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Blondie: arriva il nuovo album "Panic Of Girls". Ascolta in streaming il primo singolo "Mother"

pubblicato da intweetion

Blondie: arriva il nuovo album "Panic Of Girls"

Arriva finalmente il seguito di “The Curse Of Blondie”, l’album pubblicato dai Blondie nel 2003. Il “finalmente” è d’obbligo per due ragioni: la prima è la curiosità di scoprire cosa ci riservano il talento e il carisma di Deborah Harry dopo trentacinque anni di carriera, la seconda è la data rinviata di un anno (il disco era pronto già nel 2010, dopo due anni di lavoro in studio) a causa di dissapori con l’etichetta, tanto da costringere la band a pubblicare il nuovo capitolo autonomamente.

L’uscita è prevista per il prossimo 4 giugno, conterrà undici brani (trovate la tracklist dopo il salto) e sono previste due versioni. Quella standard e quella deluxe (chiamata “Fan Pack” che uscirà il primo di giugno in alcune catene di ipermercati) contenente due bonus-tracks, sei spillette, quattro cartoline con foto inedite, un poster gigante e una rivista di 132 pagine con foto e racconti anche dal making-of del nuovo album.

Dopo il salto, oltre alla scaletta completa, trovate anche il singolo “Mother” e un video trailer dell’intero album. Su Amazon è disponibile la preview di tutti i brani mentre a questo indirizzo trovate la pagina Facebook di “Panic of Girls”.

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Alicia Keys: la cover di "Rapture" dei Blondie in "Sex and the City 2"

pubblicato da Francesca Camerino

Alicia Keys: la cover di "Rapture" dei Blondie in "Sex and the City 2"

Ricordate “Rapture” il singolo della band new wave Blondie? Venne prodotta nel 1981 e fu una delle hit di quell’anno. Il brano é un mix di new wave, pop, funk, jazz e rap. Eccolo riapparire in rete nell’interpretazione di Alicia Keys, e sarà uno dei brani colonna sonora del film “Sex and the City 2″. La colonna sonora della pellicola sarà in vendita dal 25 maggio. Il brano interpretato da Alicia viene mantenuto come l’originale dei Blondie (che potete ascoltare da qui) senza aggiungere nulla di personale o di caratteristico proprio dello stile della Keys.

E poi Debbie Harry dei Blondie oggi cantante solista, é unica. Una cover in duetto con Debbie poteva essere un’idea. Voi che ne pensate? Ascoltate “Rapture” nella versione di Alicia Keys dopo il salto.

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Sabrina Salerno e Samantha Fox ci provano con la cover di “Call Me”

pubblicato da tommyromi

Le due icone sexy della pop/dance anni ‘80 hanno unito le loro forze per cercare di ritornare in auge dopo il lungo periodo di oblio: ed è così che Sabrina Salerno e Samantha Fox si preparano ad invadere il mercato discografico con la nuova cover di “Call Me” dei Blondie.

Ecco quanto avrebbe dichiarato la nostra Sabrina:

“I giornali hanno sempre cercato una rivalità tra noi due, ma fu tutta una grande montatura. Decidemmo, d’accordo, che avremmo continuato a fingerci nemiche: quella pubblicità faceva comodo a tutte e due. Fu molto divertente ma erano anni che pensavamo di fare qualcosa insieme.”.

Adesso i commenti sul versante trash che la loro musica potrebbe proporre si sprecheranno: eppure va ammirato il coraggio di queste due artiste. Non tutti sarebbero in grado di ri-indossare “i vestitini succinti” alla loro “veneranda” età (vedi la foto promozionale in alto riportata): ovviamente ciò ha lo scopo di far tornare alla memoria il loro alto potenziale “sensuale”, elemento principale su cui giocavano le loro carriere. Ridicolo o no, va premiata la loro voglia di rimettersi in gioco e tutto questo in nome della musica.

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Muse: con "The Resistance" non avranno esagerato?

pubblicato da Riccardo "Zago" Zagaglia

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Presentazione: Ecco “The Resistance”, l’atteso quanto ambizioso quinto album dei Muse, una delle band più importanti dei nostri giorni.

Giudizio complessivo: Si parte con “Uprising” di cui si è già detto tutto (comprese le somiglianze con “Call Me“/”Doctor Who“/”Strict Machine“), poi si passa alla title-track che ha un’intro di piano che non avrebbe sfigurato in qualche pezzo eurodance anni ‘90 e un ritornello immediato (quanto banale), per arrivare alla successiva “Undisclosed Desires”, dove pare di sentire il Timbaland di turno in collaborazione con i Depeche Mode. Bastano queste prime tre canzoni per capire che siamo di fronte ad un ulteriore cambiamento sonoro (evoluzione?) dei Muse, il che è sulla carta è apprezzabile, ma il fatto che un talento chitarristico come quello che ha Matt venga totalmente messo in secondo piano, fa un po’ storcere il naso.

La palla passa poi attraverso i Queen e il Bolero di Ravel (e qui siamo veramente ai limiti del kitsch) di “United States of Eurasia” (in cui c’è spazio anche per il Notturno di Chopin nella coda) e prosegue nelle paludi AOR di “Guiding Light” (dalla melodia quasi natalizia…). “Unnatural Selection” non lascia nessun segno (è un po’ una somma di quel che i Muse hanno fatto fino ad oggi e c’è aria di già sentito) mentre “MK Ultra” ha un nervosismo di fondo che non è affatto male, peccato per un ritornello completamente insignificante. “I Belong to You” anche se abbastanza particolare, scivola via senza impressionare, aprendo il sipario al trittico/suite finale “Exogenesis” (Overture, Cross Pollination e Redemption) dove i Muse dimostrano davvero di essere un grande gruppo.

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