Tutti gli articoli con tag i migliori album della decade

So 00’s albums: Animal Collective - Merriweather Post Pavilion

pubblicato da zago in: Video Experimental Indie Pop Indie Rock animal collective Folk

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Eccoci all’ultima puntata di “So 00’s” la rubrica dedicata agli album più importanti dell’ultimo decennio. Non è facile scegliere già ora un’album del 2009, non tanto perchè deve ancora terminare (considerato che ormai i giochi sono fatti) ma perchè sono convinto che solo con il tempo si riesce realmente a capire il vero valore di un’album sotto ogni aspetto.

Nel 2009 abbiamo avuto diversi ottimi dischi: Mastodon, Isis, Patrick Wolf, Bat For Lashes, The Horrors, solo per citare i primi che mi vengono in mente sul momento (la lista la trovate, come al solito, dopo il salto), ma è forse “Merriweather Post Pavilion” degli Animal Collective l’album che più di tutti ha fatto parlare di sè per le sue qualità.

Noi ne parlammo già in tempi non sospetti attraverso la nostra scheda che evidenziava un certo miglioramento rispetto ai (comunque buoni) lavori precedenti del gruppo tanto da potersi definire l’album definitivo degli Animal Collective. Un disco non per tutti, che può irritare le orecchie più patinate ma che, una volta ascoltato adeguamente, si rivela un mezzo capolavoro.

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So 00’s albums: Portishead - Third

pubblicato da zago in: Video Elettronica Experimental

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Ci avviciniamo velocemente verso l’anno in corso, ma prima facciamo due tappe nel 2008. La prima è con i Portishead e il loro “Third”.

Ammetto di essere stato indeciso fino all’ultimo riguardo l’inserire o meno i Portishead in questa lista degli album più importanti di questo decennio. I motivi sono due e sono correlati: i Portishead sono prima di tutto un gruppo simbolo degli anni ‘90 (ma se per questo abbiamo parlato anche dei Radiohead) e “Third” è comunque l’unica opera targata Portishead di questo decennio.

Però fra tutte le reunion che ci sono state nel corso degli ultimi anni, quella dei Portishead è quella che ha dato i frutti migliori, perchè “Third” è un’ album bellissimo e sarebbe stato veramente ingiusto non includerlo solamente per i due motivi sopracitati. “Third” è un’ album che solo in parte ricorda quello che hanno fatto nei ‘90 (”Dummy” rimane inarrivabile) e in cui Beth Gibbons & co hanno dimostrato che la voglia di sperimentare e realizzare grande musica è rimasta intatta anche dopo vari anni di pausa.

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So 00’s albums: Arctic Monkeys - Whatever People Say I Am, That's What I'm Not

pubblicato da zago in: Download Video Indie Rock Arctic Monkeys

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Passiamo dal 2005 al 2006 (per una sola tappa) con un debutto fulminante quanto importante, sia dal lato musicale sia dal lato del music business: “Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not” degli Arctic Monkeys.

Un debutto che arrivò dopo mesi e mesi di hype generato dal passa parola, da MySpace e dall’ EP “Five Minutes With Arctic Monkeys”. Un album musicalmente ancora abbastanza immaturo ma decisamente interessante, soprattutto considerata la giovanissima età dei componenti del gruppo (Alex Turner, il leader della band non aveva ancora 20 anni). Immediato, fresco e british fino al midollo, “Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not” incoronò gli Arctic Monkeys come la più grande delle “next big things”.

Dopo “Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not”, la band ci mise solo un’anno a realizzare il secondo album (il buon “Favourite Worst Nightmare”), che li riaffermò su scala internazionale.

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So 00’s albums: Sufjan Stevens - Illinois

pubblicato da zago in: Video Indie Pop

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Oggi terminiamo il 2005 tornando a parlare di musica cantautorale (dopo averlo fatto con Damien Rice e il suo “O“) con Sufjan Stevens e il suo “Illinois”.

Se Damien Rice rappresenta la parte più tradizionale e romantica del cantautorato moderno, Sufjan Stevens sicuramente rappresenta quella più geniale e meno prevedibile. I due album precedenti, “Michigan” (2003) e “Seven Swans” (2004), erano già decisamente degni di nota, ma solo con “Illinois” che Sufjan ha realizzato la sua opera massima, molto probabilmente irripetibile (anche perchè negli ultimi anni ha un po’ perso la vena creativa).

Ventidue brani (molti sono però semplici “passaggi” di pochi secondi) dai titoli lunghissimi, dedicati allo stato di Chicago e impregnati di storie che toccano le tematiche più disparate. Piccola curiosità, anche se l’album è per tutti “Illinois”, più volte è stato chiamato “Illinoise”, non a torto, dato che il titolo sulla copertina recita “Come on feel the Illinoise”. Dopo il salto come sempre trovate qualche estratto dall’album e, essendo l’ultimo appuntamento con il 2005, la lista degli “album da salvare” usciti durante l’anno.

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So 00’s albums: Bloc Party - Silent Alarm

pubblicato da zago in: Video Indie Rock

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Questa settimana non ci muoviamo molto rispetto alla puntata precedente, sia perchè rimaniamo nel 2005 sia perchè rimaniamo in territori a metà strada fra l’indie rock e un certo revival dei suoni post-punk di fine anni ‘70/inizio anni ‘80. Lo facciamo con i Bloc Party e il loro album di debutto “Silent Alarm”.

Anche per i Bloc Party il debutto vero e proprio è arrivato dopo EP e singoli che hanno aiutato a creare il giusto “hype” attorno all’uscita dell’album. In “Silent Alarm” l’influenza post-punk andava ricercata più nei Cure che nei Joy Division e in generale si era di fronte ad un disco che riusciva ad essere attuale (presente qualche parentela con in mondo dance-punk) pur guardando in più occasioni al passato.

I punti di forza di “Silent Alarm” non sono solo brani veloci e “trascinanti” come “Banquet” (la loro canzone simbolo) e “Helicopter”, ma anche brani più ricercati, come la bellissima “So Here We are” in cui la voce-marchio di fabbrica di Kele Okereke assume una dimensione più “dreamy”.

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So 00’s albums: Editors - The Back Room

pubblicato da zago in: Video Rock Indie Rock Editors

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Lasciamo il 2004 e i Mastodon e passiamo al 2005, anno che ci farà compagnia per qualche settimana. Iniziamo subito con il debutto degli Editors: “The Back Room”.

Chiariamo subito che “The Back Room” è un grandissimo album, ma inferiore sicuramente ad altri dischi di cui abbiamo parlato in questa rubrica, come ad esempio “Kid A“, “Lateralus“, “()“, “Funeral” o “Turn On The Bright Lights“, che sono proprio il top del decennio. Proprio gli Interpol furono la band che più spesso veniva tirata fuori quando si parlava di “The Back Room” e degli Editors, proprio per la stessa passione verso i Joy Division ed in generale verso i suoni tipici del post-punk dalle tinte scure.

Somiglianze che finivano lì, infatti gli Editors di “The Back Room” proponevano anche brani influenzati da gruppi come Echo & the Bunnymen e i primi U2, segno di un potenziale radiofonico non indifferente. Dopo “The Back Room”, il gruppo di Birmingham è tornato con un ottimo secondo album intitolato “An End Has a Start”.

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So 00’s albums: Mastodon - Leviathan

pubblicato da zago in: Video Metal Hard & Heavy

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Eccoci all’ultima puntata dedicata al 2004 in compagnia dei Mastodon, probabilmente il più grande gruppo metal uscito in questa decade.

Se per altri artisti è stato piuttosto semplice, ammetto che per i Mastodon è stato piuttosto complicato scegliere quale album inserire all’interno della nostra rubrica “So 00’s albums“: tutti e quattro i dischi che hanno realizzato dal 2002 ad oggi sono mezzi capolavori. Ho subito escluso “Remission” (2002), il debutto troppo sconosciuto per la rubrica e “Blood Mountain”, così mi son ritrovato a dover scegliere fra “Leviathan” e “Crack the Skye” (che abbiamo recensito). Alla fine ho optato per “Leviathan” perchè, nonostante “Crack the Skye” sia sicuramente fra le migliori cose di questo 2009, è forse ancora presto per capirne l’importanza.

“Leviathan” prosegue il discorso “sludge metal” (e quindi dei grandissimi Neurosis), aggiungendoci elementi progressive e un grande tocco personale. Menzione speciale per la bellissima copertina dell’album che ritrae le vicende di Moby Dick (tra l’altro il romanzo di Herman Melville è alla base del concept di “Leviathan”).

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