Chissà se in un periodo discografico come quello attuale i Neri Per Caso avrebbero avuto voce in capitolo?! Magari, in un’epoca piena di talent show, non sarebbe mai accaduto e questo sembrano averlo capito anche i ragazzi stessi.
Ed allora, per cercare di farsi notare, perchè non proporre un bell’album caratterizzato da cover cantate con gli artisti fuoriusciti dal genere di programma televisivo primo citato? Detto fatto! Il nuovo disco “Donne”, il dodicesimo della loro carriera, avrà al suo interno 10 brani cantati con personaggi del calibro di Alessandra Amoroso, Noemi, Giusy Ferreri, Dolcenera e Karima Ammar.
Ovviamente, per evitare probabili etichette un pò scomode, sono stati chiamati all’appello anche altri artisti (tutte donne) che col “reality” poco hanno a che fare. Tra questi Ornella Vanoni, Wendy Lewis ed una magnifica Mia Martini per una specie di duetto virtuale. A seguire la tracklist di “Donne”, in uscita il 26 ottobre.
Continua a leggere: Neri Per Caso: nel nuovo album "Donne" anche Alessandra Amoroso e Giusy Ferreri

[ringraziamo tvblog per le immagini]
Ed eccoci qua! Siamo pronti a seguire ancora una volta insieme il “Festival di Sanremo“. Il nostro non sarà un liveblogging ma un semplice commentare, esibizione dopo esibizione, questa terza serata della kermesse. Ricordiamo che ne vedremo delle belle visto che saliranno sul palco esponenti importanti della musica italiana. Buon divertimento.
Finalmente viene concesso un pò di spazio ai coristi. Quelli che da sempre hanno guardato il festival “da dietro” questa volta si fanno avanti con delle parti da solista attraverso le quali dimostrare di saperci fare (pure meglio degli artisti in gara). Momento di gran spettacolo musicale! La terza serata incomincia col piede giusto.
Toto Cutugno con Belen Rodriguez - Aeroplani

Dite e pensate quello che volete ma io devo confessare che ogni volta che ci propongono questa cosa dei duetti speciali in modo da dare una nuova veste alle canzoni presentate sono alquanto stimolato, e quest’anno ciò accade fin dalla prima esibizione che ha visto protagonisti Toto e Belen. La canzone continua ad essere brutta (brutta forte) ma il tocco gentile della voce di Belen è riuscito a far si che il pezzo prendesse un’altra piega. Sempre brutto rimane (scusate se mi ripeto) ma la showgirl è stata in grado di portare sul palco bravura (elemento che è mancato al suo compagno di scena), sensualità ed intensità, fattori che nessuno si aspettava di ritrovare nella sua vocalità, a partire dal sotoscritto. Voto esibizione: 2 per Toto, 7 per Belen.
Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici con le Divas- Italia amore mio
Le ragazze sono brave ma non sono riuscite a colorare un’esibizione che già in partenza si presenta come inutile, inutile, inutile. Voto esibizione: 3 per il trio e 7 per le Divas.
Valerio Scanu con Alessandra Amoroso - Per tutte le volte che

Sono rimasto completamente rapito dalla loro esibizione tanto da aver staccato la spina dal mondo per tutta la durata del pezzo. La vera perla? La fantastica Alessandra: solare, serena, bravissima, particolarissima. La canzone grazie al suo contributo è riuscita a volare e a guadagnare più punti. Non ha mostrato un minimo cenno di titubanza vocale ed interpretativa: sembrava di trovarsi dinanzi ad un’artista navigata, proprio lei che fino allo scorso anno cantava ai karaoke. E da tutto questo trarrà vantaggio quel furbacchione di Valerio il quale ha migliorato di gran lunga rispetto alla serata d’esordio la sua prestazione concedendoci una performance degna dei suoi trascorsi ad “Amici”. Poco contano quelle due o tre imprecisioni (si è visto un occhiolino di Alessandra che forse stava a significare un “Valè, nun te preoccupà dell’errore…tanto spacchiamo alla fine del brano” cosa che è accaduta per davvero. Emozionanti le parti dei controcanti. Complimenti! Voto esibizione: 8 per tutti e due . E “Maria” colpisce ancora.
Sonohra con Dodi Battaglia - “Baby”

Senza senso, nel senso (scusate il gioco di parole) che la presenza del Pooh non è stata in grado di aggiungere nulla di nuovo alla performance. La schitarrata iniziale? Poteva risparmiarsela. Che giocasse a fare il rocker con i suoi colleghi di band.
Nino D’Angelo e Mariza Nazionale con Ambrogio Sparagna e le Voci del Sud– Jamme Jà
Continua a far simpatia il Nino napoletano. Riesce comunque ad aver più dignità di tutti quegli artisti “datati” che si ostinano a voler fare la parte dei giovani. Lui rimane, senza avere grosse pretese, nel suo mondo in cui riesce a stare molto bene. I ragazzi che si è portato sul palco riescono a dare più freschezza al brano ma ahimè lasciano molto a desiderare nella pronuncia del dialetto. Voto esibizione: 7 per tutto il gruppo (qualcosina in più per Maria Nazionale).
Elisa - Canzone per te / Medley

Sublime! Capperi, che performance! Tutto è stato concretizzato con l’attenzione al dettaglio: dall’abito alla scenografia (spettacolare) ad altri elementi ancora. Tutto bellissimo. Elisa non è stata da meno risultando molto intensa a livello interpretativo e vocale (anche se devo ammettere che nella parte alta della canzone di Sergio Endrigo ha avuto qualche difficoltà).
Nella riproposizione dei brani che appartengono al proprio patrimonio discografico, la cantante, come era prevedibile, non sbaglia un colpo riuscendo a portare on stage la sua bella fetta di personalità che prende il sopravvento su tutto nel momento in cui comincia a cantare in inglese il che mi spinge ad affermare che il suo habitat naturale è proprio questo e non la canzone “tricolore” nella quale comunque riesce bene.Voto esibizione: 8.
Fiorella Mannoia – E se domani / Estate
Fiorella è brava ma in questa esibizione non so: è stata poco emozionante, poco coinvolgente, poco spigliata. Ripeto: è una grande artista che meriterebbe anche più successo di quello che è riuscita ad ottenere ma stasera non mi ha convinto. E poi quel “… non solo te” finale della canzone di Mina è stato davvero poco gradevole: era strozzato.
Per quanto riguarda la sua cover di “Estate” dei Negramaro devo ammettere che mi sono davvero cadute le braccia: si vede che la sua volontà è stata quella di rendere il pezzo più raffinato ma nel concreto è riuscita solo a renderlo più vecchio. Tutta quella spensieratezza della versione originale in questo remake è stata persa per dare spazio ad una dimensione datata che ha snaturato il brano. ‘A Fiorè, che ci combini? Voto esibizione: 6 (la cover di “Estate” merita un bel 4).
Miguel Bosè – Non ho l’età / Por ti

Non riesco veramente a capire come possa continuare a vendere tanti dischi un cantante che non ha per nulla personalità e bravura artistica. Sono sicuro che se non fosse stato per la canzone “Se tu non troni”, la quale ha visto la preziosa collaborazione di Shakira, nessuno l’avrebbe pensato minimamente.
In questa serata è stato in grado di riprodurre una cover di “Non ho l’età” davvero insignificante. Non c’era pathos, non c’era allegria, non c’era stimolazione dell’ascoltatore. A parte il botulino utilizzato sul volto, non c’era nulla (nemmeno il canto “dal vivo”, per quanto riguarda la performance dell’ultimo suo singolo). Voto esibizione: 3. Questa serata del festival incomincia a perdere colpi.
Edoardo Bennato - Ciao amore ciao / Medley
“Ciao fiato ciao”: ecco come avrebbe dovuto intitolarsi questa esibizione del cantante. Pessimo utilizzo del diaframma che ha causato una perdita del respiro (sarà colpa della postura che è conseguenza del modo in cui tiene la chitarra). E poi… vogliamo contare la parti calanti? Dai, rinunciamo altrimenti facciamo la parte delle “Grazia Di Michele” della situazione, versione maschile ovviamente. Pollice in basso per la performance.
L’artista si riprende quando canta le proprie canzoni (escludiamo da questo discorso le stecche prese). Riesce a dare spinta ad un festival che per il momento sta risultando molto fiacco a livello musicale. Almeno si balla un po’ (grazie a “Capitan Uncino”), ma giusto un po’. Voto esibizione: 3 (per la canzone di Luigi Tenco) e 5 per il medley.
Massimo Ranieri – Io che non vivo / Perdere l’amore

Si parte con una stonatura. Bene! E si continua così per qualche altro secondo. Che spreco! Ad un certo punto c’è una ripresa che però cede il passo ad una dimenticanza del testo (la parte in inglese) che ha causato la disfatta totale della performance. Massimo canta che non riesce a “vivere senza te”: noi gli rispondiamo che siamo tranquillamente in grado di campare senza questo genere di esibizioni.
“Perdereeeeeeeeeeeeeeee l’ammoreeeeeeeeeee”. E noi abbiamo perso gli attributi (senza essere volgari) perché non abbiamo più il coraggio di andare avanti nell’ascoltare gli altri scempi musicali che probabilmente questa serata ha in serbo per noi. Voto esibizione: 4 per la cover e 6 per “Perdere L’Amore”.
Carmen Consoli – Mandaci una cartolina / Grazie dei fiori

Finalmente un po’ di spessore artistico. Carmen, a differenza degli altri suoi colleghi, sa sempre farsi riconoscere in positivo. Quel suo manierismo vocale è sempre adatto alle situazioni musicali che ci propone. Una gran professionista. Bello il pezzettino accappella (sostenuto da un timido organetto) di “Un amore di plastica”.
Surreale il remake di “Grazie dei fiori” ed il merito di tale risultato va ancora una volta alla sua bizzarria vocale. La canzone nel 2010 annoia parecchio ma la “cantantessa” riesce, per sua fortuna, a renderla un po’ più particolare. Voto esibizione: 8 nel totale.
Riccardo Cocciante – Nel blu dipinto di blu / Se stiamo insieme

Assurdamente ridicolo. Sbaglia il testo di quella che tutti ricordiamo come “Volare” (chi è che non lo conosce?) e rende triste la canzone che più di tutte ci rappresenta all’estero, la stessa canzone che fa ricordare al mondo intero che l’Italia è un paese solare. Giustifichiamo Riccardo perchè è straniero? Macchè: oramai ha il sangue tricolore che gli scorre nelle vene. Che orrore!
Chiamate la Donatella per farci prestare le lamette che utilizza nella sua canzone. Il signor Cocciante sta disseminando troppe lacrime. Voto esibizione: n/c .
Francesco Renga – La voce del silenzio /L’immensità / Angelo

Poetico il nostro Francesco. Con la sua voce è in grado di rendere tutto particolarmente aulico ed il bello che ci riesce senza mai allontanarsi dall’epoca moderna, cosa che invece in parecchi fanno. Purtroppo ci sono un paio di parti in cui il cantante è risultato “crescente” (non è stato nemmeno bravo a mascherare l’imprecisione visto che ha appoggiato la mano all’orecchio per cercare di ritornare in tonalità). Ad ogni modo ottima prestazione. Lasciatemelo dire: ascoltare “Angelo” dal vivo con l’aiuto dell’orchestra sanremese è sempre un piacere, immenso piacere!Voto esibizione: 7 per le cover e 8 per “Angelo”.
Elisa e Fiorella Mannoia - Almeno tu nell’universo
Qualcuno mi spiega il senso di quella specie di recitazione con la quale le due cantanti hanno voluto “allietarci”? All’inizio pensavo che fossero impazzite, poi ho capito che dietro tutto questo c’era uno scopo interpretativo. Per fortuna ad un certo punto l’hanno fatta finita e si sono limitate a cantare.
Comunque ho poco gradito il tutto: Fiorella era fuori tema ed Elisa l’ha troppo urlata. Ed è proprio quest’ultima che quindi ci delude di più: questo pezzo l’ha sempre colorato con soavità, dolcezza e garbo; questa volta invece l’ha ammazzato ed il bello è che è successo proprio durante Sanremo. Che delusione (mi ripeto)! Voto esibizione: 5 meno.
Jessica Brando - Dove non ci sono ore

Poverina! Lo show ha sforato dopo la mezzanotte ed ha impedito a questa giovane ragazza di poter cantare in diretta perchè è una minorenne. Avremmo fatto di sicuro a meno di Riccardo Cocciante per permettere a questo giovane talento di soli 15 anni di poter avere la propria occasione. Cosa succederebbe se venisse eliminata questa sera? Non avrà mai più la possibilità di esibirsi durante il festival? Che schifo (lo devo dire).
Musicalmente il pezzo non si apre mai ed annoia parecchio. Lei in compenso ha un’ottimo apparato vocale e dobbiamo considerare che è piccolissima. Col tempo crescerà e maturerà il proprio talento. Voto 5
Nicolas Bonazzi - Dirsi che è normale

Ammetto il mio essere di parte per questo ragazzo. Il suo pezzo mi fa venire la pelle d’oca (scusate se sono esagerato): è semplice ed incisivo. Inoltre la sua vocalità piena di gorgheggi e vocalizzi è il tipo di voce che rientra nelle mie preferenze: professionale, fresco, moderno e non scontato.
Ammetto che nella parte iniziale dell’esecuzione era un po’ sottotono, ma poi per fortuna si è ripreso (fatta esclusione per i “… la mia mente” finali). Voto 8
La Fame di Camilla - Buio e Luce

Sono i più innovativi di questo festival. Venderanno parecchio (almeno credo). Ammetto che non mi fanno impazzire però. Voto 6
Tony Maiello - Il linguaggio della resa

Ecco l’ultimo che ha “l’x factor” di questa edizione del festival. Mara Maionchi continua a credere molto in lui, io un po’ meno. Lo preferisco in versione r&b all’italiana anziché in qeusta veste più melodica.
Bisogna riconoscere che ha cantato abbastanza bene (anche se in un paio di occasioni è stato calante) ma ciò non ha permesso di compensare le pecche di una canzone che sembra essere, almeno coi primi ascolti, senza pepe e senza una coerenza melodica. Il ritornello non è male però. Chissà se il pezzo conquisterà la nostra simpatia col passare del tempo. A proposito: il finale è stata la parte che ho preferito. Voto 6 e mezzo
Romeus – Come l’autunno

Particolare! Una bella sorpresa che permette alla kermesse di finire bene. E’ l’ultimo cantante in gara e riesce a deliziarci con una vocalità alla Ligabue (non è una sua copia per fortuna) ed una canzone piena di trombe che ci mettono allegria.
Romeus vuole avere lo stesso successo dei Negramaro. Sarà un po’ difficile ma le premesse ci sono. Voto 7
Continua a leggere: Sanremo 2010: commenti a caldo sulla terza serata

Questa sera andrà in onda la terza puntata della sessantesima edizione del Festival di Sanremo. La serata definita “La Leggenda” avrà luogo portando sul palco grandi artisti della musica italiana i quali ci delizieranno con rivisitazioni di pezzi da novanta del panorama musicale tricolore.
Per quanto riguarda la gara ritroveremo on stage i “big” esclusi che canteranno la loro canzone con ospiti d’eccezione (Alessandra Amoroso con Valerio Scanu e Belen Rodriguez con Toto Cutugno) e poi ci sarà l’esordio degli altri 5 giovani appartenenti alla categoria “Nuova generazione”. E voi questa sera guarderete il festival? A seguire la scaletta della serata.
Franco Califano sta per tornare con un nuovo progetto discografico – il 28esimo in carriera, pensate- che vedrà coinvolti a vario titolo dei big del panorama musicale nostrano. Il califfo pubblicherà il 15 maggio prossimo “C’è bisogno d’amore”, disco su etichetta Audacia prodotto da Alberto Laurenti che conterrà 12 tracce ( 8 inediti e 4 pezzi storici rielaborati per l’occasione).
Il primo singolo estratto dall’album in rotazione radiofonica è “La nevicata del ‘56” , brano che vede la partecipazione di Federico Zampaglione dei Tiromancino (in vena di collaborazioni a quanto pare, visto che di recente ha duettato anche con Fabri Fibra). Il pezzo come molti di voi sapranno non è un inedito, è stato composto da Califano e già cantato nel 1990 a Sanremo da Mia Martini, la quale all’epoca conquistò il premio della critica.
Abbiamo ripescato su Youtube la versione di allora e ve la proponiamo, assieme ad una esibizione più recente di Califano dello stesso pezzo. Le trovate cliccando su continua.
Continua a leggere: Franco Califano pubblica "C'è bisogno d'amore" e duetta con Federico Zampaglione

Come annunciato su queste pagine esce oggi il disco indipendente di Renato Zero a cui dedichiamo il ritaglio (della cover) della settimana. Continuando a giocare in casa segnaliamo la raccolta di inediti, live e rarità di Rino Gaetano e il nuovo disco degli Stadio.
Sempre oggi arrivano nei negozi altri cd di cui vi parlavamo da tempo come il ritorno dei Pet Shop Boys, dei Royksopp, di Jem e dei Black Lips (di cui c’è già a disposizione la nostra scheda dettagliata).
Segnalo poi le riedizioni arricchite dei primi dischi dei Radiohead e dei Pearl Jam. E tanto altro ancora: a seguire l’elenco delle uscite discografiche di oggi. Ogni altra vostra segnalazione - nei commenti - è come sempre graditissima.
Dopo il buon successo della terza serata, quella dedicata ai duetti, il Festival di Sanremo ha celebrato la serata della finale dei giovani. Ad aggiudicarsi la vittoria sono stati i veronese Sonohra, con il brano “L’amore”, davanti a La Scelta con “Il nostro tempo” ed al 17enne Jacopo Troiani con “Ho bisogno di sentirmi dire ti voglio bene”. Quarti classificati a pari merito gli altri, vale a dire Giua, Frank Head, Ariel, Valerio Sanzotta e Milagro. I Frank Head hanno vinto il Premio della Critica per la loro sezione, mentre Ariel si è aggiudicato il premio della sala stampa Radio Tv.
Una serata lunghissima, diluita in mezzo alle chiacchiere e ai tanti superospiti (Giorgia, Jovanotti e Ben Harper, Leona Lewis, Fiorella Mannoia, Gianni Morandi e i Pooh), nei quali la gara delle giovani ugole si è un pò persa: per dire, i primi cantanti, i Sonhora, si sono esibiti alle 21.21, la seconda, Ariel, alle 22.46. Gli ultimi, i Milagro, all’una di notte, col loro brano che concilia il sonno. Difficile pensare che abbiano avuto lo stesso numero di potenziali televotanti dei primi.
Continua a leggere: Sanremo 2008: quarta serata. I Sonohra vincono la sezione giovani
E’ uscito “Bruno Lauzi & il Club Tenco“, un omaggio a uno dei nostri più grandi autori. Diviso in due dischi, il primo cd “Bruno Lauzi al Premio Tenco” contiene le registrazioni di tutte le apparizioni di Lauzi al Tenco. Il secondo “Il Club Tenco a Bruno Lauzi” racchiude le interpretazioni che dei suoi brani hanno fatto molti artisti, nell’edizione del 2006 della rassegna, quell’anno a lui dedicata.
Entrambi i dischi contengono quindi una carrellata totale di 30 brani in versioni assolutamente inedite. Già questo basterebbe a destare l’attenzione. Non solo, le esibizioni sono soprattutto una raccolta che rende il giusto omaggio a un autore di cui poco troviamo in vendita nonostante abbia scritto alcuni classici indimenticabili.
Tra i musicisti che gli rendono omaggio, poi, figurano alcuni tra i più grandi, da Morgan a Gino Paoli, da Caparezza a Vinicio Capossela, passando per un’inedita versione di Mia Martini di quella “Almeno tu nell’universo” che Lauzi scrisse e conservò proprio per il ritorno sulle scene della magnifica interprete.
Continua a leggere: Il Club Tenco omaggia Bruno Lauzi con un doppio cd
E’ uscita da pochi giorni una delle compilation che più incuriosiscono il pubblico italiano. Si tratta della Top of the spot 2008, che raccoglie i brani più importanti del 2007, colonne sonore di altrettanto importanti spot tv.
Ecco la nostra breve carrellata, divisa in tre parti, analizzando le prime 7 tracce. Partiamo dalla colonna sonora dello spot Vodafone “Sowing the Seeds of Love“, brano dell’89 dei Tears for fears ri registrato nel 2007. Il video del brano ha vinto ben 2 premi agli Mtv Video music Awards (il link è riferito ai vincitori del 2007, gli unici che abbiamo curato per ora).
Seconda traccia è legata allo spot Fastweb. Il brano, ovviamente riconoscibile, è “Rehab” di Amy Winehouse. Un brano di cui si è detto tutto su queste pagine. Ha persino vinto numerosi Grammy. E’ il brano d’esordio di una grande artista. Non c’è altro da aggiungere credo.
Un’artista che sale sul palco in ritardo è come pugno sullo stomaco a pancia piena. Non solo fa male, ma ti incazzi il doppio. Loredana Berté questo “vizietto” lo ha fatto diventare quasi un marchio di fabbrica, un must assoluto. Lo scorso lunedì 27 agosto a Marina di Pietrasanta, non solo si è presentata con ben 100 minuti di ritardo, ma ha poi spiegato di essersi semplicemente addormentata. Incredibile.
Non oso immaginare le 1200 persone paganti come hanno potuto reagire, o semplicemente quali pittoresche offese hanno pensato e non detto o solo tradotto in qualche fischio dovuto. Vabbè che lo si sà, vabbè che il concerto è finito all’una sotto la minaccia di staccare l’elettricità, vabbè che la adoro follemente, ma trovo che il ritardo sul palco, specie per un concerto certamente atteso come questo, sia un atto di basso rispetto verso i suoi fan. Non siamo ai livelli offensivi di Zucchero, ma chi va ad un concerto sa molto bene quanto possa essere urticante qualsiasi attesa non prevista.
Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il record stagionale finora imbattuto di ritardo della Bertè è quello di Campobasso del 5 agosto, di quasi tre ore. Roba da far accapponare la pelle. Ma che sia chiaro a tutti: Loredana, nonostante queste sue stravaganze, è una delle poche artiste italiane che sa ancora emozionare per davvero. Non canta con le corde vocali, canta con l’anima. Guardasse anche l’orologio! A seguire, “Almeno tu nell’universo” di Mia Martini, reinterpretata magistralmente da Loredana Bertè.
Continua a leggere: Altro ritardo di Loredana Bertè al concerto: dormiva!