
Ormai sono noti con l’indicativo nome di “Shockwaves NME Awards” (shockwave significa “onda d’urto”), proprio per chiarire la forza e l’impatto delle nuove band scoperte da quella che è, probabilmente, la più prestigiosa rivista musicale britannica.
Il New Musical Express è da anni il ‘termometro’ e la guida delle nuove tendenze: idolatra gruppi rendendoli famosi nell’arco di una recensione e li getta nel dimenticatoio altrettanto velocemente. Nel bene e nel male, quello che hanno sempre fatto molte riviste musicali e che oggi è abitudine diffusa su tutti i mezzi di comunicazione.
Anche in virtù di questo prestigio, le nomination degli NME Awards sono indicativi e illuminanti per fare il punto della situazione. Proprio nell’anno di un fenomeno come la Boyle, la redazione ha praticamente quasi ‘bocciato’ le figure femminili. Tanto che gli Arctic Monkeys sono presenti in ben sei categorie, i Kasabian in cinque, i Muse in quattro e gli Oasis -nonostante il gruppo si sia sciolto- in tre.

Ce la stanno mettendo tutta per dare una mano e sensibilizzare anche il mondo della musica. Tra concerti di beneficenza e brani scritti per l’occasione, tutti i più grandi -e generosi- musicisti si stanno attivando per contribuire agli aiuti necessari dopo il tremendo terremoto che ha colpito Haiti.
Uno dei modi più immediati per raccogliere fondi è quello delle aste. Facendo leva sul collezionismo e sulla devozione dei fan, mettere in vendita uno strumento garantisce un ricavo notevole e rapido che può essere immediatamente devoluto per la causa. Hanno iniziato i Mogwai con il piano usato nel tour mondiale 2006-2007. Ora arrivano moltissimi altri musicisti con la stessa -nobile- idea.
C’è la Fender Stratocaster suonata da Alex Turner nel video di “I Bet You Look Good On The Dancefloor” degli Arctic Monkeys, la giacca di Chris Martin del tour di “Viva La Vida” autografata da tutti i membri dei Coldplay, una rara drum machine della Roland donata dai Chemical Brothers. Una chitarra acustica autografata dai The Kooks, una coppia di Technics SL-1200 Mk di DJ Shadow. Artwork autografati di Mika e dei Pearl Jam e moltissime altre memorabilia.
Continua a leggere: Haiti: all'asta gli strumenti dei grandi della musica

Gli Arctic Monkeys saranno al Palasharp di Milano il 26 gennaio, per l’unica tappa italiana del tour europeo 2010. Qualcuno di voi sarà riuscito ad accaparrarsi un biglietto per il concerto prima che fosse dichiarato sold-out, altri purtroppo saranno rimasti a bocca asciutta.
A questi ultimi suggeriamo di provare a vincere una coppia di ambìti tagliandi messi in palio da Dada & Kiver: il contest sarà lanciato domani, venerdì 15 gennaio, alle ore 18 in punto.
Per partecipare basterà collegarsi all’ artist space del gruppo sul portale Dada.it, scaricare almeno 5 loro brani e infine mandare una mail all’indirizzo dadadj@staff.dada.net contenente nome, cognome e username utilizzato. I tre più veloci vinceranno 2 ingressi a testa per lo spettacolo offerto da Alex Turner e soci…buona fortuna a tutti!
Continua a leggere: Arctic Monkeys, vinci il concerto di Milano con Dada.it

Si è appena concluso un decennio ed è quindi il momento di tirare le somme. Cosa è successo negli ultimi dieci anni di musica italiana? In linea generale quello che è successo un po’ in tutto il mondo: ottima musica lontano dal main$tream e robaccia proposta ogni ora del giorno sui canali tradizionali. Però noi in Italia ci portiamo dietro anche altri problemi, che andrebbero risolti nei prossimi dieci anni. Vediamo quali.
Età media elevata e tradizionalismo: Questo è il punto più importante: se guardiamo quali sono gli artisti italiani che hanno venduto di più in questo decennio, troviamo quasi solo “dinosauri” già famosi dieci, venti, trenta anni fa. Qualche nome nuovo in grado di vendere molto è arrivato (Tiziano Ferro o i Negramaro…), ma è incredibile vedere come siano solo eccezioni. Questo problema è comunque un problema legato all’Italia in generale, lo si può notare in molti altri campi e viene perennemente alimentato dalla comunicazione di massa (Sanremo, ospitate della domenica ecc..) che continua a puntare su un target di fascia di età decisamente avanzata. In più siamo un paese tradizionale nel midollo, l’abbiamo nel sangue… il problema è che “tradizionale=vecchio”.
In radio e tv passa solo un genere: Quanto è sconfinato il mondo della musica? Quanti generi e sottogeneri esistono? Allora perchè si continua a puntare esclusivamente su un genere solo, ovvero il pop melodico da sole-cuore-amore?? E’ un genere che rappresenta una piccolissima percentuale, su cento persone che fanno musica quanti fanno pop melodico? Seriamente, pensiamoci. Qui poi ci si riallaccia al discorso della tradizione, siamo sugli stessi clichè musicali da anni e anni. Che poi non sarebbe neanche un problema tragico, se non fosse che in questo modo è rimasta nell’ombra (o nella semi-ombra…) tutta la musica migliore (e ce n’è stata tanta e pure di altissimo livello) che il nostro paese ha proposto negli ultimi dieci anni.
Continua a leggere: Musica Italiana: 5 problemi da risolvere nel prossimo decennio

Come Metacritic anche AcclaimedMusic è un aggregatore di opinioni di alcune delle più importanti testate (o siti web) musicali a livello mondiale. Su AcclaimedMusic sono al momento disponibili sei file Excel, continuamente aggiornati, due per quanto riguarda i migliori album/singoli di sempre, due per quanto riguarda i migliori album/singoli del decennio e due per quanto riguarda gli album/singoli del 2009.
Aprendo i file Excel ci si imbatte in una marea di numeri e posizioni nelle varie classifiche di fine anno delle altrettanto varie testate giornalistiche. A noi quello che ci interessa però è la classifica finale: ho aspettato fino ad oggi, ultimo giorno dell’anno, per avere una visione più definitiva, ma non escludo che già dai primi giorni del 2010 vengano poi aggiunti altri dati, cambiando (di poco) di conseguenza le posizioni in classifica.
Dopo il salto trovate la top50 degli album del 2009, la top30 degli album del decennio e infine tutta la lista delle classifiche di fine anno e decennio di cui vi abbiamo parlato negli ultimi mesi. Buon anno a tutti.
Continua a leggere: I migliori album del 2009 per AcclaimedMusic
Dopo aver stilato la classifica dei 100 album più importanti del decennio che sta per volgere al termine, il settimanale britannico New Musical Express (meglio conosciuto come NME) ci propone quest’oggi quelli che, secondo la loro giuria composta da membri interni della redazione e da addetti ai lavori, dovrebbero essere i migliori 100 brani pubblicati dall’inizio del millennio.
Com’è facilmente intuibile dall’immagine ad inizio articolo, la stupenda (e talentuosissima) Beyoncé Giselle Knowles guida la classifica con “Crazy in Love”, primo singolo estratto dal suo album di debutto “Dangerously in Love” del 2003, seguita dai misconosciuti MGMT con “Time to Pretend” del 2008 e da “Hard to Explain” degli Strokes, che così facendo vincono il premio occulto di “Band più amata da NME”. Menzione d’onore per “Out of Time” dei Blur all’ottavo posto e per “A Certain Romance” degli Arctic Monkeys in decima posizione.
Complimentandoci con Beyoncé e Jay-Z per il prestigioso risultato ottenuto, vi lasciamo alle prima metà della Top-100 di NME ed al link del magazine inglese per i brani rimanenti.
via | NME
1. Beyonce – ‘Crazy In Love’
2. MGMT – ‘Time To Pretend’
3. The Strokes – ‘Hard To Explain’
4. MIA – ‘Paper Planes’
5. OutKast – ‘Hey Ya!’
6. The Rapture – ‘House Of Jealous Lovers’
7. Klaxons – ‘Golden Skans’
8. Blur – ‘Out Of Time’
9. Arcade Fire – ‘Rebellion (Lies)’
10. Arctic Monkeys – ‘A Certain Romance’

Dopo il memorabile video di “Cornerstone” siamo pronti -e curiosissimi- per questo nuovo Ep degli Arctic Monkeys, che include, oltre al singolo, tre b-sides tratte dal loro ultimo Humbug.
Un gran pezzo garage-punk come “Fright Lined Dining Room”, il testo quasi parlato di “Sketchead” e “Catapult”: un brano scritto e prodotto insieme all’infaticabile Josh Homme. Eccovi i brani in streaming:
“Catapult”
“Sketchead”
“Fright Lined Dining Room”
via Stereogum
Continua a leggere: Cornerstone: il nuovo Ep degli Arctic Monkeys in streaming

Tempo di classifiche di fine anno anche per NME, la prestigiosa -e controversa- rivista britannica. Votata dalla redazione e da una selezione di musicisti e addetti ai lavori, arriva la classifica dei 100 migliori album del decennio che sta per finire. Tra i giurati: gli Arctic Monkeys, Carl Barat, i The Killers, Jarvis Cocker, Pete Doherty, gli Elbow, Johnny Marr, gli MGMT, Ian Brown, i The Big Pink, Snoop Dogg, Alan McGee, gli Yeah Yeah Yeahs e molti altri.
Qualche sorpresa. Un gruppo inglese (i Libertines) è stato scalzato dal podio da un gruppo statunitense. Curioso infatti siano proprio gli Strokes a farla da padroni, con un disco sicuramente influente, ma forse inferiore a molti altri. Singolare il terzo posto dei Primal Scream con un album molto bello ma certo non ‘facile’. Meritatissimo il quarto posto degli Arctic Monkeys: qualche posizione in più forse sarebbe spettata poi a Interpol e Arcade Fire, protagonisti di una vera e propria ‘nuova ondata’ qualche anno fa. Di seguito, le prime 10 posizioni. Dopo il salto, le altre 40, mentre sul sito potete leggere tutte le rimanenti.
1. The Strokes – “Is This It”
2. The Libertines – “Up The Bracket”
3. Primal Scream – “XTRMNTR”
4. Arctic Monkeys – “Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not”
5. Yeah Yeah Yeahs – “Fever To Tell”
6. PJ Harvey – “Stories From the City, Stories From the Sea”
7. Arcade Fire – “Funeral”
8. Interpol – “Turn On The Bright Lights”
9. The Streets – “Original Pirate Material”
10. Radiohead – “In Rainbows”

La scorsa settimana abbiamo terminato il nostro viaggio attraverso gli album più importanti del decennio che si sta concludendo.
Abbiamo quindi pensato di riassumere il tutto in questo post che non è altro che la lista completa, tappa per tappa, degli album che di volta in volta abbiamo approfondito, in modo tale da avere una sorta di indice delle varie puntate. Dopo il salto trovate anche la listona di tutti gli album che di anno in anno sono stati inseriti fra “gli album da salvare”.

Secondo singolo per gli Arctic Monkeys, tratto dallo splendido Humbug. Dopo “Crying Lightning”, brano apripista dell’album, un nuovo video diretto da Richard Ayoade.
Completamente incentrato sulla figura del cantante Alex Turner, “Cornerstone” è un lavoro dai toni minimali: nient’altro che il leader delle Scimmie Artiche con un vecchio registratore a tracolla, un microfono da reporter e delle cuffie enormi che ciondola cantando quella che è forse la ballad migliore del disco.
L’ironia delle immagini crea un intenso contrasto col pathos del pezzo, ovviamente disponibile in più formati. Dopo il salto, lo splendido video (anche in versione live) e le tracklist complete di tutte le versioni del singolo che includono un brano pubblicato solo per iTunes e b-sides inedite.
Continua a leggere: “Cornerstone”: nuovo singolo con inediti e nuovo video per gli Arctic Monkeys