Il canale satellitare Live!( Sky 702) dedicato alle esibizioni dal vivo dei grandi della musica, in occasione dei festeggiamenti per un anno di attività dell’8 aprile, trasmette oltre al concerto “Alla mia età - Live in Rome” di Tiziano Ferro (alle 21.00) anche una chicca in esclusiva: l’esibizione del cantante britannico George Michael nell’elettrizzante “Live in London”, uscito in dvd lo scorso dicembre.
Il live comprende gli ultimi due concerti del tour mondiale dell’artista intitolato “25 Live Tour” (andato completamente sold-out), che si sono tenuti all’arena di Earls Court il 24 e 25 agosto del 2008.
A partire dalle 23.00 di questa sera 8 aprile, dalla fantastica cornice di Earls Court, l’ex Wham offrirà il meglio del suo repertorio davanti a un pubblico di 350.000 persone. Nella tracklist in programma: Waiting (Reprise), Fastlove, I’m Your Man, Flawless (Go To The City), Father Figure, You Have Been Loved, An Easier Affair, Everything She Wants, One More Try, A Different Corner, Too Funky, Shoot The Dog, John and Elvis Are Dead, Faith, Spinning The Wheel, Feeling Good, Roxanne (Sting), My Mother Had a Brother, Amazing, Fantasy, Outside, Careless Whisper, Freedom ’90.
Eccoci al quarto e ultimo appuntamento con il 2001. Oggi passiamo dall’album che ha portato l’indie rock nel mainstream (”Is This It?” degli Strokes) ad un album probabilmente meno importante per quanto riguarda l’evoluzione musicale, ma un album di un gruppo che non poteva non essere citato nella nostra rubrica “So 00’s albums“: i Muse.
I Muse sin dal primo album, “Showbiz” (1999), hanno avuto la fortuna di ricevere un discreto airplay televisivo. Singoli come “Muscle Museum“, “Sunburn” e “Unintended” furono ottimi biglietti da visita per gruppo inglese e mostravano già chiaramente le fondamenta del Muse-sound.
Un personale mix fra le ballads sognanti di Radiohead o Jeff Buckley e sferzate chitarristiche vicine a gruppi come i Rage Against The Machine, il tutto (soprattutto nei lavori successivi) impreziosito da una pomposità e da una teatralità figlia dei Queen. “Origin Of Symmetry” è molto probabilmente il loro album migliore, l’apice della loro carriera (dal punto di vista creativo). Le influenze rimangono (la cover di “Feeling Good” fa molto Buckley), ma probabilmente per la prima volta si ha la netta sensazione di essere davanti a una band con un proprio marchio di fabbrica. Clamorosa “Citizen Erased”
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