Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag interviste soundsblog

Soundsblog intervista in esclusiva Alessandra Amoroso, in vista del nuovo tour Il Mondo In Un Secondo

pubblicato da Francesca Camerino

Soundsblog intervista in esclusiva Alessandra Amoroso

Alessandra Amoroso, salita alla ribalta grazie al talent show “Amici”, è ora alle prese con la vera e propria carriera musicale che solitamente produce entusiasmo sia da parte del pubblico che della critica. Attualmente in vetta alla classifica degli album più venduti in Italia, dopo appena tre settimane dall’uscita del secondo lavoro dal titolo “Il Mondo In Un Secondo”, già disco di platino, racconta l’esperienza di questo nuovo disco che ancora una volta vuole “cantare” l’amore.

Mentre impazza in tv per la promozione dell’album e si prepara psicologicamente all’anteprima del tour con due date importanti a Roma il 20 dicembre e a Milano il 22 dicembre, Alessandra racconta a Soundsblog i motivi delle scelte che l’hanno portata al nuovo album.

Ciao Alessandra! Ne “ Il Mondo In Un Secondo” ci sono due brani in inglese che mostrano la tua vena black. Perché solo due canzoni di genere diverso, secondo me più consono alle caratteristiche della tua voce, rispetto all’impronta melodica dell’album?

Diciamo che mantengo la linea adottata fino ad oggi, con la differenza che questa volta ho aggiunto due brani che donano una sfumatura diversa all’interno dell’ album, io li definisco la “mia zampata”. Di sicuro sarebbe stato sbagliato abbandonare la linea melodica adottata con gli altri due dischi, infatti anche in questo è proprio quella linea che predomina, come anche i temi stessi delle canzoni, in ogni caso mi piace cantare “l’amore” .

Immagino che un successo di queste dimensioni sia una soddisfazione immensa, ma dal lato artistico ti senti realmente soddisfatta? In poche parole, dipendesse da te, saresti disposta a rischiare di perdere parte del successo con un terzo album più coraggioso? O invece è proprio questa la strada artistica che hai sempre sognato?

Di sicuro già tutto ciò che sto vivendo è un sogno! Dall’ altra parte posso dire che il percorso artistico che sto facendo mi piace molto, e proprio come dicevo prima, di tanto in tanto mi tolgo la soddisfazione di cantare in un modo differente.
Non mi spaventa perdere il successo, più che altro mi interessa non deludere la gente che mi ha sempre seguito e che mi vuole bene, sarei davvero egoista a pensare solo e soltanto al mio piacere personale.

Si parla di una tua possibile partecipazione a Sanremo. Andrai a Sanremo? E come reputi il Festival: ancora valido per promuovere la musica italiana o una manifestazione obsoleta?

E’ una bellissima manifestazione, è tradizionale, non obsoleta. Non so se andrò a Sanremo anche se in parte il festival l’ ho vissuto già l’ anno scorso al fianco di Valerio in ogni caso… chi vivrà vedrà…

Continua a leggere: Soundsblog intervista in esclusiva Alessandra Amoroso, in vista del nuovo tour Il Mondo In Un Secondo

Le interviste di Soundsblog: i Velvet festeggiano il decennale di carriera e svelano alcune chicche sul prossimo Greatest Hits

pubblicato da Francesca Camerino

Velvet, il gruppo pop rock romano, composto da Pierluigi Ferrantini, Alessandro Sgreccia, Pierfrancesco Bazzoffi e Giancarlo Cornetta, festeggia 10 anni di carriera proprio quest’anno. In occasione delle celebrazioni del Settembre Kasmeneo di Comiso, Soundsblog ha incontrato e intervistato due elementi della band.

E’ passato un decennio dalla pubblicazione del primo singolo “Tokyo Eyes” nel 2000 e…“di acqua sotto il famoso ponte ne è passata” come dice Pier, il frontman della band. Pier racconta di come e perchè è nato il brano “Il serpente” contenuto nell’Ep omonimo uscito quest’estate, del come e perchè è nato il brano “Luciano ti odio” pubblicato per la prima volta nel 2004, e presente interamente riarrangiato e riregistrato nell’ultimo Ep.

Il gruppo è cresciuto nel corso degli anni, ha raccolto esperienze e incontri che lo hanno rafforzato, e oggi affronta in maniera più matura il percorso artistico. Pier parla anche dell’uscita del prossimo disco, il Greatest Hits previsto per l’autunno che raccoglierà alcune canzoni tratte dal loro repertorio con cui celebreranno il decennale. Conterrà anche due inediti.

Ale, altro membro della band parla di Internet, dell’importanza del contatto con il pubblico anche via social network. La band ricorda anche le collaborazioni importanti della carriera come quella indimenticabile con Edoardo Bennato per la versione targata Velvet della canzone “Di una settimana e un giorno”, che avrà una nuova versione anche nel disco in uscita. Queste sono solo alcune anticipazioni. Godetevi l’intervista intera al top del post: 8 minuti e mezzo di news succulente.

....
condividi 1 Commenti

Le Strisce in esclusiva a Soundsblog: "C’è una generazione di giovani che ha molto da dire ma...siamo un paese per vecchi"

pubblicato da Francesca Camerino

Le Strisce in esclusiva a Soundsblog

Per la band de Le Strisce tutto è iniziato nel 2008, su MySpace. Il gruppo, composto da Davide (voce), Enrico (chitarra), Andrea (chitarra), Francesco “aka” Zoid (basso), Raffaele (batteria), ha realizzato la demo di due pezzi dal titolo “Marta” e “Revolver” e li ha caricati sul social network, due brani pop-rock diventati hit del web in poco tempo con migliaia di contatti e una lunga lista di amici.

Le Strisce colpiscono per il sound orecchiabile, i testi significativi, diretti, nei quali regna il sarcasmo e la realtà giovanile che ci circonda, per la voce di Davide molto personale. Le caratteristiche vincenti della band napoletana le hanno notate tutti, anche la Capitol/EMI con cui hanno prodotto, nel giugno 2008, il primo ep, che comprendeva tre brani taglienti come “Fare il cantante”, “Io non sto bene” e “Chi ti conosce meglio di me”. Poi, a maggio scorso é uscito il primo album “Torna ricco e famoso” composto da 12 tracce sempre su etichetta Emi. Mentre sono in giro per il tour, abbiamo sentito Davide che ha risposto a qualche domanda.

Ciao ragazzi! Attualmente, siete in tour per promuovere il vostro nuovo disco “Torna ricco e famoso”. Come è stato l’impatto con i vostri fan ai concerti?

L’impatto con i fan è fantastico, sono tutti miei fratelli e sorelle, perché credono in noi. Non siamo un gruppo che non si risparmia, che ci siano dieci, cento, mille o diecimila persone ad un nostro concerto, noi diamo sempre il massimo e suoniamo tante canzoni. Ogni concerto è il concerto più importante perché noi crediamo in loro, ci porteranno lontano.

Cosa pensate di Internet per promuovere e vendere dischi? E cosa pensate su quanto ha detto Prince che “Internet è out” e che non venderà il suo prossimo disco in Rete, né lo promuoverà via web o youtube?

Prince è un ragazzetto in gamba, dice e fa cose giuste. Ma sono sicuro che il suo nuovo disco ci finirà comunque su internet. Internet è incontrollabile sia in positivo che in negativo, la rete è incontrollabile. Di paese in paese poi ci sono state reazioni e azioni diverse legate all’avvento di internet. L’Italia lascia correre tutto. Internet è di sicuro un modo per veicolare informazioni, promuovere musica e video, ma è anche la prima causa della crisi discografica. Basterebbe comprare i dischi, invece di scaricarli rubando. La musica và sostenuta CONCRETAMENTE, oggi come non mai.

Da dove nasce il nome della band?

Il nome nasce dalla voglia di cambiare, prima ci chiamavamo Goya e suonavamo musica molto diversa. Abbiamo scelto le Strisce come nome, perché era un nome facile da ricordare, un nome adatto a livello grafico, equivocabile e che si sposava bene con il nostro nuovo sound.

Continua a leggere: Le Strisce in esclusiva a Soundsblog: "C’è una generazione di giovani che ha molto da dire ma...siamo un paese per vecchi"

Simona Molinari in esclusiva a Soundsblog: "Ho studiato musica leggera, musica lirica, soul..ma la migliore scuola é il live"

pubblicato da Francesca Camerino

Simona Molinari in esclusiva a Soundsblog Ci aveva colpito nell’interpretazione del brano “Egocentrica”, al Festival di Sanremo dell’anno scorso, poi diventato traccia portante dell’omonimo album che ha ricevuto numerosi riconoscimenti da parte della critica come il Premio Mogol, il Premio Carosone e il Premio Lunezia per il miglior album d’esordio del 2009.

Ora Simona Molinari, raffinata interprete jazz, dopo l’uscita del nuovo album “Croce e Delizia” lo scorso 22 giugno, anticipato dal singolo “Amore a Prima Vista” cantato in duetto con Ornella Vanoni (qui nell’esibizione al Wind Music Awards), già disco d’oro, si prepara per il tour che la vedrà impegnata nei migliori festival e rassegne jazzistiche in Italia.

Se ascoltate anche solo l’anteprima dei brani dell’album dal sito ufficiale, scoprirete stile personale, musica diversa, brani freschi, e grande maturità nonostante la giovane età dell’artista. In aggiunta, la cantante é dotata di un sorriso aperto e un viso dolcissimo che non guastano. Soundsblog l’ha intervistata per sapere qualcosa di più sulla sua formazione e le sue passioni.

Ciao Simona, puoi parlarci della tua formazione musicale? Sei giovane ma per come canti sembri una veterana.

Wow, ti ringrazio…in effetti ho avuto la fortuna di capire presto cosa avrei voluto fare da grande e mi sono dedicata sempre a questo. Avevo 8 anni quando ho iniziato a cantare. Un giorno a scuola fui selezionata per intraprendere un corso di canto ed iniziai. A quell’età cantare era il mio gioco, poi ho iniziato a studiare diversi repertori e ho cominciato a prendermi sul serio. Ho studiato musica leggera, musica lirica, soul, poi ho trovato il jazz e poi ancora mi sono appassionata al cantautorale e ho iniziato a scrivere delle cose mie. Rimango comunque del parere che la migliore scuola sia il live: dal pianobar, alla seratina con il tuo gruppo o con gli amici, dalla rappresentazione di un musical all’andare assiduamente ad ascoltare concerti.

Come e nata la collaborazione con Ornella Vanoni iniziata già nel corso della 59a edizione del Festival di Sanremo e continuata per il brano “Amore a prima vista” di cui mi sono innamorata al primo ascolto?

Con Ornella ci siam tenute in contatto durante questo anno, e’ nato un rapporto di rispetto e stima e non finirò mai di ringraziarla. Ornella è una persona schietta, nel bene e nel male. Un giorno con un pò di spregiudicatezza le ho proposto il mio brano, sapevo che nessuno meglio di lei avrebbe potuto interpretarlo. Puoi immaginare che gioia, anzi, che delizia sia stata il suo Si!

Il tuo mestiere in cosa è ‘Croce’ e in cosa è ‘Delizia’?

In ogni cosa. Ogni aspetto di questa vita ha una duplice faccia. Ad esempio non avere dimora fissa è divertente, affascinante e stimolante, ma ci sono scelte difficili da fare in campo affettivo. Essere soggetti ai gusti della gente e scegliere di mettersi al centro dell’attenzione ti fa sentire importante, ma devi accettare di non piacere a tutti e questo a volte non è facile. Rimanere oggettivi, dare il giusto valore alle cose e imparare a dominare i battiti cardiaci sopra il palco e poi fuori, quando il giorno scorre normalmente, non è scontato. L’unico antidoto a tutto questo è il rimanere sempre umili e ricordare la strada fatta.

Ci parli delle importanti collaborazioni all’interno dell’album?

Il disco, uscito il 22 giugno, è un lavoro a cui tengo molto. Contiene 9 tracce di cui due cover e sette inediti. Anche in questo disco c’è la magica tromba di Fabrizio Bosso, new entry invece è uno dei migliori clarinettisti d’Italia: Bepi D’Amato. I Solis String Quartet hanno invece impreziosito uno dei miei brani più riflessivi e la chicca del disco è naturalmente Ornella Vanoni. Non da meno è la mia band, la Mosca Jazz Band, di cui vado molto orgogliosa, costituita da Raffaele Pallozzi, Fabio Colella, Fabrizio Pierleoni, Carmine Ianieri. Nel disco c’è anche un live registrato ad Hong Kong in una data del tour asiatico, con la chitarra di Carlo Avarello.

Continua a leggere: Simona Molinari in esclusiva a Soundsblog: "Ho studiato musica leggera, musica lirica, soul..ma la migliore scuola é il live"

....
condividi 3 Commenti

Matteo Macchioni in esclusiva a Soundsblog: "In me convivono due anime differenti, una legata al bel canto, l’altra al pop"

pubblicato da Francesca Camerino

Soundsblog intervista in esclusiva Matteo Macchioni Matteo Macchioni, schivo ma solare, ha appena concluso un’ esperienza importante nel campo dell’Opera Lirica con “L’Elisir D’Amore” di Donizetti presentato a Salerno in veste di protagonista. Un debutto positivo. Dopo l’esperienza televisiva di “Amici”, e il ruolo nell’opera di Donizetti, Matteo sembra orientato a seguire due percorsi paralleli, il bel canto e la musica pop.

Soundsblog lo ha intervistato riscontrando grande serietà ed umiltà nell’affrontare l’universo della musica, in vista dell’uscita del suo primo album previsto per l’autunno, prodotto dalla Sugar di Caterina Caselli. L’importante é mantenere i piedi ben piantati a terra (per ora mi sembra ce li abbia) e…studiare, studiare, studiare.

Ciao Matteo! E’ stata emozionante l’esperienza al Teatro Verdi di Salerno con “l’Elisir D’Amore”? Raccontaci l’impatto con l’universo dell’Opera e con il pubblico.

Ciao! L’esperienza al teatro Verdi di Salerno è stata veramente fantastica!! Oltre alle emozioni e alle paure vissute proprio perché si è trattato di un vero e proprio debutto, posso dire di aver provato gioia mista a stupore nel vedere che in platea c’erano tanti ragazzi e ragazze come me.

L’impatto con il teatro è stato veramente bellissimo, ci lavorano persone preparate che mi hanno messo subito a mio agio. Daniel Oren ha diretto l’opera in maniera magistrale e dopo ogni recita mi ha sempre fatto ottimi complimenti. Dal canto mio gli sono veramente riconoscente. Mi ha dato un’opportunità che non capita a tutti i giovani emergenti. In una delle tre repliche è venuta a sentirmi anche Caterina Caselli Sugar, con la quale è iniziato un importante percorso artistico. Salerno poi è una città piena di gente calorosa e accogliente. Insomma… per il mio debutto operistico non potevo chiedere di meglio.

Dopo questa esperienza da tenore come si svolgerà il tuo percorso artistico: continuerai con l’opera o con il pop?

Diciamo che continueranno sia l’opera che il pop. E’ come se un filo sottilissimo dividesse la mia persona in due figure speculari, ma molto diverse nei contenuti. In me ci sono due anime artistiche differenti che convivono insieme: una è legata al bel canto, l’altra è legata al pop. Entrambe saranno funzionali alla mia carriera.


Quanto studi al giorno per mantenere in allenamento la voce?

Dipende. Di solito non meno di un’ora di vocalizzi quotidianamente, ma quando lavori o stai preparando un ruolo, puoi passare 4 o 5 ore sullo spartito. Certo ci sono anche i giorni dove ti devi riposare, ma sono pochi… il mestiere del cantante è come quello dell’atleta. L’esercizio e l’allenamento sono fondamentali.


Raccontaci la tua giornata tipo, da quando ti alzi la mattina.

La mia giornata tipo è, in verità, disordinatissima. L’elemento che domina è la musica. Ascoltata, suonata, cantata, composta… . Il mio mondo deve sempre o quasi essere pervaso dal suono. Non riesco a far senza. Mi bevo il caffè mentre ascolto la radio, suono il pianoforte, faccio vocalizzi, mi rilasso con la musica in cuffia… insomma in tutte le mie attività c’e una componente sonora.
Ecco, nel mio grande disordine l’unica costante è la musica.

Che generi di musica ascolti, italiana e straniera?

Ascolto veramente di tutto. Credo che un’artista debba avere la mente aperta a 360°, io sono così.

Continua a leggere: Matteo Macchioni in esclusiva a Soundsblog: "In me convivono due anime differenti, una legata al bel canto, l’altra al pop"

Soundsblog intervista Murcof, acclamato compositore di musica elettronica sperimentale

pubblicato da Francesca Camerino

Soundsblog intervista in esclusiva Murcof

Murcof (Fernando Corona) nato a Tijuana in Messico è uno dei più grandi musicisti di elettronica contemporanea. Grande sperimentatore, trae ispirazione da autori classici come Johann Sebastian Bach, e musicisti contemporanei, come Johann Johannson e Valentin Silvestrov. Il compositore accosta i ritmi digitali della minimal techno ai suoni dell’esecuzione orchestrale, campionati e ricreati attraverso l’uso di software e macchine, dando vita ad un sound emozionante e coinvolgente. In occasione della sua esibizione al M.I.T., Festival di musica elettronica di Roma, Soundsblog lo ha intervistato in esclusiva scoprendo grande professionalità e disponibilità.

Ciao Fernando.
Tu cerchi un dialogo approfondito tra musica elettronica sperimentale e musica classica. Puoi raccontarci qualcosa sul processo di composizione?

E’ un processo molto intuitivo. Mi avvicino generalmente al processo di composizione senza un’idea specifica su cosa voglio fare e quando lo faccio é soltanto un punto di partenza. Può cominciare con un qualsiasi tipo di sound, elettronico, digitale o acustico, qualunque cosa attiri la mia attenzione, e se non trovo musica interessante nel mio studio allora è il momento di uscire per qualche registrazione all’aperto o in studio. Dopodichè inizio a elaborare i suoni sfruttando tutte le qualità nascoste di ogni genere di programma o plugin che trovo,sempre rimanendo concentrato sulla tessitura e l’armonia.

Una cosa importante é lasciare vibrare i suoni per un momento in maniera che si possano esprimere completamente e per questo c’è bisogno di tempo, sia nel processo di composizione che nella composizione stessa.

La musica barocca che hai registrato nel tuo ultimo album “The Versailles Sessions” è coinvolgente ed emozionante. Quali strumenti e macchine usi in studio per ricreare quelle opere musicali?

Ho lavorato con un gruppo di musicisti esperti del periodo barocco. Siamo rimasti per due giorni fissi al Getsound Studio di Parigi e hanno suonato qualsiasi forma di musica scritta di Lully, Couperin, Purcel e cosi via, e versioni modificate degli stessi brani (più lente, più veloci, con delle pause), per integrare improvvisazione e esplorazione musicale. In questo modo abbiamo avuto a disposizione una gamma molto ampia di materiale musicale dal quale abbiamo tratto i pezzi con cui abbiamo composto l’album “The Versailles Sessions”.

Che tipo di rapporto hai con il dancefloor?

Ho avuto qualche esperienza in passato ma oggi capita molto raramente. Ultimamente é stata solo una coincidenza che qualcuno abbia ballato sulle note della mia musica.

La tua musica é indirizzata al corpo o alla mente dell’ascoltatore?

La mia intenzione è stimolare l’ascoltatore sia a livello intellettuale che emotivo, provo ad intrattenere la sua mente e il suo cuore allo stesso modo, cerco l’equilibrio.

Continua a leggere: Soundsblog intervista Murcof, acclamato compositore di musica elettronica sperimentale

....
condividi 0 Commenti

Soundsblog intervista Daniele Vit che dopo X Factor realizza degli EP a cadenza mensile

pubblicato da Francesca Camerino

Soundsblog intervista Daniele Vit Lo abbiamo conosciuto nel corso di X Factor ma il cantautore romano Daniele Vit é sulle scena musicale già da parecchio. Ha al suo attivo partecipazioni al Festival di Sanremo, esperienze come beatmaker, collaborazioni con Fish e Fabri Fibra, e il suo percorso musicale é in salita. Autore di un’iniziativa fuori dal comune ha realizzato un Ep anticipato dal singolo “La mia città” disponibili su iTunes a un prezzo stracciato. Soundsblog lo ha intervistato in esclusiva e lo stesso ha fatto Tvblog con altre domande.

Ciao Daniele, da dove nasce il singolo “La mia città” che dà il titolo all’Ep?

Il singolo “la mia città” nasce da una sensazione che ho provato dopo un lungo periodo trascorso a Milano.. Io essendo Romano e vedendomi obbligato a trasferirmi (a tratti) a Milano x inseguire i miei sogni, naturalmente ho ad un certo punto avvertito la mancanza delle mie abitudini e delle persone che quotidianamente avevo accanto.. Proprio per questo la canzone la sento molto molto MIA, è il racconto di una mia esperienza. Non per questo però “la mia città” non può ritenersi esperienza di nessun altro, il fatto di andarsene dalla propria città per inseguire i sogni e x cercare fortuna, può essere un argomento nel quale ci si può rispecchiare tanta e tanta gente..

Realizzerai degli EP che saranno disponibili su iTunes a cadenza mensile. Perché questo tipo di scelta?

È un’ avventura difficile e una scommessa con me stesso, ma oltre a questo, la decisione che abbiamo preso IO e FISH è dovuta dal fatto che è sempre più difficile farsi notare e di conseguenza è sempre più difficile rimanere a lungo nella testa della gente. Vuoi mettere a paragone un disco di 15 tracce che nasce oggi e magari dopo un mese muore ed un EP che dopo un mese vede nascere un altro EP e dopo un mese un altro ancora?? c’è secondo me la curiosità di ascoltare sempre e comunque nuova musica, piuttosto che avere in mano 15 brani che prima di tutto non ascolteresti al 100% come dovresti e che poi ti annoierebbero dopo poco!! e poi il prezzo,, in questa maniera possiamo controllare il prezzo, cioè 3 euro o 4 euro al mese secondo me non sono molti, ma ti permettono di ascoltare sempre e comunque nuova musica…

Che tipo di musica ascolti, e hai qualche artista hip hop e r&b da cui trai ispirazione?

Se devo essere sincero non ascolto poi molta musica.. sono un cantante abbastanza atipico. Ma se devo ascoltare qualcosa che non mi sia imposto, ascolto i classici.. Stevie Wonder in primis.. Spesso mi diverto anche a cercare in rete nuove realtà e non solo americane.. xchè tutti pensano che l’R&B è nato cresciuto e morto in america, ma nessuno o pochi sanno che anche in europa e soprattutto in UK c’è un gran movimento di questo genere..

Continua a leggere: Soundsblog intervista Daniele Vit che dopo X Factor realizza degli EP a cadenza mensile

....
condividi 5 Commenti