La rete e tutte le diavolerie tecnologiche da essa scaturite hanno di fatto stravolto e reinventato il rapporto quotidiano con la musica, moltiplicandone all’infinito opportunità e strumenti di fruizione. Perché limitarsi al caro (sia in termini affettuosi che economici!) cd in casa o in auto quando bastano pochi click su computer, lettore mp3 o anche sul telefonino per vederne e sentirne di tutti i colori in ogni istante della giornata?
Social networks, streaming audio, video sharing…ce n’è davvero per tutti i gusti. Se siete utenti abituali di Last.fm o YouTube impazzirete di gioia scoprendo che oggi è possibile utilizzarli entrambi nello stesso momento.
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Nel sempre più grande (e ricco) mercato della musica online tra poco il gigante iTunes dovrà combattere contro un rivale agguerrito che, in accordo con 3 delle 4 Major discografiche, promette di sottrarre clienti e profitti al colosso targato Apple.
Il popolarissimo sito di social networking MySpace ha annunciato infatti che nell’arco di 5-7 giorni al massimo lancerà MySpace Music, una società partecipata da Universal, Sony-BMG e Warner Music che con i loro ricchissimi cataloghi offriranno numerosi servizi e daranno uno scossone all’intero settore. Soltanto la EMI (per ora e chissà per quanto ancora) si è rifiutata di siglare l’accordo, rimanendo isolata.
MySpace Music venderà brani ed album da scaricare ma non solo: ci saranno anche biglietti per concerti ed eventi, suonerie, musica in streaming e oggetti di merchandising. Il tutto offerto ai 110 milioni di utenti che ogni mese navigano su My Space.
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In un momento cruciale dell’evoluzione dei sistemi con cui la musica viene prodotta distribuita e pagata, Last.fm, il popolare social network della Cbs esclusivamente orientato alla musica, gioca le sue carte sperando di infilarsi in un mercato per ora dominato da Myspace (per i gruppi senza contratto) e iTunes/Amazon (per i gruppi maggiori).
E’ infatti di poche ore fa l’accordo sottocritto dal portale con le principali major del disco (Sony BMG, Warner/AOL, EMI, Universal) e con oltre 150.000 etichette minori per la creazione di un enorme catalogo online, centinaia di migliaia di canzoni e album che verranno resi disponibili per l’ascolto integrale e gratutito.
Ma solo, e qui sta il bello, per un massimo di tre volte, dopodichè l’utente sarà reindirizzato verso iTunes o simili dove verrà incoraggiato all’acquisto legale dei brani. Last.fm diventerebbe così un’immensa vetrina promozionale, in grado di attirare milioni di utenti desiderosi di ascoltare bene (e interamente) un brano o un album prima di decidere l’acquisto. E facendo quindi pagare a peso d’oro i banner pubblicitari agli inserzionisti.
Se mai avessi dubitato di Last.fm, cosa che a dire la verità non ho mai fatto, ora mi ricrederei. Sulle funzionalità tecniche della radio e del fenome di social network hanno già pontificato in molti e molto più preparati di me, quindi io mi concentro sulle funzionalità più ludiche.
Così dopo I Love Music Video, ecco che grazie a Cabal ho scoperto anche Mainstream-O-Meter il misuratore di quanto mainstream c’é nei vostri ascolti. Io mi confermo un ascoltatore abbastanza indie con un coefficiente di mainstream attitude al 9,58%, e voi?