Dopo il vecchio vinile anche il cd avrebbe oramai fatto il suo tempo? Stando alla Blu&Blu music sembrerebbe proprio di si. L’etichetta indipendente ha infatti presentato durante quest’ultima edizione del Meiun progetto di ri-distribuzione della musica molto particolare, realizzato attraverso la sostituzione dei cd con chiavette USB in grado di contenere i brani in formato originale.
In realtà questa iniziativa non è del tutto nuova se si pensa che in Inghilterra questa prassi viene praticata già da qualche tempo, e che in Italia una simile operazione commerciale era già stata tentata dai Blaugrana, comgruppo italiano del circuito rock indipendente, per il lancio del disco omonimo (come già segnalato tempo fa).
Per il momento l’esperimento sarebbe limitato soltanto ad una serie limitata di pezzi antecedenti al 1957, oramai non più coperti dal diritto d’autore, ma l’esperienza potrebbe spingersi anche più avanti. I dischi su chiavetta, distribuiti da Deltadischi, costeranno tra i 13 e 15 euro e saranno inizialmente tre, dedicati rispettivamente ai classici del rock & roll, agli evergreen della musica leggera americana e ai maestri del jazz.
A dir la verità, sono un po’ scettica a riguardo, anche perché mi sembra veramente bruttissima l’idea di una raccolta di chiavette Usb al posto dei vecchi cd che a loro volta non avevano fatto dimenticare il più che rimpianto vinile in ceralacca. Ma che vogliamo farci, è il progresso baby…
Pubblichiamo oggi un’interessante dichiarazione di Davide Armeni dei Blaugrana, voce del gruppo torinese di indie rock nato nel 2001 che ha lanciato a inizio estate il loro primo album, dopo diversi demo sempre autoprodotti, in esclusivo formato chiavetta usb. Una novità per il mercato discografico del quale rivendicano l’esclusività tempistica dell’idea, prima di grandi artisti italiani come Vasco Rossi e Tiziano Ferro ma anche a livello internazionale. Per conoscerli meglio, ecco il loro Myspace e a seguire, un loro video live.
Il progetto della nostra chiavetta nasce già a ottobre/novembre quando uscendo dalla sala prove e stanchi di sentirci dire che i cd non si vendono più, abbiamo deciso di puntare su un supporto innovativo come questo, strumento che nel futuro di certo sarà sempre più utilizzato (dalle autoradio, ai televisori, ai lettori DVD/DIVx). Così il 21 Gennaio del 2007 abbiamo deciso di presentare prima in occasione delle Universiadi di Torino e poi alla Fnac (nello spazio che FNAC dedica mensilmente alle realtà di Torino e curato da Giulio Tedeschi) di Torino la nostra idea. Le prime chiavette sparirono subito nel giro di una giornata, allora pensammo che forse questo progetto poteva avere veramente successo, e i responsabili comunicazione di Fnac ci proposero di distribuire la chiavetta nei loro negozi in Italia e da lì partirono 4 mesi di duro lavoro per realizzare il tutto, dal packaging all’acquisto all’ingrosso delle chiavette, al programma all’interno della chiavetta, fino alla serigrafia e ai rapporti più burocratici con SIAE e Fnac, tutto realizzato da noi. Poi finalmente a Maggio abbiamo terminato il lavoro ed ora siamo in tutti gli store Fnac.
Sapevamo di essere il primo gruppo italiano ad essere distribuito in USB stick, anche perché ce lo ha detto la Siae i cui responsabili sono letteralmente caduti dalle nuvole quando abbiamo chiesto il bollino da applicare sulla chiavetta, alla fine ci siamo accordati sulla tassazione del cd, infatti sui nostri bollini c’è scritto Supporto CD. A livello mondiale invece siamo stati il primo gruppo distribuito esclusivamente su usb stick, nel senso che o compri la chiavetta oppure non puoi entrare in possesso del nostro materiale (anche se poi grazie al programma interno è possibile autoprodursi il CD, forniamo infatti le copertine e i brani in qualità CD da utilizzare per la masterizzazione), oltre alle suonerie per i cellulari e ai brani in MP3 a 192Kb. Dopo di noi sono usciti i White Stripes, ora Vasco e Tiziano Ferro. Ovviamente nonostante il budget zero, siamo riusciti a suonare e siamo attualmente impegnati nel nostro tour in FNAC iniziato a Giugno e che proseguirà a Genova e Napoli per poi concludersi a Roma e Milano.
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Partiamo dal presupposto che con la musica i grandi artisti guadagnano da vivere e che fare più soldi possibili è l’obiettivo giusto e fondamentale di qualsiasi cantante commerciale che lavora in larga scala sul mercato nazionale e internazionale. Credo allo stesso modo che la musica a volte abbia bisogno di rimanere tale. Il merchandising sfrenato e tutto ciò che straborda oltre il dovuto diventa solo smania di elevazione dei capitali, sfruttamento della devozione carampanistica. E strumentalizzazione sulla scia delle benevolenza popolare.
Se qualche giorno fa si lodava in questa sede Vasco Rossi per la grande possibilità offerta al pubblico torinese di goderselo gratuitamente fuori dallo Stadio Delle Alpi, oggi mi infervoro per l’inaccettabile uscita della sua chiavetta Usb.
Arrivata ieri nei negozi, il braccialetto/chiavetta per pc del Blasco contiene tre brani, due video inediti di Piernitro, il pupazzo apparso nel video del singolo “Basta Poco” e l’accesso al sito ufficiale della “Compagnia di Vasco“, con contenuti speciali e notizie.
Come se non bastasse una settimana fa è uscita la “The Singles Collection”, un box di 10 singoli confezionati con le copertine originali dei singoli promozionali realizzati per la radio e una raccolta di tre cd inseriti in altrettanti cofanetti metallici circolari con i brani più famosi di Vasco dal ‘77 all’ ‘87, in edicola con L’Espresso e Repubblica. Ciliegina sulla torta è il videogioco “Il marchio dell’infamia” scaricabile sul telefonino e con protagonista il già citato Piernitro. Ma non è finita.
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