
When The Dragon Swallowed The Sun è un documentario -a breve nelle sale- che racconta le battaglie del movimento Free Tibet per liberare lo stato dall’occupazione cinese. Da sempre molto più che sensibile alle cause umanitarie, Thom Yorke ha contribuito con tre brani alla colonna sonora.
Il cantante dei Radiohead ha più volte preso posizione sull’argomento, arrivando anche a chiedere formalmente al Primo Ministro inglese Gordon Brown di pronunciarsi esplicitamente e intervenire politicamente. Tra gli autori della colonna sonora sono stati annunciati anche il compositore Philip Glass e il cantautore Damien Rice.
Intanto la band ha rivelato di essere in studio per registrare il nuovo materiale che diventerà il successore di In Rainbows e, dalle parole del chitarrista Ed O’Brien, sembra che siano sulla buona strada per realizzare qualcosa di -nuovamente- incredibile.
Continua a leggere: Thom Yorke: 3 nuovi brani per il Tibet e un album dei Radiohead in preparazione

La scorsa settimana abbiamo terminato il nostro viaggio attraverso gli album più importanti del decennio che si sta concludendo.
Abbiamo quindi pensato di riassumere il tutto in questo post che non è altro che la lista completa, tappa per tappa, degli album che di volta in volta abbiamo approfondito, in modo tale da avere una sorta di indice delle varie puntate. Dopo il salto trovate anche la listona di tutti gli album che di anno in anno sono stati inseriti fra “gli album da salvare”.
Diciamoci la verità, la pseudo-cover/adattamento di Vasco Rossi del brano “Creep” dei Radiohead, non ci ha convinto molto. La musica è rimasta abbastanza fedele a quella originale (e questo non può che essere un bene), ma il testo snatura completamente il brano dei Radiohead con frasi banali e quel “na-na-na”, che è sì un marchio di fabbrica di Vasco, ma che in questo ambito rischia di essere ridicolo tanto quanto un “non dire porca miseria quando c’è Spitty nella area“. Insomma quando si fanno i conti con i capolavori della musica bisognerebbe avere almeno un po’ di rispetto… e dire che sarebbe bastato un testo un pelo più interessante per rendere il risultato più dignitoso.
Spinto dalla curiosità sono andato su Youtube e ho cercato qualche cover di “Creep”. Alcune non le avevo mai ascoltate, ma una, quella di Damien Rice, me la ero proprio dimenticata. Quella di Damien Rice è forse la più bella cover di “Creep” in circolazione, una cover acustica ed emozionante. Ovviamente in questo caso siamo di fronte ad una cover vera e propria. La trovate in cima al post, diteci cosa ne pensate.
La musica è sempre andata avanti fra mode passeggere, “movimenti musicali” più o meno diffusi e pura evoluzione, ma se c’è una categoria di artisti che continua ad esistere da anni, è quella dei cantautori.
Dopo le lezioni dei maestri Bob Dylan, Neil Young e Nick Drake, ogni generazione ha avuto i suoi cantautori armati di chitarra acustica e poco altro, dal Tom Waits degli anni ‘80 al compianto Elliott Smith degli anni ‘90. Nell’ultima decade si sono alternate tante “nuove leve” molto interessanti: Sufjan Stevens, Bon Iver, Bonnie ‘Prince’ Billy, Andrew Bird e Damien Rice. “O” di Damien Rice, uscì nelle sue prime versioni già nel 2002 ma è solo nel 2003 (anche 2004 in alcuni casi) che raggiunse gli scaffali di mezzo mondo, portando alla ribalta il giovane irlandese.
Musica scarna la sua… musica che vuole colpire prima di tutto il lato emotivo dell’ ascoltatore. Il risultato sono dieci brani dal sapore (un po’ troppo?) romantico (e qui viene in aiuto la “compagna di viaggio” Lisa Hannigan), dieci brani destinati a rimanere nella storia del genere e non solo, dieci brani fra cui troviamo alcuni piccoli capolavori come “Cannonball”, “Volcano”, “Cold Water” e “The Blower’s Daugther”, finite tra l’altro in numerosi telefilm e film (”The Blower’s Daugther” ad esempio ha vissuto una seconda vita grazie al film “Closer”).

Ancora una volta, facciamo riferimento a Plagi Musicali per una nuova “somiglianza”, un suggerimento ispiratore, diciamo. I due brani sono: “L’amore” dei Sonohra, singolo d’esordio del bravo duo amato dalle teen ager italiane e “Cannonball” di Damien Rice del 2002. Vogliamo ascoltare per un paragone?
Continua a leggere: Sonohra: "L'amore" assomiglia a "Cannonball" di Damien Rice

Il 18 marzo, quinto anniversario della guerra in Iraq, a New York si terrà un concerto dal titolo “Speak up! A benefit concert for peace in Iraq & justice at home“. Per dire basta alla guerra e per sostenerne le vittime, anche tra i soldati (la locandina è emblematica).
Alla serata parteciperanno esponenti di associazioni e giornalisti, politici e reduci. Ennesimo segnale di una nuova partecipazione sociale e politica, di intellettuali e di tanta gente comune, che sta prendendo piede negli Stati Uniti, prossimi alle elezioni.
Tra i tanti artisti che hanno aderito e che si esibiranno sul palco figurano Laurie Anderson, Antony, Blonde Redhead, David Byrne, Moby, Damien Rice, Bill T. Jones, Norah Jones, Lou Reed, Scissor Sisters e molti altri. Una mobilitazione che supera le diversità di genere e di generazione.
Via | Observer