Dietro il nome Modeselektor si nasconde un duo fra più attivi sulla scena della musica elettronica mondiale. Berlinesi, residenti sulle etichetta discografica di casa BPtich Control e invischiati in una serie di progetti di ottimo valore: l’ultimo quello con il conterraneo Apparat dal nome Moderat.
Ora il duo sta lavorando su un paio di uscite importanti: la prima è una serie di compilation intitolate “Modeselektion” in uscita per la loro etichetta la Monkeytown, dedicate alla musica elettronica. La prima, intitolata “Volume 1″, ripercorre la storia del dubstep mondiale.
Nel frattempo i due non hanno smesso di produrre e sul loro twitter è comparso questo nuovo brano, dal tito VW JETTA, che potete ascoltare qua sotto.
Modeselektor “VW Jetta” by Modeselektor

Ecco una notizia che farà felici sia i giovani che i più “vecchietti” tra di voi: la Magna Carta ha chiamato molti artisti contemporanei e non per pubblicare un tributo ai mitici Rush, storica band hard rock/progressive canadese che tanto ha fatto sognare gli amanti della tecnica e dell’esecuzione musicale.
E, com’era logico aspettarsi, tra i tanti nomi che hanno deciso di partecipare a questo tributo spiccano alcuni degli artisti tecnicamente più dotati del mondo: Chris Pennie (fondatore dei The Dillinger Escape Plan ora in forze ai Coheed and Cambria), John Petrucci e Mike Portnoy dei Dream Theater, Sebastian Bach (ex cantante degli Skid Row) e Billy Sheehan sono solo alcuni dei musicisti coinvolti in questo mega progetto che, probabilmente, è uno dei più interessanti tributi ai Rush mai usciti fin’ora. Insomma, una grande riunione di artisti per un giusto tributo alla grandissima band canadese!
Alex Lifeson, Geddy Lee e Neil Peart saranno sicuramente felici nel vedere tanti artisti così ben assortiti cimentarsi nelle cover dei loro più grandi successi che, raccolti in questa compilation dal titolo New World Man (come la canzone del 1982 che i Rush hanno pubblicato sull’album Signals), saranno disponibili sul mercato già dal diciotto maggio.
via | Blabbermouth

La storia degli anfibi Dr. Martens è legata a doppio (triplo, anche) filo con quella della musica. Rock, new wave, punk: appassionati di tutti i generi musicali hanno adottato le indistruttibili scarpe del ‘dottore’ che hanno caratterizzato il look di centinaia di band. Dr. Martens festeggia i suoi 50 anni e sceglie di farlo proprio attraverso il mondo che ha accolto meglio i suoi prodotti.
Sincronizzate gli orologi perché, dal primo aprile, sul sito si potrà iniziare a scaricare (legalmente), una compilation di dieci brani. Dieci tracce storiche reinterpretate dai musicisti più in vista e supportate dalle immagini di altrettanti registi che stanno facendo parlare di sé. Una canzone alla volta, un video alla volta, per tutto l’anno.
Lo stato dell’arte di musica e regia secondo Dr. Martens inizia con le Noisettes alle prese con una cover di “Ever Fallen In Love With Someone You Shouldn’t’ve?” dei Buzzcocks. Il video sarà girato da Chris Cottam e Rankin, già dietro la macchina da presa per il bellissimo “The Lives Of The Saints”. Sarà poi la volta dei Dam-Funk con una cover di “The Things Dreams are Made of” degli Human League e il video di Ace Norton (Santigold, Bloc Party). Dopo il salto, il promo video del 50enario.
Continua a leggere: 50 anni di Dr. Martens a suon di musica dal 1° aprile in download gratuito

Se il clamore mediatico è -purtroppo- diminuito, di certo non sono diminuiti i problemi che la popolazione di Haiti colpita dal terremoto è costretta ad affrontare. La raccolta dei fondi prosegue e il mondo della musica continua a impegnarsi e sensibilizzare sulle conseguenze della disgrazia accaduta.
L’ultima iniziativa in ordine di tempo è “Hear to Help”: un progetto benefico per sostenere gli sforzi della ricostruzione, che vede impegnati moltissimi artisti del mondo dell’indie. Diciassette brani tra cover e remix per un album in vendita negli American Eagle Store ma anche sul sito della catena di abbigliamento a partire dalla giornata di oggi.
Tra i nomi, Julian Casablancas con “Long Island Blues”, Beck che regala una versione acustica della sua “Volcano”, gli Snow Patrol alle prese con “You Will. You? Will. You? Will. You? Will.” di Bright Eyes e i Vampire Weekend con un remix della loro recente “Cousinz”. Il disco sarà in vendita a 10 dollari in entrambi i formati e l’un percento del ricavato sarà devoluto direttamente alla Oxfam America. Dopo il salto, la tracklist completa dell’album.
Continua a leggere: Hear To Help: da Julian Casablancas a Beck. Il mondo dell'indie per Haiti

Metà degli Articolo 31, Dj Jad percorre da ormai cinque anni una carriera solista, parallela a quella che lo ha reso famoso, votata al migliore sound della scena black. Ha iniziato nel 2005 con “Black on track”, una compilation in cui faceva il punto sulla musica da club, per continuare l’anno dopo con “Milano-New York” album registrato a Manhattan, al quale hanno collaborato molti, importanti artisti dell’underground newyorkese.
Ora è la volta di “Il Sarto”, terzo capitolo della sua discografia, uscito proprio in questi giorni. Disco anticipato dal singolo “Se lo vuoi” (che vi avevamo già fatto ascoltare qui). Un lavoro come sempre attento alle sonorità più ricercate in ambito Hip Hop, curato nei minimi dettagli e con grandi nomi tra i featuring per valorizzare il suo stile (tra gli altri i romani Cor Veleno).
Abbiamo contattato “Il Pazzo” (questo significa, in sanscrito, il suo nome d’arte) per un’intervista in cui ci siamo fatti raccontare un po’ della sua storia e della sua incrollabile passione per l’Hip Hop. Dagli esordi al Muretto, la folgorazione per Kurtis Blow, il successo con gli Articolo 31, fino a “Mi sveglio”, il brano dedicato a sua figlia. Dopo il salto, le sue risposte e “Parli”: il secondo brano estratto da “Il Sarto” con il feat. di Dj Enzo e Oscar White.
Foto | via Bulletrecords
Continua a leggere: Dj Jad: arriva il suo nuovo album "Il Sarto"

Abbiamo appena parlato dell’attitudine del New Musical Express nello scoprire le band di cui più sentiremo parlare. In linea con la fama che la precede, la rivista inglese mette a disposizione una compilation di ben 20 brani. Nomi e musica da tenere d’occhio per l’anno appena iniziato, intitolata non a caso: “The Official Radar 2010″.
Fedele alla tradizione, la cover della raccolta ricalca l’immagine dei cosiddetti mixtape: le compilation che -i meno giovani lo ricorderanno- si facevano negli anni in cui il formato cassetta era ancora in voga. Il riferimento è duplice: NME fu anche protagonista del fenomeno C86: una manciata di band che, con pochi soldi e molta passione, vennero ‘pubblicate’ su un nastro allegato alla rivista nel 1986.
Tra i vari, i Primal Scream, i Pastels e i Wedding Present. L’esperimento fu ripetuto dieci anni dopo e poi ancora con numerose celebrazioni, nel 2006 in occasione del ventennale. Quella cassetta diede il nome a un genere che identificava chitarre molto pop e registrazioni di basso profilo.
Continua a leggere: The Official Radar 2010: i gruppi da tenere d'occhio in download gratuito

Cosa succede se due delle più influenti webzine musicali americane si mettono insieme ad un blog dedicato alla tecnologia musicale e decidono di selezionare dei brani per una compilation? Ok andiamo per gradi. Di XLR8R e di Pitchfork avrete sentito parlare se leggete questo blog, ma vi rinfresco la memoria ricordandovi che sono due delle migliori webzine musicali made in USA.
Insieme a Create Digital Music, una community dedicata a chi crea musica con le tecnologie digitali, hanno selezionato per conto del network televisivo americano Syfy una compilation della musica del nostro futuro ispirata alla nuova serie di fantascienza Caprica che si intitola semplicemente “Music For Our Future”.
Dentro ci trovate fra gli altri l’elettronica di Untold, Lusine e Hudson Mohawke e il pop sperimentatore di Atlas Sound e White Rainbow. Si scarica gratuitamente dalle pagine di XLR8R.

Il meglio del meglio. Dopo aver annunciato il 2010 come l’anno del dubstep, il New Musical Express fa il punto della situazione tra quelli che sono i migliori artisti con una specie di awards in forma di download. Venti brani in download gratuito (alcuni già sul sito, altri su diversi portali), per scoprire o riscoprire il genere che continua a fare il tutto esaurito nei club inglesi (e non solo).
Le categorie sono in perfetto stile NME: un misto di ironia e competenza. Si va quindi dalle ‘ufficiali’ “Best Original Dubstep Tracks” e “Best Dubstep Remixes”, alla “Best Dubstep With Bass So Big Your Headphones Jump Off Your Head” (miglior dubstep con i bassi così pompati che le cuffie ti saltano via dalla testa), o la “Best Use Of Dubstep To Patch Up A Questionable Artist” (miglior uso del dubstep per aggiustare un artista discutibile) che scherza sulla non eccelsa qualità della musica di Sean Paul.
C’è anche una “Best Dubstep Track That Doesn’t Seem To Be Available For Free Download Legally But Is Worth Paying For” (miglior traccia dubstep che non sembra sia disponibile per il download gratuito legale, ma vale la pena pagare per averla). E’ l’ottima “Killing Floor” di Vex’d. Se proprio non riuscite a procurarvela diversamente, vi diamo noi un suggerimento. Copiate l’indirizzo del video qui. Scegliete la qualità del formato e ‘conservatevi’ il brano.
Dopo l’annuncio della presenza allo show “Hope for Haiti” che sarà trasmesso in Italia da Mtv il prossimo 22 gennaio, Bono Vox ha dichiarato di essere al lavoro su un brano inedito, scritto a quattro mani con Jay-Z, per raccogliere ulteriori fondi.
Molti altri artisti si stanno mobilitando per utilizzare la loro popolarità a fini benefici. Lady GaGa devolverà l’incasso di biglietti, merchandise e acquisti via web in occasione del suo show al New York City’s Radio City Music Hall previsto per il 24 gennaio. In più c’è una t-shirt in edizione limitata, creata per l’occasione che è possibile acquistare per supportare la causa.
I Mogwai -la storica band post-rock- hanno invece deciso di mettere all’asta il piano utilizzato durante il tour mondiale 2006-2007, oltre a una serie di poster e album in vinile. Potete acquistarli qui. Il ricavato andrà alla Oxfam e a Medici Senza Frontiere.
Buon Natale amici metallari di Soundsblog! Ecco per voi un secondo estratto da We Wish You A Metal Xmas And A Headbanging New Year, cd uscito lo scorso anno che racchiude moltissime canzoni natalizie rifatte da tanti artisti heavy metal che, per l’occasione, hanno formato dei mini “supergruppi” per celebrare al meglio il Natale.
Oggi non potevamo non uscire con We Wish You A Merry Xmas, il brano sicuramente più significativo della tradizione natalizia anglosassone. E gli autori della suddetta compilation (di cui vi consigliamo caldamente l’acquisto) hanno ben pensato di far interpretare a dei veri “pezzi da 90″ questa famosissima canzone: cominciando dalla voce, dove troviamo il mitico cantante Jeff Scott Soto (ex singer di strumentisti del calibro di Yngwie Malmsteen, Axel Rudi Pell, Paul Gilbert e Zakk Wylde, solo per citarne alcuni), scorgiamo nella formazione della band anche Bob Kulick (ex chitarrista dei Kiss e Meat Loaf), Ray Luzier (batterista dei Korn), Chris Wyse (bassista che già abbiamo sentito suonare nella stessa compilation in Silent Night) e Bruce Kulick (fratello di Bob ed ex chitarrista dei Kiss anche lui).
Bene, detto questo non possiamo far altro che invitarvi a fare play per ascoltare quella che, probabilmente, sarà la vostra colonna sonora di oggi! E miraccomando, buon Metal Natale a tutti!