
Di classifiche strane ne girano parecchie su internet ma questa, almeno per simpatia ed irriverenza, si piazza sicuramente tra le più “geniali” mai inventate!
Stiamo parlando de “La lista delle sedici canzoni hard rock più condivise dagli utenti Youtube escludendo Van Halen e Guns N’Roses” che, da ieri, capeggia sul blog The Awl. E, a ben vedere, ci sono davvero un sacco di canzoni più che meritevoli: da Heaven’s Trail (No Way Out) dei Tesla a Round And Round dei Ratt, da You’re So Vain dei Faster Pussycat fino ai mitici Skid Row con la celeberrima Monkey Business, ognuno di questi brani è stato scelto e “classificato” perché condiviso da tantissimi utenti di Youtube appassionati dell’hard rock più “duro e puro”.
Ma, pur approvando la classifica, si nota che mancano un sacco di brani hard rock che hanno fatto la storia del genere e quindi, cari amici di Soundsblog, mi viene da chiedervi: secondo voi, quali canzoni non sono state inserite in questa classifica?
via | The Awl

Conto alla rovescia delle poche ore che mancano alla prima serata del Festival dei Fiori. I piani alti della Rai tremano già incollati alle classifiche dell’Auditel. I giornalisti fanno la ressa per ritirare gli accrediti e inizia la processione degli addetti ai lavori per mettere in moto una delle ‘macchine’ più antiche dell’intrattenimento nazional(popolar)e.
La diretta da Sanremo reggerà la sfida con tutti i nuovi sistemi di comunicazione? I pronostici sono nettamente a sfavore, visto anche il calo degli ascolti della precedente edizione. ‘Fiutando’ la -probabile- disfatta, l’agenzia radiofonica GRT la RIA (Radio Italiane Associate), con il supporto della società specializzata Me Cast e del settimanale Vivo hanno lanciato due giorni fa Sanremo Web Radio, una radio in streaming via internet dedicata ai protagonisti e alle canzoni del Festival della Canzone Italiana.
Fino al 21 febbraio 2010 proporrà i campioni in gara e le nuove proposte di quest’anno, insieme a tutte le canzoni che hanno fatto la storia di Sanremo, oltre a notizie e commenti direttamente dal Teatro Ariston. Un segno dei tempi, che dovrà vedersela anche con tutti gli altri ‘luoghi’ virtuali in cui la trasmissione verrà seguita. E voi? Come seguirete il Festival? Ditecelo nel sondaggio (o direttamente nei commenti).

Molti di voi se ne sono accorti e ne hanno parlato più volte nei commenti sulla classifica Italiana. Come mai Susan Boyle in Italia sta faticando molto più che in altri paesi (Francia esclusa) dove invece sta letteralmente dominando (ricordiamo…album più venduto dell’anno nel mondo in sole cinque settimane)??
Ragionando, un motivo potrebbe esserci ed è pure abbastanza logico. Come vi dicevo l’altro giorno, in Italia siamo ancora molto indietro per quel che riguarda Internet e se un artista non passa attraverso i canali tradizionali difficilmente trova il successo.
E’ vero che Susan Boyle parte dalla televisione (Britain’s Got Talent), ma il suo successo lo deve soprattutto ad Internet e al passa parola su di esso. Perchè se parte del successo in Inghilterra può dipendere anche dallo show televisivo (che però, va ricordato, risale a qualche mese prima dell’uscita del disco) negli altri paesi tutto si è diffuso praticamente solo grazie alla rete.
Continua a leggere: Perchè Susan Boyle fatica ad avere successo in Italia?

Si è appena concluso un decennio ed è quindi il momento di tirare le somme. Cosa è successo negli ultimi dieci anni di musica italiana? In linea generale quello che è successo un po’ in tutto il mondo: ottima musica lontano dal main$tream e robaccia proposta ogni ora del giorno sui canali tradizionali. Però noi in Italia ci portiamo dietro anche altri problemi, che andrebbero risolti nei prossimi dieci anni. Vediamo quali.
Età media elevata e tradizionalismo: Questo è il punto più importante: se guardiamo quali sono gli artisti italiani che hanno venduto di più in questo decennio, troviamo quasi solo “dinosauri” già famosi dieci, venti, trenta anni fa. Qualche nome nuovo in grado di vendere molto è arrivato (Tiziano Ferro o i Negramaro…), ma è incredibile vedere come siano solo eccezioni. Questo problema è comunque un problema legato all’Italia in generale, lo si può notare in molti altri campi e viene perennemente alimentato dalla comunicazione di massa (Sanremo, ospitate della domenica ecc..) che continua a puntare su un target di fascia di età decisamente avanzata. In più siamo un paese tradizionale nel midollo, l’abbiamo nel sangue… il problema è che “tradizionale=vecchio”.
In radio e tv passa solo un genere: Quanto è sconfinato il mondo della musica? Quanti generi e sottogeneri esistono? Allora perchè si continua a puntare esclusivamente su un genere solo, ovvero il pop melodico da sole-cuore-amore?? E’ un genere che rappresenta una piccolissima percentuale, su cento persone che fanno musica quanti fanno pop melodico? Seriamente, pensiamoci. Qui poi ci si riallaccia al discorso della tradizione, siamo sugli stessi clichè musicali da anni e anni. Che poi non sarebbe neanche un problema tragico, se non fosse che in questo modo è rimasta nell’ombra (o nella semi-ombra…) tutta la musica migliore (e ce n’è stata tanta e pure di altissimo livello) che il nostro paese ha proposto negli ultimi dieci anni.
Continua a leggere: Musica Italiana: 5 problemi da risolvere nel prossimo decennio
Dopo la bellissima Silent Night “rifatta” in versione metallara, ecco a voi un’altra perla degna d’entrare tra le canzoni natalizie di ogni metalhead: Jingle Balls dei Korn!
Ebbene si, anche i ragazzi di Bakersfield hanno, a suo tempo, omaggiato il Natale suonando una versione molto personale (quasi death metal oserei dire) di Jingle Bells che, in questo caso, diventa Jingle Balls. Pubblicata nel 1999 come promo per l’album Issues, la canzone ha avuto un piccolo successo proprio su internet dove, se vi ricordate, la suddetta veniva spesso spacciata come “versione death metal” di Jingle Bells. Il brano è infatti molto pesante e davvero “atipico”, tanto da non sembrare nemmeno un pezzo scritto dai Korn.
Bene ragazzi, adesso non dovete far altro che cliccare su Play ed ascoltare Jingle Balls dei Korn mentre, se siete più tradizionalisti, troverete la versione originale del brano subito dopo il salto.
Continua a leggere: Canzoni natalizie metallare - Jingle Balls dei Korn!

I Nightwish sanno bene che internet è il miglior veicolo di promozione per una band, che sia questa misconosciuta o famosa. Oltretutto, grazie a MySpace, il contatto con i fans e con tutti quelli che amano la musica si è davvero allargato, permettendo a chiunque di usufruire dei contenuti che gli artisti decidono di inserire sulla piattaforma di social network americana.
A dimostrazione di quanto abbiamo appena detto, i Nightwish hanno postato sul loro MySpace tutto il documentario presente nel DVD allegato all’album Made In Hong Kong (And In Various Other Places). Questo è un segnale importantissimo, perché la band ha dato modo agli ascoltatori meno “convinti” di saggiare il prodotto prima di acquistarlo, visto che i veri fans della band sicuramente lo compreranno a scatola chiusa!
Se siete curiosi di vedere in anteprima il documentario ecco qui il link diretto al Myspace dei Nightwish e…buona visione!
In un momento cruciale dell’evoluzione dei sistemi con cui la musica viene prodotta distribuita e pagata, Last.fm, il popolare social network della Cbs esclusivamente orientato alla musica, gioca le sue carte sperando di infilarsi in un mercato per ora dominato da Myspace (per i gruppi senza contratto) e iTunes/Amazon (per i gruppi maggiori).
E’ infatti di poche ore fa l’accordo sottocritto dal portale con le principali major del disco (Sony BMG, Warner/AOL, EMI, Universal) e con oltre 150.000 etichette minori per la creazione di un enorme catalogo online, centinaia di migliaia di canzoni e album che verranno resi disponibili per l’ascolto integrale e gratutito.
Ma solo, e qui sta il bello, per un massimo di tre volte, dopodichè l’utente sarà reindirizzato verso iTunes o simili dove verrà incoraggiato all’acquisto legale dei brani. Last.fm diventerebbe così un’immensa vetrina promozionale, in grado di attirare milioni di utenti desiderosi di ascoltare bene (e interamente) un brano o un album prima di decidere l’acquisto. E facendo quindi pagare a peso d’oro i banner pubblicitari agli inserzionisti.
Forse oggi a sangue freddo ci è sfuggito un piccolo particolare. Il suo incedere ovino, quel toccarsi insistentemente il capello che se non era posticcio lo sembrava comunque, quel fondo schiena edificabile e quel playback completamente assente, Britney Spears ha fatto guadagnare a tutto il mondo molto più di quanto non sarebbe successo con una straordinaria esibizione. Ma andiamo con ordine.
Ascolti televisivi. Da quanto appare dalle fonti americane, lo show ha fatto il 23% di ascolti in più dello scorso anno con all’incirca 12 milioni di spettatori (più o meno, non sono un esperto). E scommetto quello che volete che gli ascolti si sono sollevati non appena ci si è resi conto che Britney era inguardabile (io ho avvisato alle tre di notte tutti i miei amici ancora on line chiedendo loro di sintonizzarsi su Mtv, non mi stupirebbe lo abbiano fatto gli americani ad orari umani).
Siti internet. Chi ha cercato in rete i video degli Mtv Video Music Awards dov’è andato? Su tutti i circuiti di video on line in rete? Trovato nulla? No, tutto ripulito. E allora dove si va? Sui siti ufficiali di Mtv, che ti fanno vedere il video in streaming (solo nel sito italiano di Mtv, non in quello americano che è riservato solo al suo pubblico) con una bella pubblicità in mezzo (altro guadagno) sollevando i contatti del sito a dismisura. E quella misura, credetemi, l’ha fatta Britney. In un giorno circa il sito Mtv.com ha avuto 7 milioni di streaming (ripetiamo, 7 milioni in 24 ore). Tanto di guadagnato per gli spot introduttivi e per il sito, che dopo questo exploit sono certo rinforzerà ancora di più la sua struttura video, rendendolo un epicentro esclusivo dei contenuti targati Mtv.
Continua a leggere: Britney fallisce gli Awards? Ne guadagnano tutti, pure lei