Rimaniamo nel 2004, passando dall’ambito indie all’ambito mainstream con i Green Day e il loro “American Idiot”.
Fra tutti gli album proposti in questa rubrica, “American Idiot” è probabilmente quello meno innovativo e quello meno interessante, ma è un’ album che va comunque inserito ad occhi chiusi in questa lista di fine decennio anche solo per l’impatto commerciale/sociale che ha avuto. “American Idiot” musicalmente non brillava di originalità ma era una raccolta perfetta di ottimi brani e di possibili singoli. In più ha sicuramente avuto la fortuna di uscire nel momento giusto, grazie a testi impegnati quanto furbi.
Quella dei Green Day (come quella dei Red Hot Chili Peppers) è stata una carriera a due apici: prima il capolavoro con cui hanno fatto il grande salto nel mainstream, “Dookie”, (”Blood Sugar Sex Magik” per i RHCP) e poi, dopo qualche anno difficile, la rinascita (con un sound più orecchiabile) e la definitiva esplosione a livello internazionale con “American Idiot” (”Californication” per Flea e compagni).
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L’ex “Lizzie McGuire” è davvero cresciuta ed ora la nostra Hilary Duff si appresta ad entrare nell’olimpo delle star con un secondo Greatest Hits, in soli 3 anni, dal titolo “Best of Hilary Duff” (ce ne era davvero bisogno?).
Il singolo che accompagnerà questo nuovo lavoro sarà “Reach Out” (feat. The Prophet), canzone già conosciuta a molti anche grazie a Jamelia che qualche anno fa ce la proponeva col titolo di “Beware Of The Dog”. Inoltre è già online un videoclip musicale, diretto da Philip Andelman, dal sapore molto “matrimoniale” e pronto a riportare l’attenzione sull’ex pupillo della Disney.
Questo “Best of…” conterrà anche un altro nuovo pezzo dal titolo “Holiday”, oltre alle vecchie hits “Wake Up”, “Come Clean” (in una nuova versione) e “So Yesterday”. A seguire il video di “Reach Out”.
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“Boulevard Of Broken Dreams” (2004) diretto da Samuel Bayer è tra i videoclip che più ho apprezzato negli ultimi anni. I membri della band camminano in maniera malinconica lungo una strada deserta, dopo che la loro auto li ha abbandonati. Le riprese della camminata sono intervallate da scene girate nei dintorni di Los Angeles (che mostrano persone in difficoltà) ed altre del gruppo che suona.
“Boulevard Of Broken Dreams” prosegue, come un’unica storyline, il video di “Holiday”. “Boulevard” infatti inizia con le sequenze conclusive di “Holiday”, con l’audio di quest’ultima canzone udibile per pochi secondi nell’incipit dell’altra. L’effetto “antico” presente nel video è stato ottenuto da Samuel Bayer con una tecnica che definirei poco ortodossa! Solo un genio come lui poteva prendere la pellicola e danneggiarla fisicamente con una lametta, del caffè rovesciato ed un mozzicone di sigaretta appena spento per ottenere un effetto speciale difficilmente ripetibile. Il regista, non a caso, ha sfidato chiunque a riuscire a copiare il suo capolavoro!
Trovate qui di seguito, prima “Boulevard” e poi “Holiday”.
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