
“Viva La Colifata” è il nuovo album di Manu Chao. La storia che caratterizza le registrazioni di questo nuovo lavoro è alquanto particolare: in pratica sembra che il disco sia stato registrato in uno ospedale psichiatrico argentino, cosa che pare aver segnato moltissimo l’artista (immaginate cosa sarebbe uscito fuori se la stessa esperienza l’avesse fatta Britney Spears).
Nel nuovo progetto saranno presenti brani come “Pequena Ala”, “Habemus Papa”, “La Virgen Del Matadero” e “El Crucigrama”. Il tutto sarà disponibile sul sito www.vivalacolifata.org grazie alla donazione di una quota a piacere la quale sarà devoluta proprio alla struttura psichiatrica che tanto ha ispirato il cantante.
Inoltre Manu fa sapere che per pubblicizzare il nuovo album partirà con un nuovo tour il cui inizio è previsto per il prossimo 7 settembre. Per ora non è prevista alcuna data italiana: chissà se ci saranno sviluppi?!
Finalmente definito anche il cast del Goa Boa 2008, l’ormai decennale festival che quest’anno si trasferice nella nuova Darsena all’interno della fiera di Genova. Quattro giornate di musica, con una particolare attenzione - come sempre - ai suoni che arrivano dai confini del mediterraneo e oltre. Si parte il 12 e il 15 luglio con le due anticipazioni speciali “Aspettando il Goa Boa”.
Protagonisti delle due giornate rispettivamente Linea 77 e Shaggy (si, propio quello di Boombastic!). Si entrerà nel vivo il 26 e il 27 luglio, due giornate che vedranno protagonisti Manu Chao (nella foto), Marracash, Bluvertigo, Sud Sound System, Tonino Carorone e molti altri. In particolare nella giornata del 26 si festeggeranno i 60 anni della Dichiarazione Internazionale Dei Diritti Dell’Uomo, una delle tante iniziative di sensibilizzazione sociale cui il Goa ci ha abituati. Dopo il salto il programma completo.
A distanza di qualche mese dall’uscita dell’album “La radiolina“, esce a breve in tutto il mondo il nuovo singolo di Manu Chao. Tratto sempre dallo stesso disco, “Politik Kills” sarà messo sul mercato il 3 giugno in versione EP contenente alcuni remix reggae del brano.
Il remix di Dennis Bovell con featuring di Linton Kwesi Johnson (LKJ) si può scaricare gratuitamente sul nuovo sito dedicato al progetto, dove è possibile ascoltare anche gli altri maneggiamenti, ad opera di Prince Fatty, Chris Blackwell e David B.
Intanto è stato lanciato il video della canzone, girato nel 2004 a Monrovia in Liberia, dal regista francese Jean-Stéphane Sauvaire che in questi giorni è a Cannes per presentare il suo ultimo film “Johnny Mad Dog”. Colpisce il fatto che il protagonista del video, Christian, è un vero bambino-soldato che ha combattuto nella guerra civile del suo paese.
Vanessa Paradis aveva solo 15 anni quando nel 1988 esordiva nel mondo della canzone con quel suo aspetto da Lolita e la licenziosa Joe Le Taxi. Vent’anni, molti film e qualche album di scarso successo dopo, rieccola in pista. Divinydille è il titolo del suo ultimo lavoro, in testa da due settimane alle classifiche francesi. E’una delle conferme della settimana nelle vendite di dichi in Europa, oltre a quelle di Jaes Blunt e di Sean Kingston. Biagio Antonacci è il nuovo leader della classifica italiana ma deve guardarsi dai tedeschi Tokio Hotel che incombono con Scream. Vette a sorpresa per Gloria Estefan e il suo nuovo lavoro 90 Millas in Olanda e il francese Bob Sinclair fra i singoli portoghesi.Ecco nel dettaglio la situazione paese per paese
Nel seguito, leggi le classifiche della settimana scorsa e guarda il video di “Divine Ydille” di Vanessa Paradis.
Settimana musicale che vede nei negozi europei spuntare la figura di James Blunt. Già nelle scorse settimana l’ex ufficiale dell’esercito inglese aveva fatto capolino, ma questa volta la sua “1973″ comincia a scalare i gradini: prima in Austria e Svizzera, è nella top five in quasi tutta Europa. Tengono i Nightwish e Sean Kingston, arriva di prepotenza anche la Radiolina di Manu Chao, prima in Spagna e Svizzera negli album e seconda da noi. Ecco nel dettaglio i primatisti della settimana in Europa
Di seguito, leggi le classifiche della scorsa settimana e guarda una esibizione live di James Blunt che canta “1973″
Non so cosa ne pensiate voi di lui ma a me Manu Chao piace. Mi piace la sua musica, mi piacciono i suoi suoni. Un pò meno, magari certi atteggiamenti contro, nati come quelli di altri artisti (Noir Désir) in quella parte della Francia musicale che prova a far cassetta nelle periferie sfruttando la voglia di riscatto delle “banlieues”. Però quando lo ascolto mi fa divertire.
“Raining in paradize”, l’ultimo lavoro del poliglotta (canta in sei lingue!) Josè Manuel Thomas Arur Chao, detto anche Oscar Tramor, franco-galiziano che di recente abbiamo ascoltato collaborare con Roy Paci nel suo album da poco uscito, ha il solito sound trascinante accompagnato, come è sua consuetudine, da un video che fa pensare. Si parla di temi sociali, di guerra, degli squilibri del mondo, senza peli sulla lingua come sempre. E ballando per tre minuti e mezzo. Lo stavano passando pochi minuti fa in una delle tante tv musicali sul satellite. Io lo rimbalzo su Soundblog.
E allora, godiamocelo tutto nel video che segue.
Quando leggiamo l’intervista promozionale ad un artista di rilievo che propone la sua ultima fatica discografica, solitamente ci ritroviamo con una sfilza di frasi fatte e discorsetti che tutto servono, tranne che raccontare la vera anima di fa musica. Piuttosto troviamo solo ciò che il pubblico vuole sentirsi dire, per trovare il giusto contatto che sposti il favore e faccia aprire il portafogli. Quando parli con Manu Chao, invece, la triste frase tipica “è un album molto importante per la mia carriera, molto intimo”, non la trovi nemmeno per scherzo.
L’articolo di Marco Mathieu di XL di questo settembre racconta la passione per la musica, la forza dei propri ideali, la bellezza del mondo e l’amicizia vera con un altro grande artista: Roy Paci. Manu è uno che potrebbe guadagnare almeno dieci volte tanto lavorando per qualsiasi major, che certamente lo produrrebbe senza colpo ferire, ma ancora una volta dopo tanti anni di onorata carriera, sceglie una casa indipendente, la Because Music. Dall’alto dei suoi 46 anni ha idee fresche e senza freno a mano come quelli di un ventenne. Sul nostro mondo, dopo aver detto che Bush “è il peggior terrorista del mondo”, dice:
“E oggi, credo che ci siamo: la merda ha toccato il ventilatore, l’abbrutimento del mondo è sempre più veloce e stiamo vivendo un’epoca di grande crisi. Effetto della ” politica dei grandi”, quelli che dovrebbero guidare il mondo. E invece lo stanno distruggendo”.
Il suo ultimo album, seguendo le sue intenzioni, dovrebbe diventare tra qualche tempo una vera e propria opera che si prolunga virtualmente sul web seguendo il concetto della radio, porta con se una natura variegata e soprattutto gratuita della musica. Oltre ad aver messo a disposizione dei suoi fan tutto l’album in ascolto completo e gratuito, è nelle intenzioni di Manu proporre altri brani, fino a 30 o 40, tutti inediti e a disposizione degli utenti. Insomma, o è un pazzo o è un vero artista. Roy Paci, suo amico e collaboratore, spende parole meravigliose sul suo conto:
“Manu Chao è unico. Per quel suo animo libero capace di creare musica e stabilire relazioni eccezionali con il pubblico. Ha ragione chi lo indica come il Bob Marley del popolo latino e, aggiungo io, del mondo”.
Qualche discografico si chiede perchè non compriamo più la musica. Forse perchè mancano personalità artistiche come questa che ci facciano muovere le terga per andarcelo a comprare, perchè in nessun modo merita il semplice download. A seguire, la pagella dell’album è il video di “Rainin in paradize”.
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