Come sempre accade, la classifica del Festival che comprende i voti popolari delle giurie demoscopiche, gli sms degli ascoltatori e le indicazione della giuria di qualità, non corrisponde con i voti degli addetti ai lavori e dei giornalisti musicali.
Questi ultimi non posseggono certo la verità ma (solitamente) hanno una migliore capacità di giudizio data dall’esperienza e, vogliamo sperare, dalla passione. Ogni anno, a fianco alla classifica ufficiale, vengono fatte altre classifiche - in qualche modo quindi più autorevoli - da parte degli esperti del settore.
Le due più significative esprimono anche dei veri e propri premi: il Premio della Critica Mia Martini e il Premio della Sala Stampa del Festival di Sanremo. Il primo viene assegnato dai giornalisti della carta stampata, il secondo dagli inviati delle radio e delle televisioni. Di seguito le classifiche “alternative”: le preferite a quella istituzionale?
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Altro che Frankie Hi NRG. La vera rivoluzione la stanno facendo le giurie demoscopiche. Che dopo aver defenestrato lo stonato figlio di Dodi Battaglia, Daniele ieri sera hanno frullato giù dal balcone anche Francesco Rapetti, che pure ha cantato meglio ed aveva un brano molto radiofonico.
Chissà che ne pensa papà Mogol, che negli ultimi due festival ha raccolto l’insuccesso del brano dei fratelli Bella nel 2007 e l’eliminazione del figlio quest’anno. Che sia finita un’era.
A parte le bizze di una Bertè a rischio squalifica, vado controcorrente rispetto al giudizio generale e dico che la cosa più bella della serata è stata la canzone di Little Tony. Per l’appeal molto americano e giovanile e per le emozioni che ha regalato sul palco. Da che mondo è mondo, Sanremo funziona se la canzone resta in testa.
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Eccoci ancora oggi a pronosticare e votare i più bravi della seconda serata del Festival.
Rimandandovi alla personale cronaca di ieri (di enorme successo, grazie), vi segnalo i nostri pronostici con una classifica big e giovani relativa alla sola seconda serata, escludendo i cantanti giovani che, nonostante i voti alti ricevuti, sono stati esclusi, come la bravissima Valeria Vaglio.
Ed ora, i sondaggi, tutti per voi. Per un errore di battitura, ieri non è stato inserito Eugenio Bennato, che trasferiamo un po’ impropriamente nel sondaggio di oggi. Chi lo voleva votare ieri, oggi può votarlo.
Eccoci pronti sui nastri di partenza per la seconda serata del 58esimo Festival della Canzone Italiana. Andiamo immediatamente ad esplicitare i risultati dei sondaggi lanciati poco meno di 24 ore fa rispetto ai preferiti della prima serata:
Mario Venuti - A ferro e fuoco - Sta imitando Carmen Consoli? Il brano non ha immediatezza, anche se il ritornello ricorda molto lo stile di Francesco Renga. Carino il ritornello, sembra perfetta per un’interpretazione femminile. Idea del testo simpatica. Voto: 7
Amedeo Minghi - Cammina Cammina - Canzone poco cantata, in perfetto stile Minghi. Testo troppo ricco, è una canzonetta leggera e senza originalità. Presenza scenica un po’ “cazzeggiante”, senza tridimensionalità. Voto: 5
La scelta - Il nostro tempo - Ottimo ritmo, piacevole interpretazione, incide anche nel testo. Bella voce, manca un pochettino di intensità. Viene voglia di riascoltarla. Peccato per alcune sfumature un po’ troppo pop. Sorprendente la violinista sul finale. Voto: 8
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Il problema è che non sei uno qualsiasi, Daniele. Sei il figlio di Dodi Battaglia dei Pooh. Baudo t’incensa quando vai sul palco e tu sciorini una prestazione fra il penoso e il patetico. Tre minuti di stecche e stonature, con punte al ribasso sugli acuti.
L’ultimo che aveva portato sul palco una esibizione del genere era Giacomo Celentano (figlio del Molleggiato) nel 2002, che infatti pure lui fece una triste fine. Prima di lui toccò alla sorella Rosalinda (1990, L’età dell’oro), a Randy Roberts, figlio di Rocky (1997, Non stop), Marco Morandi (due volte!).
L’avventura di Daniele Battaglia s’è conclusa al primo giro e non c’è da stupirsi. In un Sanremo tutto sommato buono (lo era anche il suo brano, per inciso) la sua è la prova ulteriore che se non sei bravo può raccomandarti anche Baudo in persona che non vai avanti.
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Dopo il sondaggio di ieri interamente dedicato ai big, oggi ci occupiamo dei giovani. Ancora un sondaggio, ancora la vostra opinione spassionata sul possibile vincitore.
Quali sorprese ci riserveranno gli emergenti quest’anno? Ecco il sondaggio.
Dopo avervi parlato dei cantanti in gara, degli ospiti italiani e stranieri e dei duetti, vediamo di ricapitolare come si articoleranno le serate. Compresa la distribuzione degli artisti, puntata per puntata.
Si parte lunedì 25 febbraio con l’esibizione di metà dei big e di metà dei giovani, ovvero:
Big: Eugenio Bennato, Toto Cutugno, Frankie Hi Nrg Mc, Max Gazzè, L’Aura, Paolo Meneguzzi, Fabrizio Moro, Anna Tatangelo, Tricarico, Michele Zarrillo.
Giovani: Daniele Battaglia, Andrea Bonomo, Frank Head, Giua, Melody Falla, Milagro, Valerio Sanzotta.
Si prosegue martedì 26 con l’altra metà dei cantanti in gara, rispettivamente:
Big: Loredana Bertè, Sergio Cammariere, Giò di Tonno e Lola Ponce, i Finley, Gianluca Grignani, Little Tony, Mietta, Amedeo Minghi, Tiromancino, Mario Venuti.
Giovani: Ariel, La Scelta, Rosario Morisco, Francesco Rapetti, Sonohra, Jacopo Troiani, Valeria Vaglio.
Continua a leggere: Sanremo 2008: le serate e gli altri dettagli
Dopo i 20 campioni, dei quali torneremo presto a parlare, continuiamo sul filone sanremese conoscendo uno per uno i 14 cantanti che si daranno battaglia nella sezione Giovani. Primo commento a margine: a meno di sorprese sarà una lotta tra i due corazzatissimi figli d’arte. In questo post parleremo dei primi 7 in gara, in ordine alfabetico.
DANIELE BATTAGLIA - “Voce nel vento” : Figlio di Dodi dei Pooh nonchè amico e coinquilino di Dj Francesco, ha sbaragliato il campo delle vendite con il suo singolo “Fresco”, giunto sino al 4. posto nella classifica dei singoli. Amato dalle ragazzine, molto meno dai critici, è uno dei volti e delle voci di Radio Italia. Favoritissimo nella classifica del televoto
ANDREA BONOMO – “Anna” : Varesino, 28 anni, è all’esordio ufficiale anche a livello discografico.. Ha cominciato la carriera cantando in inglese. Rocker.
ARIEL – “Ribelle”: Vincitrice di Sanremo Lab, Al secolo Alessandra Piacenti, è nata nel 1989. Finalista al premio “Mia Martini”, tra i suoi autori c’è uno dei collaboratori di Renga. Ha studiato alla scuola Jazz di Nichelino, in provincia di Torino.
FRANCESCO RAPETTI – “Come un amante” : Figlio di Giulio Rapetti, alias Mogol, è all’esordio da cantante dopo aver trascorso i primi anni della sua gioventù a fare il calciatore professionista. Tra l’altro era nella rosa della Ternana che ha giocato in serie C2. Il suo singolo d’esordio è “Libero come un gabbiano”. E’andato benino anche il suo almbu.

Dal 9 novembre in tutti i negozi di musica un cofanetto che mi sento di consigliarvi che raccoglie materiale video e audio della coppia piu’ famosa e stimata della musica italiana: Mogol e Lucio Battisti. Si intitola “Battisti - Mogol, Il nostro canto libero” ed è composta da un dvd che raccoglie video estratti da materiale Rai con apparizioni televisive ed esibizioni dell’epoca d’oro di Lucio Battisti per un totale di 25 tracce. Tra gli extra anche un’esibizione durante il programma di Renzo Arbore “Speciale per Voi” con una puntata passata alla storia.
Due i cd audio (per un totale di 30 brani) invece che raccolgono oltre ai grandi successi anche due inediti pubblicati per la prima volta: “Perché dovrei” un brano scritto dalla coppia nel 1970 per la cantante Sara che non fu piu’ utilizzato e “Il mio bambino” scritto per Iva Zanicchi che lo pubblicò in un suo album ma mai interpretato da Battisti.
Un cofanetto che personalmente andrò ad acquistare perchè raccoglie pezzi di storia della musica italiana con materiale poco visto o che sicuramente sarà difficile reperire tra un po’ di anni. Di seguito un video estratto dalla trasmissione “Speciale per voi” con un dibattito con il pubblico.
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Che Mogol sia uno dei più grandi parolieri italiani, non vi è dubbio. Non sono di certo io che posso arrogarmi il diritto, tra l’altro sbagliando, di oscurare la storia di un mito. Ma un dubbio oggi c’è, e lo insinuo. Ad ascoltare questo singolo d’esordio del figlio Francesco Rapetti, “Libero come un gabbiano”, guardando alle parole nella fattispescie, c’è da dire che la magia e profondità del passato il nostro amato Mogol sembra averla lasciata un po’ per strada. Quando fin da bambino sentivo il suo nome, svincolato da qualsiasi ricordo visivo del suo volto, avevo però ben chiaro che era colui che aveva scritto le più grandi canzoni di Lucio Battisti, Mina e Celentano. Brani che hanno fatto la storia della musica italiana. Un mago che sapeva mescolare sapientemente le parole in maniera tale che non avessero età.
Poi arriva Sanremo 2006, e scopro che “Essere una donna” di Anna Tatangelo è stata scritta da Mogol. E mi si smonta un mito. Non per la Tatangelo, che trovo molto più brava ed emozionante di tante sgallettate sulla piazza, ma per essere testo scritto da lui, il risultato non mi è sembrato un granchè convincente. Il colpo di grazia è arrivato poi quest’anno, sempre a Sanremo, quando ho ascoltato per la prima volta “Forever - per sempre”, di Gianni e Marcella Bella. Ecco, lì ho inteso che c’era qualcosa che non andava. Che la storia non mi dava più ragione. Che il mito era stato smitizzato. E non sono uno radicato alla musica e agli stili del passato, anzi. Il singolo del figlio Francesco, sempre a mio modestissimo parere, ne è in parte una conferma.
Il dubbio serpeggia: e se Mogol non scrivesse più come una volta? Lo chiedo a voi con un piccolo sondaggio. Vi ho influenzato forse, ma sono sicuro che siete lettori abbastanza maturi da poter ragionare in maniera indipendente. A seguire, due video che potrebbero esservi utili nelle manovre di votazione, che si concluderanno la prossima settimana. Anna Tatangelo con “Essere una donna” e Lucio Battisti con “Il mio canto libero”.
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