
La diatriba tra Vasco Rossi e Nonciclopedia è appena iniziata e, dopo l’annuncio shock di ieri, tocca al Blasco e ai suoi avvocati fornire la propria versione dei fatti sulla chiusura (o, meglio, “sciopero”) del sito satirico.
Ed è da ieri che sul sito ufficiale di Vasco sono apparsi non uno, ma ben tre post di spiegazioni su quanto accaduto tra il cantante e Nonciclopedia. Il primo, scritto dall’avvocato del cantante, è effettivamente corrispondente alle accuse che Nonciclopedia ha lanciato verso i legali del Blasco: questi, a febbraio 2010, hanno realmente mandato una mail agli amministratori del sito chiedendo la rimozione dei contenuti diffamatori, ma alla richiesta di sapere chi sono stati i ragazzi che hanno scritto gli insulti al cantautore, gli admin di Nonciclopedia hanno risposto “picche” per tutelare l’anonimato degli editor. Ed è su questo punto che premono maggiormente entrambe le parti: se da un lato i ragazzi di Nonciclopedia hanno cercato di difendere gli autori evitando che questi possano finire sotto “bersaglio” degli avvocati di Vasco, dall’altro lato gli stessi accusano gli admin di non fare satira e di “offendere e basta”, senza avere il coraggio di rivelare i nomi di chi ha diffamato il cantante.
E mentre la rete si schiera quasi tutta dalla parte di Nonciclopedia (pagine di supporto su Facebook e trend su Twitter si stanno moltiplicando a vista d’occhio), Vasco e suoi legali premono affinché la gente capisca che il sito “incriminato” non è quel ritrovo di allegri ragazzi satirici come si è sempre detto quanto, piuttosto, un luogo dove le offese e le diffamazioni minano alla reputazione di personaggi famosi e non. Insomma: la “guerra” è appena iniziata e, per il momento, entrambi i “contendenti” non hanno assolutamente intenzione di cedere il passo ai rispettivi avversari! E voi, da che parte state?

Appena uscito, The high end of low si è piazzato subito al quarto posto nelle classifiche di Billboard. ‘Solo’ 121000 copie vendute con grande disappunto di Marilyn Manson che ha deciso di chiudere ogni rapporto con la Interscope, l’etichetta di ‘mamma’ Universal Music con cui ha pubblicato i suoi dischi fino ad oggi.
Oltre a raccontare il suo ritorno di fiamma per Evan Rachel Wood, Brian Warner (questo è il suo vero nome) ha confessato in un’intervista per Metal Hammer, che dopo questa separazione non solo si sente finalmente libero dal punto di vista creativo, privo di tutte le pressioni date dal dover rendere conto a una major così influente, ma che sta già scrivendo i brani del nuovo disco.
Impegnato in una tournée negli USA che proseguirà nel Regno Unito, Marilyn Manson sta suonando per intero la tracklist dei suoi tre album più famosi: “Holywood”, “Mechanical Animals” e “Antichrist Superstar” e sta lavorando al successore di “The high end of low” on the road: durante le pause dei live. Non si placano intanto le polemiche provocate dal video di “Running To The Edge Of The World”: le immagini sono davvero ‘eccessive’, vietate ai minori e forse anche diseducative. Guardatelo sul sito (che lo stesso Warner ha voluto rinnovare) e diteci cosa ne pensate nei commenti.
E’ in radio da oggi, venerdì 4 dicembre, “Il Libro In Una Mano, La Bomba Nell’Altra” il nuovo singolo dei Negrita per promuovere la pubblicazione di “HellDorado - Limited Edition”, una nuova versione disponibile in CD + DVD.
La reissue contiene l’ultimo album in studio della band aretina, uscito nell’ottobre 2008, arricchito da bonus tracks inedite, versioni alternative e canzoni mai pubblicate su disco. Il DVD invece, è la testimonianza del concerto sold-out tenuto nel febbraio scorso al PalaSharp di Milano. Anche nel DVD, contenuti extra: i video realizzati per l’album più l’inedito video “Malavida En Buenos Aires”, singolo della versione spagnola del disco.
Una nota non troppo positiva per la band: il brano che potete ascoltare prima del post, è stato ritenuto ‘non idoneo’ da molte radio nazionali e dalla stessa MTV che, in passato, ha sempre seguito le uscite discografiche dei Negrita. Motivo? Il testo (lo trovate dopo il salto) decisamente provocatorio e critico verso la Chiesa e chi governa. Siete d’accordo con questa censura? Ditecelo nei commenti.
Continua a leggere: Negrita: "Il Libro In Una Mano, La Bomba Nell'Altra" è il nuovo singolo scandalo

Da ieri, Liebe ist für alle da, l’ultimo album dei Rammstein, non sarà più esposto nelle rivendite tedesche. Il disco, già in vendità dallo scorso ottobre, è stato preso di mira dall’ufficio federale che si occupa di esaminare i media pericolosi per i giovani e i bambini.
Petra Meier, la responsabile dell’ufficio, ha giustificato la decisione citando il singolo Pussy, che inciterebbe gli ascoltatori a praticare sesso non protetto nonostante il rischio Aids e accusando i Rammstein per titolo e testo del brano “Ich tue dir Weh” (”Ti faccio male”).
L’album quindi, non potrà più essere esposto nei luoghi frequentati da un pubblico di età inferiore ai 18 anni. Ovviamente sono inclusi i negozi in cui vengono venduti i dischi. Forma di censura preventiva o provvedimento giustificato? Diteci la vostra nel sondaggio.
La scure della censura si abbatte sugli artisti non solo in Paesi finto-democratici (vedi la Cina con gli Oasis) ma anche nella super liberale America. A farne le spese questa volta sono i GreenDay, che per le vendite del loro ultimo album dovranno fare a meno del sostegno di Wal-Mart: “21st Century Breakdown” non comparirà mai sugli scaffali della storica catena di negozi, perché ricco di parolacce ed offese nei testi quindi ritenuto non adeguato agli ’standard morali’ adottati dall’azienda.
La decisione è giunta in seguito ad un ricatto invito esplicito dei boss di Wal-Mart alla band, nel quale quest’ultima veniva “esortata” a modificare i contenuti se voleva garantita la distribuzione del disco nelle migliaia di punti vendita sparsi per la Nazione. Invito ovviamente rispedito al mittente.
Billie Joe Armstrong e compagni hanno replicato senza mezzi termini:
«Non siamo nel 1953. Non abbiamo mai censurato nessun nostro disco e non lo faremo adesso. Ci chiedono di ripulire i testi e togliere le parole che “loro” ritengono offensive? Ma chi sono questi signori? Dove vivono? E soprattutto non si rendono conto che il nostro unico peccato è stato quello di usare il linguaggio dei ragazzi americani? Se tagliassimo e pulissimo i testi perderemmo la credibilità, prima di tutto proprio con i nostri fan. È impossibile!».
Continua a leggere: GreenDay: 21st Century Breakdown censurato da Wal-Mart
In Italia sono passati solo pochi giorni fa e hanno riscosso grande successo, in Cina invece pare proprio che non potranno suonare: stiamo parlando degli Oasis dei fratelli Gallagher, che si sono visti negare l’autorizzazione ad esibirsi in territorio cinese dal
Regime Governo locale.
Il motivo? Il “solito”, di natura politica, lo stesso che ha colpito recentemente anche Bjork: l’appoggio alla causa Tibetana, che le autorità di Pechino puniscono severamente impedendo all’artista di turno di mettere piede nel Paese.
Il “tremendo affronto” nel caso specifico sarebbe la partecipazione di Noel ad un concerto pro-Tibet negli USA nel lontano 1997; la cosa è venuta a galla pochi giorni fa, quando le autorizzazioni erano state già concesse agli Oasis. Tutto era stato pianificato ed erano partite le vendite dei biglietti per 2 date, a Pechino e Shanghai.
Continua a leggere: Oasis censurati, niente concerti in Cina
Test per i lettori. Sei un blogger. I Metallica ti fanno ascoltare l’album nuovo che esce il prossimo settembre. Torni a casa e devi andare immediatamente in bagno per i prossimo 20 se non trenta minuti. Cosa fai? Scrivi una recensione dei brani sul tuo blog e poi, se va bene, ti concedi di dare libero sfogo alla tua urgenza.
E’ quello che ha fatto The Quietus, una delle vittime di questa storia.
Sei un artista di fama mondiale. Uno dei Metallica, per dire. Fai ascoltare il tuo album a dei giornalisti e blogger. Scopri che alcune cose dell’album vanno modificate dopo il loro ascolto. Innanzitutto capisci che far sentire le tracce alla stampa è stata l’idea più brutta che tu abbia mai avuto. E poi? Cancelli la memoria dei blogger e censuri le recensioni? Tu non lo faresti, loro lo hanno fatto.
Una storia di follia metal, raccontata oggi dai colleghi di Downloadblog. Visto che ci siamo, hanno lanciato qualche giorno fa il nuovo logo della band (o qualcosa di molto simile). Vi piace?