
Eccolo, finalmente. Il nuovo album di Bruce Springsteen con la sua E-Street Band uscirà il 5 marzo (tre giorni dopo l’inizio della tournée americana), sappiamo che si intitolerà “Wrecking Ball”, quella che vedete a inizio post è la copertina, mentre dopo il salto trovate il primo singolo “We take care of our own” e la tracklist completa.
“Wrecking Ball” è stato prodotto da Ron Aniello e vede insieme anche la partecipazione di Tom Morello dei Rage Against The Machine alla chitarra e di Matt Chamberlain dei Pearl Jam alla batteria. Il titolo inoltre, è lo stesso di uno dei brani spesso anticipati dal Boss durante i live, contenuto nel nuovo album.
Confermate anche le tre date italiane (il 7 giugno a Milano, il 10 a Firenze e l’11 a Trieste), non ci resta che ascoltare il nuovo singolo. Diciamo subito che non entusiasma, che sicuramente è un brano meno incisivo e potente della title-track (un anthem trascinante di quelli che solo Springsteen è capace di scrivere), che ricorda alcuni degli episodi meno introspettivi di “The River”, ma che - ne siamo certi - sarà riscattato dal resto del disco. Ascoltate e diteci la vostra.

Dopo l’annuncio delle date italiane del tour, arrivano nuove anticipazioni sulle prossime mosse di Bruce Springsteen. Intanto sappiamo che il nuovo disco sarà pubblicato il 5 marzo, tre giorni dopo l’inizio della tournée americana (e probabilmente il giorno successivo in Italia). Nessun titolo svelato, ma una notizia che farà contenti i fan.
Mercoledì 11 gennaio infatti, Clarence ‘Big Man’ Clemons avrebbe compiuto settantanni. Il compianto sassofonista della E-Street band verrà ricordato con una sorpresa (che sia un tributo?) e una serie di annunci importanti del Boss a seguire i live già organizzati in questi giorni da una serie di artisti. Noi di Soundsblog, come al solito, vi terremo aggiornati.

Bene. Le cose iniziano a scaldarsi giù nella E Street. Molti di voi avranno sentito dire che Bruce Springsteen e la E Street Band saranno in tour nel 2012. È tutto vero. Le date europee vanno dalla metà di maggio fino alla fine di luglio e saranno annunciate durante questa settimana. Le informazioni sulle date americane e quelle mondiali arriveranno a breve.
In più, vogliamo farvi sapere che il disco è quasi finito (anche se non ha un titolo), abbiamo quasi deciso la data d’uscita (ma non ancora), e siamo incredibilmente eccitati da tutto ciò che stiamo progettando per il 2012. Per ora è tutto, ma torneremo - molto - presto da voi.
Ecco il comunicato ufficiale del sito: la notizia ha iniziato a circolare domenica, quando è stato dato l’annuncio che Bruce Springsteen avrebbe presto ufficializzato una serie di date europee con la sua E Street Band. Prima l’Inghilterra, poi - finalmente - l’Italia: tre concerti, in altrettante città. Il mini-tour italiano inizia il 7 giugno allo stadio San Siro di Milano, prosegue il 10 giugno allo stadio Franchi di Firenze e termina l’11 giugno allo stadio Nereo Rocco di Trieste.
Barley Arts che organizza l’evento (rischiando ancora una volta di incorrere in multe salate, vista l’abitudine del Boss di sforare gli orari consentiti), non ha ancora svelato né i prezzi né i dettagli per le prevendite, ma arriveranno a breve. Così come a breve dovrebbero arrivare anche notizie più consistenti sul prossimo album in studio di Springsteen, previsto per il 2012 che dovrebbe essere intitolato “Arcade At Night”. Come al solito, vi terremo aggiornati.

Dei quattordici mesi che servirono per consegnare “Born To Run” alla Storia, sei furono spesi da Bruce Springsteen sulla canzone che diede poi il titolo all’album. The Boss aveva in mente un suono preciso, potente: una sorta di versione anni ‘70 del “Wall of Sound” di Spector, ma non riusciva a comunicarlo ai suoi collaboratori e ai musicisti. C’era molta, forse troppa pressione nell’aria per questo terzo capitolo discografico. La Columbia Records era sicura del successo e aveva alzato considerevolmente il budget. Dopo il promettente esordio di “Greetings From Asbury Park, N.J.” e i buoni risultati del tour di “The Wild, the Innocent, and the E Street Shuffle”, l’opinione di tutti era che Springsteen avrebbe tirato fuori dal cilindro l’album della ’svolta’.
L’intuizione era giusta, ma la tensione era eccessiva. Springsteen era nervoso e frustrato, tanto che dopo la prima parte delle sessions ai “914 Sound Studios” (registrate nelle pause del tour tra il gennaio del 1974 e l’ottobre dello stesso anno), licenziò definitivamente il producer e manager Mike Appel. Al suo posto una figura che divenne poi fondamentale per il resto della sua carriera: Jon Landau, critico musicale celebre per aver pronunciato la frase “I saw rock and roll’s future and its name is Bruce Springsteen” (Ho visto il futuro del rock and roll e il suo nome è Bruce Springsteen). Landau entrò in studio durante la seconda parte delle session, quelle registrate al “The Record Plant”, dove il disco fu completato e missato.
“Born To Run” fu una vera e propria esplosione. Si piazzò in Top 10 già alla seconda settimana e si aggiudicò nel tempo un Disco d’Oro e ben sei Dischi di Platino arrivando a vendere sei milioni di copie. Tutto sicuramente anche grazie alla imponente campagna promozionale, costata alla Columbia 250000 dollari, ma soprattutto al valore di un’opera che riuscì a condensare in otto brani incredibili l’immagine di un’America dura, provinciale e piena di contraddizioni, con quella più consapevole, in fuga dall’American Dream.
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[Immagine via | Retrokimmer.com]
E’ morto nella notte italiana in un ospedale della Florida Clarence Clemons, formidabile sassofonista e pilastro della celebre E Street Band. Big Man (questo da sempre l’affettuoso soprannome dato al musicista da amici e fans, in virtù della sua mole) era ricoverato da circa una settimana, in seguito ad ictus che lo aveva colpito nella sua casa. Aveva 69 anni e lascia la moglie Victoria (più 4 ex), quattro figli e…milioni di ammiratori -famosi e non- in tutto il mondo.
Portali musicali, forum e social networks si stanno velocemente riempiendo di messaggi di cordoglio per la scomparsa del musicista, primo tra tutti il commosso ricordo del Boss. Cliccate qui per leggere il suo messaggio personale su BruceSpringsteen.net
Nel corso della quarantennale carriera Clemons ha suonato nei dischi e sui palchi delle più grandi icone rock e blues, dal già citato Springsteen a Ringo Starr ad Aretha Franklin fino al ‘nostro’ Zucchero. Solo un paio di giorni addietro lo abbiamo visto in video per l’ultima volta, nella premiere della clip di The Edge of Glory di Lady GaGa. Riposa in pace, Big Man.
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La notizia non è confermata, ma sta già facendo impazzire le legioni di fan del Boss. Prima del nuovo lavoro con la sua E Street Band, potrebbe uscire un disco solista di Bruce Springsteen, il primo da “We Shall Overcome: The Seeger Sessions” del 2006. Gli indizi disseminati in giro sono molti, vediamo quali.
Innanzi tutto due tweet scritti recentemente da Matt Chamberlain: più che un batterista, una vera e propria istituzione. Il session-man (impossibile citare tutti gli artisti con cui ha collaborato, fino alla ‘nostra’ Elisa), ha prima scritto sul suo account: “When the Boss calls you got to go!” e poi qualche giorno fa “Today i’m heading out to NJ to record with that guy from there, so excited”. A questo punto, fate uno più uno: un certo ‘Boss’ (con la maiuscola), ovvero l’appellativo di sempre di Springsteen che - come tutti sanno - vive nel New Jersey (NJ).
Certo le frasi possono prestarsi a varie interpretazioni, ma è arrivata una sorta di ‘conferma’ da Steven Van Zandt ovvero Little Steven della E Street Band, ai microfoni della WMGK radio di Filadelfia:
Conoscete Bruce, ha sempre un album in tasca, sta sempre scrivendo qualcosa. Non posso darla come notizia certa, ma mi aspetto che tiri fuori qualcosa di più personale, prima di tornare insieme a noi. Proprio perché è ancora così prolifico, dopo tutti questi anni. E’ un cantautore straordinario, scrive in continuazione. Visto quanto tempo è passato, immagino che abbia un sacco di brani ancora in attesa di essere pubblicati…
Insomma, le ‘voci’ sembrano qualcosa di più della fantasia di un fan. Doppio album in vista? E - Chamberlain a parte - con quale formazione uscirebbe il fantomatico lavoro solista? Aspettiamo trepidanti, guardandoci un estratto dallo splendido documentario “The Promise - The Making of Darkness on the Edge of Town“
La leggenda del rock Bruce Springsteen, nel corso dellla 35esima edizione del Toronto International Film Festival, ha raccontato della realizzazione di un album determinante, “Darkness on the Edge of Town”, descrivendolo come un passaggio verso l’età adulta di un musicista di provincia.
Intervistato dall’attore Edward Norton, Springsteen parla di quel disco su cui ha lavorato, ventiquattro ore su ventiquattro per cercare la perfezione, con uno sforzo fisico e mentale non indifferente. Il lavoro pubblicato nel 1978, quarto album dell’artista, ha segnato una svolta.
Springsteen era a Toronto per celebrare la presentazione del documentario (non un film-concerto) di “The Promise: The Making of Darkness on the Edge of Town” di Thom Zimny, in cui si narra della scrittura e delle registrazioni prima della pubblicazione dell’album, che andrà in onda sul canale via cavo HBO il prossimo 7 ottobre. Sarà anche parte di un cofanetto deluxe (composto da 3 Cd e 3 Dvd) in vendita dal 16 novembre che commemoreranno l’album e comprenderanno più di sei ore di film e oltre due ore di audio. Sarà in vendita anche il solo album nella nuova edizione la cui uscita è prevista nello stesso periodo.
Nel 1978, in una estenuante rincorsa alla pubblicazione del disco, Springsteen scrisse 70 canzoni, dalle quali ha pubblicato il meglio. “Ho utilizzato le 10 canzoni più difficili che avevo”, ha detto Springsteen sul palco nel corso dell’intervista realizzata da Norton davanti a una platea di fan che pendeva dalle sue labbra.

Disco monumentale, “Darkness On The Edge Of Town”. Capitolo datato 1978 della carriera di Bruce Springsteen, è forse uno dei suoi album migliori (per chi scrive, ‘il’ migliore): sicuramente uno dei più intensi e importanti. Il Boss arrivava dai fasti di “Born To Run” e ritrovare l’ispirazione per brani così intimi e amari, lo consacrò come un autore di grande talento e maturità.
Springsteen e Little Steven Van Zandt sono al lavoro su una riedizione che è attesa per il prossimo dicembre. Durante un’intervista, proprio Van Zandt ha rivelato che la nuova versione ‘deluxe’ conterrà dieci inediti, forse anche qualche traccia in più. Visto che le demo sono molto scarne, potrebbero essere sovraincise delle parti vocali (un po’ come hanno fatto i Rolling Stones per la re-issue di “Exile on Main Street”).
“Non sono sicuro di quante versioni alternative finiranno sul disco. Magari completeremo un paio di testi o una o due armonie, ma le manterremo quasi completamente intatte”, ha confermato Little Steven. Scelta azzardata, visto quanto i fan del Boss sanno essere dei veri puristi. Aspettiamo con ansia il risultato. Intanto, dopo il salto trovate il video di “Badlands” con le immagini del tour che seguì la pubblicazione dell’album.
Il concerto straordinario di Bruce Springsteen & The E Street Band registrato a Londra il 28 giugno 2009 esce in doppio dvd e blu-ray il 29 giugno prossimo su etichetta Columbia Records.
Si tratta di un viaggio “epico” (come lo ha definito il London Times) ed entusiasmante di tre ore attraverso l’America di Springsteen, un meraviglioso film-concerto di 172 minuti contenente 27 brani live di Springsteen.
L’Independent ha recensito il concerto in maniera più che positiva:
“Ha stregato un pubblico di ben 50.000 spettatori…Fradicio già al secondo pezzo, lancia le chitarre ai roadie col vigore di un frontman di un terzo della sua età e cammina per la passerella verso i suoi fan per raccogliere le loro richieste: l’intensità di Springsteen è stata sorprendente dalle prime, potenti note cantate fino all’ultimo accordo pestato”.
Non resta che attendere e godersi questo pezzo di storia della musica con The Boss come protagonista. Dopo il salto trovate la scaletta delle canzoni del dvd. Come contenuti speciali ci sono le immagini di “The River” a Glastonbury il 27 giugno e il video di “Wrecking Ball” in versione integrale, girato al Giants Stadium del New Jersey.
Ultimamente “Don’t Stop Believin’” si sta facendo riascoltare, ottenendo molto successo, grazie a quelli di Glee.
In questa occasione a riproporci il brano sono Lady Gaga, Sting, Debbie Harry, Elton John, Dame Shirley Bassey e Bruce Springsteen. Vi proponiamo il video (amatoriale) dell’esibizione qui in alto.
Il rumore di sottofondo non permette di apprezzare al meglio le voci degli artisti coinvolti nella performance ma ad ogni modo si riesce a capire abbastanza. Date uno sguardo alla clip e diteci se vi è piaciuto questo sestetto d’eccezione. Da notare l’ennesimo outfit strambo di Germanotta.