
Quando qualche giorno fa vi abbiamo parlato del suo nuovo progetto Rocketjuice and The Moon, ci siamo chiesti anche che fine avesse fatto il ‘tassello mancante’ alla lista dell’iperattivo Damon Albarn, ovvero il nuovo disco dei Blur.
La rassicurazione arriva dalle pagine di NME, a cui Albarn ha dichiarato non solo che la band mantiene un feeling incredibile quando suona insieme, ma che avevano scritto un brano inedito qualche mese fa insieme al poeta Michael Horovitz. Purtroppo però, hanno deciso di non pubblicarlo.
Motivo? Era stato registrato per protestare contro la minacciata chiusura del Notting Hill Carnival (una vera e propria istituzione per i londinesi), ma “Se avessero cancellato il carnevale - e grazie a Dio non lo hanno fatto - forse lo avremmo fatto uscire. Il momento è passato: la canzone era perfetta per ripristinare la festa. E’ stata utile per dodici ore”, spiega lui stesso. L’avventura dei Blur continua (la band sta pensando di fissare qualche data nel 2012), anche se Damon ammette di faticare a trovare il tempo per lavorare a un intero disco mentre si occupa di tutti gli altri progetti. Speriamo gli riesca.

Completato “Kinshasa One Two“, nuovo capitolo del suo - ennesimo - progetto musicale DRC Music e probabilmente ispirato da “Dr. Dee: An English Opera”, realizzato per la passata edizione del Manchester International Festival, Damon Albarn sembra sia intenzionato a riscrivere in versione musical uno dei capolavori firmati dai Blur. L’album è “The Great Escape” e Albarn ha così spiegato le motivazioni in un’intervista a Bang Showbiz:
Abbiamo composto quel disco mentre suonavamo in giro “Parklife”, in piena esplosione del Britpop. Eravamo in studio e ogni giorno andavo lì e scrivevo di quello che leggevo sui giornali. Il risultato è stata una vera e propria fotografia di quei tempi. Forse all’epoca c’era troppa malizia in quel punto di vista, perché era il risultato di uno sguardo molto ravvicinato. Ma ora con la giusta distanza, potrebbe essere una buona idea metterlo in scena.
Insomma: le premesse sembrano esserci tutte. Intanto la tournée del suo “Dr. Dree” riprenderà il prossimo anno, non prima di “averci lavorato un po’ di più, con qualche messa a punto qui e lì”. Il solito, infaticabile Damon. A proposito… che fine ha fatto il nuovo disco dei Blur?

Nuove voci su una possibile reunion dei Blur nel 2011 vengono dal batterista Dave Rowntree, che ha ammesso di tenere stretti contatti con i suoi ex-non-ex-compagni di band per progetti imminenti.
«Con gli altri membri dei Blur siamo in contatto, ma non abbiamo progetti concreti, non abbiamo formalizzato nulla e non stiamo facendo nulla»
Ha poi smentito le voci della partecipazione ai prossimi festival estivi:
«Per partecipare ad un festival estivo bisognerebbe prima aver fatto uscire un disco…»
Eppure nelle scorse settimane ci sono state numerose indiscrezioni riguardo una presunta attività della band in studio. Che queste dichiarazioni siano studiate ad hoc per depistare i giornalisti?

L’abbiamo conosciuta con “Nine Million Bicycles” il brano contenuto nel suo secondo album “Piece by Piece” che l’ha resa famosa in tutto mondo con decine di milioni di dischi venduti. Esce in questi giorni “The House” il quarto lavoro di Katie Melua che cambia le carte in tavola avvalendosi -tra gli altri- di due collaboratori d’eccezione: William Orbit e Guy Chambers.
Il primo è praticamente una leggenda vivente della discografia. “Ray of Light” di Madonna è opera sua, così come “13″ dei Blur oltre a brani delle All Saints e di Pink. Il secondo è il deus ex machina di Robbie Williams. Due produttori indispensabili per questo nuovo lavoro della Melua che unisce alle sue solite ballate, una serie di tracce in cui le sonorità si rinnovano e creano un mix molto più ‘ruvido’ e interessante.
L’intero disco sarà in streaming integrale per una settimana sul sito di DeeJay. Approfittatene per farvene un’idea seguendo questo link. Dopo il salto trovate il video di una versione live di “The Flood”, il primo singolo tratto dall’album e quello della sua prima hit “Nine Million Bicycles”.
Nonostante il gravoso impegno professionale ed artistico preso con i Gorillaz, il vulcanico Damon Albarn si è detto convinto, ai microfoni di NME, che in futuro ci saranno nuove occasioni per dare agli appassionati dei Blur del nuovo materiale da ascoltare, come d’altronde è successo di recente con la pubblicazione del singolo “Fool’s Day”:
“Ma certo che con i Blur continuerò a creare nuove canzoni in futuro! Però non voglio in alcun modo alimentare le voci che mi vedono al lavoro su un nuovo album in studio: non è possibile, non ne ho il tempo e adoro troppo la mancanza di pressione che invece avrei se dovessi preoccuparmi a stare tutto il tempo a comporre le tracce per fare un CD. Quindi niente album, ma solo singoli.”
Ad una simile conclusione (seppure con motivazioni completamente opposte a quelle di Damon) è arrivata recentemente anche Janet Jackson.

I Blur hanno finalmente pubblicato il loro singolo Fool’s Day, primo inedito dopo ben 7 anni di inattività. La canzone è stata diffusa in occasione del Record Store Day, giornata mondiale dedicata alla celebrazione dell’arte musicale e alla tutela dei negozi “vecchio stile”, quando “Internet” era ancora una parola sconosciuta.
Il vinile di Fool’s Day è stato stampato in sole 1000 copie, che sono andate tutte esaurite in pochissimi minuti (forse secondi). Ascoltando la canzone un paio di volte si capisce facilmente che parla di una giornata qualunque nella vita di Damon Albarn.
Potete ascoltare Fool’s Day subito dopo la pausa. Non esitate a dirci nei commenti cosa ne pensate!
Continua a leggere: Blur: pubblicato il nuovo singolo "Fool's Day", primo inedito dopo 7 anni

In fondo gli si è voluto bene anche per questo. Per quella rivalità con i Blur che -a quanto pare- non smette di esserci neanche dopo lo scioglimento. L’ultima (?) occasione è l’uscita di un documentario sulla storia della band, per cui è stato ingaggiato lo stesso staff che ha lavorato a quello dei…indovinato: dei Blur.
La Pulse Films, che ha prodotto lo -splendido- No Distance Left to Run è infatti all’opera su un film documentario che racconterà gli Oasis dalla prospettiva dei fan. Proprio per questo, hanno invitato tutti i seguaci del gruppo a inviare una mail a questo indirizzo oasis@pulsefilms.co.uk per raccontare in breve un episodio legato alla band di Manchester che li abbia segnati personalmente.
Intanto è in arrivo “Time Flies”, la raccolta di singoli di cui vi abbiamo già parlato. La novità è che pare esserci una traccia nascosta all’interno del secondo cd. L’album doveva chiudersi con “Falling down”, singolo da “Standing On The Shoulder Of Giants” cantato da Noel. Invece le copie promo del doppio album sembra contengano anche “Sunday Morning Call”. Un brano malinconico e perfetto come finale. Il video della canzone è dopo il salto.
Continua a leggere: Oasis: il documentario come i Blur e la traccia segreta della raccolta 'postuma'
Nessuno ci credeva ma, dopo averli visti nel video delle prove prima dei due memorabili concerti londinesi, qualche speranza si era accesa. Non è una reunion vera e propria (anche se…mai dire mai), eppure la notizia che sta facendo il giro della rete ha già elettrizzato i fan e non solo.
I Blur stanno per pubblicare il loro primo singolo dal lontano 2003, a sette anni da “Good Song”, l’ultimo brano uscito a nome della band. L’occasione è il Record Store Day, la giornata del disco che celebra e promuove la musica indipendente e i piccoli negozi.
Tiratura limitata a mille copie per un 7” in vinile che è -ancora- senza un titolo. Non è dato di sapere se verrà messa in vendita una versione digitale, ma pare che sarà possibile accaparrarsi una copia attraverso un concorso promosso proprio dai Blur.
Continua a leggere: Blur: un nuovo singolo in arrivo per il "Record Store Day"

Oltre alla classifica ufficiale, quella svelata ogni domenica sera, il Regno Unito ha anche la sua ‘midweek chart’ la quale indica gli album più venduti a metà settimana.
E volete sapere a chi va il merito di aver conquistato la vetta in quella che è la prima ‘midweek chart’ ufficiale della storia? “Plastic Beach” dei Gorillaz. La famosa band “cartoon”ata riesce a raggiungere un altro record che forse, quasi sicuramente, avrà le sue ripercussione positive anche per quello che concerne la chart ufficiale settimanale che conosceremo proprio questa sera.
Altro che “ultima spiaggia”: la band creata da Damon Albarn dei Blur continua a vivere sulla propria isola felice destinata, molto probabilmente, a non estinguersi mai. Adesso spunta anche un tour (come faranno i quattro personaggi ad esibirsi on stage?) al quale parteciperanno, così dicono i rumours, alcuni membri degli ex Clash. Che storia!

Ormai sono noti con l’indicativo nome di “Shockwaves NME Awards” (shockwave significa “onda d’urto”), proprio per chiarire la forza e l’impatto delle nuove band scoperte da quella che è, probabilmente, la più prestigiosa rivista musicale britannica.
Il New Musical Express è da anni il ‘termometro’ e la guida delle nuove tendenze: idolatra gruppi rendendoli famosi nell’arco di una recensione e li getta nel dimenticatoio altrettanto velocemente. Nel bene e nel male, quello che hanno sempre fatto molte riviste musicali e che oggi è abitudine diffusa su tutti i mezzi di comunicazione.
Anche in virtù di questo prestigio, le nomination degli NME Awards sono indicativi e illuminanti per fare il punto della situazione. Proprio nell’anno di un fenomeno come la Boyle, la redazione ha praticamente quasi ‘bocciato’ le figure femminili. Tanto che gli Arctic Monkeys sono presenti in ben sei categorie, i Kasabian in cinque, i Muse in quattro e gli Oasis -nonostante il gruppo si sia sciolto- in tre.