
Presentazione: “Dying in Time” è il terzo disco dei genovesi Port-Royal che nel recente passato hanno realizzato due dei migliori album italiani usciti nella seconda metà del decennio: “Flares” e “Afraid to Dance”.
Giudizio complessivo: Si può essere orgogliosi della musica italiana nel mondo? I Port-Royal con “Dying in Time” dimostrano ancora una volta che la risposta a questa domanda può essere affermativa. I genovesi che avevano “paura di ballare” (il loro album precedente si chiamava “Afraid to Dance”) con “Dying in Time” si avvicinano ancora maggiormente al mondo dance (come nel bellissimo singolo “Balding Generation“), ma lo fanno con intelligenza, senza strafare. Infatti sono ancora tanti i brani in cui i Port-Royal preferiscono rimanere nei loro territori più caratteristici, quelli più sognanti, ambient e rarefatti. In più c’è anche spazio per un brano, “The Photoshopped Prince”, che si potrebbe definire come il loro “esperimento pop”, un brano decisamente orecchiabile (ma tutt’altro che banale), a mio avviso più che riuscito (anche se poco a che fare con il mood generale del disco). Concludendo, “Dying in Time”, è il terzo grande disco su tre per i Port-Royal, che dimostrano definitivamente di essere fra le realtà musicali più importanti del nostro paese.
Lista tracce - Voto:
Hva (Failed Revolutions) - 7
Nights in Kiev - 7
Anna Ustinova - 6
Exhausted Muse/Europe - 8
I Used to Be Sad - 6 (Peggior Traccia)
Susy: Blue East Fading - 7
Continua a leggere: Port-Royal: con "Dying in Time" fanno tre su tre
A Luglio vi avevamo parlato del nuovo album dei genovesi Port-Royal, intitolato “Dying in Time” e che uscirà il 5 Ottobre (in Italia dovrebbe uscire il 2). All’interno dell’articolo avevamo definito i loro due album precedenti come “due degli album italiani più interessanti degli ultimi anni”.
Bene, se il resto di “Dying in Time” sarà dello stesso livello del primo singolo, “Balding Generation”, allora si potrà parlare di “tre degli album italiani più interessanti degli ultimi anni”. Come annunciato e come era prevedibile dopo l’evoluzione presente in “Afraid to Dance (2007)”, in “Balding Generation” si fanno sempre più imponenti gli innesti di elettronica e di una cassa per certi versi vicina al mondo dance. Il video poi è un vero gioiello. Mi sbaglierò, ma qui sento aria di capolavoro…