
Che emozione dopo venti anni risentire per intero il primo album “Hanno Ucciso L’Uomo Ragno” di Max Pezzali. Un’emozione resa più straordinaria dalla partecipazione dei Rapper più famosi d’Italia che hanno voluto aggiungersi ai successi contenuti in questo storico album degli 883. Hanno “inciso” l’Uomo Ragno J-Ax, Entics, Ensi, Two Fingerz, Emis Killa, Dargen D’Amico, Club Dogo, Fedez e Baby K. Con loro tutto è ritornato di estrema attualità. Dopo 20 anni le canzoni hanno mantenuto la freschezza originale, riaggiornate dai più grandi protagonisti della scena Rap italiana per creare il nuovo album che festeggia il ventennale del debutto di Max Pezzali: “Hanno ucciso l’uomo ragno 2012”. Lo sto ascoltando in questo momento e ancora una volta penso che essere stato il talent-scout di Max Pezzali non è un merito…E´ UN ONORE!
P.S. Esce il 5 giugno …non vedo l’ora!
La dichiarazione è di Claudio Cecchetto, che insieme a Pierpaolo Peroni per Atlantic/Warner Music ha prodotto “Hanno ucciso l’uomo ragno 2012” : il disco in uscita il prossimo 5 giugno che ne celebra il ventennale. Tutte le canzoni sono state ricantate e riarrangiate da Max Pezzali e alla tracklist è stato aggiunto “Sempre noi” un brano inedito inciso con J-Ax che sarà in rotazione radiofonica a partire da venerdì 25 maggio. Intanto noi vi rimandiamo al link di “Con due deca”, la compilation tributo promossa da Rock.it che potete scaricare gratuitamente.
Chi di voi non l’ha mai sentita o, almeno una volta, provata a ballare?
Stiamo parlando del Gioca Jouer, la canzone (che però il suo creatore Claudio Cecchetto definisce ‘gioco associato alla musica’) che compie 30 anni. E’ stata anche sigla del Festival di Sanremo nel 1981 e da allora è rimasta nella memoria dei tempi. Ecco lui stesso come ricorda la nascita del brano:
“Sono dunque passati trent’anni da quando avevo in mano Gioca Jouer. In quel periodo ero alla vigilia della conduzione del Festival di Sanremo. L’allora patron della kermesse Gianni Ravera mi disse ‘No Claudio! Facciamola uscire come sigla e vedrai che successo che farà’. Ancora oggi mi ricordo questa frase profetica. In effetti fu un’occasione unica per proporre per tre sere davanti a una platea di 40 milioni di telespettatori ‘Gioca Jouer’. Una novità assoluta perché sino ad allora Sanremo non aveva una sigla e veniva introdotto da immagini di fiori che giravano su musica classica”
E i figli di Cecchetto, per omaggiare l’anniversario, hanno dato vita ad un video che raccoglie le 100 esibizioni più divertenti trovate sul web, creando questa compilation di omaggi e mimi. E voi lettori, l’avete mai provata a ballare? Dopo il salto, la sigla originale del Festival:
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Dopo il buon successo della terza serata, quella dedicata ai duetti, il Festival di Sanremo ha celebrato la serata della finale dei giovani. Ad aggiudicarsi la vittoria sono stati i veronese Sonohra, con il brano “L’amore”, davanti a La Scelta con “Il nostro tempo” ed al 17enne Jacopo Troiani con “Ho bisogno di sentirmi dire ti voglio bene”. Quarti classificati a pari merito gli altri, vale a dire Giua, Frank Head, Ariel, Valerio Sanzotta e Milagro. I Frank Head hanno vinto il Premio della Critica per la loro sezione, mentre Ariel si è aggiudicato il premio della sala stampa Radio Tv.
Una serata lunghissima, diluita in mezzo alle chiacchiere e ai tanti superospiti (Giorgia, Jovanotti e Ben Harper, Leona Lewis, Fiorella Mannoia, Gianni Morandi e i Pooh), nei quali la gara delle giovani ugole si è un pò persa: per dire, i primi cantanti, i Sonhora, si sono esibiti alle 21.21, la seconda, Ariel, alle 22.46. Gli ultimi, i Milagro, all’una di notte, col loro brano che concilia il sonno. Difficile pensare che abbiano avuto lo stesso numero di potenziali televotanti dei primi.
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Dopo i primi nomi circolati negli scorsi giorni, ecco chi farà parte delle giurie di qualità del Festival. Due finali (stasera gli esordienti, domani i big) e due giurie. Queste:
Per i campioni: Fabrizio Frizzi, Tiziana Ferrario, Giampiero Mughini, Martina Colombari, Emilio Fede e Gloria Guida.
Per i giovani: Claudio Cecchetto, Federico Moccia, Nicolas Vaporidis, Sarah Felberbaum e Alessia Filippi.
La solita storia. Capisco l’aspetto mediatico-televisivo, capisco la voglia di fare spettacolo (anche se con questi nomi…?) ma a leggerli viene solo da ridere. O da piangere. Niente di personale, un paio di questi signori di musica ci capiscono pure, ma gli altri? Per di più i loro voti hanno un peso sull’esito della classifica finale (per il 20%). Mah.
Almeno, la prossima volta, inventate un’altro nome: “giuria di qualità” proprio no!