
Dopo la consacrazione con il video del concerto di New York a Times Square, filmato niente meno che da James “Avatar” Cameron, arriva un’altra definitiva (almeno per il momento) consacrazione per i Black Eyed Peas. Un record che rende giustizia non solo alla loro capacità di sfornare successi, ma anche alla lungimiranza legata alle nuove tecnologie.
Dal 2003 (anno in cui si è iniziato a tenere conto dei dati dei download legali di singoli e album), la canzone più scaricata di sempre è proprio la loro hit “I gotta feeling”: prima in classifica con un distacco di 25000 file scaricati rispetto a “Low” di Flo Rida. Di “Low” era oltre tutto il precedente primato con 5.536.000 file acquistati (in download digitale).
La band di Fergie però, piazza anche un altro singolo nella top five: la loro “Boom boom pow” è infatti al quarto posto. Terza e quinta posizione sono occupate invece da… Avete indovinato: Lady GaGa, che con “Just dance” e “Poker face” si contende strenuamente il primato quanto a numero di brani piazzati. E voi? Qual è l’artista di cui avete scaricato -legalmente- più brani? Ditecelo nei commenti. Dopo il salto, intanto, l’intervista e il live di “I gotta feeling” al Rockefeller Plaza.

L’industria musicale, si sa, è continuamente alla ricerca di metodi per arginare la pirateria e il download illegale. Iniziative lodevoli come lo streaming gratuito, prezzi sempre più bassi, contenuti speciali nelle copie ‘fisiche’ degli album o altre meno intelligenti che prevedono multe, denunce, chiusure di siti e blocco di indirizzi.
Fortunatamente c’è chi continua a suggerire modi diversi che tengano conto di come sia drasticamente cambiato il mercato e la fruizione della musica, puntando su quello che unisce tutti gli ascoltatori: la passione e l’interesse per gli artisti. Proprio da questo nasce The Music Tee.
Il sito non fa altro che sfruttare uno degli aspetti che attirano i fan: il merchandise. Con un’unica spesa, infatti, è possibile acquistare una t-shirt del proprio artista preferito che arriva in uno speciale packaging insieme a un codice. Basta andare sul sito, inserirlo e scaricare l’album in alta qualità.
I nomi coinvolti non sono moltissimi, anche se ce ne sono già alcuni del calibro di Mos Def, David Gray, Wombats e il supergruppo dei Monsters Of Folk. Per ogni disco è disponibile un ‘assaggio’ in streaming con cui farsi un’idea.

Ce ne siamo occupati da poco, continuiamo su questo interessante filone. Andiamo a scandagliare nei punti fondamentali l’articolo pubblicato alcune ore fa su OneEconomy relativamente al fenomeno del download illegale. Secondo i dati dell’International Federation of the Phonographic Industry il 95 per cento della musica scaricata è illegale.
In pratica, solo il 5 per cento dei download è effettivamente fonte da cui attingere guadagno per gli artisti e le case discografiche. Un dato incredibilmente basso.
L’Ifpi, che ha fatto uscire questo incredibile dato, sostiene che le strategie per migliorare la situazione economica dell’industria musicale consiste nella distribuzione di brani gratuiti utilizzando i proventi della pubblicità e attraverso accordi con le aziende che erogano il servizio di connessione a Internet.
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Ve li ricordate i Charlatans? Dovreste, visto che sono attivi fin dal 1989 e, con ben 9 album all’attivo, sono una delle colonne portanti della musica alternativa (ops, oggi si dice indie!) britannica.
Sarà che ormai non devono più dimostrare niente a nessuno, sarà che siamo nel nuovo millennio, sta di fatto che se andate sul sito Xfm.com.uk potete scaricarvi, gratuitamente e legalmente, tutto il loro ultimo album You Cross My Path. La cosa era nell’aria da tempo, e si aspettava solo l’annuncio ufficiale. Come dite, voi non lo sapevate? Peccato, noi lo sapevamo da ottobre!
Intanto, dopo il salto, ci vediamo il video di Oh Vanity, il secondo singolo estratto dall’album e pubblicato, sempre gratuitamente (mi chiedo allora che senso abbia ormai usare il termine “pubblicato”), il 25 febbraio scorso.
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A quanto pare, sì, ma senza esagerare. Secondo una ricerca pubblicata lo scorso lunedì dalla Entertainment Media Research, sono in parte finiti i tempi in cui Internet era un enorme Far West dove la musica era solo piratata e dove la legalità d’acquisto di singoli e album non era nemmeno pensabile. Oggi Internet è diventato un ottimo mezzo di promozione e lo dimostra il 53% degli utenti che fanno regolarmente uso di siti di socializzazione sul web per conoscere nuovi artisti e nuova musica (nello specifico il 75% degli utenti di Myspace, il 72% di Bebo e il 66% di Youtube). Sarà il rapporto molto diretto con il lavoro degli artisti, sarà l’esigenza “morale” di sostenere i musicisti emergenti o l’efficacia del passaparola. Fatto sta che il 30% degli utenti vicini ai social network dichiarano di acquistare regolarmente cd e singoli da Internet, e un altro 46% è intenzionato all’acquisto di prodotti musicali digitali se solo i canali di vendita fossero più immediati e semplici da utilizzare.
Russel Hart, amministratore delegato della Entertainment Media Research, dichiara:
“I social network stanno fondamentalmente cambiando il modo in cui noi scopriamo, compriamo e usiamo la musica. Le dinamiche di democratizzazione, il passaparola e l’acquisto istantaneo cambia l’ordine precostituito e offrono enormi opportunità alle imprese che sanno guardare al futuro”.
La situazione però è più controversa del previsto. Se da una parte, come è possibile vedere da questa ricerca, l’interesse potenziale per l’acquisto on line è molto elevato, la crescita effettiva dei download non è molto cresciuta negli ultimi dodici mesi, a differenza di quando sia avvenuto in America tra il 2005 e il 2006. I detentori dei diritti discografici sperano che le sentenze dei tribunali dei processi ancora in atto contro i programmi peer-to-peer (vedi caso Napster) possano creare le condizioni per rendere il download legale un fatto sociale “normale”.
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