
Non fosse altro che per la quantità di musicisti che partecipano al progetto, i Broken Social Scene sono praticamente la summa di quasi tutto il meglio che arriva dal Canada in materia di indie rock. Nati dieci anni fa dalla scena musicale di Toronto, attorno alle figure di Brendan Canning, Kevin Drew e Justin Peroff, hanno dimostrato con quattro album e una raccolta, che la musica ‘orchestrata’ poteva avere un senso anche nei territori attuali del rock.
Se si esclude il disco del 2007 “Presents Kevin Drew - Spirit If…”, l’ultima volta in studio dei Broken Social Scene risale ormai al lavoro omonimo di cinque anni fa. Con i soliti avvicendamenti di formazione (non tutti i membri sono disponibili, facendo parte di band diverse), pare che il 2010 sia l’anno buono per tornare ad ascoltarli. Soprattutto dal vivo.
“Forgiveness Rock Record” uscirà infatti il prossimo 4 maggio negli Stati Uniti (il 7 dello stesso mese in Italia) e sarà co-prodotto dalla band insieme a John McEntire, batterista, ingegnere di registrazione e polistrumentista già nelle fila dei Tortoise. Il gruppo vero e proprio ruota attorno a sei dei componenti storici, ma anche ’stavolta la parata di amici conta i migliori nomi dell’indie: Leslie Feist, Pavement, Metric, Stars, Do Make Say Think. Dopo il salto trovate un widget da cui scaricare “World Sick”, primo estratto dall’album.
Continua a leggere: Broken Social Scene: "World Sick" in download gratuito

Continua l’ascesa inarrestabile per Contra, il nuovo album dei Vampire Weekend. Al primo posto nelle classifiche di vendita statunitensi (indie e non), primo in quelle inglesi per la musica indipendente, il quartetto capitanato da Ezra Koenig miete successi francamente inattesi anche da chi li reputa un’ottima band dai tempi dell’esordio.
Maggiore successo, si sa, corrisponde anche a maggiore fiducia delle etichette e un aumento considerevole del budget per tutte le operazioni promozionali che richiede un disco. La prova emblematica è il video girato per Giving Up The Gun, nuovo singolo in uscita in questi giorni, sempre per la XL Recordings.
Giving Up the Gun significa semplicemente voltare le spalle a aggressione e egoismo. L’eroina del video non è soltanto un’incredibile giocatrice di tennis, ma ha anche cuore. Resta calma nonostante la slealtà. - dicono i Vampire Weekend a proposito delle immagini. Parole di sincera speranza, anche se non è certo un mistero che la sorpresa più grande arrivi dal casting.

A Festival concluso, con l’eco delle polemiche per vincitori e vinti ancora sui principali mezzi di informazione, vogliamo provare a disintossicare le vostre e nostre orecchie con tre esempi di cosa la musica italiana sa offrire in luoghi dove Antonella Clerici non ha mai messo piede (neanche Gianmarco Mazzi, probabilmente).
Vi suggeriamo tre nomi, tutti rigorosamente in download gratuito. Tutti italiani. I primi della lista sono i Mariposa. Band in cui milita (tra gli altri) Enrico Gabrielli, geniale polistrumentista già con Calibro 35 e Afterhours (memorabile la sua direzione dell’orchestra durante l’edizione 2009 del Festival dei Fiori). Una band, i Mariposa, che sarebbe perfetta per il palco dell’Ariston, se solo non fosse così ‘maledettamente’ intelligente e non evitasse la banalità come la peste. Prendete il meglio della musica italiana d’annata, mescolatela all’indie rock, ai mondi di Frank Zappa e a un’ironia malinconica. Otterrete una discografia eccellente, fino a l’ultima idea: un brano intitolato appunto “Sanremo” con tanto di orchestra e presentazione festivaliera. Lo trovate qui
Continua a leggere: "Il Paese è reale"? La musica che non arriva a Sanremo (in download gratuito)

Ve le ricordate? Protagoniste di un debutto che dal mondo dell’indie era saltato direttamente ai piani alti delle classifiche, le Pipettes erano un trio di ragazze inglesi pensato da Monster Bobby, il promoter della band per far rivivere il suono della tradizione pop alla Phil Spector. Supportate da una band composta da soli uomini, chiamata The Cassettes, Rose, Julia e RiotBecki avevano subito ‘perso per strada’ la leader Julia che era tornata ai suoi The Indelicates e assoldato in corsa Gwenno.
Da lì, il contratto con la Memphis Industries, i live come gruppo spalla di The Magic Numbers e British Sea Power e gli ottimi piazzamenti nelle chart europee con i singoli tratti da “We are The Pipettes”: il loro album d’esordio. In Italia si esibirono anche in un set acustico negli studi di Radio DeeJay.
In seguito una serie di cambi di formazione con l’abbandono anche di Rose e Becki e l’arrivo di Ani (sorella di Gwenno) e Anna. Le Pipettes tornano in duo (le superstiti Ani e Gwenno Saunders) con “Earth vs Pipettes”, un album previsto in primavera e anticipato dal singolo “Stop The Music” che uscirà il prossimo 19 aprile.
Continua a leggere: Tornano le Pipettes con "Earth vs Pipettes"

“Sisterworld”, l’attesa, nuova fatica in studio dei Liars, non arriverà nei negozi prima del 9 marzo prossimo. Le indiscrezioni però (compreso un brano in download gratuito), iniziano a trapelare.
Una delle notizie in merito è che il disco uscirà in tre diversi formati: CD, vinile e una ‘Deluxe Edition’ molto particolare già dall’artwork. La serratura immortalata in copertina infatti sarà lo ’spioncino’ attraverso cui sbirciare lungo un cartonato a fisarmonica che giace piegato nel packaging. Un rudimentale effetto 3D che comunica bene le atmosfere inquiete a cui ci abituato la band.
Non solo. Il bonus disc della Deluxe Edition, vede una parata di ospiti dal mondo dell’indie a reinterpretare l’intero album. Da Thom Yorke dei Radiohead a Alan Vega dei Suicide, da Tunde Adebimpe dei TV On The Radio fino a Devendra Banhart: tutti ‘al servizio’ di Angus Andrew e soci per un lavoro che ormai si preannuncia assolutamente imperdibile. Dopo il salto, la tracklist completa con tutte le collaborazioni.

Il titolo è ironico “Scratch my back” (Grattami la schiena). Vi avevamo anticipato l’uscita del nuovo album di Peter Gabriel già lo scorso ottobre. Un album in cui l’ex cantante dei Genesis, fondatore della Real World si cimenta nelle cover di alcuni dei maggiori successi pop e rock degli ultimi anni.
Non solo colleghi altrettanto famosi ma nomi dell’indie che ormai (almeno all’estero) sono molto più che personaggi di culto. Arcade Fire, Bon Iver e Stephin Merritt aka The Magnetic Fields. Proprio scegliendo tra la vastissima discografia di quest’ultimo, Gabriel ha scelto di realizzare la cover di “The Book Of Love”, struggente canzone d’amore che è stata la colonna sonora dell’ultimo episodio dell’ottava stagione di “Scrubs”.
Ora gli stessi artisti avranno l’opportunità di ‘ricambiare il favore’. Uscirà infatti successivamente “I’ll Scratch Yours” (titolo ironico anche qui: io gratterò la tua), una raccolta in cui i nomi scelti da Peter Gabriel si cimenteranno in altrettanti brani selezionati tra quelli scritti dal musicista britannico.
Continua a leggere: Peter Gabriel: scambio di cover con "Scratch My Back" e "I'll Scratch Yours"

Il “Voglio Far Qualcosa Che Serva Tour” si è concluso lo scorso anno e la band di Manuel Agnelli è già pronta per ripartire con una nuova sfilza di date: una nuova tournée. ‘Stavolta però, scelgono i teatri, proprio per portare sul palco un nuovo tipo di show. Una performance intitolata, non a caso, “Il Teatro degli Afterhours”.
Cos’è? Uno spettacolo che ‘parla’ su più piani. Unirà diverse forme di espressione artistica, attorno al ‘nucleo’ della musica degli Afterhours. La volontà di comunicare in vari modi, per raccontare il ‘paese reale’. Il nuovo tour partirà il prossimo 3 marzo dal Teatro Ventidio Basso di Ascoli. Nove date prima della pausa che la band si concederà in estate.
Niente paura per chi teme di non avere a che fare con l’anima indie rock del gruppo: proprio Manuel Agnelli ha infatti precisato che “Non sarà un tour più quieto in quanto acustico, anzi, sarà un mix completo tra canzoni, letteratura e teatro con molti ospiti provenienti dai più svariati ambiti, nel quale l’ossatura del progetto sarà naturalmente la musica degli Afterhours”. Dopo il salto, l’elenco completo delle date e il video di “Adesso è facile” di Mina con il featuring degli Afterhours.
Continua a leggere: Il Teatro degli Afterhours: inizia a marzo il nuovo tour

Si chiamerà “NonStopErotik” il prossimo album di Black Francis, cantante e leader dei redivivi Pixies: una delle band che hanno fatto la Storia della musica indie e alternative. Registrato lo scorso anno tra Los Angeles, New York e Londra, è stato prodotto da Eric Drew Feldman, collaboratore di lunga data di Francis e tastierista dei Pere Ubu.
Il disco conterrà dieci tracce più una cover: “Wheels” un vecchio brano dei Flying Burrito Brothers. Uscirà il prossimo 5 aprile, a due anni di distanza dal precedente “Svn Fngrs”, l’ultimo lavoro come solista. Numerose le b-sides previste, oltre a un film girato da Judy Jacob che ha già lavorato per i visuals del tour in occasione del 20esimo anniversario di “Doolittle”: il disco più significativo della carriera dei Pixies. Il film uscirà nelle sale e, probabilmente, anche in DVD.
Nessuna speranza invece per un nuovo disco della band storica di Black e soci. A sei anni dalla reunion (saranno in Italia il prossimo 6 giugno a Ferrara), nonostante annunci e voci di corridoio -sempre smentite- non è previsto alcun nuovo album. Torna invece il progetto Grand Duchy (Black Francis con la moglie Violet Clark). Il duo è alle prese con “Let the People Speak”, un nuovo lavoro di cui però non si conosce ancora la data di pubblicazione. Dopo il salto, la tracklist completa di “NonStopErotik”.
Continua a leggere: Nuovo album solista per Black Francis dei Pixies

Prendete con le pinze quello che vi sto per dire. Se nello scorso decennio c’è stato il revival degli anni ‘80 (soprattutto del post-punk), riportando alla luce suoni e ritmi che non si sentivano da vent’anni, il decennio che si è appena aperto potrebbe essere quello del revival degli anni ‘90.
Se così fosse, l’album di debutto dei Surfer Blood (intitolato “Astro Coast”) potrebbe assumere un’ importanza storica probabilmente maggiore della sua qualità intrinseca (non è un brutto album sia chiaro…). In “Astro Coast” infatti la band della Florida si è chiaramente ispirata alla scena indie/alternative di inizio anni ‘90: Pavement, Dinosaur Jr., Guided by Voices, Built To Spill e compagnia bella. Per completare il cerchio “anni ‘90″, all’interno dell’album c’è anche una traccia intitolata “Twin Peaks”.
Ovviamente non possono limitarsi a “scopiazzare” e quindi ci mettono anche del loro, il che si traduce in una certa componente “surf rock” (dopo tutto si chiamano Surfer Blood…) che li accomuna in qualche modo ai The Drums, altro gruppo da tenere d’occhio. Dopo il salto vi proponiamo la loro “Harmonix”… sì, lo so, ricorda “Neighborhood #2 (Laika)” degli Arcade Fire.

Quindici anni di indie rock fatto come si deve. Quindici anni attraversati in costante crescita, prima con un occhio ai numi tutelari di post e math rock, per poi arrivare a un suono e un immaginario autonomo e personale. Una band che non avrebbe bisogno di presentazioni se, dalle nostre parti (discorso trito, ma inevitabile), le cose in musica funzionassero diversamente.
L’ultimo lavoro dei Giardini Di Mirò è uscito lo scorso anno. La colonna sonora de “Il Fuoco”, film muto di Giovanni Pastrone datato 1915. Un disco importantissimo per la storia del gruppo: il passo necessario per chi ha da sempre costruito paesaggi sonori in cui far ‘muovere’ l’ascoltatore. Un disco che acquista senso insieme alle immagini, ma conserva un valore assoluto anche in virtù del fatto che è forse il lavoro più appassionato della band di Cavriago.
Lo spirito indipendente che li caratterizza dagli esordi, ha portato i Giardini Di Mirò a misurarsi con una formula particolare per la registrazione del nuovo disco (la cui uscita è prevista in primavera). Un album di cover del loro repertorio, affidato ad amici e musicisti. Ma non solo.
Continua a leggere: Giardini di Mirò: un album di cover a cui partecipare