La notte degli Oscar 2010 si è conclusa da poche ore e, dopo la disfatta di “Avatar”, altra sorpresa per le categorie attese da noi di Soundsblog. La statuetta per la migliore canzone originale è andata infatti a “The weary kind”, il brano presente nel film “Crazy heart” che aveva già trionfato qualche tempo fa, vincendo un Golden Globe.
Composta dal duo Ryan Bingham e T.Bone Burnett (uno abituato ai successi: la nomination per il film “Ritorno a Cold Mountain” e il Grammy per “Fratello dove sei?”), è una ballata country-folk semplice e di grande atmosfera, perfetta per il personaggio di Bad Blake, il cantante on the road con problemi legati all’alcool.
Nel video potete ascoltarla proprio dalla voce di Jeff Bridges, che si è portato a casa anche il premio come Miglior Attore Protagonista. Migliore colonna sonora invece, è stata giudicata quella di “Up”, firmata da Michael Giacchino. L’italoamericano è stato già reso famoso per la colonna sonora di altri lungometraggi di animazione come “Gli Incredibili” e “Ratatouille” con cui era stato candidato all’Oscar nel 2008. Dopo il salto, un’intervista a Giacchino con le immagini di “Up” e la lavorazione alla colonna sonora.

Sesto album in studio per Rufus Wainwright, il cantautore canadese che aveva pubblicato il suo ultimo lavoro “Release the Stars” tre anni fa, nel 2007. Dodici tracce che arriveranno nei negozi il 23 marzo in Canada, il 5 aprile nel Regno Unito (e, presumibilmente nel resto d’Europa) e il 20 aprile negli Stati Uniti.
L’ispirazione per questo nuovo “All Days Are Nights: Songs for Lulu”, arriva da due fonti ben distinte. La prima è Shakespeare. Il titolo è infatti nei due versi che chiudono il Sonetto 43 del ‘bardo di Stratford-upon-Avon’ (”All days are nights to see till I see thee…”). Dubbio invece il riferimento alla “Lulu” a cui questi brani sarebbero dedicati. Wainwright sostiene di aver pensato a Louise Brooks, famosa attrice del cinema muto, protagonista del film “Pandora’s Box”.
La seconda fonte di ispirazione è -purtroppo- il triste episodio della morte della madre, la cantante folk Kate McGarrigle, scomparsa a causa di un cancro lo scorso gennaio. Il forte legame di Rufus con la famiglia non è mai stato un mistero per nessuno: a partire dal padre Loudon Wainwright III, celebre cantautore, fino al rapporto con la sorella Martha (anche lei musicista), l’ambiente familiare ha caratterizzato scelte e carriera di Wainwright fin dagli esordi.
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La storia è inquietante. Alla fine dell’anno scorso, inizia a girare su YouTube un video molto bello. Immagini disturbanti e affascinanti, inclusi i filmati delle nascite di alcuni animali e degli strani alberi antropomorfi. Il titolo è una lunga sequenza di numeri: “Prelude 699130082.451322-5.4.21.3.1.20.9.15.14.1.12″. Il nome, un enigmatico iamamiwhoami (suona come sono chi sono (?)). Paura, eh? Andiamo avanti.
Passano alcune settimane e arriva un secondo video. Sempre con le stesse atmosfere disturbanti, sempre con un synth-pop molto ricercato a fare da colonna sonora. Fioccano le prime ipotesi, niente di sicuro. C’è addirittura chi sostiene possa essere un nuovo progetto di Trent Reznor. Nuovo video, nuova successione di numeri. ‘Stavolta è “9.20.19.13.5.723378″. Sul finale, compare una donna. Capelli biondo platino, il volto irriconoscibile. E’ lei a cantare.
Chi è? Iniziano a circolare altre ipotesi. Nessuna ottiene conferma. Qualcuno dice sia Goldfrapp, qualcun’altro addirittura pensa sia l’ennesima trovata di Lady GaGa. Macché, niente. Musicalmente siamo ancora dalle parti della migliore elettronica con venature dance. I due frammenti sembrano essere l’uno la continuazione dell’altro. Una specie di suite. Il mistero si infittisce.
Continua a leggere: Lady GaGa? Goldfrapp? Christina Aguilera? Chi è "Iamamiwhoami" ?

Sembra una di quelle storie da trasmissione televisiva pomeridiana, quelle che provano a rifilarti quando la digestione è ancora in corso. Invece è tutto vero (anche se con una buona dose di ironia e ancora da dimostrare fino in fondo). In un’intervista rilasciata a TV Sorrisi e Canzoni, il paroliere Cristiano Malgioglio, ha svelato una possibile parentela con Lady Gaga.
Malgioglio infatti ha origini palermitane e sua nonna, emigrata negli Stati Uniti negli anni 40, si chiamava Angelina Germanotta. Da qui lo ’scherzo’: i parenti ne sono convinti, lui ironizza. Anche perché i due si sono incontrati in tre diverse occasioni e ne hanno già parlato insieme, ridendoci su.
Il Malgioglio nazionale ha già ’sfruttato’ la coincidenza per proporre dei brani a Miss Germanotta: lei, per tutta risposta, ha offerto per gioco un milione di dollari in cambio del suo celeberrimo ciuffo platino. Scambio di -ironici- complimenti insomma. Da paroliere di Mina a autore per Lady GaGa? Presto per dirlo, anche se l’idea di vedere all’opera quelle che lui stesso ha definito le “Gaga Cousins” è una di quelle soddisfazioni trash a cui sarebbe divertente assistere.
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Si dice che le donne si facciano sempre attendere ma, se è per farsi ancor più belle di quanto non lo siano già, i maschietti sono ben disposti ad aspettare anche per tanto tempo.
La stessa cosa sta succedendo anche tra Tarja Turunen e i suoi fans che, da quasi un anno a questa parte, stanno aspettando con ansia What Lies Beneath, il nuovo solo album dell’ex cantante dei Nightwish. Stando a quanto riportato da Metalitalia, pare che nel nuovo album della Turunen le pelli saranno percosse dal bravissimo batterista Will Calhoun, in forze allo storico gruppo crossover/metal/funk dei Living Colour. Ma la collaborazione tra i due artisti non è roba recente: infatti Calhourn, da tempo, fa parte della band che accompagna Tarjia durante i live e, conoscendo la tecnica di cui è dotato il buon Doug Will (che ha fatto da “spalla” ad artisti del calibro di B.B.King, Mick Jagger, Jaco Pastorius, Lou Reed, Marcus Miller e molti altri ancora) siamo sicuri che sarà il drummer perfetto per la cantante finlandese.
Sperando di poter sentire presto il tanto annunciato What Lies Beneath, non possiamo far altro che attendere fiduciosi nuove notizie dalla bella (e brava) Tarja Turunen!
via | Metalitalia
Continua a leggere: Tarja Turunen - Il batterista Will Calhoun suonerà nel nuovo disco

Reduce dai fasti di Wolfgang Amadeus Phoenix, l’ultimo -ottimo- album che continua a mietere successi di critica e vendite un po’ ovunque, Thomas Mars (il cantante della band) sta per lanciarsi in una nuova impresa musicale realizzando la colonna sonora del prossimo film di Sofia Coppola.
La scelta dell’erede del mostro sacro del Cinema, non è propriamente casuale, visto che Mars è il compagno della regista nonché padre di sua figlia Romy. I Phoenix apparivano anche in un cameo durante il precedente film della Coppola, “Maria Antonietta”.
Thomas Mars non sarà l’unico ‘di famiglia’ a contribuire alla colonna sonora. Ci sarà spazio anche per i Rooney, il gruppo di Robert Schwartzman, fratello del più noto Jason e cugino di Sofia.
Mars si è già pronunciato sui ‘lavori in corso’. E’ molto minimale, più che altro si tratta di sound design. Non sto cercando di scrivere canzoni, più che altro sto creando un suono che si possa abbinare bene con una Ferrari e la città di Los Angeles. Visto il gusto confermato dalla Coppola con la scelta degli Air per “Il giardino delle Vergini Suicide” e con la strepitosa colonna sonora di “Lost in translation”, ci sono tutte le premesse per sperare in un gran bel disco. Staremo a vedere.

Mentre continua a infuriare la polemica sulla partecipazione di Morgan alla 60esima edizione del Festival di Sanremo, è stato confermato l’ottavo ospite che salirà sul palco durante la serata-evento di giovedì 18 febbraio per celebrare la leggenda del Festival negli anni.
Torna all’Ariston Carmen Consoli. La ‘Cantantessa’ ha partecipato tre volte al Festival. Debuttò tra le Nuove Proposte nel 1996 con “Amore di plastica” piazzandosi all’ottavo posto, l’anno successivo partecipò con “Confusa e felice” (che venne eliminata) e nel 2000 con “In bianco e nero” (preferita all’ultimo momento a “Parole di burro”) con cui conquistò il settimo posto.
Per me Sanremo ha segnato l’inizio di tutto. Sono passati anni ma ogni volta mi emoziono – spiega la cantante siciliana – Spero che l’emozione non mi giochi brutti scherzi. Siamo indecisi sulla canzone che farò, ma vorrei tanto proporre la canzone su mio padre - ha dichiarato la Consoli.
Continua a leggere: Sanremo 2010: è Carmen Consoli l'ottavo ospite speciale

Il titolo è ironico “Scratch my back” (Grattami la schiena). Vi avevamo anticipato l’uscita del nuovo album di Peter Gabriel già lo scorso ottobre. Un album in cui l’ex cantante dei Genesis, fondatore della Real World si cimenta nelle cover di alcuni dei maggiori successi pop e rock degli ultimi anni.
Non solo colleghi altrettanto famosi ma nomi dell’indie che ormai (almeno all’estero) sono molto più che personaggi di culto. Arcade Fire, Bon Iver e Stephin Merritt aka The Magnetic Fields. Proprio scegliendo tra la vastissima discografia di quest’ultimo, Gabriel ha scelto di realizzare la cover di “The Book Of Love”, struggente canzone d’amore che è stata la colonna sonora dell’ultimo episodio dell’ottava stagione di “Scrubs”.
Ora gli stessi artisti avranno l’opportunità di ‘ricambiare il favore’. Uscirà infatti successivamente “I’ll Scratch Yours” (titolo ironico anche qui: io gratterò la tua), una raccolta in cui i nomi scelti da Peter Gabriel si cimenteranno in altrettanti brani selezionati tra quelli scritti dal musicista britannico.
Continua a leggere: Peter Gabriel: scambio di cover con "Scratch My Back" e "I'll Scratch Yours"

In vista della sua partecipazione ai Brit Awards 2010 che si terranno il prossimo 16 febbraio alla Earls Court Arena di Londra, l’infaticabile Lady Gaga sta pensando di duettare con Susan Boyle, la cantante scozzese che continua a mietere successi ovunque.
Secondo una fonte del Sunday Daily Star, Stefani Joanne Angelina Germanotta sta infatti lavorando ad una performance spettacolare per la cerimonia degli Awards, anche perché si aspetta di ricevere ben tre riconoscimenti. Il momento più alto potrebbe essere proprio un duetto tra le due regine delle classifiche.
Lady GaGa aveva già dichiarato la sua passione per la Boyle in un’intervista concessa al Sun:
Io amo Susan Boyle. Lei è la mia donna dell’anno. Ha realizzato più lei in un anno di quanto la maggior parte degli artisti ottengono in una vita intera. Lo scorso anno, di questi tempi non la conosceva nessuno e adesso sta scalzando dalla vetta delle classifiche i maggiori artisti mondiali.
I nostri stili sono differenti. Io non so se potremmo lavorare insieme, ma mai dire mai. Sarebbe bellissimo lavorare con qualcuno che ha il suo talento.

Ormai la presenza di Povia tra i cantanti in gara alla prossima edizione di Sanremo è cosa nota. Sappiamo anche che la sua canzone avrà come tema l’eutanasia, raccontando in musica il caso di Eluana Englaro. In questi giorni però è comparso su diversi siti, il presunto testo del brano. Con il relativo fiume di polemiche, dichiarazioni e smentite da parte dei diretti interessati. Proviamo a fare il punto della situazione.
Povia annuncia il brano che presenterà al Festival della Canzone Italiana. E’ “La verità (Eluana)”. Un titolo che lascia poco spazio a interpretazioni. Un punto di vista abbastanza presuntuoso (la ‘verità’?) e quel nome tra parentesi che spiega subito quale storia verrà presa come esempio.
Quello che viene identificato come l’ex collaboratore di un noto discografico italiano, pubblica il testo della canzone (lo trovate dopo il salto). E aggiunge:
Per divergenze irrisolvibili, abbiamo cessato il nostro rapporto di lavoro. Una delle cause del nostro scontro è stato sull’opportunità (o meglio… sull’inopportunità) di affrontare il Festival di Sanremo facendo cantare a un nostro artista un brano su un tema molto delicato, e soprattutto affrontarlo con un certo tipo di testo. L’artista in questione è Povia. Mi è passato sotto mano il demo della sua canzone, l’ho conservato, mi sono appuntato il testo e ve lo riporto così com’è stato registrato.