
Per raccontare il rapporto viscerale e ossessivo che legava Jaco Pastorius al suo strumento, vi basti sapere che realizzò il suo primo basso fretless da solo: armato di scalpello, martello e mastice, rimosse infatti i tasti del suo Fender Jazz e rivestì il risultato con dieci strati di resina epossidica, del tipo usato per le barche. Fu tale l’identificazione con quel gesto - e con il fretless in generale - che sono in molti a credere che sia stato lui stesso l’inventore dello strumento (ovviamente non è così: i primi modelli comparvero già negli anni ‘60).
Altra curiosità rivelatrice su John Francis Anthony Pastorius III: il suo primo approccio alla musica non avvenne imbracciando un basso, ma suonando la batteria. Il destino si mise di mezzo, gli procurò una frattura a un polso e, pur di non rimanere inattivo, il giovanissimo Jaco iniziò ad esercitarsi con quello che sarebbe poi diventato il suo strumento.
Tecnica e talento uniti a una personalità decisamente sopra le righe: queste tre caratteristiche resero Pastorius la leggenda che conosciamo, che celebriamo nella data in cui avrebbe compiuto sessant’anni e che ha influenzato centinaia di musicisti. Leggenda nata con l’approdo ai Weather Report, la mirabolante band jazz-fusion in cui Jaco iniziò a militare nel 1976. Ci arrivò consegnando un nastro con la sua versione di “Donna Lee” di Charlie Parker al leader Joe Zawinul l’anno precedente e rischiando seriamente di non far parte del gruppo. Ansioso di ricevere una risposta, aveva anticipato l’ascolto della cassetta con una telefonata a Zawinul - rimasta nella storia - in cui si definiva “il più grande bassista del mondo”.
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E’ stato l’autore di uno dei più famosi brani di contaminazione jazz conosciuti al mondo. “Birdland”, brano dei Wheather Report di cui il 75enne Joe Zawinul faceva parte, è stata una delle hit più osannate della fine anni ‘70, realizzata con la sua mente e suonata con le sue mani di grande tastierista e bassista. Ci sono molti artisti che realizzano prodotti eccellenti nella musica, ma solo pochi riescono a creare vere opere d’arte. Lui è stato uno di questi. Molti di noi sono certo non lo conoscono se non per questo brano che vi ho presentato in copertina: vale la pena riscoprirlo oggi.