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Tutti gli articoli con tag mercato discografico

Inghilterra - La EMI mette in vendita gli Abbey Road Studios!

pubblicato da zoroastro

Abbey Road Beatles

Che la crisi economica mondiale abbia colpito anche le major più illustri è un dato di fatto ma, leggendo questa notizia, il sottoscritto ha avuto modo di capire che le cose sono ben più drammatiche di quanto non sembrino.

Pare infatti che la EMI, colpita come tutte le altre major dalla crisi del mercato discografico, abbia deciso di mettere in vendita gli Abbey Road Studios che, dal 1931, sono di proprietà della nota azienda inglese. A darne notizia è l’illustrissimo Wall Street Journal che, nell’articolo, ricorda che la EMI è di proprietà della Terra Firma dal 2007 (che la pagò ben 4,7 miliardi di dollari) e che, al momento, l’azienda è la quarta major più famosa e potente del mondo. A noi non è dato sapere il motivo esatto della vendita di questo prezioso “cimelio” della storia della musica moderna ma, oltre ai Beatles (che, dal 1962 fino al 1969, registrarono tutti i loro componimenti proprio agli Abbey Road Studio e che a questi, sempre nel 69, dedicarono il famoso “Abbey Road”), in quegli studios sono stati registrati veri e propri capolavori della musica.

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Talenti o Raccomandati? Arrivano gli album del figlio di Paul McCartney e della figlia di Sting

pubblicato da intweetion

JamesMcCartney-CocoSumner

Difficile esprimere il proprio talento se alle spalle c’è una figura importante. Si viene spesso tacciati di ricevere favoritismi anche involontari, solo a causa del cognome che si porta. Vale in tutte le discipline e a tutti i livelli, ma in campo artistico la cosa diventa motivo di polemiche: visto che non è certo il DNA a regalare inventiva e creatività, la diffidenza è molta.

Se poi i cognomi in questione sono due di quelli che hanno cambiato la Storia della Musica, allora riesce difficile anche solo immaginare il livello di pressione (ma anche di benefici) che si deve sostenere. Che James McCartney (figlio di ‘un certo’ Paul, baronetto e membro di quel gruppo il cui nome storpiò quello degli scarafaggi) stia lavorando alla sua musica, è noto da anni, anche se, fino ad oggi, non ha pubblicato mai nulla.

Fino ad oggi, appunto, perché pare che James, figlio di Paul e la compianta Linda, stia per far uscire il suo album d’esordio (alla tenera età di 33 anni). Dopo alcune comparsate col padre e dei live con lo pseudonimo di “Light”, arriveranno un disco e il primo vero tour solista. Canzoni originali e musica ispirata ai Nirvana, ai Cure, a PJ Harvey, ai Radiohead e -ovviamente- ai Beatles. Prima data: il 25 febbraio a -chi l’avrebbe mai immaginato?- Liverpool.

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Chi scarica dal web ha 1300 mp3 illegali nel pc/mac

pubblicato da Dodo

Emule

Proprio ieri sera la FPM - Federazione contro la Pirateria Musicale ha annunciato i dati relativi alle ultime stime riguardanti il peer-to-peer, lo scambio dei file tra utenti del web.

Non si sa bene con quale criteri hanno calcolato che ogni utente che utilizza i programmi di file sharing (come ad esempio il famoso eMule nell’immagine sopra) ha in media sul proprio pc 1300 brani mp3 illegali.

Sempre secondo questi calcoli, contro un fatturato reale dell’industria discografica attestato nel 2007 sui 266 milioni di euro, il corrispondente fatturato ipotetico derivante dalla “pirateria” si aggirerebbe sui 300 milioni, superando quindi di poco quello legale. C’è però anche un’inversione di tendenza interessante.

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Irene Grandi - Canzoni per Natale (la recensione)

pubblicato da Rob.



A un mese da Natale Irene Grandi arriva nei negozi con un nuovo disco di cover (guarda caso) natalizie. Che “Canzoni per Natale” sia una grossa trovata commerciale credo sia sotto gli occhi di tutti, quindi non spenderò parole per ribadire quanto il marketing e l’arte siano due concetti ben distinti. E, con il rischio di passare per purista, direi che se appartenessi allo zoccolo duro dei suoi fan, comincerei quantomeno a pormi qualche domanda.

Premesso che considero Irene Grandi una discreta performer e tutto sommato simpatica. Ma dopo il greatest hits del 2007, probabilmente parca di nuove idee da assemblare in un album di inediti, la Grandi ha pensato che il mercato italiano - dove è risaputo che si vendano dischi a palate - avesse bisogno di un nuovo album natalizio. Opinabile, senza ombra di dubbio, ma fin qui niente di strano. L’aveva fatto Mariah Carey e poi Bublè: perchè non provarci anche in Italia? Quindi a marzo 2008, di buona lena, Irene entra in studio e registra le 12 tracce di “Canzoni per Natale”, per farle uscire il 28 novembre. Una scommessa per il mercato discografico italiano, dove nessuno ancora aveva osato tanto. E forse un motivo c’era.

Il risultato? Un disco approssimativo. Sia chiaro: non che mi aspettassi The dark side of the moon, ma se non altro almeno un briciolo di personalità. A cominciare dalla scelta dei brani e dalla loro interpretazione, “Canzoni per Natale” è il classico disco che suona bene giusto come sottofondo in un centro commerciale. L’impressione è di chi ha scelto la strada più facile per vendere una manciata di copie, senza neanche porsi il problema di rischiare. Che gusto c’è a essere irriverenti solo sulla carta? Ciliegina sulla torta: Christmas time degli Smashing Pumpkins disponibile, per fortuna o purtroppo (giusto per parafrasare la Grandi), solo in download su iTunes. Speriamo che Billy Corgan non lo venga a sapere.

Dopo il salto, i voti dei brani e i commenti.

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La seconda rivoluzione di Last.fm

pubblicato da Lollodj

In un momento cruciale dell’evoluzione dei sistemi con cui la musica viene prodotta distribuita e pagata, Last.fm, il popolare social network della Cbs esclusivamente orientato alla musica, gioca le sue carte sperando di infilarsi in un mercato per ora dominato da Myspace (per i gruppi senza contratto) e iTunes/Amazon (per i gruppi maggiori).

E’ infatti di poche ore fa l’accordo sottocritto dal portale con le principali major del disco (Sony BMG, Warner/AOL, EMI, Universal) e con oltre 150.000 etichette minori per la creazione di un enorme catalogo online, centinaia di migliaia di canzoni e album che verranno resi disponibili per l’ascolto integrale e gratutito.

Ma solo, e qui sta il bello, per un massimo di tre volte, dopodichè l’utente sarà reindirizzato verso iTunes o simili dove verrà incoraggiato all’acquisto legale dei brani. Last.fm diventerebbe così un’immensa vetrina promozionale, in grado di attirare milioni di utenti desiderosi di ascoltare bene (e interamente) un brano o un album prima di decidere l’acquisto. E facendo quindi pagare a peso d’oro i banner pubblicitari agli inserzionisti.

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La situazione del mercato discografico americano

pubblicato da Lollodj

Dopo le analisi di fine anno della F.I.M.I., di cui vi abbiamo parlato nei giorni scorsi, anche il mercato discografico statunitense tira le somme dell’anno appena passato, che probabilmente sarà ricordato come un anno di svolta. USA Today analizza in una serie di articoli lo stato delle vendite in quello che è ancora il mercato di riferimento per la discografia, quello cioè nordamericano (se non altro perchè le major del disco stanno quasi tutte lì).

Secondo i dati Nielsen, le vendite di album interi (compresi i download digitali) sono crollate del 15% nel 2007, da 588 milioni di dollari a poco più di 500, un trend che dura ormai da tre anni. Il genere che ha perso di più è il rap, ormai da qualche anno in profonda crisi, con un calo di vendite del 30%, impressionante. Seguono il country a meno 16,3, la musica latina con un meno 15,6%, mentre resiste il rock che contiene le perdite a un meno 6%.

Ma se le vendite di album sono ormai in caduta libera, le vendite di tracce digitali hanno segnato un +45%, raggiungendo gli 855 milioni di dollari complessivi, dai 581 milioni del 2006. Solo nella settimana di Natale sono state scaricate 42,9 milioni di canzoni: il singolo Apologize di Timbaland, uno dei più venduti, è stato scaricato 319.000 volte. Da notare che se si vendono sempre meno album interi, quei pochi venduti sono sempre più digitali.

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