
Ve lo siete mai chiesto come fosse Ezra Koening prima di indossare pullover e camicia cantando con i Vampire Weekend? Oppure Trent Reznor prima di vincere il suo premio Oscar alla miglior colonna sonora?
Beh io no dire il vero, ma lo ha fatto il blog americano Stereogum mettendo insieme tutte le comparsate di quelle che oggi sono le star della musica indie più conosciute, reperiti su Youtube. Dentro c’è un po’ di tutto: da spot per canali televisivi da bambini (come Alexis Krauss degli Sleigh Bells che vedete qua sopra) alle esibizioni negli anni del liceo.
Noi ne abbiamo segnalati tre che potete vedere nel resto del post: Daniel Rossen dei Grizzly Bear all’età di cinque anni che si diverte a fare nientemeno che Elvis, Panda Bear attore ai tempi dell’università e Robyn che a 13 anni cantava all’interno di un programma svedese. Per gli altri video fate un salto su Stereogum.
Continua a leggere: La vera storia delle star indie. Prima che lo diventassero.

Se il clamore mediatico è -purtroppo- diminuito, di certo non sono diminuiti i problemi che la popolazione di Haiti colpita dal terremoto è costretta ad affrontare. La raccolta dei fondi prosegue e il mondo della musica continua a impegnarsi e sensibilizzare sulle conseguenze della disgrazia accaduta.
L’ultima iniziativa in ordine di tempo è “Hear to Help”: un progetto benefico per sostenere gli sforzi della ricostruzione, che vede impegnati moltissimi artisti del mondo dell’indie. Diciassette brani tra cover e remix per un album in vendita negli American Eagle Store ma anche sul sito della catena di abbigliamento a partire dalla giornata di oggi.
Tra i nomi, Julian Casablancas con “Long Island Blues”, Beck che regala una versione acustica della sua “Volcano”, gli Snow Patrol alle prese con “You Will. You? Will. You? Will. You? Will.” di Bright Eyes e i Vampire Weekend con un remix della loro recente “Cousinz”. Il disco sarà in vendita a 10 dollari in entrambi i formati e l’un percento del ricavato sarà devoluto direttamente alla Oxfam America. Dopo il salto, la tracklist completa dell’album.
Continua a leggere: Hear To Help: da Julian Casablancas a Beck. Il mondo dell'indie per Haiti

Come Metacritic anche AcclaimedMusic è un aggregatore di opinioni di alcune delle più importanti testate (o siti web) musicali a livello mondiale. Su AcclaimedMusic sono al momento disponibili sei file Excel, continuamente aggiornati, due per quanto riguarda i migliori album/singoli di sempre, due per quanto riguarda i migliori album/singoli del decennio e due per quanto riguarda gli album/singoli del 2009.
Aprendo i file Excel ci si imbatte in una marea di numeri e posizioni nelle varie classifiche di fine anno delle altrettanto varie testate giornalistiche. A noi quello che ci interessa però è la classifica finale: ho aspettato fino ad oggi, ultimo giorno dell’anno, per avere una visione più definitiva, ma non escludo che già dai primi giorni del 2010 vengano poi aggiunti altri dati, cambiando (di poco) di conseguenza le posizioni in classifica.
Dopo il salto trovate la top50 degli album del 2009, la top30 degli album del decennio e infine tutta la lista delle classifiche di fine anno e decennio di cui vi abbiamo parlato negli ultimi mesi. Buon anno a tutti.
Continua a leggere: I migliori album del 2009 per AcclaimedMusic

Giusto pochi giorni fa vi abbiamo mostrato la classifica dei migliori album italiani del 2009 realizzata da Stereogram, oggi invece vi proponiamo quella relativa agli album “stranieri”.
Su Stereogram hanno diviso la classifica in tre post differenti per un totale di 31 posizioni. Fra la 11 e la 31 hanno trovato posto dischi acclamati come ad esempio “Primary Colours” dei The Horrors (30), “Tarot Sport” dei Fuck Buttons (28) o “Logos” del progetto Atlas Sound di Bradford Cox (14).
Nella top10, che vi mostriamo dopo il salto, invece troviamo grandi album come “The Ecstatic” di Mos Def (alla 9), “At The Cut” del compianto Vic Chesnutt (alla 6) e una top 3 piuttosto psichedelica: bronzo per “Embryonic” dei Flaming Lips, argento per “Veckatimest” dei Grizzly Bear e oro per l’immancabile “Merriweather Post Pavillion” degli Animal Collective.
Continua a leggere: I migliori album internazionali del 2009 per Stereogram

Ve l’avevamo già proposta l’anno scorso e ovviamente non possiamo che fare lo stesso anche quest’anno, stiamo parlando della classifica degli album migliori del 2009 secondo Metacritic.
Metacritic è molto importante perchè raccoglie i voti di molte testate musicali e successivamente ne fa una media complessiva. Ma non è tutto oro quello che luccica, infatti è molto USA-oriented, il che si traduce nel fatto che spesso bisogna aspettare la release statunitense di un’album per vederlo inserito nel database. Quindi prendiamolo per quel che è: un autorevole aggregatore di “valutazioni”, nulla di più.
Un’altro “difetto” lo si può notare guardando la classifica di fine 2009, i primi due album sono album live: “Live At Reading” dei Nirvana, registrato addirittura nel 1992 e “Live In London” di Leonard Cohen, registrato lo scorso anno e contenente brani classici del cantautore canadese. Alla tre troviamo il primo “vero” album del 2009 e non poteva essere altro che quel “Merriweather Post Pavilion” degli Animal Collective che abbiamo visto nelle primissime posizioni di qualsiasi classifica di fine anno. Dopo il salto trovate le prime quindici posizioni.
Continua a leggere: I migliori album del 2009 per Metacritic

Qualche giorno fa vi avevamo parlato della classifica dei migliori album dell’anno secondo Rumore, oggi torniamo a trattare il settore delle riviste musicali con un’altra testata storica: RockeRilla (nata più di 30 anni fa).
Come Rumore, anche RockeRilla è una delle riviste più obiettive e curate in circolazione, l’unica pecca è, forse, un’ eccessiva bontà nei voti (trovare qualcosa sotto il 6/10 è piuttosto raro).
Anche all’interno della classifica di RockeRilla (sulla rivista è presente la top20, oltre che le classifiche personali dei singoli giornalisti) troviamo alcuni dei nomi maggiormente presenti nelle liste di fine 2009: i Grizzly Bear alla 2, gli Animal Collective alla 3 e i The Horrors alla 4. La prima posizione è andata ai Dirty Projectors (di cui vi presentammo il singolo “Stillness In The Move” qualche mese fa), mentre per quanto riguarda gli italiani, troviamo alla 9 gli Zu e alla 10 i Port-Royal. Chiudono la top 20 i Sunn O))). Dopo il salto vi proponiamo la top10 e un riassunto delle classifiche di fine anno che abbiamo trattato fino ad ora.
Continua a leggere: I migliori album del 2009 per RockeRilla

Ancora una volta vi proponiamo una classifica dei migliori album del 2009, quella di RateYourMusic. Di RateYourMusic ne abbiamo parlato più volte qualche mese fa attraverso una serie di classifiche a tema. In poche parole è un sito web con un database sterminato (in ambito musicale, se non è il più grande poco ci manca) di artisti e uscite discografiche.
Le classifiche di RateYourMusic sono molto importanti perchè raccolgono le valutazioni di migliaia di utenti (non sprovveduti) e alla fine è veramente difficile che un buon album abbia una media voto bassa e un brutto album abbia una media voto alta.
Dopo il salto vi proponiamo le classifiche del 2009 sia dei migliori album sia dei peggiori album. Va precisato che essendo un database dinamico potrebbe cambiare qualcosa già dai prossimi giorni, quindi questa è la classifica aggiornata ad oggi 19 Dicembre. Per comodità ho estratto, per i migliori album, solo quelli che hanno ricevuto più di 500 voti e, per i peggiori, quelli che ne hanno ricevuti almeno 100.
Continua a leggere: I migliori (e peggiori) album del 2009 per gli utenti di Rate Your Music

Torniamo a parlare di classifiche del 2009 e questa volta parliamo di quella di un sito completamente made in Italy dal nome sicuramente “importante”: Storia Della Musica.
Anche quelli di Storia Della Musica (come quelli del Panopticon e Rumore, rimanendo in Italia) dimostrano di sapere quello che scrivono, realizzando una classifica interessante e piena zeppa di ottimi album. Per la Storia Della Musica l’album migliore dell’anno è quel “Embryonic” dei Flaming Lips del quale abbiamo parlato più che bene anche nella nostra scheda-recensione.
Alla due l’immancabile “Merriweather Post Pavilion” degli Animal Collective, presenza fissa in qualsiasi classifica di fine anno, alla tre invece un’album che non conoscevo (rimedierò prima possibile): “Seek Magic” dei Memory Tapes. Tornando ai “soliti noti” di cui abbiam parlato più volte quest’anno, alla cinque troviamo Antony and the Johnsons, alla 6 Patrick Wolf, alla 7 Il Teatro Degli Orrori (gli altri italiani in top10 sono gli Uochi Toki, alla 10) e alla 9 i Grizzly Bear. In top20 anche altri “immancabili” come gli Zu (16) e i Mastodon (19). Dopo il salto vi proponiamo le prime 20 posizioni della top50.
Continua a leggere: I migliori album del 2009 per il sito Storia Della Musica

Fra quelle dedicate al decennio e quelle dedicate esclusivamente al 2009 ne stanno spuntando come funghi, stiamo parlando delle liste o classifiche riassuntive, stilate da alcune delle riviste/webzine più importanti in circolazione. Questa volta parliamo dei migliori album del 2009 secondo la rivista Rumore (che personalmente considero una delle più complete e obiettive fra quelle che abbiamo in Italia).
All’interno dell’ultimo numero di Rumore, uscito pochi giorni fa, la redazione ha stilato la propria top20 dell’anno. Ovviamente sulla rivista trovate anche una descrizione per ogni album, oltre che le varie classifiche personali dei giornalisti. Anche in questo caso mi trovo, in linea generale (e con questo intendo che sulle posizioni ci sarebbe da discutere, ma sul fatto che siano tutti ottimi dischi, no), d’accordo: il primo posto è dei The Horrors, che con il loro secondo album “Primary Colours” hanno convinto praticamente tutti. Seguono i Grizzly Bear (per i più, tristemente, “quelli della pubblicità della Peugeot“).
Non potevano mancare gli Animal Collective (alla 4), Antony & The Johnsons (7) e Antlers (15). Piccolo piacere personale sono i due album italiani presenti nella top 20, nell’ordine “Carboniferous” degli Zu (14) e “A Sangue Freddo” dei Il Teatro Degli Orrori (17), esattamente i primi due album della classifica dei migliori album italiani del 2009 che ho stilato qualche settimana fa. Dopo il salto trovate la top10, diteci cosa ne pensate.

Eccomi al secondo appuntamento di fine anno: dopo la classifica dei migliori album italiani del 2009, passiamo alla lista dei migliori album internazionali dell’anno (sono esclusi gli album italiani). Vicini al capolavoro i nuovi lavori di Mastodon (”Crack The Skye”) e Isis (”Wavering Radiant”), confermando ancora una volta di essere dei numeri uno in ambito metal e non solo, mentre gli Animal Collective con “Merriweather Post Pavilion” hanno finalmente realizzato l’album che vale una carriera. In ambito “pop” (se si può usare questo termine) molto belli “The Bachelor” di Patrick Wolf (non ne sbaglia una) e “Two Suns” di Bat For Lashes. I giapponesi Mono hanno proposto ancora una volta musica di una bellezza a tratti commovente in “Hymn to the Immortal Wind”.
In ambito sperimentale i Sunn O))) con “Monoliths & Dimensions” si sono spinti oltre realizzando un’ album spiazzante quanto interessante e inserirei in questo ambito anche “Embryonic” dei Flaming Lips sempre più fuori di testa. I The Horrors hanno superato a pieni voti la seconda prova con un cambio di genere più che riuscito, mentre in ambito cantaurorale va sicuramente ricordato “The Crying Light” di Antony & The Johnsons. Nel mondo rap, decisamente degni di nota i ritorni in grande stile di Mos Def e Raekwon, oltre alle ottime prove dei Dälek, CunninLynguists e DOOM.
Al contrario di quel che ho fatto con la classifica italiana, dopo il salto non trovate la lista degli album “almeno sufficienti” (perchè diventerebbe interminabile), ma una scrematura che parte da un livello più alto. In più ho preferito suddividere la classifica in più fasce, all’interno delle quali una posizione vale l’altra.
Continua a leggere: I migliori album internazionali del 2009 - la lista di Zago