
La prepotenza ottusa e poco lungimirante delle major continua a ricevere scossoni dalle fondamenta. Sono infatti sempre di più gli artisti che (dati di vendita alla mano) alzano la voce e si oppongono a decisioni anacronistiche e negative per la diffusione della musica.
Ultimo episodio, quello dei Muse. Venuti a conoscenza della decisione della Warner Music (la multinazionale con cui pubblicano gli album) di abolire tutti i servizi di streaming gratuito come Spotify, We7 e Last.fm, hanno voluto dire la loro, consapevoli di quanto invece le nuove tecnologie siano vitali per un mercato sempre più in crisi.
Il portavoce è stato il bassista Chris Wolstenholme, che ha dichiarato:
Non pensate che sia come togliere la propria musica dalle radio? Se le band non verranno interpellate, è chiaro che i pareri che gli verranno dati saranno sempre contrastanti. Le etichette discografiche stanno mettendo queste regole per cercare di rimanere a galla, perché pensano che sia internet ad avergli fatto perdere i guadagni della vendita dei dischi. Le band invece vogliono soltanto che la gente ascolti il più possibile la loro musica, in qualunque modo possibile.
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La notizia, anche se non confermata, sta facendo velocemente il giro del mondo (e della rete): i Coldplay starebbero meditando di lasciare la EMI, la più nota e potente casa discografica inglese, che dopo l’abbandono dei Radiohead non sta certo passando un bel periodo. Tanto da pensare addirittura di licenziare gli artisti meno produttivi, gente come Robbie Williams e Kylie Minogue.
La notizia arriva dal Daily Star, una specie di giornale scandalistico inglese che cita una “generica” fonte vicino alla band, nulla quindi di ufficiale. Non è comunque arrivata la smentita, e per ora ci possiamo anche credere. Anche perchè, con l’uscita di Prospekt, il contratto della band con l’etichetta sarà in dirittura d’arrivo e non ci sono ancora notizie di un rinnovo.
Possibile quindi che il gruppo intenda arrivare alla sua naturale scadenza, probabilmente nel 2009, per poi fare da soli sulla scia di Tom York e soci.
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