In Italia sono passati solo pochi giorni fa e hanno riscosso grande successo, in Cina invece pare proprio che non potranno suonare: stiamo parlando degli Oasis dei fratelli Gallagher, che si sono visti negare l’autorizzazione ad esibirsi in territorio cinese dal
Regime Governo locale.
Il motivo? Il “solito”, di natura politica, lo stesso che ha colpito recentemente anche Bjork: l’appoggio alla causa Tibetana, che le autorità di Pechino puniscono severamente impedendo all’artista di turno di mettere piede nel Paese.
Il “tremendo affronto” nel caso specifico sarebbe la partecipazione di Noel ad un concerto pro-Tibet negli USA nel lontano 1997; la cosa è venuta a galla pochi giorni fa, quando le autorizzazioni erano state già concesse agli Oasis. Tutto era stato pianificato ed erano partite le vendite dei biglietti per 2 date, a Pechino e Shanghai.
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Robbie Williams richia grosso, lo sappiamo, rischia addirittura il licenziamento per aver fatto investire alla EMI 80 milioni di dollari nel tentativo di sfondare sul mercato americano. L’operazione non solo è stata un enorme flop, ma anche un colpo durissimo ai bilanci dell’etichetta inglese, che già non navigava in buone acque.
E così, dopo l’allontanamento dello storico manager Tony Wadsworth, dopo gli annunciati 2000 licenziamenti, alla EMI non resta che grattare soldi da dove possono. Anche svendendo i cd invenduti come materiale di recupero. Infatti ben un milione di copie invendute di Rudebox, il suo l’ultimo lavoro, hanno preso la strada della Cina dove verranno riciclati e usati per pavimentare strade e per costruire semafori.
Non c’è che dire, per l’artista oltre il danno, la beffa. Credo che se con il prossimo lavoro non riuscirà a scalare di nuovo le classifiche, non saranno solo i suoi cd ad essere mandati al macero. Chissà se ora si pente di aver detto no, anche con un pizzico di presunzione, alla reunion dei Take That? Dammi retta Robbie: sei ancora in tempo, prima di trovarti su un cargo diretto a Hong Kong, dai un colpo di telefono a Gary e soci, magari c’è ancora posto.
Via Repubblica
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