A tre mesi dall’annuncio della reunion e a ben dodici anni dall’ultima volta che hanno suonato assieme, i Soundgarden hanno deciso di ritornare sulla scena musicale onorando il loro passato attraverso un concerto a sorpresa tenutosi venerdì scorso in un locale di Seattle, la patria mondiale del grunge.
I pochi fortunati che hanno assistito all’evento raccontano di aver trovato Chris Cornell e compagni in grande forma, tanto che il concerto si è protratto per un lasso di tempo abbastanza lungo da permettere l’esecuzione di 18 brani storici della band, con chicca finale rappresentata dalla cover dei Doors “Waiting for the Sun“.
Appuntamento al prossimo 6 agosto al Grant Park di Chicago, quindi, per avere al Lollapalooza 2010 la definitiva conferma del ritorno dei Soundgarden ai fasti di un tempo.
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E’ tutto confermato. Un altro film sul frontman dei Doors, Jim Morrison, in particolare sui suoi ultimi giorni di vita, si farà. Io ricordo ancora con piacere la pellicola “The Doors” di Oliver Stone, affascinante anche se piuttosto romanzata. Oltre a questa c’è il documentario di Tom Di Cillo “When you’re strange” dedicato a Jim. Forse due film erano un po’ pochini per un genio e un poeta come Morrison.
Il nuovo film intitolato “The Last Beat” scritto e diretto da Robert Saitzyk, vedrà Shawn Andrews nella parte del protagonista. Da quanto segnala The Hollywood Reporter, nella pellicola si narra di un personaggio ispirato a Morrison chiamato Jay Douglas, una rock star americana arrivata all’apice del successo negli anni ‘70. Le vicende saranno concentrate sugli ultimi giorni della sua vita negli anni in cui viveva a Parigi. E le riprese partiranno il prossimo ottobre a Parigi.
In quel periodo (nel 1971) il leader della band californiana aveva due relazioni: con una contessa francese e la sua anima gemella californiana Pamela Courson (nel film Valerie Eason) a casa della quale morì a neanche 28 anni per overdose. Sul film dedicato ad uno dei personaggi più tormentati della storia del rock, per ora questo é dato sapere. Vi aggiorneremo sui prossimi sviluppi.
Chiunque abbia mai suonato in una band e abbia anche solo sognato di fare sul serio e diventare un professionista, ha dovuto sicuramente scontrarsi con l’opposizione di mamma e papà, chiaramente più contenti di avere un figlio ragioniere che musicista rock. Incredibilmete a questa regola non è sfuggito nemmeno il padre di Jim Morrison, come egli stesso racconta nel libro “Doors by the Doors”, in libreria da domani per Sperling&Kupfer. Nel volume, su cui hanno scritto anche gli altri membri della band, l’ex ammiraglio George Stephen Morrison racconta gli esordi della carriera dal figlio, in toni non molto entusiastici. Racconta infatti
Quando andavamo in macchina da un capo all’altro del Paese a tutti noi piaceva cantare, ma era solo un passatempo. Non credo che nessuno di noi avesse la voce giusta. Gli dissi: “Sei sul binario sbagliato. Trovati un lavoro, fare il cantante non è un lavoro vero”
Dopo quella conversazione Jim partì con la band, e i due non si videro mai più. Ebbe sue notizie solo sei anni più tardi, quando fu informato della tragica morte del figlio.
Certo fa strano pensare al padre di una delle figure più trasgressive del rock, fare la ramanzina al figlio perchè si cerchi un lavoro da bravo ragazzo; pensate se Jim lo avesse ascoltato cosa il mondo si sarebbe perso. Il volume raccoglie storie, notizie, curiosità sulla vita dei Doors e del suo mitico cantante, ma sopratutto le parole inedite di un padre che nemmeno si rendeva conto di cosa combinava il figlio, arrivando a dichiarare che non aveva idea di quanto Jim fosse famoso, negli Stati Uniti e in Europa. E voi, avete mai tentato di sfondare con una band? E i vostri genitori come l’hanno presa? Noi intanto per festeggiare i quarant’anni della band, ci rivediamo dopo il salto il video di “Light my fire”.
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