
Alla fine Parigi non l’ha spuntata, ma -purtroppo- neanche la nostra Torino. Doccia fredda per la candidatura del capoluogo piemontese, proprio quando sembrava la più quotata. Nonostante fosse forte della pressione del comitato organizzatore di “European Youth Capital” e di Mtv Italia, Torino ha perso l’opportunità di ospitare gli EMA 2010 nella prevista sede dell’Oval, al Lingotto.
Vince invece -a sorpresa- Madrid: l’edizione 2010 degli MTV Europe Music Awards si terrà infatti domenica 7 novembre alla “Caja Magica”. E’ la seconda volta in cui i premi MTV per la musica europea hanno luogo in Spagna, dopo l’edizione 2002 svoltasi a Barcellona.
La Caja Magica è un complesso sportivo polifunzionale progettato dal famoso architetto francese Dominique Perrault. Uno spazio noto per la sua versatilità, situato nel Manzanares Park, a poca distanza dal centro della capitale europea. L’organizzazione promette uno show ancora più spettacolare di quello già memorabile- andato in scena lo scorso anno a Berlino. Peccato aver perso l’occasione di farne un piccolo, importante vanto italiano.

Diciassettesima edizione per il Sonar: una delle più importanti, affollate e prestigiose rassegne di musica elettronica e dance del mondo. Descritto senza alcuna presunzione come “advanced music and multimedia art festival”, è ormai diventato da quasi due decenni, la tappa obbligata per chi vuole vedere i migliori artisti e rendersi conto dello stato della ‘nuova musica’ a livello internazionale.
Quest’anno, il Sonar raddoppia. Il 17, 18 e 19 giugno, infatti, saranno ben due le location che ospiteranno in contemporanea la manifestazione. Una è quella tradizionale, nella città di Barcellona, divisa come sempre in “Sonar by Day” (nelle sale del CCCB e dello splendido MACBA, il museo di arte contemporanea) e “Sonar by Night” (al centro congressi Fira, nella località di Hospitalet). L’altra sarà invece la città galiziana di La Coruña, nell’estremo nord-est del paese, nello spazio EXPOCoruña.
Sono stati finalmente resi noti i grandissimi nomi all’appello tra cui figurano: i Chemical Brothers, LCD Soundsystem, Plastikman, Air, Dizzee Rascal, Hot Chip, Jónsi, Matthew Herbert, i 2manydjs, Kid Koala, i Broadcast, Booka Shade, Flying Lotus. Il meglio del meglio, con molti degli artisti che presenteranno i loro nuovi lavori proprio in questa occasione. Insieme ai concerti, mostre, installazioni, performance e showcase. Un appuntamento, ancora una volta, imperdibile. Dopo il salto, un elenco più dettagliato.
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Gli U2 sono felici di comunicarci che lo spettacolo garantito dal 360° Tour, che ha avuto termine lo scorso 28 ottobre a Vancouver, continuerà per tutto il 2010 e toccherà nuovamente l’Italia.
Apertosi lo scorso 30 giugno dal Camp Nou di Barcellona, il 360° Tour deve il suo nome alla gigantesca struttura con impalcatura “a ragno”, composta da una passerella ad anello e da una serie di megaschermi che permettono la visione ottimale della band capitanata da Bono Vox da qualsiasi punto dello stadio.
Come ricorderà certamente chiunque abbia avuto la fortuna di assistere ad una delle due date milanesi del 360° Tour, la bellezza del palco non è nulla rispetto alla magia garantita da due ore e mezza di appassionante live in compagnia della musica degli U2: proprio per questo, è con immensa gioia che vi informiamo che il 360° Tour “edizione 2010″ ritornerà in Italia il prossimo 6 agosto (Torino, Stadio Olimpico) e 8 ottobre (Roma, Stadio Olimpico). Dopo la pausa, i link per accedere alla prevendita dei biglietti, disponibile da domani agli iscritti al sito di Bono e compagni e dal 4 dicembre a tutti i “non registrati”.
via | U2.com
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La seconda notte del Sonar by Night 2009 è ricca di spunti di interesse e di voglia di stare a sentire quel che ha ancora in serbo per noi avventori e addetti ai lavori questo grande evento di musica advanced.
Arrivare presto al Sonar, con i ritmi spagnoli e nelle gambe la fatica della tre giorni, è una vera impresa. Ma ce la si fa, in tempo (a mezzanotte) per godersi l’esibizione di Fever Ray (ovvero Karin Elisabeth Dreijer Andersson, che gli appassionati conosceranno per il duo The Knife (Karin e il fratello, Olof Dreijer). Il mood svedese e i suoi mix di sonorità perfetti rimangono, ma il risultato è duro, avvolgente, cupo, oscuro, mai rassicurante eppure di piacevolissimo ascolto, a lasciarsi coinvolgere nel viaggio. La Dreijer Andersson ha dichiarato di aver tratto ispirazioni, per questo lavoro, dalla sua seconda maternità: dev’essere questo il motivo della sensazione di una nenia che, pur nella sua oscurità, ti culla e conforta.
Nel Sonar Club, poco più in là, è il momento più atteso della serata, almeno per quanto riguarda il sottoscritto: si esibiscono gli Orbital, i fratello Paul e Phil Hartnoll, scioltisi nel 2004 per intraprendere percorsi solisti. Anime dei rave party degli anni ‘90, sono un graditissimo ritorno - ma chissà se questa esibizione coinciderà anche con un nuovo progetto discografico comune? Ci permettiamo di dubitarne - e non tradiscono, nel loro essere un classico della musica elettronica. Esibizione d’alto livello, sia visivamente che dal punto di vista delle sonorità: dopo averli sentiti, per me sarebbe fatta. Ma il programma è ancora ricchissimo.
Tadeo, dj e producer spagnolo, ha l’arduo compito di esibirsi dopo gli Orbital: è preciso, anche accattivante, ma il confronto è impietoso. Così si desiste e si passa a un altro palco.
Crystal Castles, dopo essere stato un grande successo che si è diffuso - già, queste leggende esistono ancora - attraverso MySpace, è un altro grande momento di questo sonar, con una Alice Glass che con la voce fa un po’ quel che le pare. A seguire, ritorna, dopo la prima giornata dedicata al revival ‘80, Jeff Mills (aka The Wizard), ma questa volta con una selezione contemporanea. Un po’ troppo monotòna, per i gusti del sottoscritto, che preferiva Mills nella sua versione amarcord. Tuttavia va detto che il dj non è stato per nulla aiutato dalla tecnica: ancora gravi problemi e almeno sei interruzioni con l’impianto che saltava allegramente. Peccato.

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La seconda giornata del Sonar 2009 comincia presto, per il sottoscritto, che si trova nel praticello sintetico in compagnia di pochi mattinieri. La mattina, si sa, qui comincia tardi. E nel Sonar Village, dopo le atmosfere melodiche di David Nod, comincia con Mark Jones che, si legge nella sua scheda, ha contribuito al lavoro di Royksopp, Propellerheads e Les Rythmes Digitales, oltre ad aver rilanciato la carriera di Grace Jones, che si esibirà nel corso della serata. Sonorità ibride, dall’ambient all’hip hop cominciano a scaldare il praticello e i suoi frequentatori, che oggi sono molti di più.
A seguire, i Young Fathers ci trascinano, acconciature, suoni e abbigliamento, in un’epoca ormai lontana, che attinge agli anni ‘70 a piene mani, fa ballare un pubblico di nostalgici.
Pronti a spostarci da un palco all’altro, come il giorno prima, ci si dirige nella Hall dove Quayola propone un live set di djing e visual, un percorso ben preciso - dal titolo Path to Abstraction - ipnotico nelle sue frequenze basse che rimbombano nella cassa toracica e nelle sue microvariazioni modulari.

Alle 19:30, ci si sposta nel SonarComplex, dove si esibisce Filastine. I più attenti ai movimenti di protesta degli anni ‘90 e 2000 sanno bene di chi si tratta. Questo artista, che si fa accompagnare da una violoncellista e da una vocalist - per una parte dell’esibizione, almeno - è stato coinvolto in maniera significativa dal movimento no global. Era a Seattle, era a Genova.
La performance è accompagnata da installazioni video che hanno strettamente a che vedere con l’impegno sociale di Filastine, che si presenta vestito da sacerdote postmoderno accompagnato da una croce proiettata alle sue spalle e ricavata dalle immagini dei countown video. Quel che si sente è un mix di stili, che attinge a piene mani alla tradizione balcanica e a quella di Bollywood (sic), con Filastine che si esibisce live, oltreché nel mixing, anche nell’esecuzione di basi con percussioni, drum machine e persino con un iphone. Le videoinstallazioni mostrano immagini di scontri e proteste, il WTO a Seattle, il G8 a Genova, e si arricchiscono di animazioni che illustrano, per esempio, la situazione palestinese. Un grande momento di musica, videoarte e - perché no - impegno sociale.
Ma non è finita: velocemente, ancora storditi dall’esperienza sensoriale, torniamo nella SonarHalle per goderci il live dei Konono N°1. Per chi ama la musica etnica afro, è quanto di meglio si possa trovare, in questa giornata di apertura del Sonar. I Konono, che hanno collaborato addirittura con Bjork sono senza dubbio portatori di ritmi, partiture, sonorità etniche; si esibiscono con strumenti tradizionali, a volte modificati con pezzi elettronici o meccanici ricavati, per esempio, da auto abbandonate. Il tutto non fa che contribuire a una sonorità che resta indigena ma non disdegna di invadere l’elettronica.

Ieri, giovedì 18 giugno, si è dunque aperto il Sonar 2009, con la sua prima giornata - che si è svolta solo di giorno, by Day, come abbiamo spiegato. Gli appuntamenti erano numerosi e, come sempre accade in questi eventi, abbiamo dovuto fare una scelta oculata per potervi raccontare quanto più possibile.
Alle 13 ci siamo gustati la singolare performance di Javi Alvarez nella SonarHall. Javi crea musica elettronica con pezzi di vecchi hardware che smonta e modifica e collega alla sua consolle. Vederlo manipolare vecchi computer Atari, tastiere Casio, joystic e una serie infinita e irriconoscibile di apparecchiature e giocattoli elettronici, e sentirlo generare suoni con un’apparente accozzaglia di roba che tiene al posto dei consueti piatti o cdj è un’esperienza davvero interessante. Naturalmente, le sonorità sono affini al materiale utilizzato, un’elettronica spinta, computerizzata, che ricorda i vecchi videogame ma che coinvolge il pubblico quanto basta.
Alle 16, un vero guru per gli appassionati di techno (e non solo) si è esibito nel SonarVillage, il famoso praticello. Parliamo di Jeff Mills, conosciuto dagli addetti ai lavori con lo pseudonimo di The Wizard, un nome d’arte che acquisisce un senso quando lo si vede mixare con una nonchalance che ha dell’incredibile su quattro piatti - rigorosamente vinile - per due ore consecutive, senza pausa, creando, come deve creare un grande dj, e proponendo al pubblico una straordinaria selezione anni 80, che spaziava dalla prima techno per contaminarsi con l’hip hop e la new wave. Il risultato, sommato all’erbetta di plastica su cui sdraiarsi o ballare, era decisamente fuori dall’ordinario.

A seguire, Luomo, dalla Finlandia, nonostante il supporto di vocalist, francamente non ci soddisfa e non regala le stesse emozioni.

Soundsblog cerca di darvi una piccola panoramica su questo Sonar 2009 che si sta consumando in questi giorni, per quanto sia difficile, riuscire a spiegare com’è e cos’è il Sonar, per chi non c’è. Ci proviamo, e proviamo anche a commentarlo per voi. In questo primo contributo, cerchiamo di dare una panoramica generale di quel che si incontra al sonar.
Al suo sedicesimo appuntamento, il Sonar è un festival internazionale di musica contemporanea (advanced music) e arti multimediali (sic). Se vogliamo, possiamo provare a immaginarcelo e a visuyalizzarlo come una sorta di Woodstock contemporaneo e globalizzato che, nella sua versione “di giorno”, si svolge proprio al centro del quartiere universitario di Barcellona, che poi è quella più interessante, meno mainstream, più freak, se vogliamo. Anche se c’è un dato di fatto: non è esattamente un evento economico, sebbene quel che si vede e si ascolta valga il prezzo del biglietto (30 euro per l’ingresso del giorno - non vale per la sera -, 140 per l’abbonamento complessivo).
Nel Sonar by Day ci sono fondamentalmente quattro strutture che ospitano gli eventi (escluse le installazioni e le mostre): il Sonar Village, che è fondamentalmente un praticello di plastica con alberi veri dove ci si gode allegramente musica mixata da vari dj e una surreale atmosfera da colazione sull’erba elettronica, il Sonar Complex, una chiesa sconsacrata, la Sonar Hall, una grossa hall sotterranea e il SonarDome, un tendone che ospita musica live.
La cosa più impressionante del Sonar è la quantità di persone e di umanità varia che vi si incontra, anche se a giudizio dei veterani, è sempre meno popolato, sempre meno divertente. Mi riservo di giudicare definitivamente dopo aver valutato la parte by night, che si inaugura questa sera, ospite d’eccezione Grace Jones, a giudizio di molti troppo mainstream per essere qui. Chissà. Fatto sta che tre anni fa suonavano i Chemical Brothers.
Giostre, maghi, clown, prestigiatori assortiti. Questo ed altro troverete nel nuovo video di Giusy Ferreri, quel “La Scala” che tanto ha fatto discutere su SoundsBlog. Vi avevamo anticipato che la clip era in lavorazione a Barcellona, ora finalmente è pronta per invadere le playlist televisive e divenire l’ennesimo tormentone estratto da “Gaetana” (disco di diamante, a quota 380mila copie).
Il brano come saprete porta la firma di Linda Perry, ex 4 Non Blondes idolo personale della Ferreri ora al servizio di star internazionali del calibro di Alicia Keys, Pink, Christina Aguilera.
Il video è già online su Babelgum ed entrerà in rotazione sui network nazionali a partire dall’11 maggio, diretto da Gaetano Morbioli (ancora lui, in Italia oramai ha il monopolio del mercato!). Potete guardarlo a questo indirizzo, la maggioranza di voi lo ha votato come nuovo grande successo di Giusy nel sondaggio dedicato qualche tempo addietro. La pensate ancora alla stessa maniera?

Sembra proprio che questo sia il momento per i nostri cantanti di sfondare le frontiere e mettersi in gioco all’estero. Dopo Daniele Silvestri e Francesco De Gregori è la volta di Ligabue.
Il rocker ha programmato per il prossimo maggio 4 date in altrettante grandi città d’oltre confine, queste:
23 maggio Barcellona, Razzmatazz
25 maggio Londra, The Forum
28 maggio Amsterdam, Paradiso
30 maggio Parigi, Olympia