
Quando si parla di radio pirata vengono alla mente i film che narrano le avventure delle navi che nella seconda metà degli anni ‘60 trasmettevano dal mare intorno alla Gran Bretagna. Ma ci sono esempi anche molto più temporalmente vicini a noi.
Uno dei più importanti è quello di Rinse FM, stazione pirata londinese che più di altre stazioni radio provenienti dall’Inghilterra ha contribuito all’affermazione mondiale di generi come Grime e Dubstep e alla ribalta di artisti come Skream, Dizzee Rascal e Kode9.
Ora dopo più di 15 di broadcasting clandestino e pirata, con diversi problemi anche con la legge inglese, e qualche anno di trasmissione via web Rinse FM è finalmente diventata una radio comunitaria ufficiale ricevendo la licenza dall’Ofcom ovvero l’autorità per le comunicazione in UK.
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Vent’anni di un nome che si è trasformato da idea in mito. L’elettronica contemporanea deve tantissimo a Jon More e Matt Black, i due musicisti (noti con il progetto Coldcut) che nel settembre del 1990 decisero di fondare la Ninja Tune. Impossibile riportare la lista di tutti i nomi pubblicati (leggetela qui): ancora più difficile spiegare quanto questa etichetta abbia contribuito alla diffusione di generi che -allora- ottenevano solo sporadici riconoscimenti.
Proprio il prossimo settembre, la casa discografica ha deciso di festeggiare l’evento pubblicando un box set celebrativo, un libro e organizzando una serie di concerti. Il box sarà disponibile in più versioni. Conterrà sei dischi con brani inediti di Amon Tobin, Roots Manuva, Jaga Jazzist, Bug, Daedelus, Zomby, Jammer e Luke Vibert e nuovi remix ad opera di Autechre, Matthew Herbert, Modeselektor, Micachu, Gaslamp Killer e Switch.
Il libro, “Ninja Tune: 20 years of beats and pieces”, sarà invece a cura dello scrittore Steve Chicks: 192 pagine di interviste con gli artisti e lo staff, fotografie, illustrazioni e volantini dei concerti. Al via dal ottobre una lunga successione di concerti/party: il principale si terrà a Londra ed altri show sono già stati annunciati a Parigi, Berlino, Bruxelles, New York, Los Angeles, Montreal e Tokyo.

L’idea sembra è venuta a Gary Lightbody, voce e frontman degli Snow Patrol, alla fine dello scorso anno. Così ha contattato il chitarrista degli R.E.M. Peter Buck, il batterista dei Belle And Sebastian Richard Colburn e Scott McCaughey dei Minus Five (da anni ormai in tour e in studio con gli stessi R.E.M.). Detto fatto: messa in piedi la band, ha deciso di incidere un disco.
Il gruppo si chiama Tired Pony e il primo disco arriverà nei negozi il prossimo 12 luglio. Si intitolerà “The Place We Ran From” e vedrà una serie di ospiti a collaborare alle tracce. Tra i nomi: Zooey Deschanel e Tom Smith dei The Editors. Ci sarà un concerto di presentazione a Londra nei prossimi mesi, poi il disco e poi -probabilmente- un tour.
Lightbody ci tiene a precisare di voler suonare live il prima possibile, anche per far capire agli ascoltatori che questo nuovo progetto non è un’idea ‘campata in aria’ ma un vero e proprio gruppo. Rincara la dose Peter Buck: “Ci è sembrato folle fare un disco così bello e poi lasciarlo a se stesso. Quindi ci saranno delle date e -chissà- magari anche un prossimo album”.

A Festival concluso, con l’eco delle polemiche per vincitori e vinti ancora sui principali mezzi di informazione, vogliamo provare a disintossicare le vostre e nostre orecchie con tre esempi di cosa la musica italiana sa offrire in luoghi dove Antonella Clerici non ha mai messo piede (neanche Gianmarco Mazzi, probabilmente).
Vi suggeriamo tre nomi, tutti rigorosamente in download gratuito. Tutti italiani. I primi della lista sono i Mariposa. Band in cui milita (tra gli altri) Enrico Gabrielli, geniale polistrumentista già con Calibro 35 e Afterhours (memorabile la sua direzione dell’orchestra durante l’edizione 2009 del Festival dei Fiori). Una band, i Mariposa, che sarebbe perfetta per il palco dell’Ariston, se solo non fosse così ‘maledettamente’ intelligente e non evitasse la banalità come la peste. Prendete il meglio della musica italiana d’annata, mescolatela all’indie rock, ai mondi di Frank Zappa e a un’ironia malinconica. Otterrete una discografia eccellente, fino a l’ultima idea: un brano intitolato appunto “Sanremo” con tanto di orchestra e presentazione festivaliera. Lo trovate qui
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A pochi giorni di distanza dalle dichiarazioni rilasciate dal fratello Liam sul suo ritorno in studio assieme agli altri ex-Oasis, anche Noel Gallagher scioglie quest’oggi gli indugi e lo fa ufficializzando i suoi prossimi appuntamenti dal vivo, i primi dalla brusca rottura con la storica band di Manchester.
Nonostante sia anche lui al lavoro sul suo prossimo CD in studio, “The Chief” ha deciso di mantenere un profilo decisamente più riservato di quello adottato dall’estroverso fratello: chi vorrà ascoltarlo dal vivo, infatti, potrà farlo solo ed esclusivamente il 25 e 26 marzo al Royal Albert Hall di Londra, festeggiando con lui e con la sua splendida musica il decimo anno di vita della fondazione Teenage Cancer Trust.
Naturalmente, ci uniamo ai tanti fans di Noel Gallagher sperando assieme a loro che il buon vecchio padre degli Oasis abbia scelto di esibirsi solo due volte nel 2010 per via del tempo portatogli via in questi mesi dallo sviluppo dell’album che inaugurerà la sua carriera da solista.
via | BBC News
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La definizione di ‘Tom Waits italiano’ non è mai andata troppo giù a Vinicio Capossela. Nonostante l’evidente influenza del cantautore statunitense nella sua musica, dopo anni di carriera, forse ha trovato il modo di smentirla definitivamente. Esce infatti proprio oggi in Italia “The story-faced man”, il primo CD per il mercato straniero della discografia di Capossela.
Presentato ’stasera e domani con due concerti alla Union Chapel di Londra, l’album è già uscito lo scorso 23 gennaio in Canada, mentre è sugli scaffali dei negozi di dischi di Stati Uniti, Gran Bretagna e Irlanda dal 25 di questo mese. Una raccolta con diciassette brani scelti tra il meglio della sua produzione (incluse le immancabili “Con una rosa” e “Ovunque proteggi”) che nelle prossime settimane uscirà anche in Portogallo, Spagna e Benelux.
Insieme al disco, il tour: anche questo internazionale con tappe negli Stati Uniti (New York, Chicago, San Francisco e Los Angeles), in Canada (Montreal e Toronto) e in Portogallo (Lisbona, Guarda e Oporto). Apprezzeranno anche all’estero uno dei cantautori più capaci e trascinanti del nostro paese? Per ora sembra proprio di sì, visto che il Sunday Times, in occasione delle due serate previste a Londra ha descritto Vinicio Capossela come “Italy’s greatest rock star”. Dopo il salto, il video con immagini live di “Ovunque proteggi”.
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Ve ne avevamo già parlato all’interno della nostra rubrica I Tesori Nascosti, ma il nome Sunny Day Real Estate probabilmente continua a non dire nulla alla maggioranza della gente.
Eppure i Sunny Day Real Estate sono stati in qualche modo fondamentali per l’evoluzione musicale: venivano considerati “emo” prima (precedentemente c’erano i Fugazi e i Rites of Spring, ma era una scena diversa) che il termine venisse snaturato e ridicolizzato da una serie di band agghiaccianti nella loro pochezza musicale.
Notizia di oggi (via NME) che i Sunny Day Real Estate torneranno insieme dopo svariati anni di pausa e lo faranno al gran completo (con Nate Mendel al basso e William Goldsmith alla batteria). Si parla di un tour europeo e di una data londinese già confermata, sperando che ci sia posto anche per una data italiana. Mendel (che dal 1995 è presenza fissa con i Foo Fighters) aggiunge che non esclude la possibilità che in futuro ci sia spazio anche per del nuovo materiale. Aspettando notizie più dettagliate vi traghettiamo dopo il salto dove trovate i due singoloni estratti da “Diary” (1994, ma fresco di ristampa), ovvero “In Circles” e “Seven”.

Ormai sono noti con l’indicativo nome di “Shockwaves NME Awards” (shockwave significa “onda d’urto”), proprio per chiarire la forza e l’impatto delle nuove band scoperte da quella che è, probabilmente, la più prestigiosa rivista musicale britannica.
Il New Musical Express è da anni il ‘termometro’ e la guida delle nuove tendenze: idolatra gruppi rendendoli famosi nell’arco di una recensione e li getta nel dimenticatoio altrettanto velocemente. Nel bene e nel male, quello che hanno sempre fatto molte riviste musicali e che oggi è abitudine diffusa su tutti i mezzi di comunicazione.
Anche in virtù di questo prestigio, le nomination degli NME Awards sono indicativi e illuminanti per fare il punto della situazione. Proprio nell’anno di un fenomeno come la Boyle, la redazione ha praticamente quasi ‘bocciato’ le figure femminili. Tanto che gli Arctic Monkeys sono presenti in ben sei categorie, i Kasabian in cinque, i Muse in quattro e gli Oasis -nonostante il gruppo si sia sciolto- in tre.

Si chiamerà “NonStopErotik” il prossimo album di Black Francis, cantante e leader dei redivivi Pixies: una delle band che hanno fatto la Storia della musica indie e alternative. Registrato lo scorso anno tra Los Angeles, New York e Londra, è stato prodotto da Eric Drew Feldman, collaboratore di lunga data di Francis e tastierista dei Pere Ubu.
Il disco conterrà dieci tracce più una cover: “Wheels” un vecchio brano dei Flying Burrito Brothers. Uscirà il prossimo 5 aprile, a due anni di distanza dal precedente “Svn Fngrs”, l’ultimo lavoro come solista. Numerose le b-sides previste, oltre a un film girato da Judy Jacob che ha già lavorato per i visuals del tour in occasione del 20esimo anniversario di “Doolittle”: il disco più significativo della carriera dei Pixies. Il film uscirà nelle sale e, probabilmente, anche in DVD.
Nessuna speranza invece per un nuovo disco della band storica di Black e soci. A sei anni dalla reunion (saranno in Italia il prossimo 6 giugno a Ferrara), nonostante annunci e voci di corridoio -sempre smentite- non è previsto alcun nuovo album. Torna invece il progetto Grand Duchy (Black Francis con la moglie Violet Clark). Il duo è alle prese con “Let the People Speak”, un nuovo lavoro di cui però non si conosce ancora la data di pubblicazione. Dopo il salto, la tracklist completa di “NonStopErotik”.
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Arriva nei negozi a febbraio il nuovo CD+DVD dei Pet Shop Boys: “Pandemonium Live, The O2 Arena, London, 21 December, 2009″. Come suggerisce il titolo, è la testimonianza del concerto tenuto lo scorso dicembre dal duo inglese per la regia di David Barnard (già alle prese con “Fundamental” e “Cubism”: un documentario del concerto del 2006 a Mexico City).
Numerosi i contenuti extra, tra cui i video di “Love Etc.”, “Did You See Me Coming” e “All Over The World”. Inoltre, la performance ai Brit Awards dove gli è stato consegnato il premio alla carriera, con i featuring di Lady Gaga e Brandon Flowers dei Killers. Da attivare durante le immagini, un commento audio degli stessi Pet Shop Boys insieme allo stage designer Es Devlin.
Il CD invece conterrà solo 17 delle 25 canzoni dello show (troppo lungo per un solo disco) ed è stato mixato da Stuart Price. Quattro i formati disponibili: CD, DVD, un package CD+DVD e il download digitale per le 17 tracce audio del live. Dopo il salto, il video del medley con Brandon Flowers e Lady GaGa e la scaletta completa dei brani suonati alla O2 Arena di Londra.
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