
Una delle fasi fondamentali di ogni genere d’arte è l’ispirazione. Che sia per scrivere un libro, dipingere una tela o comporre una canzone. Solitamente, l’autore deve trarre spunto da qualche fonte, da un suo personale pensiero, da un suo stato d’animo o da qualche evento esterno che lo ha condizionato.
In questo post vogliamo parlarvi di come la fonte di ispirazione, in questo caso, siano state terze persone che, nel bene o nel male, hanno permesso al cantante di esprimere le proprie emozioni e di conquistare il successo con la creazione di un brano.
Leggete dopo il salto chi hanno avuto come fonte questi 21 artisti. E, alla quale, forse saranno sempre in debito:

Ne abbiamo parlato, non solo noi di Soundsblog a dire il vero, pochi giorni fa di quella che si può dire la notizia della settimana: lo sbarco dei Beatles su iTunes, il portale di vendita mp3 di casa Apple.
Per celebrare la cosa, o magari per far rendere conto a tutti quanto i Fab Four siano presenti nella cultura pop di questi anni, la webzine americana Paste Magazine ha selezionato le 50 miglior cover delle canzone dei Beatles di sempre. Le regole erano chiare e semplici: nella lista né le canzoni né gli interpreti si ripetono.
Per vedere la classifica, ed ascoltare i brani visto che ogni posizione è accompagnata da un video, andate www.pastemagazine.com, atrimenti dopo il link potete ascoltare le prime tre posizioni…
Continua a leggere: Tutto Beatles: ecco le 50 migliori cover del gruppo di Liverpool

Dopo Alex Kapranos dei Franz Ferdinand (che si adirò non poco contro il colosso del fast-food, vincendo la battaglia a suon di Tweet non proprio ‘eleganti’) è toccato a Sir Paul McCartney ottenere ragione da una protesta contro la catena McDonald’s per un uso illegittimo di alcune sue foto.
Quando -ormai due anni fa- venne comunicato al baronetto che alcune immagini che lo ritraggono campeggiavano in una delle sedi del fast-food incriminato, andò su tutte le furie. Come se non bastasse, il ristorante reo di aver associato l’immagine di McCartney a quella dei noti panini, era anche a Liverpool, la città natale dei Beatles.
Paul McCartney è un convinto vegetariano e noto ambientalista ormai da anni, tanto che un rappresentante della “People for the Ethical Treatment of Animals” (PETA) sostenne l’artista assicurando che non aveva mai dato il permesso per utilizzare le foto. A due anni di distanza la battaglia è stata vinta: le immagini sono state rimosse e Sir Paul può dichiararsi -eticamente- soddisfatto.
André 3000 rifà i Beatles per una nuova campagna Nike dedicata all’NBA. Nel filmato che vi mostro, in cui si vedono le gesta sportive di alcuni dei più grandi atleti viventi (da Kobe Bryant a Lebron James, fino a grandi star del passato come Pippen e Barkley) la colonna sonora è un rifacimento da parte di André 3000 (quello di Hey Ya per intenderci) degli Outkast (quelli di Ms Jackson, sempre per intenderci) di un grande classico dei Beatles: All together now.
Una versione funk e adrenalinica quella che propone André di questo pezzo, in linea con il suo stile ma anche rispettosa dell’originale. A me è piaciuta molto anche perché, devo dire, si sposa perfettamente al ritmo incalzante delle immagini e al tono generale del commercial. Evidentemente però alla Nike non sapevano che di recente anche TIM ha proposto uno spot con una simpatica rivisitazione di questo stesso pezzo a cura del produttore e consulente musicale Ferdinando Arnò.
Nel caso della riproposizione di Arnò ci fu una levata di scudi al grido “i Fab Four non si toccano!”. Io che apprezzo sempre le cover, se fatte con gusto e coscienza come in questi due casi, sono di parere diverso. In ogni caso dopo il salto trovate l’originale degli “scarafaggi” di Liverpool, per i pochi che non la dovessero conoscere. Così potete farvi la vostra opinione sull’annosa questione cover dei Beatles sì, cover dei Beatles no.
Continua a leggere: Cover che non ti aspetti: Andre 3000 rifà All Together Now dei Beatles
La musica è un meraviglioso mezzo di comunicazione e siamo spesso colpiti dalle hit del grandi nomi internazionali tanto da essere stimolati a emularli interpretando a modo nostro i brani, magari apportando il nostro tocco personale.
Ho scovato un post interessante su Mashable dove vengono elencate le 10 cover più ascoltate su youtube interpretate da appassionati e persone “ordinarie”. Tra i brani più noti ce ne sono due di Lady Gaga, uno di Rihanna, uno dei Beatles (”Hey Jude” interpretata da un bimbetto di origine asiatica straordinario!). C’è un interprete che canta addirittura un medley di 32 brani in 8 minuti con l’accompagnamento della chitarra.
Tra le performance sono rimasta colpita dall’esibizione a cappella di un certo Sam Tsui, cantante pop presente anche su iTunes che fa un grande omaggio a Michael Jackson. Lo potete ascoltare dopo il salto. Mi vien quasi voglia di imbracciare la chitarra e riprendermi anche io in una performance indimenticabile!
Continua a leggere: Le 10 cover amatoriali più cliccate su youtube
Mescolare la storia agli zombie é l’ultima tendenza, e questa volta a farne le spese o meno (secondo i punti di vista) sono i Beatles. Il gruppo britannico rinascerà in versione zombie in un adattamento cinematografico del romanzo illustrato di Alan Goldsher (su EarthsMightiest trovate un’intervista all’autore) intitolato “Paul is undead - The British Zombie Invasion”.
Il film prodotto da Michael Shamberg e Stacey Sher che hanno acquisito i diritti della graphic novel per il cinema, riprende la vicenda esposta ne libro nel quale il morto vivente John Lennon uccide Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr e li riporta a ‘nuova’ vita. La band effettua concerti in giro per il mondo fino a quando si trova faccia a faccia con il cacciatore di zombie Mick Jagger e la ninja Yoko Ono.
Il film riprende un po’ il genere di storie come “Pride and Prejudice And Zombies” e “Abraham Lincoln: Vampire Hunter” che hanno ispirato dei film cinematografici attualmente in produzione. Il produttore Stacey Sher appare entusiasta e dice:
“Sono un fan dei Beatles come il resto del mondo e Alan mostra passione per la musica e la storia, e interesse per l’universo zombie; il mash-up sarà divertente, sarà una lettura insolita”. “Le illustrazioni sono fantastiche, e poi, come si può odiare un libro dove Gesù, d’accordo con lo zombie John Lennon, afferma che i Beatles sono in realtà più grandi di lui?”.
Via | Nme

Prima o poi doveva succedere. Anni di venerazione, l’amicizia con Paul McCartney, i paragoni (spesso decisamente azzardati), le due cover dei Fab Four (”I Am The Walrus” in “The Masterplan” e “Within You Without You” per i 40 anni dall’uscita di “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”): sembra che le strade dei Beatles e degli (ex)Oasis finalmente si incontrano definitivamente.
Liam Gallagher infatti vorrebbe produrre un adattamento per il cinema di The Longest Cocktail Party: An Insider’s Diary Of The Beatles, Their Million Dollar Apple Empire And Its Wild Rise And Fall, un memoriale scritto da Richard DiLello sugli anni trascorsi a lavorare negli uffici della Apple in cui racconta le esperienze vissute con la band tra il 1967 e il 1970.
Il libro era uscito nel 1973 per la Playboy Press, poi ristampato nel 1981 e nel 2005. Entrambi i fratelli Gallagher ne sono da sempre entusiasti ma è Liam con la sua società cinematografica “In 1 Productions” che pare realizzerà il progetto in collaborazione con la “Revolution Films”.
Continua a leggere: Liam Gallagher produrrà un film sui Beatles

Date una classifica ad un appassionato di musica e lo farete felice. La strana forma di feticismo per tutto quello che viene messo in ordine numerico secondo precisi rilevamenti, è qualcosa che va spesso oltre l’umana comprensione: vogliamo la ‘gara’, salvo poi lamentarci perché sappiamo bene che non si può giudicare un disco o un artista semplicemente sulla base di dati oggettivi.
In Inghilterra sono notoriamente degli specialisti delle chart. L’ennesima arriva dalla BBC Radio 2 e raccoglie i dati che arrivano dalle trasmissioni, dai concerti nei pub, nei club: persino dalla musica trasmessa nei ristoranti, negli esercizi commerciali e nelle sale d’attesa degli aeroporti (!). Copre un arco di tempo di dieci anni e ha stabilito chi è l’artista più suonato.
Sorpresa: per una volta non sono i Beatles (che comunque si piazzano saldamente al secondo posto). Secondo quella che è stata battezzata “People’s Artist Chart”, l’artista la cui voce è uscita più volte dagli amplificatori sul suolo britannico nell’ultimo decennio è Madonna.
Ai radiomaniaci segnalo una novità interessante. Da oggi parte 105Classics, il nuovo portale specializzato in musica vintage con 10 web radio e 3000 canzoni che vengono rinnovate di mese in mese.
Molti i generi e gli artisti disponibili: Beatles, Mogol/Battisti, Black Vintage, Dance 90, For Djs Only, Full Vintage Versions, Groove 80, Rio 40 Graus, Soul Vintage, Vintage r&b. L’offerta unica in Italia rappresenta la più completa e specializzata offerta di musica Vintage sul mercato, con pezzi di qualità e bellezza per la maggior parte introvabili e che ha richiesto a Radio 105 Classics una ricerca durata mesi. Al debutto, due web radio spiccano su tutte: “100% Beatles” con tutta la discografia del mitico gruppo britannico dalla nascita allo scioglimento (circa 200 canzoni) rimasterizzata con suono digitale e “Mogol-Battisti” la coppia più famosa e stimata della musica italiana con il meglio da loro pubblicato.
Pochi giorni dopo aver conferito a Ringo Starr la prestigiosa stella nella Walk of Fame di Hollywood, la Camera di Commercio del celeberrimo distretto di Los Angeles ha concesso lo stesso onore anche a sir Paul McCartney.
L’indiscrezione, trapelata direttamente dagli uffici dell’ente che decide l’assegnazione delle “stelle”, spiega inoltre i motivi per i quali si è aspettato tutto questo tempo prima di premiare la sfolgorante carriera di Ringo e Paul.
Nonostante i Beatles abbiano già un loro posto nella Walk of Fame dal 1998, la Hollywood Chamber of Commerce in questi anni ha deciso infatti di onorare con un’ulteriore stella la carriera dei defunti John Lennon e George Harrison, mentre solo in un secondo momento si è provveduto a conferirne una ai restanti componenti dei Fab Four ancora in vita, dando la precendenza a chi avrebbe potuto partecipare di persona alla cerimonia (Ringo Starr, appunto).
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