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Tarja Turunen - Il batterista Will Calhoun suonerà nel nuovo disco

pubblicato da zoroastro in: Metal News Hard & Heavy

Tarja Turunen foto

Si dice che le donne si facciano sempre attendere ma, se è per farsi ancor più belle di quanto non lo siano già, i maschietti sono ben disposti ad aspettare anche per tanto tempo.

La stessa cosa sta succedendo anche tra Tarja Turunen e i suoi fans che, da quasi un anno a questa parte, stanno aspettando con ansia What Lies Beneath, il nuovo solo album dell’ex cantante dei Nightwish. Stando a quanto riportato da Metalitalia, pare che nel nuovo album della Turunen le pelli saranno percosse dal bravissimo batterista Will Calhoun, in forze allo storico gruppo crossover/metal/funk dei Living Colour. Ma la collaborazione tra i due artisti non è roba recente: infatti Calhourn, da tempo, fa parte della band che accompagna Tarjia durante i live e, conoscendo la tecnica di cui è dotato il buon Doug Will (che ha fatto da “spalla” ad artisti del calibro di B.B.King, Mick Jagger, Jaco Pastorius, Lou Reed, Marcus Miller e molti altri ancora) siamo sicuri che sarà il drummer perfetto per la cantante finlandese.

Sperando di poter sentire presto il tanto annunciato What Lies Beneath, non possiamo far altro che attendere fiduciosi nuove notizie dalla bella (e brava) Tarja Turunen!

via | Metalitalia

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I Living Colour tornano con "The Chair in the Doorway"

pubblicato da zago in: Novità discografiche Rock Funk Hard & Heavy

living colour

Partiamo subito riassumendo quelle che sono le uscite discografiche previste per la seconda metà di Settembre: Muse, Beastie Boys, Megadeth, Porcupine Tree, Brand New, Pearl Jam, Alice in Chains e Editors… bastano? Evidentemente no! Infatti alla lista bisogna aggiungere un altro gruppo a suo modo storico: i Living Colour.

I Living Colour, assieme a gruppi come Fishbone, Red Hot Chili Peppers e Faith No More, nella seconda metà degli anni ‘80 aiutarono a plasmare il “funk metal”, il genere di riferimento di buona parte dei successivi gruppi crossover rap-rock. Il loro capolavoro rimane il loro debutto, “Vivid” del 1988, mentre il loro ultimo album, “Collideøscope”, risale al lontano 2003.

Il gruppo rock di colore più importante di sempre assieme a Bad Brains e appunto i Fishbone (sempre se non consideriamo “rock” i Funkadelic di George Clinton), tornerà il 15 Settembre con “The Chair in the Doorway” che uscirà per la Megaforce Records, storica etichetta metal anni ‘80 (i primi due dei Metallica, Anthrax, Testament ma anche i Bad Brains appena citati). Dopo il salto trovate la tracklist di “The Chair in the Doorway”, alcuni dei loro pezzi più famosi e una versione live di “DecaDance”, uno dei brani del nuovo album.

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Bad Brains, crossover dimenticato

pubblicato da Sid in: Experimental Reggae Punk Hard & Heavy

Bad Brains - I against I
Erano i primi anni novanta e, il collante che aveva legato stili e sonorità nei decenni precedenti (escludendo gli ’80, vittime della rivoluzione punk) tornava alla ribalta: neri che “indurivano” il loro funk sound e bianchi che aggiungevano funk al metal, il termine crossover riappariva nel mondo musicale ad indicare questo strano incrocio di stili e di culture.

I gruppi da citare sarebbero parecchi, ma io ve ne riporto solo tre: Red Hot Chili Peppers, Living Colour e Primus rappresentano bene questa fase. I primi sono stati i più diretti e, in fin dei conti, quelli che hanno sfruttato maggiormente il fenomeno (con una coda che arriva ai giorni nostri). La band di Vernon Reid (era il chitarrista ma anche il vero leader dei Living Colour) è stata quella più tecnica: grandi “turnisti”, ritmiche incredibili e un disco, Stain che resta a tuttoggi un album devastante. I Primus sono stati qualcosa di unico (con i bassisti estasiati dai prodigi di Claypool): musica contorta, articolata al punto da risultare incomprensibile ma con virtuosismi tali da meritare l’ acquisto di ogni nuovo disco.

Questo sommario riassunto solo perché volevo segnalarvi una band troppo spesso dimenticata, capostipiti del genere e molto di più: Bad Brains, Washington D.C. entrano in scena nel 1978 per pubblicare, 4 anni dopo, il primo album omonimo. Reggae e punk veloce (il termine hardcore lo stavano ancora confezionando) interpretato da quattro afroamericani con i controattributi (niente battute). Ballate dure e metalliche che si perdono in ritmi dub e downtempo per poi aggredirti con rabbia. Ascoltatevi (vedetevi) I Against I (1986) o il Live (1988) e sarete costretti a ringraziarmi …

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