
Chi li ha conosciuti grazie al successo planetario di “Dookie” probabilmente ignorava - almeno ai tempi - che i Green Day avevano già pubblicato due dischi. Il primo si intitolava “39/Smooth” ed era uscito in formato vinile e su cassetta nel lontano 1990. Due anni dopo, nel 1992, la band aveva dato alle stampe “Kerplunk”, ’stavolta su CD e l’onnipresente (ai tempi) formato cassetta.
“39/Smooth” e “Kerplunk” vennero ripubblicati qualche anno fa da Reprise ed Epitaph Europe (l’etichetta che li aveva accolti dopo il litigio con la Lookout! Records), ma quest’anno - il Natale chiama… - torneranno nei negozi in due nuove edizioni. “39/Smooth” sarà riproposto in vinile sia bianco che nero insieme al singolo “1000 Hours/Slappy” (già nell’edizione europea) e in un’altra versione con t-shirt inclusa.
“Kerplunk” invece, sarà pubblicato sempre in vinile bianco e vinile nero, con la extra track di “Welcome to Paradise” e l’aggiunta dell’EP del brano “Sweet children”. Trovate tutte le nuove versioni disponibili a questo indirizzo. Curiosità: il sito e il merchandise sono gestiti dal nume tutelare del punk hardcore Brett Gurewitz dei Bad Religion.

Secondo alcune indiscrezioni i Green Day starebbero discutendo con l’attore hollywoodiano Robert Pattinson (famoso prevalentemente per il suo ruolo nel polpettone adolescenziale Twilight) per assegnargli il ruolo di protagonista dell’adattamento cinematografico del musical di America Idiot, a sua volta basato sull’omonimo album che la band ha pubblicato nel 2004.
Il frontman Billie Joe Armstrong, interrogato sulle sue preferenze per il ruolo di protagonista, avrebbe dichiarato: «Chiederò di farlo a quel ragazzo di Twilight. È un bravo attore. Ha ancora molto da dire». Come vi avevamo già riportato, il film sarà prodotto dall’attore Tom Hanks e dagli stessi Green Day.
Robert Pattinson era stato indicato anche come potenziale protagonista in un documentario biografico su Jeff Buckley, anche per via delle sue (non troppo) riconosciute abilità canore e musicali.
via | NME

Ecco una classifica che renderà felici i fan dei Green Day, il gruppo pop punk che ha preso vita a Berkeley nel 1987 e composto da tre membri: : Billie Joe Armstrong, Mike Dirnt e Tre Cool.
Longevi, sempre sull’onda del successo, hanno pubblicato moltissimi singoli nel corso degli anni. E proprio negli ultimi tempi si fa insistente la voce di un loro prossimo e imminente album in studio. Nel frattempo. ci si può sempre consolare con i loro brani, alcuni diventati veri e propri classici conosciuti da tutti. Ma vi siete mai chiesti quali sono quelli di maggior successo?
Dopo il salto potete leggere i 20 singoli che hanno venduto di più dei Green Day:
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Nel concerto di cui ieri vi abbiamo parlato, i Green Day hanno trovato spazio per omaggiare la scomparsa Amy Winehouse con il brano “Amy”.
Qui in alto vi facciamo ascoltare il contributo audio (in bassa qualità) dell’esibizione live. Rime piene di enfasi per un brano semplice in cui a farla da padroni sono la chitarra e la voce di Billie Joe Armstrong, Un bel tributo.

Cogliendo di sorpresa un po’ tutti, durante un concerto tenutosi nel weekend al Tiki Bar di Costa Mesa, California, i Green Day hanno eseguito ben quindici canzoni inedite una di fila all’altra.
Lo show è cominciato subito con questi brani mai sentiti prima, accompagnati dalla cover di Ozzy Osbourne’s Goodbye To Romance e da una versione di It’s Fuck Time scritta per la loro band alternativa chiamata Foxboro Hottubs. Le “normali” canzoni da concerto sono state meno di dieci, relegate nel “bis” finale. Notevole anche l’assenza dalla setlist della sempreverde Basket Case.
Il cantante Billie Joe Armstrong aveva già dichiarato da tempo che del nuovo materiale era pronto per essere inciso, ma far debuttare quindici nuovi brani tutti insieme non può significare altro che i lavori sul nuovo disco sono già a buonissimo punto. Dopo la pausa troverete l’elenco delle canzoni eseguite.
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Parlando del fatto che durante i suoi concerti da solista inserirà in scaletta alcune canzoni degli Oasis, Noel Gallagher ha diretto qualche frecciatina a illustri colleghi musicisti. Dalle pagine di Rolling Stone ha dichiarato:
«Non ci sarà mai un concerto nel quale non vorrò suonare canzoni degli Oasis. In ogni caso, ho sempre pensato che la maggior parte delle band dovrebbe suonare canzoni degli Oasis. I Foo Fighters dovrebbero sicuramente farne almeno un paio. I Green Day potrebbero farne anche più di una o due. I Radiohead? Insomma, non prendiamoci in giro. Sarebbe sicuramente una nottata migliore»
Mentre le punzecchiature a Foo Fighters e Green Day ci sembrano una novità assoluta, non è certo la prima volta che uno dei fratelli Gallagher attacca i Radiohead: nel recente passato Liam aveva infatti definito i fan dei Radiohead “brutti e noiosi”, e poi, tanto per essere più diretto possibile, ha fatto sapere a Thom Yorke che lui e la sua band dovrebbero andare a farsi fottere.

Le vendite dei biglietti per il musical American Idiot sono nettamente calate dopo che Billie Joe Armstrong ha lasciato il cast. Il 27 febbraio il cantante ha concluso la sua collaboazione nel recente fenomeno di Broadway ispirato all’omonimo album dei Green Day, e subito ci sono state ripercussioni.
Certo non è una sorpresa constatare che molti andassero a teatro per vedere Billie Joe più che il musical stesso, ma come riporta Billboard.com il calo è stato veramente enorme: da un ricavo settimanale di circa 700.000€ si è passati a meno di 200.000€. Il report aggiunge che con cifre simili la maggior parte dei musical vengono chiusi.
Inizialmente il musical era partito senza la presenza di Billie Joe, che quando si era unito al cast aveva fatto impennare istantaneamente le vendite del 50%. Il cantante che è arrivato a rimpiazzarlo è Davey Havok, frontman degli AFI.
Per chi volesse saperne di più ecco il sito ufficiale Americanidiotonbroadway.com. Ricordiamo che di recente è stato rivelato che American Idiot diventerà anche un film diretto da Tom Hanks.
All’apertura dei cancelli alle ore 10 c’erano già quasi 20 mila persone, nessuno era rimasto a casa in attesa del grande evento della sera, nonostante il caldo torrido e un’umidità molto alta. I Green Day dovevano salire sul palco alle 21.30, dovevano perché alla fine tutto è saltato. Ma andiamo con ordine.
Nel palco principale si sono esibiti per primi i Oh NO ITs POk, gruppo vincitore dell’Heineken Jammin’ Festival Contest 2010, un trio di Torino che canta in inglese, Synth Surf Post Punk. Gli animi sono rimasti caldi, il gruppo ha fatto scatenare la platea in attesa di vedere i The Bastard Sons of Dioniso. La band trentina ha suonato per circa 40 minuti, la scaletta ufficiale comprendeva Se t’annoi, War is over, la cover di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, L’Amor Carnale, già sentita a X-Factor. Curiosità sui TBSOD, la notte prima del concerto, quindi sabato, hanno dormito in tenda in campeggio, avevano prenotato per degli amici e alla fine sono rimasti li tutta la notte, anche questo è rock.
Sul palco dopo il gruppo italiano sono saliti, come da programma, i Rise Against, band hardcore punk di Chicago, Tim McIlrath, la voce del gruppo, riesce a far divertire il pubblico proponendo brani come Give It All, Savior e Blood Red. Buona la risposta degli oltre 23mila che fino alle 17.45 hanno ballato in attesa del grande evento della serata.
Alle 18.10 precise entrano in scena gli Editors band inglese con un genere musicale che spazia dall’Indie rock per arrivare ad un Post-punk revival. L’atmosfera è dark, la musica riecheggia e sembra che il tempo segua l’evolversi delle sonorità. Aprono il concerto con Bones per poi suonare An End Has A Start, il concerto si conclude con la bellissima Papillon. Il loro è un suono sempre più cupo, l’utilizzo di strumenti elettronici non fa altro che amplificare l’atmosfera dark e nel mentre loro continuano a suonare da dietro la collina, fronte palco, delle nubi nere e cariche di pioggia iniziano a farsi notare.
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I Green Day stanno per pubblicare una riedizione del fortunatissimo American Idiot, adattato all’omonimo spettacolo teatrale che tanto sta piacendo a Broadway. Il titolo completo sarà American Idiot Cast Album e la pubblicazione è fissata per il 10 maggio.
Nel disco tutte le canzoni di American Idiot insieme ad alcune del più recente 21st Century Breakdown saranno registrate da capo con la partecipazione del cast del musical, principalmente per le parti vocali. Anche il sound degli strumenti, però, sarà modificato e adattato a quanto sentito finora in teatro.
Ricordiamo che ci sono voci di un film su American Idiot che vedrebbe alla regia nientemeno che Tom Hanks.
Sarà sugli scaffali dei negozi il prossimo 8 giugno per Xbox 360, PlayStation 3 e Wii il nuovo capitolo di Rock Band. Protagonisti questa volta i Green Day. Come annunciato da Harmonix e MTV Games, il gioco seguirà la storia dei punk-rockers americani tra canzoni, 100 immagini da collezionare e 4 video inediti per la durata complessiva di oltre 40 minuti.
Abbiamo lavorato con il team di Rock Band durante lo scorso anno per permettere ai nostri fan di suonare i pezzi di “21st Century Breakdown” e ci ha entusiasmato l’idea di creare un gioco attraverso cui si possa viaggiare attraverso la nostra intera carriera […] arrivando a capire cosa si prova ad essere sul palco con noi. ha dichiarato Billie Joe Armstrong.
Una tracklist di 47 brani e una serie di location che ripercorrono i vari momenti della band. Dal “Warehouse” (il magazzino) che riporta i giocatori agli esordi del gruppo nello scuro scantinato dove provavano ancora ai tempi di “Dookie” fino al “Milton Keynes National Bowl”, dove fu registrato il live “Bullet in a Bible” nel 2005 e ancora, all’ “Oakland, California’s Fox Theatre” per la presentazione di 21st Century Breakdown. E’ prevista una versione “Plus” che conterrà il gioco in una confezione speciale, 6 canzoni aggiuntive e la possibilità di effettuare l’ “export” delle canzoni appartenenti agli altri capitoli.