Beh (!), in “Johnny B. Goode” di Chuck Berry è intonato, è “quadrato” (va a tempo) e sa pure interpretare (d’altronde non dimentichiamoci che è un attore). Allora, viste queste capacità, voi offrireste mai a Jude Law un contratto discografico? Non pensateci troppo, mi raccomando!
Congetture menageriali a parte, bisogna dire che è davvero divertente vedere un personaggio del suo calibro cimentarsi con tanto gusto e spensieratezza in una disciplina artistica che non gli appartiene. Di sicuro un ruolo alla Christian in “Moulin Rouge” non l’avrà mai, ma in queste circostanze di karaoke l’esilarante Jude è ben accettato. Come si dice “l’importante è partecipare”!
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