante inglese ma, a quanto pare, anche questo inizio del 2012 non sembra voler mettere da parte la grande voce di questa cantante. E dall’Inghilterra arriva la notizia di un nuovo successo. Il suo ultimo album è riuscito a superare le vendite di “Bad” di Michael Jackson.
Sono infatti circa 4 milioni le copie totali di album vendute di “21″, tra cd e download legali. Vendendo almeno altre 150.000 unità, potrebbe riuscire tranquillamente a superare altri due album che hanno fatto la storia della musica, ovvero “Brothers in arms” dei Dire Straits e il cult “The dark side of the moon” dei Pink Floyd.
Via | BBC
Questa notizia è talmente folle all’apparenza da non poter non essere riportata.
Voi, da piccoli, intorno ai dieci anni, avevate un cantante del cuore o una celebrità che ammiravate parecchio? Sicuramente il piccolo Lenny non aveva mai nascosto la sua passione per i brani e i video di Michael Jackson. Non gli sembrava vero di poter esibirsi davanti a tutti nel celebre ballo del suo mito, vestito come lui mentre indietreggiava e faceva quella tipica mossa con la mano nelle parti basse, in “Billie Jean”. Un passo di danza? Non per la scuola elementare cattolica che frequenta. Inorriditi da quel gesto con il doppio senso sessuale (!?) hanno sospeso il bambino per un giorno.
Si è alzato un polverone che ha coinvolto (e lasciato allibita) l’America intera. Possibile che sia stata attuata una simile decisione solo per una coreografia? Troppo giovane per poter imitare il suo beniamino? Pensate se avesse imitato M.I.A…
Via | TheRepublic
Ricordate il motto delle Spice Girls? “Girl Power” era la battuta che le cinque ragazze si divertivano ad urlare a mezzo mondo per ricordare a tutti l’emancipazione femminile, il riscatto rispetto al sesso forte e rispetto alla famiglia di stampo patriarcale che ha incominciato a prendere piede nel secolo scorso e che ha trovato il punto di massimo splendore durante l’ultimo decennio, quello che ha visto come protagonista proprio la girlband prima citata.
E le cose nel nuovo millennio non sembrano essere cambiate. Noi ovviamente portiamo questo discorso nell’ambito musicale e tralasciamo tutte le altre sfere che sarebbe possibile prendere in considerazione in questa circostanza. Ebbene: le donne, volenti o nolenti, dominano il mondo del musicbiz. Madonna, Britney Spears, Christina Aguilera, Beyoncè, Rihanna, Katy Perry, Jennifer Lopez, Shakira, Lady Gaga, Avril Lavigne, Kylie Minogue, Nelly Furtado, Pink … e le new entries Adele e la neonata Lana Del Rey tengono in mano le redini del gioco lasciando agli uomini davvero poche briciole. Non solo a livello quantitativo sono in maggioranza ma riescono a vincere, immaginando uno scontro maschi contro femmine, anche sul versante riguardante le copie vendute. Ma facciamo un passo indietro.
Se si pensa al pop maschile la mente vola subito al re del pop Michael Jackson. Dopo di lui il quasi vuoto. Si indica Justin Timberlake come suo erede, questo almeno fino a quando non ha deciso di dedicarsi esclusivamente alla carriera di attore, ma oltre lui l’oblio quasi totale. Sforzandosi si può arrivare a considerare un Bruno Mars, un Jason Derulo o, spremendo le meningi, un Cee-Lo Green oppure, se lo si vuole considerare singolarmente, un Adam Levine.
Continua a leggere: Girl power: dove sono finiti gli uomini?

Sono passati quasi due tre anni dalla sua scomparsa e nonostante questo continua a raggiungere numeri impressionanti: stiamo parlando di Michael Jackson, leggenda della musica che, secondo i ben informati (c’è qualcuno però che stenta a crederci), ha da poco superato il muro del miliardo di copie vendute.
E così ai 17 Grammy Awards ed alle 13 number one nella classifica singoli della Billboard, il re del pop aggiunge un altro bel traguardo alla propria bacheca di successi, un risultato che fino ad ora hanno raggiunto solo artisti del calibro di Elvie e Beatles.
Dopo aver debuttato nel 1972, Jacko detiene ancora il record di album più venduto nella storia con “Thriller”. Difficilmente qualcuno, soprattutto a causa della crisi della discografia, riuscirà a batterlo… in tutti i campi (anche se non dobbiamo dimenticarci della solita Katy Perry sempre li dietro l’angolo a voler tentare il colpaccio).
Ecco una simpatica gallery celebrativa che rappresenta venti cantanti immortalati e riprodotti… con la plastica.
Non parliamo di arte vera e propria ma di reali bambole che possono essere comprate dal fan. Ai miei tempi (con una frase del genere mi manca solo la sedia a dondolo…), c’erano quelle delle Spice Girls. Ma oggi?
Scopriamolo dopo il salto e con questa simpatica (e inaspettata!) gallery:
I più famosi cantanti in versione bambola
Continua a leggere: I cantanti e le popstar diventate bambole di plastica - Foto

Erano passati quattro anni dal successo planetario di “Bad” e le voci che annunciavano un nuovo album del Re del Pop si facevano sempre più insistenti. C’era però anche una notizia ad allarmare fan e appassionati: Michael Jackson aveva abbandonato Quincy Jones. Più che produttore, Jones era diventato una sorta di ‘padre artistico’ per Jacko. Lo aveva guidato e consigliato, imprimendo al suo stile e al suo sound una serie di direzioni fondamentali. Con sgomento di tutti, il 26 novembre di vent’anni fa, “Dangerous” venne pubblicato con la metà dei brani prodotti da Teddy Riley e l’altra metà dallo stesso Jackson e da Bill Bottrell (oltre a un paio di tracce più legate al passato, realizzate insieme a Bruce Swedien - già presente in “Thriller” e “Bad”).
Cinquecento milioni di persone rimasero incollate davanti allo schermo per guardare i dieci minuti di “Black Or White”: primo singolo e colossale epifania della musica pop. Girato da John Landis (”The Blues Brothers”, “Una poltrona per due”, ma anche “Thriller”, pluripremiato video di Jackson) e con la partecipazione di Macaulay Culkin, “Black Or White” fu un successo annunciato, anche grazie all’innovativo uso del morphing. I problemi arrivarono poi, quando i quattro minuti finali vennero censurati perché ritenuti troppo violenti. Le immagini di Michael Jackson che distruggeva vetrine e macchine su cui erano stati disegnati simboli razzisti, male si conciliavano con le recenti rivolte nere in alcune città degli Stati Uniti.
La censura - ovviamente - non impedì i risultati: “Black or White” rimase primo nella classifica dei singoli per ben sette settimane, mentre “Dangerous” vendette 326.500 copie nella prima settimana e quattro milioni in meno di due mesi solo negli USA. Gli altri brani non furono da meno: “Remember the Time”, “In the Closet”, “Will You Be There” ottennero tutti numerosi riconoscimenti, fino alla ridicola accusa di plagio del ‘nostro’ Al Bano per “Will You Be There” e al capolavoro di “Heal the World” che diede poi il nome alla “Heal the World Foundation”, associazione benefica fondata nel 1992 a cui Jackson donò quasi tutti i ricavati del “Dangerous World Tour”.
Continua a leggere: Michael Jackson: vent'anni fa usciva "Dangerous"

Katy Perry ce l’ha fatta.
Non ha raggiunto (ancora?) la prima posizione della Billboard con “The One that Got Away“. Il suo “Teenage Dream” è il settimo album, nella storia dei 53 anni della Billboard, a piazzare il sesto singolo nella top 10. I precedenti ve li ricordate vero? “California Gurls,” feat. Snoop Dogg, “Teenage Dream”, “Firework”; “E.T.,” featuring Kanye West, “Last Friday Night (T.G.I.F.)”. Se anche questo ultimo brano dovesse raggiungere la vetta della classifica batterebbe anche il record di Michael Jackson (che, come lei, si è ‘fermato’ a 5 canzoni al numero 1).
Leggete dopo il salto gli altri 5 cantanti che hanno piazzato sei e sette singoli nella top 10 della Billboard in tutti questi anni:

In un’era tecnologica come questa, una notizia del genere non sorprende nemmeno più di tanto. Eppure è alta la curiosità rispetto al possibile duetto postumo tra Michael Jackson e i Queen. Al gruppo è stato concesso, dai parenti dall’autore di “Thriller” di poter finalmente pubblicare un brano che i due registrarono nel 1983.
Brian May e Roger Taylor stanno lavorando al progetto per rendere un singolo vincente una vecchia demo da rendere appetibile per il grande pubblico senza “profanare” la memoria e la storia di due icone del mondo della musica:
“Il ‘Michael Jackson Estate’ ci hanno dato il via libera per lavorare sulla musica. Ma non è qualcosa su cui possiamo lavorare con fretta. Non lavoro sulle cose con l’obiettivo di fare soldi o per motivi promozionali, ma per vedere cosa ne può uscire. Quando sentiamo che è qualcosa per cui vale la pena, allora è bello provare a vedere se riusciamo a tirarne fuori il meglio”
E voi lettori siete favorevoli ad operazioni come queste? Pensate che possa essere interessante e un’occasione nostalgica e irripetibile oppure credere che sia solo un modo evitabilissimo per lucrare sulla grande fama di artisti che non ci sono più?
Via | TgCom