
Ormai la fine del 2009 è vicina ma facciamo in tempo a mostrarvi altre classifiche di fine anno (o di fine decennio), una di queste è quella di Stereogram.
Hanno giustamente diviso la classifica in due: album italiani e album internazionali, oggi andiamo a presentarvi la classifica dei migliori album italiani, alcuni dei quali, come spiegano su Stereogram, “in grado di competere con le grandi uscite anglofone (e non solo)”.
Mi fa molto piacere notare come ben sette album della top10 di Stereogram siano presenti anche nella top20 della classifica personale che realizzai un mesetto fa, quindi i grandissimi Zu, Il Teatro Degli Orrori, Uochi Toki, Dente e compagnia. Dopo il salto vi proponiamo la top10, ricordandovi che su Stereogram trovate anche le descrizioni e le motivazioni di tali scelte.
Continua a leggere: I migliori album italiani del 2009 per Stereogram

Il 2009 si sta pian piano concludendo e le più importanti uscite discografiche (escluse le millemila raccolte, live, b-sides ecc…) sono già finite sugli scaffali o nei maggiori store digitali del nostro paese.
La musica italiana, per quanto mi riguarda, quest’anno ha dato veramente tanto, regalando alcuni dischi che non sfigurerebbero neanche in un’ ipotetica lista dei migliori album del 2009 a livello internazionale. Sono quattro gli album che a mio avviso si elevano su tutto e su tutti: “Carboniferous” degli Zu, “A Sangue Freddo” dei Il Teatro Degli Orrori, “Libro Audio” dei Uochi Toki e “Dying In Time” dei Port-Royal. Quattro gruppi capaci di grandi prove anche in passato riconfermate con le uscite di quest’anno… e poi si dice che non c’è buona musica in Italia…
Dopo il salto trovate la lista di tutti gli album italiani usciti nel 2009 che reputo “almeno sufficienti”: in cima si trovano i dischi migliori, poi, scendendo, si arriva passo dopo passo fino agli album “da 6 non di più”. Sia chiaro, ovviamente non vuol dire che tutti gli album non presenti nella lista li reputo insufficienti, può essere semplicemente che non li abbia ascoltati.
Continua a leggere: I migliori album italiani del 2009 - la lista di Zago

Mi sono sempre chiesto come avrebbe suonato un genere come lo shoegaze in lingua italiana, perchè spesso l’inglese ha una marcia in più quando si tratta di creare certe armonie melodiche. La risposta a questa domanda sono i Cosmetic.
I Cosmetic si sono formati una decina d’anni fa in romagna ma hanno pubblicato l’album di debutto, “Sursum Corda”, solo nel 2007. Gli ingredienti del loro sound sono abbastanza delineati fra My Bloody Valentine, Sonic Youth e Dinosaur Jr e quindi, per certi versi, sembra di tornare indietro di vent’anni, il che non è un male.
Il secondo disco (già distribuito in anteprima alla Notte della Tempesta e ai Tafuzzy Days) si chiama “Non Siamo di Qui” e uscirà ufficialmente il 9 Ottobre per La Tempesta. Si aggiunge così a quelle di Port-Royal, Il Teatro Degli Orrori (di cui parleremo a breve), Amari e Zen Circus (”Andate Tutti Affanculo” è già ascoltabile in streaming su RockIt) un’ altra uscita discografica “made in Italy” assolutamente da tenere d’occhio. Intanto sul loro MySpace si possono già ascoltare due brani tratti da “Non Siamo di Qui”: “Sangue+Sole” e “Nè noi, Nè Leandro”.
Continua a leggere: Cosmetic: l'indie/shoegaze made in romagna

Ecco un appuntamento da non perdere, il 26 Agosto al circolo Magnolia di Milano dalle ore 18 ci sarà la “festa” della label “La Tempesta” in cui si esibiranno gli artisti del catalogo dell’ etichetta italiana.
Fra gli artisti che si esibiranno ci saranno ovviamente i Tre Allegri Ragazzi Morti, fondatori dell’ etichetta, oltre a nomi del calibro di Moltheni, Altro, Sick Tamburo e agli autori di tre dei migliori album italiani degli ultimi tre anni: Le Luci Della Centrale Elettrica, Uochi Toki (dei quali abbiamo recensito l’ultimo e ottimo “Libro Audio”) e Il Teatro Degli Orrori, che probabilmente proporranno anche alcuni nuovi brani del prossimo album.
Dopo il salto vi sveliamo il programma del concerto e vi mostriamo alcuni video degli artisti che saliranno sul palco, in modo tale da far capire di cosa stiamo parlando anche a chi non ha mai sentito parlare dei nomi sopracitati.