
Se fate una veloce ricerca su Google, una delle frasi più ricorrenti che troverete nelle varie recensioni di Elettra, il nuovo album di Carmen Consoli sarà: “è rimasta fedele a se stessa”. Ennesima testimonianza del fatto che la cantautrice catanese, sa come progredire nella sua carriera senza dimenticare lo stile personalissimo che è riuscita a imporre.
Proprio “Fedele a se stessa” è il titolo di un libro in uscita: un lavoro a quattro mani tra Elena Raugei (scrittrice e collaboratrice del Mucchio Selvaggio) e la Cantantessa, nel tentativo di tracciare una biografia attraverso la musica, l’immaginario dei suoi testi, le radici del background culturale, sempre molto presenti in ogni suo disco.
Un volume di 212 pagine, edito da Arcana e arricchito da un valido inserto fotografico che nessun fan della Consoli può lasciarsi sfuggire, ma utile anche a chi vuole conoscere meglio la storia di una cantautrice tra le migliori nella storia musicale degli ultimi quindici anni del nostro paese.
Dopo il salto, una divertente intervista doppia de Le Iene insieme a Samuele Bersani.
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Proprio la settimana scorsa vi abbiamo parlato di un possibile ritorno sulle scene dei Red Hot Chili Peppers dopo qualche anno di pausa, ma conoscendo i ritmi compositivi della band di Los Angeles c’è da immaginarsi che da oggi alla pubblicazione di un nuovo album passerà un bel po’ di tempo.
Per ingannare l’attesa vorrei dedicare ai Red Hot Chili Peppers e ai loro 25 anni di attività (in verità sono di più, ma il debutto uscì esattamente 25 anni fa, il 10 Agosto del 1984), questo post. “The Red Hot Chili Peppers” non era certo un album memorabile ma conteneva già le idee, seppur in forma immatura e mal prodotte da Andy Gill, che successivamente hanno fatto la fortuna della band.
Quando uscì “The Red Hot Chili Peppers”, la band proponeva musica completamente nuova: certo c’era già il post-punk influenzato dal funk dei Gang Of Four e compagnia, c’era già il funk psichedelico dei Funkadelic e c’era già il punk contaminato di Clash, Big Boys e Bad Brains, ma nessuno aveva ancora creato un trademark così forte, capace di amalgamare funk, rime vicine al rap, velocità e pazzia punk/HC e rock hendrixiano.

Oggi è un giorno triste per la musica, il re del pop è morto.
Mezzo secolo di vita dedicato quasi completamente alla musica. Michael Jackson inizia la propria carriera a soli cinque anni nelle fila dei Jackson 5 insieme ai fratelli Jackie, Jermaine, Tito e Marlon. Ma è evidente fin da subito che il più talentuoso dei five, nonostante l’età, sia proprio Michael. “I Want You Back” e “ABC” i primi successi.
Negli anni ‘70 Michael, contemporaneamente all’attività con i Jackson 5, tenta una prima carriera solista con la Motown senza raggiungere il successo che si sarebbe aspettato. La musica cambia con “Off The Wall” (1979) e con l’aiuto di Quincy Jones. “Don’t Stop ‘til You Get Enough” e “Rock with You” sono le prime hit planetarie. Passano tre anni e arriva sul mercato l’album destinato a cambiare la storia del music business: “Thriller”