
Le voci su una probabile reunion dei Black Sabbath vanno e vengono di continuo, ma stavolta tutti gli interessati rizzano veramente le orecchie poiché a parlare è sua maestà il “Principe delle Tenebre” in persona, ovverosia Ozzy Osbourne.
E non si parla di una semplice rimpatriata per uno o più concerti, ma di una vera e propria reunion con tanto di nuovo album da studio. Così ha spiegato Ozzy:
«Ci sono grosse possibilità che la band torni insieme. Tutto è ancora nella fase iniziale, non abbiamo ancora registrato nulla. Se vedremo che la cosa funzionerà bene andremo avanti, altrimenti tornerò a fare le mie cose»
Speriamo solo che la band abbia ancora qualcosa di concreto da dire e non sia la solita, squallida operazione per raschiare altri dollaroni dal fondo del barile.
Il gruppo hardcore punk canadese Cancer Bats ha deciso di fare qualcosa di molto particolare in occasione del Sonisphere Festival 2011: invece di suonare i propri brani, la band ha dedicato l’intera esibizione ai Black Sabbath con ben sei cover, e ribattezzando il segmento “Bat Sabbath”.
I brani sono Sweet Leaf, Paranoid, Supernaut, N.I.B., War Pigs e Iron Man. Il gesto deve essere stato davvero molto sentito, visto che i Cancer Bats hanno di fatto rinunciato a promuovere le proprie canzoni per rendere omaggio alla leggendaria band di Ozzy Osbourne e Tony Iommi.
Guarda i rimanenti cinque video dopo la pausa.
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I colleghi del prestigioso settimanale britannico New Musical Express (NME) hanno deciso di omaggiare l’immenso Ronnie James Dio, che ci ha lasciato qualche giorno fa a causa di un cancro allo stomaco, realizzando in sua memoria una sorta di “fotostoria” del gesto delle “corna diaboliche”, da lui inventato decenni or sono.
Come potrete osservare subito dopo la pausa nella galleria correlata, l’iconico e potentissimo gesto heavy metal delle “Devil’s Horns”, anche grazie alla sfolgorante carriera di Ronnie con i Black Sabbath, con i Rainbow e con gli Heaven & Hell, è riuscito a superare con estrema facilità i confini dell’hard rock adattandosi a contesti (musicali e non) completamente diversi da quello originario.
Ronnie James Dio “Devil’s Horns”
Continua a leggere: NME: la fotostoria del gesto delle "corna diaboliche" di Ronnie James Dio
Anche Lars Ulrich, batterista storico dei Metallica, si unisce al cordoglio dei famigliari e dei milioni di fans che piangono la morte di Ronnie James Dio diffondendo per l’occasione, sulle pagine di Metallica.com, una lettera aperta in memoria del leggendario cantante statunitense heavy metal:
“Caro Ronnie, grazie a te ho avuto la forza ed il coraggio di salire su un palco per la prima volta. Ricordo come se fosse successo ieri il pellegrinaggio che ho compiuto nel 1976 fin sotto il Plaza Hotel di New York per vedere se riuscivo ad avere una tua foto, un tuo autografo, qualsiasi cosa che potesse in qualche modo avere a che fare con te, che eri e sei ancora il mio idolo: poche ore dopo ti sei affacciato, hai dispensato autografi a destra e a manca, ti sei persino fermato a scambiare quattro battute con noi fans… credimi, in quel momento ero in cima al mondo, ispirato e pronto a tutto. E quando abbiamo avuto finalmente l’occasione di suonare assieme in Austria nel 2007, mi hai letteralmente riportato indietro nel tempo a quando ero solo un moccioso che, 31 anni prima, traeva ispirazione da te.”
E noi, ovviamente, non possiamo che condividere il sentimento di eterna gratitudine verso Ronnie James Dio espresso con queste parole da Lars.
Continua a leggere: Lars Ulrich (Metallica): lettera aperta in memoria di Ronnie James Dio

Oggi è un giorno tristissimo per tutti i fan dell’Heavy Metal che, dopo aver riposto i fazzoletti per la perdita prematura di Peter Steele dei Type O Negative, ora dovranno piangere anche la morte di una vera e propria leggenda: Ronnie James Dio.
L’ex cantante di band culto come Black Sabbath, Rainbow ed Heaven & Hell non ce l’ha fatta e, dopo aver lottato con tutte le sue forze contro il cancro allo stomaco che gli è stato diagnosticato lo scorso novembre (e di cui il nostro David vi ha dato notizia), Ronnie si è spento serenamente all’età di sessantotto anni. A confermare le voci che circolavano già da ieri pomeriggio è stata Wendy Dio, manager e moglie di Ronnie che, affidandosi ad un comunicato mandato online da Blabbermouth, ha chiesto ai fans qualche giorno di pace per poter “assorbire” il lutto, specificando che il marito ha sempre amato tutti i suoi ammiratori e che i messaggi di cordoglio giunti fino ad ora sono stati molto apprezzati dalla famiglia.
Ovviamente tutto il mondo del metal è in subbuglio e, nonostante la conferma della morte di Ronnie sia avvenuta solo da poche ore, moltissimi musicisti famosi stanno rilasciando una valanga di dichiarazioni a riguardo mentre i fans, tramite Facebook, esprimono alla famiglia il loro cordoglio commentando, in massa, il post scritto da Wendy stessa sulla pagina ufficiale del cantante.
via | Blabbermouth

Una collaborazione tra giganti. Da un lato i Metallica, gli eroi del thrash metal, dall’altro i Black Sabbath: una delle band che il metal lo ha praticamente inventato (o comunque pesantemente influenzato). Le due band stanno per pubblicare uno split: un disco con versioni inedite di alcuni loro rispettivi brani.
Non è un vero e proprio ‘passaggio di consegne’ ma poco ci manca. Nessuno dei due gruppi ha mai fatto mistero del rispetto e della stima per l’altro. Anzi. Quale migliore occasione per celebrarsi a vicenda del Record Store Day: la giornata del disco in cui arrivano spesso nei negozi album a tiratura limitata e edizioni speciali?
Il 12 pollici in vinile sarà infatti pubblicato in sole 1000 copie e distribuito sugli scaffali di alcuni, selezionatissimi punti vendita. Si sa che uscirà il prossimo 17 aprile, mentre c’è ancora un po’ di -comprensibile- riserbo sulla tracklist completa. Sicuro il remix ad opera degli UNKLE di “Frantic” dei Metallica. Così come una loro cover di “Paranoid” dei progenitori Black Sabbath.
Continua a leggere: Metallica e Black Sabbath: insieme in un nuovo singolo

Ozzy Osbourne sarà ritratto in un film tratto dala fortunatissima ‘autobiografia I am Ozzy, uscita in tutte le librerie da poco più di un mese ma già molto forte nelle vendite. A rivelarlo è Sharon Osbourne, moglie del cantante, secondo cui sarebbero già arrivate sostanziose offerte per la trasposizione cinematografica.
Nei mesi scorsi lo stesso Osbourne aveva espresso il desiderio di vedere l’autobiografia trasformata in pellicola, con Johnny Depp ad interpretare il suo personaggio. La moglie Sharon ha invece indicato l’attrice inglese Carey Mulligan come la più indicata per vestire i suoi panni.
Il “Principe delle Tenebre” continua dunque a suscitare un enorme interesse anche dopo quasi 40 anni dal suo debutto. Dopotutto parliamo di una delle figure musicalmente più influenti della musica moderna, sia per quanto riguarda la carriera con i Black Sabbath che quella solista.

“I Bad Brains sono la più grande live band di sempre” - Dave Grohl
Afroamericani che fanno punk? Immaginatevi la bianchissima scena di Washington D.C. tra il finire degli anni ‘70 e i primi anni ‘80. Immaginatevi un gruppo che arriva dalla jazz-fusion e dal progressive, musicisti tecnicamente preparatissimi che si innamorano dei Black Sabbath e dei Ramones e decidono di cambiare radicalmente genere musicale.
C’è già abbastanza materiale biografico per rendere una band ‘di culto’. Eppure non è tutto. Immaginatevi un gruppo che viene bandito da molti locali della sua città natale -Washington, appunto- e si trova costretta a trasferirsi a New York, in una specie di apartheid musicale (ci scriveranno anche un brano, intitolato “Banned in D.C.”). Ora immaginateveli rastafariani. Sembra un rilancio all’ultima assurdità. Invece sono i Bad Brains: una delle band punk-hardcore più importanti, influenti e talentuose che abbiano mai calcato i palcoscenici.
Due dischi fondamentali per conoscerli. Due dischi che hanno influenzato tantissimi artisti che non mancano di citarli. “I against I”, innanzi tutto. Connubio praticamente perfetto tra punk e hardcore melodico. E “Rock For Light”: un monumento al reggae incrociato con il punk (e prodotto da un insospettabile Ric Ocasek dei Cars!). Un disco incredibile, anche riascoltato a distanza di anni: potente e innovativo, senza il quale molta della musica attuale non sarebbe neanche lontanamente immaginabile.
Dopo aver confessato ai tabloid britannici di sentirsi moralmente in dovere di fare frequentemente visita ai veterani di guerra per ringraziarli del sacrificio compiuto per la salvaguardia della patria, il Principe delle Tenebre sorprende di nuovo i suoi accoliti annunciando ufficialmente di voler indire una democratica votazione per decidere, assieme a loro, il titolo del nuovo album:
“Voglio farvi una sorpresa inaspettata. Questa volta, prima ancora di decidere per conto mio quale sarà il titolo del prossimo album che sfornerò, ho deciso di mettere sul mio sito internet una lista di potenziali titoli, da cui poi voi potrete finalmente sceglierne il migliore.”
Preso atto della “svolta democratica” del Padrino dell’Heavy Metal, ricordiamo a tutto i fedeli che il prossimo album di Ozzy Osbourne verrà commercializzato nel mese di luglio.
Continua a leggere: Ozzy Osbourne mette ai voti il titolo del nuovo album
A dispetto di un’esistenza vissuta anarchicamente tra eccessi ed atteggiamenti che non hanno fatto altro che alimentare la sua leggenda, Ozzy Osbourne ha sorprendentemente confidato al tabloid Sun di far spesso visita assieme alla moglie ad un centro, l’Headley Court nella regione del Surrey, in cui vengono accolti i soldati britannici feriti in missione:
“Da anni visito i veterani di guerra per dirgli ‘grazie’ per quello che hanno fatto per tutti noi. Alcuni di questi giovani ragazzi hanno così tante ustioni che sembra gli sia stato sparato un lanciafiamme addosso. L’altro giorno stavo parlando con un ragazzo di 19 anni, paralizzato dal collo in giù, è stato il mio eroe.
E’ incredibile quello che possono causare queste bombe lasciate per strada. Però ripeto, non sono un politico e non voglio espormi o fare dichiarazioni a favore o contro questo tipo di missioni, io so solo che è una cosa molto triste e che l’umanità ha tutti gli strumenti per risolvere le controversie in modo diverso.”
Che il dolore della guerra e dei veterani siano i protagonisti di uno o più brani contenuti nel prossimo album in studio del Principe delle Tenebre? La risposta a fine giugno, con la commercializzazione di Soul Sucka.
via | The Sun