
“All the blood lying on the floor…Arms entwined in a final pose. Narrative drawing to a close”
(Tutto il sangue rimasto sul pavimento…Le braccia intrecciate in una posa finale. La narrazione che volge al termine)
Vi avvisiamo subito: il nuovo video degli How To Destroy Angels, progetto di Trent Reznor dei Nine Inch Nails insieme alla sua compagna Mariqueen Maandig, non è adatto ai deboli di stomaco. Niente di eccessivamente estremo, ma fatevi un doveroso esame di coscienza prima di cliccare sul ‘continua’.
“The Space in Between”, oltre ad essere il titolo del brano di cui vi proponiamo il video, sarà anche quello dell’Ep di prossima uscita del duo: sei tracce che arriveranno nei negozi durante l’estate. Musicalmente siamo dalle stesse parti di “A drowning”: il precedente singolo rilasciato dalla band.
Dark pop con un tocco elettronico, voce della Maandig in primo piano e un immaginario -è il caso di dirlo- da murder ballad. Sapete tutto quello che c’è da sapere. A voi il giudizio e le immagini, dopo il salto.
Continua a leggere: How to Destroy Angels: guarda il video shock di "The Space in Between"

Vi avevamo dato la notizia proprio pochi giorni fa: dopo aver sciolto i Nine Inch Nails, Trent Reznor ha iniziato il suo nuovo progetto How To Destroy Angels (il nome dovrebbe essere ispirato al primo -storico- singolo dei Coil) insieme alla sua compagna Mariqueen Maandig, cantante dei West Indian Girl.
Poco o nulla si sapeva della direzione che la band avrebbe preso: stretto riserbo anche sul Twitter di Reznor e un brevissimo teaser con un ossessivo giro suonato su un synth Korg. A sorpresa invece, arriva questa “A drowning”, primo singolo in cui la voce della Maandig è assoluta protagonista.
Vaghi rimandi al passato dei NIN, un dark pop elettronico di grandissima classe e notevole impatto. Nel frattempo sono spuntati anche due nuovi mini-video, entrambi presumibilmente girati durante le session di registrazione dell’album che non vediamo davvero l’ora di ascoltare. Per ora, dopo il salto, trovate lo streaming di “A drowning”

Neanche io credo a quello che sto per dire: Miley Cyrus col suo nuovo singolo “Can’t Be Tamed” ci (mi) piace sempre di più…e lo si può gridare ancora più forte se si guarda questa breve anteprima del nuovo video che vi mostriamo dopo il salto.
Un pò Britney Spears, un pò Rihanna, un pò Christina Aguilera: Miley sembra essere cresciuta ed è pronta a mostrare tutto il suo sex appeal e con esso la propria maturità musicale. Se fosse una nuova artista allora potremmo dire “vabè, niente di che!” ma siccome si tratta proprio di lei, visti i suoi trascorsi sonori, allora la faccenda assume tutti altri toni che ci inducono a guardare la cantante con occhi pieni di curiosità. “Can’t Be Tamed”: una nuova era positiva?
Continua a leggere: Miley Cyrus: "Can't Be Tamed" (anteprima video)

Ecco una notizia che farà felici sia i giovani che i più “vecchietti” tra di voi: la Magna Carta ha chiamato molti artisti contemporanei e non per pubblicare un tributo ai mitici Rush, storica band hard rock/progressive canadese che tanto ha fatto sognare gli amanti della tecnica e dell’esecuzione musicale.
E, com’era logico aspettarsi, tra i tanti nomi che hanno deciso di partecipare a questo tributo spiccano alcuni degli artisti tecnicamente più dotati del mondo: Chris Pennie (fondatore dei The Dillinger Escape Plan ora in forze ai Coheed and Cambria), John Petrucci e Mike Portnoy dei Dream Theater, Sebastian Bach (ex cantante degli Skid Row) e Billy Sheehan sono solo alcuni dei musicisti coinvolti in questo mega progetto che, probabilmente, è uno dei più interessanti tributi ai Rush mai usciti fin’ora. Insomma, una grande riunione di artisti per un giusto tributo alla grandissima band canadese!
Alex Lifeson, Geddy Lee e Neil Peart saranno sicuramente felici nel vedere tanti artisti così ben assortiti cimentarsi nelle cover dei loro più grandi successi che, raccolti in questa compilation dal titolo New World Man (come la canzone del 1982 che i Rush hanno pubblicato sull’album Signals), saranno disponibili sul mercato già dal diciotto maggio.
via | Blabbermouth
Siete bravi a usare i vari programmi di audio editing e volete cimentarvi in qualcosa di nuovo e interessante? Allora Rob Zombie sta proprio cercando voi!
Il poliedrico regista/attore/musicista/cantante americano sta per dare alla luce un nuovo album (dal titolo Hellbilly Deluxe 2) e, per l’occasione, la Roadrunner Records sta collaborando con The Public Record (interessante community dove, una volta iscritti, gli utenti posso scaricare brani da remixare e uplodare sul portale stesso) per dare ai fan di Rob Zombie la possibilità di cimentarsi in qualcosa di assolutamente nuovo ed elettrizzante: realizzare un proprio remix di Mars Needs Women e Sick Bubblegum! Infatti, proprio su The Public Record, è possibile scaricare i due brani sopracitati e, se siete bravi ad usare uno dei tanti programmi di audio editing disponibili sul mercato, potete remixare da voi i brani ed “ulpodarli” sul portale che, per l’occasione, ha indetto una specie di concorso chiamato, ironicamente, “The Mix Massacre”.
I contenuti del concorso sono ancora abbastanza misteriosi (ma c’era da aspettarselo dal grande Rob Zombie) ma, sicuramente, i migliori brani saranno scelti dal cantante per far parte del nuovo album. Provare non costa quindi, amici di Soundsblog, datevi da fare!
La notte degli Oscar 2010 si è conclusa da poche ore e, dopo la disfatta di “Avatar”, altra sorpresa per le categorie attese da noi di Soundsblog. La statuetta per la migliore canzone originale è andata infatti a “The weary kind”, il brano presente nel film “Crazy heart” che aveva già trionfato qualche tempo fa, vincendo un Golden Globe.
Composta dal duo Ryan Bingham e T.Bone Burnett (uno abituato ai successi: la nomination per il film “Ritorno a Cold Mountain” e il Grammy per “Fratello dove sei?”), è una ballata country-folk semplice e di grande atmosfera, perfetta per il personaggio di Bad Blake, il cantante on the road con problemi legati all’alcool.
Nel video potete ascoltarla proprio dalla voce di Jeff Bridges, che si è portato a casa anche il premio come Miglior Attore Protagonista. Migliore colonna sonora invece, è stata giudicata quella di “Up”, firmata da Michael Giacchino. L’italoamericano è stato già reso famoso per la colonna sonora di altri lungometraggi di animazione come “Gli Incredibili” e “Ratatouille” con cui era stato candidato all’Oscar nel 2008. Dopo il salto, un’intervista a Giacchino con le immagini di “Up” e la lavorazione alla colonna sonora.

Sesto album in studio per Rufus Wainwright, il cantautore canadese che aveva pubblicato il suo ultimo lavoro “Release the Stars” tre anni fa, nel 2007. Dodici tracce che arriveranno nei negozi il 23 marzo in Canada, il 5 aprile nel Regno Unito (e, presumibilmente nel resto d’Europa) e il 20 aprile negli Stati Uniti.
L’ispirazione per questo nuovo “All Days Are Nights: Songs for Lulu”, arriva da due fonti ben distinte. La prima è Shakespeare. Il titolo è infatti nei due versi che chiudono il Sonetto 43 del ‘bardo di Stratford-upon-Avon’ (”All days are nights to see till I see thee…”). Dubbio invece il riferimento alla “Lulu” a cui questi brani sarebbero dedicati. Wainwright sostiene di aver pensato a Louise Brooks, famosa attrice del cinema muto, protagonista del film “Pandora’s Box”.
La seconda fonte di ispirazione è -purtroppo- il triste episodio della morte della madre, la cantante folk Kate McGarrigle, scomparsa a causa di un cancro lo scorso gennaio. Il forte legame di Rufus con la famiglia non è mai stato un mistero per nessuno: a partire dal padre Loudon Wainwright III, celebre cantautore, fino al rapporto con la sorella Martha (anche lei musicista), l’ambiente familiare ha caratterizzato scelte e carriera di Wainwright fin dagli esordi.
Continua a leggere: Rufus Wainwright: "All Days Are Nights: Songs for Lulu" è il nuovo album
La storia è inquietante. Alla fine dell’anno scorso, inizia a girare su YouTube un video molto bello. Immagini disturbanti e affascinanti, inclusi i filmati delle nascite di alcuni animali e degli strani alberi antropomorfi. Il titolo è una lunga sequenza di numeri: “Prelude 699130082.451322-5.4.21.3.1.20.9.15.14.1.12″. Il nome, un enigmatico iamamiwhoami (suona come sono chi sono (?)). Paura, eh? Andiamo avanti.
Passano alcune settimane e arriva un secondo video. Sempre con le stesse atmosfere disturbanti, sempre con un synth-pop molto ricercato a fare da colonna sonora. Fioccano le prime ipotesi, niente di sicuro. C’è addirittura chi sostiene possa essere un nuovo progetto di Trent Reznor. Nuovo video, nuova successione di numeri. ‘Stavolta è “9.20.19.13.5.723378″. Sul finale, compare una donna. Capelli biondo platino, il volto irriconoscibile. E’ lei a cantare.
Chi è? Iniziano a circolare altre ipotesi. Nessuna ottiene conferma. Qualcuno dice sia Goldfrapp, qualcun’altro addirittura pensa sia l’ennesima trovata di Lady GaGa. Macché, niente. Musicalmente siamo ancora dalle parti della migliore elettronica con venature dance. I due frammenti sembrano essere l’uno la continuazione dell’altro. Una specie di suite. Il mistero si infittisce.
Continua a leggere: Lady GaGa? Goldfrapp? Christina Aguilera? Chi è "Iamamiwhoami" ?

Sembra una di quelle storie da trasmissione televisiva pomeridiana, quelle che provano a rifilarti quando la digestione è ancora in corso. Invece è tutto vero (anche se con una buona dose di ironia e ancora da dimostrare fino in fondo). In un’intervista rilasciata a TV Sorrisi e Canzoni, il paroliere Cristiano Malgioglio, ha svelato una possibile parentela con Lady Gaga.
Malgioglio infatti ha origini palermitane e sua nonna, emigrata negli Stati Uniti negli anni 40, si chiamava Angelina Germanotta. Da qui lo ’scherzo’: i parenti ne sono convinti, lui ironizza. Anche perché i due si sono incontrati in tre diverse occasioni e ne hanno già parlato insieme, ridendoci su.
Il Malgioglio nazionale ha già ’sfruttato’ la coincidenza per proporre dei brani a Miss Germanotta: lei, per tutta risposta, ha offerto per gioco un milione di dollari in cambio del suo celeberrimo ciuffo platino. Scambio di -ironici- complimenti insomma. Da paroliere di Mina a autore per Lady GaGa? Presto per dirlo, anche se l’idea di vedere all’opera quelle che lui stesso ha definito le “Gaga Cousins” è una di quelle soddisfazioni trash a cui sarebbe divertente assistere.

Si dice che le donne si facciano sempre attendere ma, se è per farsi ancor più belle di quanto non lo siano già, i maschietti sono ben disposti ad aspettare anche per tanto tempo.
La stessa cosa sta succedendo anche tra Tarja Turunen e i suoi fans che, da quasi un anno a questa parte, stanno aspettando con ansia What Lies Beneath, il nuovo solo album dell’ex cantante dei Nightwish. Stando a quanto riportato da Metalitalia, pare che nel nuovo album della Turunen le pelli saranno percosse dal bravissimo batterista Will Calhoun, in forze allo storico gruppo crossover/metal/funk dei Living Colour. Ma la collaborazione tra i due artisti non è roba recente: infatti Calhourn, da tempo, fa parte della band che accompagna Tarjia durante i live e, conoscendo la tecnica di cui è dotato il buon Doug Will (che ha fatto da “spalla” ad artisti del calibro di B.B.King, Mick Jagger, Jaco Pastorius, Lou Reed, Marcus Miller e molti altri ancora) siamo sicuri che sarà il drummer perfetto per la cantante finlandese.
Sperando di poter sentire presto il tanto annunciato What Lies Beneath, non possiamo far altro che attendere fiduciosi nuove notizie dalla bella (e brava) Tarja Turunen!
via | Metalitalia