
Ma quali Beady Eye, il cuore torna sempre agli Oasis. Questo, in soldoni, è il pensiero espresso da Liam Gallagher, che per la prima volta confessa una certa nostalgia per la sua vecchia band, sciolta a causa dei dissapori con il fratello Noel Gallagher. Dalle pagine del Daily Mail, il cantante ha dichiarato
«Se la gente pensa che io sia felice per lo scioglimento degli Oasis, allora si sbagliano. Benché io ami i Beady Eye, preferirei essere ancora negli Oasis, perché quella era casa mia. Gli Oasis erano la mia vita»
Liam ha poi aggiunto che però non sente nostalgia dei concerti faraonici con decine di migliaia di spettatori:
«I concerti enormi sono solo ammassi di gente, non hanno anima. Sono felice di averli fatti, ma non ne sento la mancanza. In ogni caso, non ho niente da provare.»
Nel frattempo, c’è chi è pronto a giurare che una reunion degli Oasis non sia poi così improbabile…

Liam Gallagher non ha dubbi: suo fratello Noel vuole disperatamente una reunion degli Oasis. Dopo essersi già dichiarato possibilista per riformare la band nel 2015, in occasione del ventesimo anniversario dell’album What’s the Story… Morning Glory, il cantante dei Beady Eye parla dalle pagine di NME:
«So che il nostro bambino brama disperatamente che gli Oasis ritornino insieme. E con questa cosa nel 2015 penso che lui e io potremmo senza dubbio mettere da parte i nostri problemi. Ma credo che ci sia ancora spazio per i Beady Eye e per gli High Flying Birds, o come diavolo si chiamano. Senza dubbio…»
Ci chiediamo come finirà questa storia, che alterna dichiarazioni al vetriolo a proposte di reunion fra ben tre anni…

Nel 2012 di riuninaronno gli Stone Roses per alcuni concerti. E perchè non potrebbe essere così anche per gli Oasis? Proprio loro, i due fratelli che si sono separati (e non nel migliore dei modi) potrebbero dare vita ad una nuova serie di date live. L’occasione è il ventennale dell’album “(What’s the story) Morning Glory?”. L’album è ai primi posti dei più venduti in Inghilterra di sempre. Lo ha dichiarato Liam:
“Nel 2015 potremmo fare un tour per celebrare ‘Morning Glory’ e i suoi 20 anni”
Pace fatta? Di già. No, perchè arriva comunque la frecciatina per Noel:
“Penso che Noel prima debba provare questa nuova esperienza da solista, per rendersi conto che non è poi così bravo senza suo fratello”

Mentre il suo disco solista è ormai in dirittura d’arrivo, mentre i litigi a distanza con il fratello Liam non accennano a placarsi (con tanto di minacce di denunce poi ritirate), Noel Gallagher guarda con un misto di malinconia e - ritrovata - obiettività al suo passato con gli Oasis. Le ultime dichiarazioni ai microfoni del magazine “Grantland”, spiegano bene come e quando le cose hanno iniziato a incrinarsi seriamente fra i due e - forse - tradiscono un po’ di malcelata nostalgia.
Non avremmo mai dovuto registrare “Standing On The Shoulder Of Giants”. Ero alla frutta. A quel tempo, non avevo motivo o desiderio di fare musica. Non avevo una direzione. Avevamo venduto tutti quei ca**o di dischi e non c’era nessuna ragione di farlo. Sono andato avanti e lo abbiamo fatto, anche se non avevo ispirazione e non potevo trovarne da nessuna parte. Ho scritto le canzoni solo per il gusto di fare un album. Avremmo avuto bisogno di motivazioni per andare in tour ma, al tempo, non la pensavo così. Tutti pensavamo che solo “Go Let It Out” fosse un buon pezzo.
Una crisi in piena regola, aggravata ovviamente dalle vendite eccellenti dei primi due dischi e dal fatto che tutti si aspettavano grandi risultati dalle sue capacità di songwriter. Troppa pressione e i critici che hanno valutato ogni sua canzone post-What’s The Story un passo falso. Noel vorrebbe che quello di “High Flying Birds” fosse un nuovo inizio, una specie di liberazione.
Diciamo che la mia carriera va al contrario. Diciamo che questo nuovo album solista è il mio debutto e che i primi due dischi, quelli che hanno venduto 20 milioni di copie, saranno invece gli ultimi due. Se funzionasse così, tutti gli altri album che mi hanno portato fino a lì sarebbero considerati un ca**o di viaggio. Sarebbero percepiti come album che rappresentano la strada verso l’eccellenza.
Speranze vane, ovviamente. L’unica possibilità è che il nuovo disco di Noel Gallagher faccia dimenticare anche i suoi passi falsi, nonostante siamo pronti a scommettere che non tutti i fan degli Oasis condividono il suo punto di vista…

Nei primi mesi del 1994 gli Oasis non avevano ancora pronto il disco d’esordio ed erano già allo sbando. Noel aveva cacciato il primo produttore Dave Batchelor, conosciuto durante il suo lavoro di roadie con gli Inspiral Carpets. Tutto da rifare: i brani non avevano mordente, non avevano il ‘tiro’. La band andò in vacanza ad Amburgo. Tornò poco dopo, col morale a terra e Alan McGee della Creation Records (l’etichetta con cui avevano firmato qualche mese prima) che scalpitava. Dov’era questo disco? Cosa rispondere alla stampa, ma soprattutto alla BBC Radio 1 che aveva trasmesso “Columbia”, in anteprima, per ben 19 volte, nonostante non fosse mai arrivato nei negozi?
Gli Oasis partirono per la Cornovaglia. Dietro al banco di regia, ’stavolta c’erano Mark Coyle e lo stesso Noel Gallagher, convinto che sarebbe riuscito a catturare la forza del gruppo anche in studio. Si sbagliava, ma non di molto: la band non era pronta per registrare i brani insieme e fu costretto a effettuare tantissime sovraincisioni dei vari strumenti. Risultato? Un pasticcio, ma non si sarebbe potuta affrontare una terza session. Marcus Russell della Creation prese in mano la situazione e contattò l’ingegnere del suono Owen Morris. Morris confermò la diagnosi (”Hanno fatto un casino…”) e si mise al lavoro. Quello che ne uscì il 30 agosto di 17 anni fa fu “Definitely Maybe” come lo conosciamo. Uno degli esordi più potenti degli ultimi vent’anni.
Prima posizione nella classifica UK, sette dischi di platino e un record: l’album d’esordio che ha venduto più copie nel minor tempo nella storia della musica inglese. Liam e Noel Gallagher, Paul Arthurs, Paul McGuigan, e Tony McCarroll si trovarono catapultati tra le rock ‘n’ roll star, proprio come recitava il profetico titolo della prima canzone in scaletta. Degli atteggiamenti di entrambi i fratelli Gallagher non parleremo in questa occasione, tanto meno della rivalità con i Blur per il primato in quella che fu definita la scena Brit-pop. I due ci ‘deliziano’ ancora oggi con siparietti al limite del ridicolo, mentre Albarn, Coxon e soci hanno intrapreso altre strade in ambito musicale. Quello che ci interessa è il valore di “Definitely Maybe” come disco e, in questo caso, c’è da togliersi il cappello.
Continua a leggere: Oasis: il 30 agosto 1994 usciva "Definitely Maybe"

Parlando del fatto che durante i suoi concerti da solista inserirà in scaletta alcune canzoni degli Oasis, Noel Gallagher ha diretto qualche frecciatina a illustri colleghi musicisti. Dalle pagine di Rolling Stone ha dichiarato:
«Non ci sarà mai un concerto nel quale non vorrò suonare canzoni degli Oasis. In ogni caso, ho sempre pensato che la maggior parte delle band dovrebbe suonare canzoni degli Oasis. I Foo Fighters dovrebbero sicuramente farne almeno un paio. I Green Day potrebbero farne anche più di una o due. I Radiohead? Insomma, non prendiamoci in giro. Sarebbe sicuramente una nottata migliore»
Mentre le punzecchiature a Foo Fighters e Green Day ci sembrano una novità assoluta, non è certo la prima volta che uno dei fratelli Gallagher attacca i Radiohead: nel recente passato Liam aveva infatti definito i fan dei Radiohead “brutti e noiosi”, e poi, tanto per essere più diretto possibile, ha fatto sapere a Thom Yorke che lui e la sua band dovrebbero andare a farsi fottere.

Ormai il progetto da solista di Noel Gallagher procede senza sosta e il cantante, lasciatosi alle spalle gli Oasis, esprime una sua teoria personale sull’affetto del pubblico per la band:
“Penso che le persone avessero smesso di ascoltarci. Certo, venivano sempre ai concerti ma avevano smesso di ascoltare davvero. E’ un po’ come quando esce un nuovo album dei Rolling Stones: e chi se ne importa di un nuovo album dei Rolling Stones; uno prende e va al concerto e fine”
Allora vi vogliamo girare la domanda: voi avete smesso di ‘ascoltare veramente’ gli Oasis? Vi sentite rappresentati dalle parole di Noel?
Via | ContactMusic

Dopo le dichiarazioni di Noel Gallagher sullo scioglimento degli Oasis, condite da aneddoti piuttosto spiacevoli e violenti, il fratello minore Liam Gallagher ha ben pensato di andare ben oltre il laconico “SHITBAG” postato su Twitter e lasciare di nuovo libera la sua lingua ai microfoni di BBC Radio 1, fornendo la sua versione dei fatti.
Liam non ha negato di essere fra le cause dello scioglimento degli Oasis nel 2009, ma ha spiegato come il fratello Noel starebbe cercando di far ricadere ingiustamente tutte le colpe su di lui. Senza usare parolacce o torpiloqui vari (assolutamente incredibile), Liam ha detto:
«A mio modo di vedere, [Noel] è uno che vuole avere il controllo a tutti i costi. Sta inventando bugie per apparire bravo agli occhi della gente. Cose che mi spezzano il cuore. […] È tempo che Noel si svegli. Non è un angelo. Io sono da incolpare per qualcosa, ma non per tutto. La gente deve sapere che non è stata solo colpa mia se ci siamo divisi, è stata anche colpa di Noel»
Poi ha tenuto a dare la sua versione sul famigerato V Festival di Parigi, dove Liam si sarebbe rifiutato di salire sul palco scatenando una furibonda lite nel backstage. Mentre Noel lo accusa semplicemente di essere ubriaco, Liam la spiega in modo piuttosto diverso:
«Al V Festival mi avevano diagnosticato una laringite. Non erano i postumi di una sbornia. Ho avuto tante volte postumi di una sbornia. Sono un uomo adulto. Non manderei mai all’aria un concerto perché ho il mal di testa»
Immaginiamo che non sia finita qui…

Dopo l’annuncio ufficiale del nuovo album solista di Noel Gallagher, sono ricominciate a volare dichiarazioni al vetriolo fra l’ex leader degli Oasis e il suo linguacciuto fratello Liam. Subito dopo aver presentato l’album, Noel ha infatti rivelato come non si fosse stancato degli Oasis, ma si fosse stancato di Liam, che avrebbe addirittura tentato di colpirlo in faccia con una chitarra.
Prima di un concerto a Parigi, infatti, si scatenò una forte lite nel backstage, culminata con Liam che, armato di chitarra, fece irruzione nel camerino del fratello con intenzioni ben poco amichevoli. Racconta Noel:
«È andato a prendere una chitarra nel suo camerino privato, ed è tornato indietro brandendo lo strumento come se fosse un’ascia. Era piuttosto violento. Fino a quel punto non c’era stata nessuna violenza fisica, ma solo un sacco di roba in stile World Wrestling Federation. È stato un comportamento insensatamente violento, e per poco non mi fracassò la faccia. […] Non ho lasciato la band perché ero stanco degli Oasis, ma perché ne avevo abbastanza di Liam. […] A Liam non piaccio. Non cerco il confronto con lui ma mi detesta in un modo molto violento. Ho fatto un favore a tutti quando me ne sono andato.»
Poco dopo queste dichiarazioni, sula pagina Twitter di Liam Gallagher - usata veramente pochissimo dal cantante - è apparso il laconico messaggio “SHITBAG”, traducibile più o meno in “sacco di merda”. Ed è inutile specificare che la cosa, pur non determinabile con certezza, non pare certo casuale.
via | NME

Alla lingua biforcuta di Liam Gallagher siamo ormai abituati da anni, e si è sempre incerti se il cantante dei Beady Eye si produca nelle sue esternazioni per un qualche ritorno pubblicitario (insomma: ci fa) o perché è una pratica che gli piace davvero (insomma: ci è). Questa volta, attraverso un’intervista rilasciata a GQ, gli insulti vengono diretti a Matt Bellamy e ai suoi Muse:
«I Muse mi mettono paura. Alla gente piacciono. Almeno sanno suonare le chitarre, ma quando sento la sua voce [cioè la voce di Matt Bellamy] dico “Ah, che si fotta!’»
Il bizzarro Liam confessa di non aver un particolare rapporto con la tecnologia:
«Non utilizzo gadget. Per dire, la gente fa tutta questa merda con i propri telefoni. Io lo uso solo per chiamare la mia donna e i miei amici. Non ho mai inviato un’email in vita mia. Non ho nessuna App. Non so nemmeno come scaricare la musica»
Continua dopo la pausa, con una nota di Bel Paese che farà piacere a molti.