L’interruzione del discorso con cui la regina Elisabetta II ha allietato a reti unificate il popolo inglese durante il Natale è costata cara a Tom Binns, un DJ dell’emittente radiofonica BRMB: a darcene notizia è il locale Birmingham Mail, attraverso il quale riusciamo a comprendere nel dettaglio una vicenda soprendente e grottesca al tempo stesso.
Nel momento in cui la regina stava ringraziando i soldati britannici impegnati sul fronte in Afghanistan, infatti, dalla sua postazione Binns ha lanciato “Last Christmas” degli Wham! etichettandone il discorso come “noioso” e pronunciato con una “lagnosa vocina stridula”: le rimostranze del pubblico in ascolto hanno quindi indotto le alte sfere della BRNB a sospendere a tempo indeterminato il programma radiofonico del loro DJ di punta.
Dal canto suo, Binns (che racconta di aver ricevuto persino delle minacce) si è prontamente difeso osservando che l’emittente solitamente non manda in onda il messaggio natalizio della regina, e che comunque si è trattata di una battuta con cui i DJ radiofonici del mondo libero sdrammatizzano sugli avvenimenti di stretta attualità.
via | Birmingham Mail
La nazionale Inglese di calcio, magistralmente guidata dal nostro Fabio Capello, ha staccato il biglietto per i mondiali che si terranno in Sudafrica nel 2010: quale miglior occasione per realizzare un inno non ufficiale dedicato a Gerrard e compagni? Un pensiero del genere è destinato ad arrovellare il cervello di centinaia di musicisti britannici, in special modo quello di Noel Gallagher…
Liberatosi ormai dagli impegni con gli Oasis, il genietto ribelle di Manchester sembra seriamente intenzionato ad affiancare alla storica “God Save The Queen” un nuovo inno, portando così avanti una tradizione tutta anglosassone che vede unire indissolubilmente la musica (ed i suoi interpreti più illustri) al calcio con cori da stadio destinati inevitabilmente ad entrare nella leggenda, oltrechè nell’immaginario collettivo.
Se queste interessanti indiscrezioni saranno confermate, di conseguenza le insistenti voci di corridoio che vedono attualmente “The Chief” al lavoro su un CD solista da pubblicare per il prossimo anno troverebbero così un valido fondamento, per la gioia dei milioni di appassionati tutt’ora traumatizzati dalla notizia dello scioglimento (definitivo?) degli Oasis.
via | TheMusicMagazine
E’ partita ieri, e continuerà fino a sabato, la campagna promossa da NME e supportata da molti artisti, per portare “God save the Queen” al primo posto nella classifica inglese, in occasione del suo trentesimo anniversario.
Oltre ad essere un anniversario importante per la canzone che fece esplodere il punk e che cambiò per sempre il modo di concepire e intendere la musica rock, è l’occasione per tributare finalmente il giusto onore al singolo più famoso dei Sex Pistols. Quando la canzone uscì trent’anni fa, in occasione del giubileo della regina, e cominciò a scalare le classifiche, mise infatti in imbarazzo le radio e le tv inglesi che scelsero di non programmarla per non urtare la sensibilità della casa reale e dei suoi sudditi. La canzone però era arrivata al numero uno, che fare? Con una decisione incredibile, nella settimana del giubileo sulle riviste e nei programmi radio la posizione numero uno fu lasciata vuota.
Alla campagna aderiscono artisti come Foo Fighters, Nine Inch Nails, Blondie, Beastie Boys, Klaxons e Slash, che chiedono ai fan del punk e del rock di acquistare la canzone su iTunes o 7digital o qualunque altro servizio di download, entro il 14 ottobre, per dare finalmente all’inno punk per eccellenza la dignità che trent’anni fa le era stata negata.