
Atoms For Peace - AMOK : c’era grande attesa attorno al debutto lungo del progetto-superband Atoms For Peace (leggasi Thom Yorke, Flea, Nigel Godrich, Joey Waronker e Mauro Refosco), un progetto nato ormai qualche anno fa e che dopo qualche singolo, arriva finalmente all’album d’esordio “AMOK”. Nel complesso è un buon lavoro, curato e pieno d’esperienza, ma a conti fatti non si discosta molto dalle cose di Thom solista e di “Kings Of Limbs”, impastando quello che ormai è un trademark fatto di glitchate, IDM e contaminazioni da ballo schizo(afro)idi. Tutto molto bello e a tratti ritmicamente irresistibile per carità, ma forse per Thom è arrivata l’ora di effettuare un nuovo cambio di rotta, in grado nuovamente di sorprendere. (z.) Voto: 7-
Andrea Nardinocchi - Il Momento Perfetto : sono stato tra i primi sostenitori di Andrea Nardinocchi. Parlo al passato perchè purtroppo quello che temevo si è in parte concretizzato. E’ con un certo rammarico che scrivo: con Dargen in regia e soprattutto con un talento che è realmente unico nel panorama italiano, è un delitto limitarsi ad un album come “Il Momento Perfetto”. Perchè uno che può essere ipoteticamente il James Blake made in Italy, non può venir fuori con canzoni da boy-band come “Persi insieme” o i retro-gusti di “Con uno sguardo”. Anche a livello sonoro, siamo avanti anni luce rispetto alla produzione media del mainstream italiano, ma ci sono alcune trovate un po’ troppo tamarro-furbette (la componente dubstep di “Non mi lascio stare” ad esempio). Siamo più sul Timberlake (avercene eh…) che sul Blake, ma non mancano le cose belle (lo strumentale di Amare Qualcuno”, “Bisogno di Te”…). (z.) Voto: 6
Foals - Holy Fire : ho amato tantissimo il debutto dei Foals (”Antidotes”, 2008), incrocio trascinante tra tiro dance-punk, ritmiche math e quelle chitarre che “suonano come insetti”. Il successivo “Total Life Forever” mi aveva un po’ spiazzato: freno a mano tirato, situazioni più dilatate e sperimentali che apparentemente faticavano ad andare a segno. Terzo capitolo e altra evoluzione, un passo in avanti ed un passo indietro. Tornano infatti i groove del primo disco, ma si avverte anche la voglia di chitarre maggiormente rock e tinte notturne e agrodolci (in Late Night sembra quasi che Yannis sappia cantare…). (z.) Voto: 7-
Continua a leggere: Uscite discografiche Febbraio 2013 (3° parte): recensioni

My Bloody Valentine - m b v : per chi vi scrive il loro “Loveless” non è solo l’album più importante degli ultimi… facciamo 25 anni, ma è qualcosa che va oltre il concetto stesso di musica. Dal quel 1991 i My Bloody Valentine non avevano più realizzato dischi, tante promesse, smentite, impegni solisti e reunion live, ma nessun lavoro targato MBV. Potete immaginare la crescente apoteosi di aspettative alimentate dalle sempre più frequenti parole del leader Kevin Shields riguardo il loro nuovo album. Tour mondiale annunciato e dichiarazioni bomba alle porte di quel 2 Febbraio 2013 in cui il loro sito ufficiale iniziava a dare indizi (alias messaggi di errore) molto incoraggianti. Verso la mezzanotte (ora italiana) tra il 2 e il 3 Febbraio è diventato tutto ufficiale: L’album atteso per 22 (!!!) anni esiste veramente. Un delirio collettivo tra gli appassionati di musica, il sito inaccessibile per ore e server in tilt, Facebook e Twitter monopolizzati… un evento, possiamo dirlo, storico. L’album come è? Iniziamo con il dire che dal 1991 ad oggi abbiamo ascoltato e applaudito decine e decine band influenzate dai MBV e prima di ogni cosa questo “m b v” suona come un “ok, vi siete divertiti per due decenni, ora e di nuovo il nostro turno: tutti a casa”. In secondo luogo, seppur forse non “innovativo” o neanche una vera propria evoluzione (come può essere stata quella del grandissimo comeback dei Portishead di Third), il disco presenta soluzioni sonore (perchè i MBV mettono il suono davanti a tutto) inedite e alcuni brani che lasciano veramente senza parole (Wonder 2, assoluta). L’impatto storico a livello musicale non sarà (per forza di cose) mai equiparabile a quello che ebbe Loveless, ma credo che m b v rimarrà comunque ricordato per anni, anche a prescindere da un contenuto musicale, comunque ottimo. L’immagine qui sotto è per gli annali. (z.) Voto: 8-

Nick Cave and The Bad Seeds - Push the Sky Away : dopo un “Dig, Lazarus, Dig!!!” interessante ma non glorioso e dopo la seconda mandata di marcio blues-rock targata Grinderman, Nick Cave con i suoi The Bad Seeds torna a fare quello che probabilmente sa fare meglio, puntando tutto sulle canzoni, sulla narrazione e sull’atmosfera decadente. Il risultato non sorprende, ma è veramente degno di nota. (z.) Voto: 7+
Dumbo Gets Mad - Quantum Leap: siamo stati tra i primi a parlare del progetto italiano espatriato in USA Dumbo Gets Mad autore di uno dei più bei dischi made in Italy del 2011. A due anni di distanza tornano con “Quantum Leap”, un altro gioiellino di personalissimo DIY psych-pop. (z.) Voto: 7
Continua a leggere: Uscite discografiche Febbraio 2013 (2° parte): recensioni

The Cranberries - Roses : anni ‘90 da protagonisti con un bel debutto e con l’esplosione di “No Need to Argue”, poi un po’ di problemi che non hanno impedito alla band irlandese di mantenere un discreto successo, specialmente nell’Europa continentale. I Cranberries tornano oggi a più di dieci anni dal precedente “Wake Up and Smell the Coffee” e dopo due album solisti di Dolores (ben accolti solo qui in Italia…) con “Roses”, un disco che riparte da sonorità prive di spunti e dalle canzoni pop/rock piuttosto ordinarie, salvate solo a tratti (Tomorrow, Schizophrenic Playboy) dalla voce della O’Riordan, che però nulla può sulla restante sfilza di noiosi brani impregnati tanto di cloroformiom quanto di mestiere. (z.) Voto: 5
Grimes - Visions: i due dischi precedenti della canadese Claire Boucher/Grimes non erano male ma non mi avevano di certo impressionato. Su questa terza prova c’era invece da mesi la sensazione (apparentemente inspiegabile) che stesse per arrivare il grande album. I singoli avevano aperto bene le danze ma tutto il disco si rivela essere un bel passo in avanti e un possibile punto di riferimento futuro per parecchi artisti. Questo succede quando realizzi musica originale e molto caratterizzata: di base c’è il pop elettronico, ma è nascosto sotto ad eterei vocalizzi a metà tra dream-pop e j-pop, a beat che si tramutano in pseudo-r&b (come una Mariah Carey con gusto) e ambient-age. Grande lezione quella di Grimes intesa come estremeizzazione del concetto di “female art-pop” degli ultimi tempi: rispetto ai concorrenti, “Visions” è contemporaneamente il più appiccicoso ma anche il più sperimentale. Che sia questa la via futura del pop? Probabilmente sì, my two cents, aspettando i debutti lunghi Charli XCX e Purity Ring. (z.) Voto: 7+
Emeli Sandè - Our Version Of Events : Emeli Sandè questa è la mia versione degli eventi: prima te ne esci con un pezzo (”Heaven”) che, pur ricordando anche troppo la “Unfinished Sympathy” dei Massive Attack di 20 anni prima, risulta essere uno dei migliori biglietti da visita mainstream degli ultimi tempi. Poi però attorno a te qualcuno deve aver pensato che sia troppo rischioso realizzare un intero disco su questi territori e quindi meglio tornare alla questione Adele (che è anche il suo vero nome), proponendo un pop-soul decisamente classico e privo di spunti interessanti. Voce a parte, qui regnano il piattume… e gli sbadigli. Occasione persa. (z.) Voto: 5,5
Continua a leggere: Uscite discografiche Febbraio 2012 (2° parte): recensioni

Mark Lanegan - Blues Funeral : che grande Mark Lanegan, non ho mai avuto dubbi su chi buttare dalla torre tra lui e Cornell, tra i superstiti del grunge. Una carriera gloriosa tra Screaming Trees, collaborazioni con QOTSA, Soulsavers, Isobel Campbell e Greg Dulli e un prestigioso percorso solista che prima di “Blues Funeral” si era preso una pausa di otto anni (sì, proprio come Leonard Cohen, vedi sotto). “Blues Funeral” è un disco coraggioso, perchè rischia trovare terreno poco fertile tra i rocker duri e puri per colpa di un importante utilizzo di synth e drum machines (un po’ alla Frusciante solista inizio anni zero). Finirebbe tutto in un semplice esercizio di stile se mancassero le canzoni… e per fortuna le canzoni (spesso crepuscolari) ci sono eccome: il singolo “The Gravedigger’s Song” funziona bene, “Harborview Hspital” è un gioiellino, “Leviathan” è un lento masticare blues, “St. Louis Elegy” tocca stati d’animo interiori con pura maestria. Tutto questo senza tirare in ballo la solita incredibile voce… (z.) Voto: 7
Leonard Cohen - Old Ideas : Leonard Cohen non ha di certo bisogno di presentazioni, dalla triade fondamentale “Songs…” 1967-71 ad oggi difficilmente ha sbagliato qualcosa. Lo fece probabilente nel 2004 con il modesto “Dear Heather” che fino ad oggi era l’ultimo album della sua carriera. Oggi, otto anni dopo si riscatta come solo i grandi riescono a fare con “Old Ideas”, lavoro di pregievole fattura. La sua profonda e caratteristica voce scandisce melodie soffuse, sorretta da coriste gospel e strumentazioni contemporaneamente folk (”Crazy To Love You”), americana e jazzy. Sicuramente di minore impatto rispetto all’ultimo grande album di Tom Waits, ma signori… 77 anni… (z.) Voto: 7
Air - Le Voyage Dans la Lune : Il più grosso errore degli Air è stato quello di realizzare un capolavoro come “Moon Safari”. Da allora, ogni volta che esce un loro disco c’è la speranza che il miracolo si ripeta. Ci erano andati abbastanza vicini con “Talkie Walkie”, ma poi sono arrivati “Pocket Symphony” e soprattutto “Love 2″ a scoraggiare anche i più ottimisti. Dopo “Love 2″ avevano due strade: continuare a fare gli Air o osare un minimo di più. Pur senza abbandonare la loro amata luna (dopotutto… “Moon Fever”), gli Air hanno scelto la seconda strada con un disco, “Le voyage dans la Lune”, che nasce come post-colonna sonora dell’omonimo film del 1902. Un progetto di per sè ambizioso e a tratti realmente inedito (proggerie in “Cosmic Trip”, “Parafe” e “Sonic Armada”) ma che poi finisce per risultare solamente una piccola variante (la pur bella “Seven Stars” è 100% loro) di quanto già proposto. Quando l’idea supera il contenuto… ma siccome gli Air sono pur sempre gli Air, dopo quello degli Alcest, questo è un altro voyage da fare… anche solo una volta. (z.) Voto: 6+
Continua a leggere: Uscite discografiche Febbraio 2012 (1° parte): recensioni

Conto alla rovescia delle poche ore che mancano alla prima serata del Festival dei Fiori. I piani alti della Rai tremano già incollati alle classifiche dell’Auditel. I giornalisti fanno la ressa per ritirare gli accrediti e inizia la processione degli addetti ai lavori per mettere in moto una delle ‘macchine’ più antiche dell’intrattenimento nazional(popolar)e.
La diretta da Sanremo reggerà la sfida con tutti i nuovi sistemi di comunicazione? I pronostici sono nettamente a sfavore, visto anche il calo degli ascolti della precedente edizione. ‘Fiutando’ la -probabile- disfatta, l’agenzia radiofonica GRT la RIA (Radio Italiane Associate), con il supporto della società specializzata Me Cast e del settimanale Vivo hanno lanciato due giorni fa Sanremo Web Radio, una radio in streaming via internet dedicata ai protagonisti e alle canzoni del Festival della Canzone Italiana.
Fino al 21 febbraio 2010 proporrà i campioni in gara e le nuove proposte di quest’anno, insieme a tutte le canzoni che hanno fatto la storia di Sanremo, oltre a notizie e commenti direttamente dal Teatro Ariston. Un segno dei tempi, che dovrà vedersela anche con tutti gli altri ‘luoghi’ virtuali in cui la trasmissione verrà seguita. E voi? Come seguirete il Festival? Ditecelo nel sondaggio (o direttamente nei commenti).

Mentre continuano le date del tour internazionale per promuovere la sua raccolta “The story-faced man”, Vinicio Capossela trova il tempo di fermarsi in Italia a Milano in occasione del Carnevale. Il suo mondo è da sempre popolato di personaggi grotteschi: che siano freak da balera o maghi delle favole scritte da lui stesso. Impossibile perdersi forse l’occasione migliore per festeggiare la festa in cui le maschere permettono di trasformarsi, almeno per una volta all’anno.
L’appuntamento è il prossimo 20 febbraio, durante il “CarneMvale” di Milano. Nella più grande delle otto sale allestite agli East End Studios di via Mecenate, si terrà uno spettacolo delirante e circense, riservato ad una platea di massimo 1500 persone. Capossela promette i suoi maghi, meduse, maiali a due teste, minotauri e ogni sorta di assurda stranezza immaginabile che animerà lo show.
I fan non sono certo nuovi a questo tipo di esperienza durante i live di Vinicio Capossela: certo è che sarà una -bellissima- scoperta per tutti gli altri e per gli appassionati, l’occasione di vedere la ‘carovana’ del tour approfittare del Carnevale per esagerare con il teatro e l’immaginazione. Le prevendite sono disponibili fino al 17 febbraio sul circuito Vivaticket e su www.opposticoncordi.it al prezzo di 25 euro (compreso l’ingresso al CarneMvale). Dopo il salto, un video in due parti di un suo concerto.
Continua a leggere: Vinicio Capossela al CarneMvale di Milano
Noi di Soundsblog abbiamo accolto con molto piacere la notizia della reuinion dei Fear Factory, seminale band techno/hardcore/thrash metal losangelina che, sin dagli albori della carriera, ha (quasi) sempre dato alla luce album di gran pregio (Demanufacture in primis).
Ma è anche vero che i quattro cyber metaller hanno perso per strada due musicisti “di peso” come Raymond Herrera (batterista) e Christian Olde Wolbers (bassista/chitarrista) che, in passato, hanno contribuito a creare, insieme a Burton C. Bell e Dino Cazares, il sound originale e “monolitico” che ha contraddistinto i Fear Factory durante tutto il periodo che va dal 1995 al 2001. Ma, nonostante i mille cambi di formazione, gli abbandoni, i progetti solisti e via dicendo, la “Fabbrica della paura” torna a devastare le nostre orecchie con Fear Campaign, primo estratto del nuovo album Mechanize (in uscita il nove febbraio 2010).
Continua a leggere: Fear Factory - Ecco il video di Fear Campaign

Fra gli artisti che hanno segnato maggiormente (in positivo) il decennio appena concluso ci sono sicuramente gli Okkervil River di Will Sheff. Quest’ ultimo assieme a Jonathan Meiburgh (anche lui negli Okkervil River) ha dato vita, più o meno contemporaneamente alla band principale, ai Shearwater.
Gli Shearwater nei primi anni sono rimasti all’ombra degli Okkervil River, ma grazie a “Palo Santo” (2006) e soprattutto “Rook” (2008), sono riusciti con il tempo a raggiungere un certo successo, non solo fra i fan degli Okkervil River.
La band di Austin, Texas è pronta per tornare con un nuvo album che si intitola “The Golden Archipelago” e che dovrebbe uscire in tutto il mondo il 15 Febbraio (il 23 in Nord America). “The Golden Archipelago” è sicuramente una delle uscite più attese di questo primo trimestre e, conoscendo i personaggi in questione, difficilmente deluderà le aspettative. Dopo il salto trovate “Castaways” e “Black Eyes”, tratte dall nuovo album.
Continua a leggere: Shearwater: arriva “The Golden Archipelago”

Parata di stelle alle prossime Olimpiadi invernali di Vancouver. A partire dal concerto gratuito dei Wilco, moltissimi artisti si avvicenderanno per contribuire allo spettacolare evento sportivo. Nel corso delle “Victory Ceremonies”, si esibiranno tantissimi nomi della musica, ognuno con il suo live set.
C’è Feist, ovviamente. La cantautrice canadese suonerà in occasione della consegna delle medaglie per lo sci alpino. Ci sono gli Stereophonics il 20 febbraio, Nelly Furtado il 14 e i The Fray il 23. I Roots e Usher rispettivamente per le premiazioni del 25 e del 27.
Maggiori informazioni e la lista completa delle performance, sono sul sito ufficiale dei Giochi Olimpici. Prendete nota perché, come spesso ormai accade, i live verranno messi in streaming o saranno resi disponibili attraverso i soliti canali. Ovviamente, li troverete anche qui su Soundsblog. A proposito di ‘parata di stelle’, dopo il salto trovate il video di “1234″ di Feist al David Letterman Show

“Un po’ di marketing virale non fa mai male” verrebbe da dire. Quella che vedete qui sopra infatti è l’immagine che è stata linkata sul sito dell’etichetta Drag City. Il titolo del post era letteralmente “@!?*(%$#!!”, mossa azzeccata perchè ha attirato parecchie attenzioni e curiosità.
L’immagine ci dà già alcune informazioni sul nuovo album di Joanna Newsom. Si intitolerà “Have One on Me” e se tutto va bene uscirà il 23 Febbraio (per la Drag City ovviamente).
L’album arriva a quattro anni dall’iper-acclamato “Ys”, finito nelle posizioni alte di tantissime liste di fine 2006. Quello che propone Joanna è sicuramente qualcosa di molto particolare e unico nel panorama internazionale. Per chi fosse curioso e non avesse mai sentito il suo “sound”, dopo il salto vi mostriamo il videoclip di “Sprout and the Bean” tratto dal primo album di Joanna, “The Milk-Eyed Mender” del 2004.
Continua a leggere: Joanna Newsom: a Febbraio arriva "Have One On Me"