Arrivano aggiornamenti importanti sul cast del Concertone del Primo Maggio di Roma: a pochi giorni dall’evento l’organizzatore Marco Godano ha reso noti i nomi di molti nuovi artisti che calcheranno il palco di Piazza San Giovanni.
Ad affiancare i già annunciati Capossela, Consoli, Nutini, Bud Spencer Blues Explosion saranno -attenzione attenzione!- Baustelle, Samuele Bersani, Simone Cristicchi, Roy Paci & Aretuska. E ancora Edoardo Bennato, Nina Zilli, e la nuova formazione Beautiful composta dal bassista Gianni Maroccolo, Cristiano Godano dei Marlene Kuntz e dallo scozzese Howie B.
Se siete stati attenti avrete notato la mancanza di uno degli artisti della prima ora dall’elenco, ovvero Irene Grandi. Lei contrariamente a quanto si credeva non sarà della partita. Perchè? Scarsa comunicazione fra le parti, è parso di capire nel mini-caso scoppiato e già smontato. Fate il salto per saperne di più.
L’anno passato ci furono il pericolo di soppressione e la presenza di Vasco a tenere banco, vediamo se anche quest’anno il concertone del Primo Maggio offrirà pathos e line-up di grido. Si è tenuta ieri la conferenza stampa di presentazione dell’evento romano voluto dai 3 sindacati confederali, che giunge alla 21esima edizione. Il direttore Marco Godano ha ufficializzato la conduttrice, i primi artisti reclutati e il tema artistico che caratterizzerà la luuunga manifestazione.
A calcare il palco roteante di Piazza San Giovanni per introduzioni e intermezzi di rito sarà una donna, ovvero l’attrice Sabrina Impacciatore. Il tema scelto per gli interventi extra-musicali sarà Il colore delle parole, preso a prestito da una poesia di Eduardo De Filippo degli anni ‘70.
Arriviamo alla sostanza: la maratona della festa dei lavoratori potrà contare su un’orchestra sinfonica al completo (60-70 elementi) al servizio dei vari artisti, tra i quali sono già confermati i Big Carmen Consoli, Irene Grandi, Vinicio Capossela, gli emergenti Bud Spencer Blues Explosion e -tocco internazionale- Paolo Nutini. A questi se ne aggiungeranno via via altri nei prossimi giorni.

Il 2009 si sta pian piano concludendo e le più importanti uscite discografiche (escluse le millemila raccolte, live, b-sides ecc…) sono già finite sugli scaffali o nei maggiori store digitali del nostro paese.
La musica italiana, per quanto mi riguarda, quest’anno ha dato veramente tanto, regalando alcuni dischi che non sfigurerebbero neanche in un’ ipotetica lista dei migliori album del 2009 a livello internazionale. Sono quattro gli album che a mio avviso si elevano su tutto e su tutti: “Carboniferous” degli Zu, “A Sangue Freddo” dei Il Teatro Degli Orrori, “Libro Audio” dei Uochi Toki e “Dying In Time” dei Port-Royal. Quattro gruppi capaci di grandi prove anche in passato riconfermate con le uscite di quest’anno… e poi si dice che non c’è buona musica in Italia…
Dopo il salto trovate la lista di tutti gli album italiani usciti nel 2009 che reputo “almeno sufficienti”: in cima si trovano i dischi migliori, poi, scendendo, si arriva passo dopo passo fino agli album “da 6 non di più”. Sia chiaro, ovviamente non vuol dire che tutti gli album non presenti nella lista li reputo insufficienti, può essere semplicemente che non li abbia ascoltati.
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Ieri a Roma sul palco del primo Maggio si sono alternati artisti di grande rilievo e carriera, solo alcuni nomi: Marta Sui Tubi, Dente, Nomadi, Motel Connection, Afterhours con Godano e Samuel, Caparezza, PFM, Casino Royale e ovviamente Vasco Rossi.
Peccato che molte di queste esibizione abbiano avuto il sottofondo comune “olè olè olè Vasco Vasco”. Non avrebbe guastato un po’ più di rispetto verso artisti che danno alla musica almeno tanto quanto Vasco. Mi chiedo cosa avrebbero cantato se sul palco ci fosse stato Vasco Brondi (alias Le Luci Della Centrale Elettrica)…
Molti dei gruppi saliti sul palco li conoscevo già quindi in qualche modo sapevo già dove andavano a parare. Chi invece mi ha colpito molto sono stati i Bud Spencer Blues Explosion (nome stupendo), che purtroppo non conoscevo. Il duo blues-rock un po’ alla Black Keys ha letteralmente infuocato il palco per dieci minuti anche con una versione “only guitar&drums” di Hey Boy Hey Girl dei Chemical Brothers. Dopo il salto chi se li fosse persi può trovare la loro esibizione. Merita.
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